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Nove errori di scrittura da evitare

Buona sera a tutti, chiedo umilmente perdono se nelle ultime settimane non mi faccio sentire spesso: con la scuola e la musica, ahimè, non si scherza.

Spero di fare cosa gradita, in ogni caso, segnalandovi un’interessante articolo pescato su internet che, come da titolo, parla di alcuni errori che si commettono quando si scrive e che sarebbe meglio evitare. Lo trovate qui.

Intanto a presto, portate pazienza: prometto che presto arriveranno altre recensioni e tanti altri articoli succosi! :)

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“Oggi come oggi la nostra cultura è dominata dall’espressione scritta: e-mail, messaggi, aggiornamenti di stato, post, commenti, recensioni, articoli di riviste online. E se escludiamo quest’ultimo caso, tutto il resto funziona senza alcun tipo di filtro o controllo: schiacci un tasto e, tac!, è pubblicato. E devo riconoscere che molto di quello che leggo è di ottima qualità: intelligente, divertente, informato. Ma devo anche ammettere che molte cose sono davvero pessime e questo mi ricollega a quello che dicevo prima, cioè che è anche il peggior momento. Per quanto le persone siano abituate a scrivere costantemente per la loro cerchia di amici e conoscenti spesso, quando decidono di misurarsi con la narrativa, non sanno che pesci pigliare. Insegnando scrittura e giornalismo è qualcosa di cui mi sono reso conto in prima persona.

Tutti dicono che il linguaggio giovanile, mutuato dalla rete, pieno di slang e neologismi, stia cambiando il modo di scrivere in prosa, ma per quello che ho modo di vedere io non è assolutamente così. Credo che gli studenti pensino che non è quello il modo giusto di scrivere in forma “ufficiale”. E combattuti fra questi due estremi non riescono a trovare un tono appropriato. E non è un problema che riguarda solo gli studenti ma tutta la scrittura – dalle e-mail commerciali alla prosa narrativa – quando viene chiamata a spostarsi su un livello differente da quello della comunicazione quotidiana. È come essere abituati a vivere in un posto tropicale in t-shirt e infradito e venire all’improvviso invitati a una cerimonia dove bisogna vestirsi in giacca e cravatta. È un bel salto.

Per questo, chi ha sviluppato l’attitudine a un linguaggio informale tende a perdersi quando si deve muovere in un ambito diverso. Così ho deciso di scrivere una sorta di decalogo (in realtà sono nove punti, per cui non è un decalogo) per segnalare quegli errori di scrittura che mi sembrano un difetto comune. Se riuscirete a evitarli, credo proprio che avrete imboccato la strada giusta.”


[Recensione] L’ombra del tiranno

Rieccomi qua, tra un’interrogazione e una verifica, a pubblicare la prossima recensione del progetto “Recensioni d’inchiostro”. Buona lettura!

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Titolo: L’ombra del tiranno
Fa parte di: Le pietre di Talarana (# 1)
Autore: Alessandro H. Den
Tags: fantasy classico, prescelto, destino, magia
Editore: Smashwords (autopubblicato)
Pagine: ~ 500
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €0,99
ISBN: 9781301676200
Formato: eBook (ePub, Mobi)
Valutazione:

Grazie all’autore per avermelo inviato in formato ebook.

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RIASSUNTOUna Tempesta annuncia l’inizio dei cambiamenti per un mondo rimasto per quasi mille anni vittima della lotta tra le due grandi potenze del pianeta: l’Impero di Selthon da una parte e il Regno di Naren dall’altra. Nel mezzo, a separarli, il grande Oceano Centrale. La capitale imperiale è il teatro di questi cambiamenti, uno dei suoi funzionari l’uomo che riceverà da quattro figure angeliche un bambino nel quale è riposta la speranza di liberare il pianeta da un’antica e oscura minaccia.

