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Recensione: Folle estate

Lascio da parte per un attimo il progetto per scrivere una recensione che dovevo fare già da un po’ di tempo.

Titolo: Folle estate
Autore: Giulio Pinto
Genere: narrativa
Editore:  Gruppo Albatros – Il filo
Collana: Nuove Voci
Pagine: 360
Anno di pubblicazione:  2011
ISBN:  9788856742473
Prezzo:  €19,50€
Formato: brossura
Valutazione:

    

La Folle estate è quella di Silvia, insegnante in un liceo statale e nella scuola privata di proprietà familiare, e di Samuele, poliziotto a suo modo “integerrimo”. I due amanti vivranno avventure fuori del normale, tra corse di cavalli, tesori trafugati, truffe e leopardi “da compagnia”. Un romanzo particolare che parla di un mondo “pazzoide” di personaggi curiosi e al di fuori della legalità, di problemi scottanti e ancora attuali come le Brigate Rosse e la Banda della “Uno” bianca, il tutto condito dai ragionamenti originali e dotti dell’autore, in una scrittura pantagruelica e mista, di gaddiana memoria.

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Come la disastrosa verifica di ieri mattina ha avuto la premura di ricordarmi, io e la fisica non siamo mai andate d’accordo. Ciononostante, a volte mi capita di leggere certi romanzi che risvegliano l'”istinto fisico” che c’è in me e che mi facciano venire una voglia sopraffina di ripassare il moto parabolico dei proiettili, lanciando il malcapitato libro dalla finestra… Ma ho deciso che per tutte le vacanze non voglio più sentire parlare di fisica, perciò mettiamoci seri e torniamo a parlare della recensione. Continua a leggere


Recensione: Anime impure

Non ditemelo, tanto lo so già: sono in ritardo, e prevedo che nelle prossime settimane la situazione non migliorerà. Spero mi perdonerete… perciò intanto godetevi questa nuova recensione, sempre nell’ambito del progetto.

Titolo: Anime impure – La rivelazione
Autore: Cristiano Signorino
Genere: urban fantasy, paranormale
Editore:  Gruppo Albatros – Il filo
Collana: Imago
Pagine: 237
Anno di pubblicazione:  2009
ISBN:  9788856716191
Prezzo:  €15,50
Formato: brossura
Valutazione:  
Grazie all’autore per avermelo spedito.

 

NB: al momento il libro è fuori catalogo; tuttavia lo trovate in catena di lettura su aNobii.

“Le ombre festeggiarono, silenziose, l’avvenuto incontro tra la giovane e Gabriel. Alcune guizzarono di gioia, altre tremarono di felicità. Occhi umani osservarono quell’oscura danza pur senza prestarvi veramente attenzione. Furono in pochi a comprendere quanto stesse veramente accadendo e non tutti se ne rallegrarono.”
Cosa accadrebbe se la materia di cui sono fatti i sogni riuscisse a filtrare in un mondo da cui le illusioni sono state bandite? Forse i sogni cercherebbero vendetta e, con loro, anche gli incubi.

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Ho impiegato un po’ di più del previsto per concludere questo libro, ma alla fine ce l’ho fatta, perciò eccomi a illustrarvi le mie impressioni post-lettura.

Comincio col dire che riuscire a superare la parte iniziale è stata una faticaccia non da poco, ed è forse per questo che per leggere la prima metà ho impiegato più di una settimana, mentre la seconda è volata via in un pomeriggio: a essere sincera, infatti, i capitoli introduttivi non mi sono affatto piaciuti. Continua a leggere


Letture di dicembre

Mancano all’appello soltanto le letture del mese di dicembre, e poi via che si riparte con l’anno nuovo… quindi ecco a voi i libri che mi hanno tenuto compagnia per le ultime settimane del 2011, e con questo la seconda novità grafica del 2012: visto che il blog si chiama Pensieri d’Inchiostro, perché non usare delle gocce d’inchiostro per valutare i libri, invece delle classiche stelline? :)

Continua a leggere


In my mailbox #2 – Acquisti libreschi

Benvenuti al secondo appuntamento della rubrica che raccoglie i libri che durante questa settimana si sono aggiunti alla mia libreria.
Anche in questi giorni, come vi mostrerò tra poco, le cose sono andate alla grande: sono ben sei, infatti, le new entry  :)

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In my mailbox – Acquisti libreschi

Titolo: Enemy – Tra bene e male
Autore: Samantha Beatrice Brillante
Editore: Sangel
Pagine: 402
Prezzo: €14,80
Lo trovi su: Sito dell’editore, aNobii, IBS, Bol, Booktrailer su Youtube

Acquistato su Comprovendolibri.it

Una storia travolgente e piena di suspance. Il fascino di un ragazzo misterioso. La storia di una ragazza che si ritroverà coinvolta in un qualcosa di inaspettato. Un romanzo da leggere col fiato sospeso. Enemy è un avvincente fantasy, che ruota intorno alla lotta tra il bene e il male. Protagonista di questo fantasy è Ginevra, detta Evra, una ragazza come tante, che si ritrova a fare i conti con il più bello e arrogante della scuola, Draco. Da subito tra loro non scorre buon sangue e gli scontri sono sempre più forti. Il destino per Evra però ha riservato qualcosa di inaspettato. Si ritroverà insieme a suo fratello Colin e ai suoi amici ad affronate molte prove, perché il bel Draco nasconde un terribile segreto… Può un nemico tanto odiato divenire indispensabile? 