L’AUTORE – Nato e cresciuto a Firenze, Alessandro H. Den inizia a scrivere alle elementari, anche se alcuni tentativi di scarabocchi sono documentati fin dall’asilo. Famoso per aver lasciato segni pittorici del suo passaggio ovunque (fogli, banchi, persone), crescendo si appassiona a troppe cose per sceglierne solo una quindi si iscrive alla facoltà di Design dove può esprimere e sperimentare il suo essere poliedrico. Inizia a scrivere il primo libro, L’Ombra del Tiranno, a sedici anni, ma inizia a crederci solo dopo averlo cestinato e ricominciato dall’inizio per la quinta volta. Terminato il secondo romanzo della saga, L’Erede di Talarana, è attualmente impegnato nella stesura di due romanzi brevi.

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GiVeAwAy! La punizione del romanzo

Benvenuti, cari lettori e lettrici di Pensieri d’inchiostro!

Per tutti quelli che, con mio grande piacere, sono rimasti incuriositi dalla recensione de La punizione del romanzo di Daniela Passerini, che trovate qui, in accordo con l’autrice ho pensato di farvi un regalino: fra esattamente un mese estrarrò i vincitori di tre (dico tre!) copie del libro, che come al solito potrete ricevere gratis a casa vostra!

Non dovete fare altro che inviare un commento a questo post, rispondendo brevemente a questo tema: come ti comporteresti se anche tu fossi mandato all’interno dei Promessi Sposi? Riusciresti a vivere la storia così com’è oppure la modificheresti rischiando, come Filippo, di non poter più fare ritorno al mondo reale?
Cosa aspettate a partecipare anche voi? Se non altro è un modo divertente per rispolverare il tanto amato/odiato romanzo del Manzoni! ;)

Come partecipare al Giveaway

Dopo che avrete inviato il vostro commento, vi verrà assegnato un numero crescente, che sarà il vostro identificativo quando avverrà l’estrazione dei vincitori, tramite il sito Random.org.
Tutto quel che vi chiedo oltre a questo è:

   1. Diventare lettori del blog, inserendo un indirizzo valido nel modulo che trovate nella colonna qui a destra e confermando l’iscrizione che vi verrà recapitata tramite email. Per chi lo fosse già da prima del giveaway, ho pensato di regalare un punto extra = un’ulteriore possibilità di vincita. Questo vale anche per tutti coloro che hanno già commentato (e che sono comunque invitati a iscriversi, nel caso non l’abbiano già fatto.)

   2. Se possedete Facebook, mettere “Mi piace” sulla pagina di Pensieri d’Inchiostro (sempre qui a destra) e/o iscriversi come followers su Twitter;

   3. Naturalmente condividere il link di questo giveaway ovunque vi aggradi, invitare i vostri amici reali e virtuali, fare pubblicità sui vari social network… insomma spargere la voce, in modo che possa raggiungere più lettori possibile!

Oltre alle vostre impressioni, dunque, nel commento dovranno figurare anche:

  • l’email con cui vi siete iscritti al blog (se diversa da quella con la quale commenterete);
  • il nome con cui siete iscritti a Facebook/Twitter, in modo da poter identificare i vari “Mi piace”/followers;
  • eventuali link in cui avete condiviso l’evento.

(Mi sembra superfluo specificare che, per correttezza nei confronti di tutti, ciascuno può partecipare una sola volta, ma in ogni caso sappiate che la Topolina vede tutto e che non si lascerà sfuggire eventuali doppioni – che naturalmente verranno esclusi seduta stante dalla competizione.)

Avete tempo fino al 7 giugno 2013 - vale a dire un mese – per iscrivervi al giveaway, invitare i vostri amici e condividere l’iniziativa: nei giorni successivi, la sottoscritta procederà con l’estrazione dei tre fortunati vincitori, che verranno comunicati subito dopo. A quel punto gli estratti saranno contattati e dovranno fornire un indirizzo per la spedizione del libro, che verrà spedito loro direttamente (nel caso uno o più vincitori risultino irreperibili, si procederà con una nuova estrazione).

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Concludo in bellezza, come sempre con i dati del romanzo… e vi aspetto numerosi, ragazzi! :)

punizione romanzoTitolo: La punizione del romanzo
Autore: Danila Passerini
Tags: futuro, Promessi Sposi, romanzo, punizione
Editore: L’Erudita
Collana: L’Urgente
Pagine: 170
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €15,00
ISBN: 9788867700288
Formato: brossura
Copertina: foto di Serena Rembado

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Letture di aprile 2013

DaichemancasolounmeseDaichemancasolounmeseDaichemancasolounmese… si vede che adoro andare a scuola, nevvero? ^^
Be’, sperando che queste ultime cinque settimane di scuola passino in fretta (cosa che dubito, con tutte le verifiche e le interrogazioni che ci stanno ancora in mezzo…), ecco a voi come sempre il resoconto delle letture del mese che si è appena concluso :)

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[Racconto] La classe dei famosi

Buona sera, cari lettori!
Ricordate del concorso di scrittura bandito dalla mia scuola un anno fa, a cui avevo partecipato col racconto “La biblioteca di notte”? Be’, la vostra Topolina ha pensato bene di fare il bis, iscrivendosi anche all’edizione di quest’anno, questa volta sperando di avere maggior fortuna (l’anno scorso, infatti, il mio racconto era stato selezionato tra i finalisti, ma non era riuscito per poco a salire sul podio dei vincitori)… che nemmeno in questa occasione, ahimè, ha guardato dalla mia parte: ho passato la selezione, ma anche ‘sta volta non sono più riuscita ad andare avanti.
In ogni caso ciò non basta certo a scoraggiare la prode Topolina, che sa già per certo di volerci riprovare per l’ultima volta. Nel frattempo, vi invito ancora una volta a leggere il mio racconto e a dirmi cosa ne pensate! :)

Senza titolo-1Prima di proporvelo, permettete che vi dia qualche indicazione in più.
Innanzitutto, il tema dell’edizione 2013 era “Ricordi di scuola”, come al solito da sviluppare in un testo di massimo 10’000 battute: hanno passato la selezione 9 racconti su circa 30, che sono stati inseriti nel libretto di cui vedete qui a destra la copertina.
Anche in questo caso il titolo mi solleticava non poco: come per “La biblioteca di notte” ho pensato di buttare giù un’idea che mi ronzava in testa da un pezzo, e che potrebbe essere l’antefatto di un vero e proprio libro che mi piacerebbe scrivere… però intanto prendetelo così com’è, che va già bene.
Purtroppo credo che il perno attorno a cui ruota l’intero racconto sia anche un po’ il suo punto debole (nonché, forse, uno degli aspetti che hanno contribuito a non farmi vincere), cioè che si tratta di una storia ispirata alla realtà, e che quindi chi non è a contatto con essa rischia di non capirne tutti i dettagli. Tuttavia anche lettori estranei mi hanno assicurato che diverte lo stesso, quindi spero che piaccia anche a voi.
Se qualche passo risultasse oscuro, ovviamente, non esitate a chiedere spiegazioni, e… consideratela una piccola vendetta che mi sono concessa contro la situazione che alcuni professori stanno creando nella mia classe ;)

A questo punto, credo non ci sia altro da dire. Buona lettura!

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Intervista a Gloria Scaioli!

Salve, amici lettori di Pensieri d’Inchiostro! Oggi desidero ospitare sul blog un’autrice che abbiamo già incontrato, e di cui in futuro sentiremo ancora parlare, e che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune domande riguardo al mondo dei libri. Sto parlando di Gloria Scaioli, il cui primo libro - La radice del rubino - trovate recensito qua. Buona lettura!

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D: Un bravo scrittore dovrebbe essere innanzitutto un buon lettore. Sei d’accordo con questa affermazione? Raccontaci com’è il tuo rapporto con la lettura e quale importanza hanno i libri nella tua vita.

R: Tutto dipende da che cosa intendiamo per “buon lettore”. Non basta essere “divoratori” di libri: un divoratore può essere un lettore appagato, un ottimo fruitore che sa trarre piacere dalla pratica del leggere. Come un frequentatore di musei non necessariamente è un artista. Penso che un bravo scrittore debba essere un lettore attento. Per lo scrittore leggere non è solo divertimento, ma anche palestra. Dai libri si trae la voglia di scrivere e non solo da quelli che piacciono. A volte l’ispirazione nasce anche da delusioni in seguito alle quali viene spontaneo dire a se stessi: “io avrei sviluppato la vicenda in altra maniera”. Per quello che mi riguarda penso di essere una lettrice molto esigente. Leggo lentamente per assaporare la scrittura e per gustarmi gli sviluppi della trama. Mi piacciono le storie ben costruite e i colpi di scena. Non tollero la noia, le lunghe divagazioni erudite o gli intenti striscianti di certi autori che vogliono far passare un messaggio prestabilito. Leggo quando ne ho veramente voglia, altrimenti perdo il gusto della lettura. A volte interrompo la lettura di un libro e lo riprendo anche dopo molto tempo, magari inframezzandolo con altro. Certo, d’estate al mare, tutto diventa più piacevole.

D: Parliamo ancora di scrittura: quando e quanto scrivi? Ti prefissi un certo numero di ore/pagine giornaliere di scrittura oppure lasci che sia l’ispirazione a farti cominciare?

R: Non mi sono mai imposta ritmi di lavoro forzati. Non ne vedo lo scopo. Attualmente non ho pressioni per finire da parte di nessuno. Capisco che avendo a disposizione più materiale si hanno più possibilità di venire pubblicati e di arricchire il curriculum, ma ha senso, dopotutto? Per me la scrittura ha una forte componente di piacere di scrivere, che in genere viene completamente a mancarmi se introduco il fattore “ansia”. Poi, certe volte, se mi trovo del tempo, scrivo anche se non sono completamente ispirata: grazie a quella magnifica invenzione che è il computer si fa sempre in tempo a cancellare gli eventuali passi falsi. In realtà certe volte vengono fuori anche delle sorprese da queste sedute di lavoro. Inoltre cerco di non lasciare che la storia si areni. Ci saranno sempre punti di snodo difficili, trame su cui lavorare impiegando più tempo: prefissarsi delle tappe forzate, a volte, crea solo un forte senso di squilibrio in quello che si intendeva equilibrare.

D: Come ti comporti quando hai in testa un nuovo personaggio e vuoi farlo conoscere a chi legge? Hai già in mente il suo “identikit” prima di scrivere, oppure lasci che si riveli pian piano anche alla sua ideatrice? E soprattutto quanto inserisci di te stessa all’interno del suo carattere?

R: Dipende. I protagonisti nascono in maniera più approfondita dall’inizio, con un loro passato e caratteri più definiti. I comprimari e le comparse, invece, sono in genere funzionali alle vicende. Però mi è capitato più di una volta che un personaggio nato come comprimario abbia finito per “prendersi i suoi spazi”. Cerco sempre di non essere troppo categorica, di trattare i personaggi come se fossero persone e quindi di “lasciare loro” la possibilità di crescere e di cambiare rotta se la situazione narrativa lo consente. Per quello che riguarda l’ultima domanda cerco di inserire il meno possibile di me nei personaggi, di usarli come fossero indipendenti. Mi ha aiutato tanto in questo il gruppo di ragazzi per cui scrivo testi teatrali: io creo i personaggi, ma poi li riempiono loro: studiando il modo in cui un contenitore viene riempito ho cercato di fare lo stesso nei tasselli dei romanzi.

D: Desideri comunicare qualcosa a chi legge, per esempio un messaggio particolare, oppure ti limiti a raccontare le tue storie e a concedere al lettore la libertà di leggervi i significati che preferiscono?

R: I messaggi troppo marcati, secondo me, generano un effetto esageratamente didattico e didascalico. Nel romanzo ci sono situazioni. Ti posso dire che lo squilibrio è sempre negativo, mentre l’equilibrio e il pensiero razionale caratterizzano i personaggi positivi. Poi ogni lettore porta nella lettura qualcosa di sé e con questo anche la sua interpretazione dei fatti presentati nella storia.

D: Ne La radice del rubino ho trovato parecchi riferimenti alla civiltà e alla mitologia classica: come si conciliano questi due mondi apparentemente molto lontani, ovvero la realtà classica e la letteratura fantasy?

R: Siamo solo nel campo del nominalismo, perché ci attacchiamo fortemente alla definizione anglosassone di fantasy. Siamo piegati a quell’interpretazione perché il termine è inglese e perché siamo bombardati da immagini di un certo tipo. In realtà la narrativa fantastica nasce proprio dalla mitologia classica. Le immagini e le storie dell’Antica Grecia e di Roma sono state filtrate da un contesto nordico che ha creato il prototipo fantasy (soprattutto con Tolkien) e poi lo ha a sua volta esportato. Non è necessario, però guardare sempre e solo a questa realtà “specchiata” come ispirazione, non è certo proibito andare ad attingere all’origine. Ho avuto la fortuna di frequentare una scuola che mi ha presentato questo serbatoio culturale immenso; a mia volta, insegnando, cerco di tramandarlo ad altri. Non dico che sia sbagliato uniformarsi a un modello vincente e di moda, dico solo che bisognerebbe farlo essendone consci, non perché non si ha alternativa e si viaggia con un bagaglio culturale estremamente leggero.

D: Sempre all’interno del tuo primo romanzo, in particolare nella pagina dedicata all’editore, troviamo questa massima di Carver Mead: “È facile avere un’idea complicata. La cosa davvero molto, molto complicata è avere un’idea semplice”. Racconta come è nata l’idea per scrivere La radice del rubino e se ti sei riconosciuta in questa frase, durante la sua realizzazione.

R: La frase viene dopo, dato che arriva a processo ormai concluso. L’idea è sempre stata quella di raccontare una storia: cosa c’è di più semplice e istintivo che raccontare? In realtà il mio è un libro complesso, molto ricco di trame e sotto trame, ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore che aiuti il lettore a districarsi. Penso che sia questa la mia idea semplice.

D: Ritieni che un autore, per far sì che il suo libro sia apprezzato, debba soffermarsi maggiormente sulla costruzione di una trama avvincente oppure sulla cura dello stile? Oppure su entrambe?

R: Entrambe: la prima per avvincere, la seconda perché non stiamo stuccando un muro, l’ambizione è realizzare un buon affresco. È come una bella canzone: ci vuole un testo significativo e una musica adeguata, altrimenti otteniamo rime con cuore-amore su una melodia composta con il computer.

D: Come vivi l’importanza sempre maggiore che i libri elettronici stanno conquistando nel mercato letterario? Pensi che il futuro dell’editoria sarà in mano agli eBook oppure credi che il cartaceo non sia ancora alla fine dei suoi giorni?

R: Te lo dirò quando avrò un lettore e-book. Non sono contraria e mi fa veramente piacere che la gente legga, a prescindere dal supporto su cui legge. Spero che il progetto di Plesio di editoria digitale prosegua e che venga a coinvolgere anche i miei romanzi. Per ora io vado ancora con il cartaceo e mi trovo bene così. Non credo che il cartaceo sparirà, però non so cosa ci riservi il futuro. Posso solo dirti che io sono assolutamente disponibile ad adattarmi.

D: Fai finta che io non abbia ancora letto il tuo romanzo, che abbia solo adocchiato la trama e che ne sia rimasta incuriosita, ma che sia ancora indecisa se comprarlo o meno: per quale motivo un futuro lettore dovrebbe leggere il tuo libro? Cos’è che, secondo te, lo rende speciale e unico rispetto agli altri?

R: Domanda veramente difficile. Non sono brava a vendere, se avessi un negozio, sono sicura, fallirei miseramente. Io credo che i miei romanzi nascano da molto lavoro, sono prodotti curati, sia da me, sia dallo staff che se ne è preso cura in fase di produzione del libro definitivo. Mi chiedi perché dovresti leggere il romanzo, io ti rispondo, siccome mi parli di interesse, perché non dovresti?

Questa era l’ultima domanda, Gloria! Grazie per aver risposto, e in attesa che arrivi il turno di leggere il tuo secondo libro, Il labirinto d’ambra, ti faccio tanti auguri per la tua carriera di scrittrice!


Sull’acqua disidratata, su Justin Bieber e sulla stupidità umana

L’altro giorno ho letto su un libro di informatica di un tale – che proprio non posso non definire assoluto gegno del male - che guadagna dollari su dollari vendendo, tramite il suo sito internet, nientemeno che l’acqua disidratata. Migliaia e più di ignari (o stupidi?) clienti svuotano entusiasti le loro carte di credito… salvo poi vedersi recapitato un pacco pieno di bottiglie di plastica vuote e ovviamente incavolarsi di brutto (senza ricordarsi che chi è causa del suo mal pianga se stesso, soprattutto in questo caso).

Giuro che non ci avrei mai creduto, finché non l’ho vista con i miei occhi!

Oggi, invece, ho scoperto questa notizia altrettanto inquietante che riguarda quell’altrettanto gegno che risponde al nome di Justin Bieber (se qualcuno non lo conoscesse – in tal caso, meglio per lui -, sappiate che è un diciannovenne canadese con la voce e pure la faccia da ragazzina divenuto una star grazie a Youtube e davanti al quale le teenager di tutto il mondo sbavano e cascano come pere mature).
Si dà il caso che il Bieber nei giorni scorsi abbia fatto visita alla casa di Anna Frank e abbia lasciato, nel quaderno dei visitatori, il seguente messaggio: Essere venuto qui mi ha davvero ispirato. Anna è stata una grande ragazza. Magari sarebbe stata una “Belieber”.

C’è da dire che la cosa avrebbe potuto avere i suoi lati positivi: le sue fans tanto mentalmente evolute avrebbero potuto addirittura imparare qualcosa di utile nella vita! Peccato che, come c’era da aspettarsi, la faccenda si sia sviluppata in un modo ben diverso.
La pagina del Bieber e il sito del museo, infatti, sono stati invasi dalle suddette fan che domandavano, preoccupatissime: Ma chi è questa Anna Frank? Non sarà mica la nuova fiamma di Justin, OMG!!! O.o

Povera Anna! Altro che rivoltarsi nella tomba! Spero davvero che perseguiti i suoi incubi e quelli delle Beliebers fino alla fine dei loro giorni!

Come sempre lascio a voi qualsiasi commento a riguardo, perchè io sono totalmente senza parole. Ma vi prego, se potete, qualcuno mi salvi dalla stupidità che mi circonda! T.T


[Recensione] Le gemme di Tebarka

Maledetto tempo ballerino, che prima porti un caldo che sembra agosto e il giorno dopo, per ripicca, scateni il diluvio e mi fai venire pure il raffreddore. Spero che dedicarmi al progetto distragga per un po’ il mio naso, che gocciola come una fontana da ieri mattina… accidenti a lui! >.<
Vi lascio alla recensione con l’ormai abituale colonna sonora, che spero serva a evocare l’atmosfera :)

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Titolo: Le gemme di Tebarka
Sottotitolo: Le cronache dell’Arcipelago (# 1)
Autore: Laura Sammartano Fèvre
Tags: fantasy classico, elfi, maledizioni, guerra
Editore: Dario Flaccovio
Pagine: 367
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €14,50
ISBN: 9788877589286
Formato: rilegato con sovraccoperta
Valutazione:

Grazie all’autrice per avermelo inviato in formato ebook.

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RIASSUNTOTra elfi spassosi, cavalli parlanti, antiche maledizioni, mostri alati e vendicativi, nella sperduta e maledetta isola di Tebarka, Pharaz, stregone capo della regione di Hastamar, dichiara guerra alle popolazioni con l’intento di rubare le cinque gemme che proteggono le regioni: Milletsun, regno degli uomini, Giansìr, regno dei fantasmi un tempo popolato da uomini, Brudia, regno degli elfi mortali, e infine Pathmoor, regione dei centauri e dei cavalli. La volontà dello stregone di dominare Tebarka sarà contrastata dal tenace Marold, erede al trono del regno degli uomini, e dal giovane Thebilo, principe di Giansìr costretto a vivere una non-vita, accompagnato dalla dolce e coraggiosa Ameli di Milletsun. I protagonisti si imbatteranno nella misteriosa figura di Kared, eremita dei monti Farali, le cui verità nascoste cambieranno il destino di Tebarka, allontanata misteriosamente dalle altre tre isole dell’arcipelago di Ereth Island.

laura-a-crestL’AUTRICE - Laura Sammartano Fèvre è nata a Marsala nel 1977. Laureata in Storia dell’Arte, scrive da quando era bambina. Appassionata di cinema, viaggi e letteratura, ama i romanzi di Zafon, J.K. Rowling, Tolkien e Brooks. Dopo Le Gemme di Tebarka, nato nella sua casa di studentessa fuori sede, si è dedicata alla stesura di altri romanzi. Attualmente impegnata nella stesura del secondo fantasy tratto dalla saga “Le cronache dell’Arcipelago”, vive tra la Sicilia e il sud della Francia.

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[Recensione] La punizione del romanzo

Rieccomi qua, gente. Chiedo di nuovo scusa se in questi giorni ho trascurato il blog, ma la gita ha occupato molte delle mie energie… però oggi sono ancora qui con una nuova recensione del progetto!
PS: vi auguro buona lettura con la colonna sonora ufficiale della nostra gita, ovvero la canzone di una prof della scuola… :)

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punizione romanzoTitolo: La punizione del romanzo
Autore: Danila Passerini
Tags: futuro, Promessi Sposi, romanzo, punizione
Editore: L’Erudita
Collana: L’Urgente
Pagine: 170
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €15,00
ISBN: 9788867700288
Formato: brossura
Copertina: foto di Serena Rembado
Valutazione: 4,5 

Grazie all’autrice per avermi spedito il libro.

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RIASSUNTOFilippo ha sedici anni, un carattere ribelle, capelli lunghi e magliette sbiadite che non riesce a buttare via. La scuola è piena di luoghi comuni soprattutto da quando, dopo la Terza guerra mondiale, tutti si sono messi in testa che bisogna spendere la propria vita per gli altri, essere compassionevoli, buoni. E lui, il più bello della scuola, non ci sta. Ogni compagno è bersaglio di frecciatine non troppo velate e battute taglienti, un po’ per colpire i deboli, un po’ per non svelare la propria personalità e le proprie passioni amorose rivolte all’unica che non sembra subire il fascino del bello e cattivo. Ma la scuola è un luogo di formazione non solo didattica ma anche caratteriale e morale, la cui missione è accompagnare nella crescita i ragazzi perché diventino adulti acculturati sì, ma soprattutto critici, coscienziosi, consapevoli. E allora non rimane da fare che una cosa: punirlo. Quale castigo sarebbe più adatto per lui della punizione del romanzo? Filippo entrerà in un libro, vestendo i panni di un personaggio, e il suo scopo sarà quello di vivere la sua nuova vita senza cambiarne la trama, neppure di una virgola, pena il non ritorno.

L’AUTRICE – Danila Passerini, nata a Bologna il 2 gennaio 1957, vive ad Aosta con la famiglia, il cane Lo Zar e la tartaruga Martina. Insegna letteratura italiana e storia all’istituto tecnico-professionale Corrado Gex.

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Libri 4ever!

Mentre decido cosa mettere in valigia (da domani la Topolina scappa a Monaco di Baviera per quattro giorni! :P ), vorrei condividere con voi un paio di video scoperti nei giorni scorsi… tanto per non far dimenticare anche a chi – come me – è un accanito sostenitore degli eBook che i buoni “vecchi” libri di carta sono e saranno sempre insistituibili. Buona visione!

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PS: naturalmente spero che in Germania siano ben organizzati in quanto a WiFi, ma vi prego di perdonarmi se nei prossimi giorni non dovessi essere sempre presente. Mi spiace per il blog, ma una gita è una gita! :)


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