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Titolo: Un cuore nelle tenebre
Autore: Roberta Ciuffi
Editore: LeggerEditore
Pagine
: 366
Prezzo: €10,00
Lo trovi su: Sito dell’editore, aNobii, IBS, Bol

Acquistato su Comprovendolibri.it

Vivono tra la gente comune, conducono una vita apparentemente normale? Ma la notte è il loro regno, è di notte che si scatena la loro vera natura. Tutto intorno, l’Italia unita sta muovendo i primi passi, eppure, tra i vicoli di San Raffaele, in Friuli, sono i lykaon a reggere i fili del destino. Da secoli vivono in pace, a metà fra la ragione umana e l’istinto animale, ma ora qualcuno di loro ha lasciato che il sangue prenda il sopravvento, e che le pulsioni del lupo vengano alla luce, sconvolgendo un’armonia sottile. L’ombra dei boschi sta per dilagare, inesorabile, insidiosa, e solo uno di loro potrà ricucire il confine tra i due mondi. Starà a lui, accompagnato da una donna fragile e indifesa, che cela in sé la forza sconosciuta e dirompente di una regina delle tenebre, trovare la chiave che risolverà l’enigma, per difendere il suo popolo dai piani di chi da tempo trama alle loro spalle.

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Titolo: Il cavaliere d’inverno
Autore: Paullina Simons
Editore
: BUR 
Pagine
: 700
Prezzo: €10,90
Lo trovi su: aNobii, IBS, Bol, Amazon, Libreria Universitaria

Acquistato su Comprovendolibri.it

Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

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Titolo: D.flies
Autore: Diletta Fabiani
Editore
: Lulu
Pagine
: 173
Prezzo: €12,68 (eBook free)
Lo trovi su: aNobii, Lulu

Ringrazio l’autrice per avermelo inviato in formato eBook.

Le cose non sono più state le stesse da quando June è morto. Il gruppo si è sciolto ed Airon si è ritirato nella sua casa in riva al mare, a condurre una vita fatta di giornate vuote e notti ripetitive. Finchè una sera non incontra in un locale Ken Taira, un giovane cantante che gira il mondo con la sua chitarra. Chi è? Perché assomiglia così tanto a June? E che cambiamenti può portare questo incontro nella vita di Airon?
Per ulteriori curiosità sul racconto, visitate http://www.ladycaos.eu/lumi/ 

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Titolo: Anime Impure
Autore: Cristiano Signorino 
Editore
: Gruppo Albatros – Il Filo 
Pagine
: 237
Prezzo
: €15,50
Lo trovi su: aNobii, IBS, Bol, La Feltrinelli

Ringrazio l’autore per avermelo spedito. 

“Le ombre festeggiarono, silenziose, l’avvenuto incontro tra la giovane e Gabriel. Alcune guizzarono di gioia, altre tremarono di felicità. Occhi umani osservarono quell’oscura danza pur senza prestarvi veramente attenzione. Furono in pochi a comprendere quanto stesse veramente accadendo e non tutti se ne rallegrarono.”
Cosa accadrebbe se la materia di cui sono fatti i sogni riuscisse a filtrare in un mondo da cui le illusioni sono state bandite? Forse i sogni cercherebbero vendetta e, con loro, anche gli incubi. 

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Titolo: Il segreto degli undici
Fa parte di: Le leggende di Aron – Libro I
Autore
: Deborah Epifani 
Editore
: Linee Infinite 
Pagine
: 480
Prezzo: €16,00
Lo trovi su: Sito dell’editore, Sito dell’autrice

Scambiato su aNobii. 

Aron ha quindici anni e una vita felice sulla sua piccola isola. Le giornate in mare, i tuffi dalla barca di Gorgo, il sale che tira sulla pelle e l’amore della sua famiglia sono tutto ciò che possiede, tutto ciò che desidera. Quasi tutto. Manca un giorno al suo compleanno e alla cerimonia che lo ammetterà al Consiglio dei Germogli, giovani pronti a difendere l’isola e i suoi abitanti da qualunque insidia li minacci. Ormai fervono i preparativi che lo renderanno a pieno titolo un uomo del Popolo del Mare. Basterà una notte di tempesta perché tutto cambi: dal buio emerge una misteriosa presenza che lo trascinerà lontano dagli affetti e dall’isola, nel mondo magico e insidioso di cui ora fa parte. Chi sono i Guardiani che lo cercano? Chi sono i misteriosi Undici il cui destino si intreccerà inevitabilmente con il suo? Quali enigmi nascondono e cosa vogliono da lui? Aron dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e imparare a fidarsi della tenebra che lo accompagna, se vorrà salvare se stesso e le persone che ama. Una corsa contro il tempo per sfuggire al nemico comune. Un’avventura alla scoperta di se stesso e di quel Potere che lo rende unico al mondo. Un segreto da svelare per trovare la verità.

E voi? Quali libri si sono aggiunti alla vostra libreria? =)

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PS: se c’è tra voi qualche milanese che vuole passare una piacevole domenica musicale, venga a vedermi alle ore 11 al teatro Dal Verme! :)


Recensione: L’ultimo eroe del Klaidmark

È arrivato il momento di recensire, sempre nell’ambito del progetto che ormai ben conoscete, il romanzo d’esordio di Alberto De Stefano: L’ultimo eroe del Klaidmark.

Titolo: L’ultimo eroe del Klaidmark
Autore: Alberto De Stefano
Genere: Fantasy classico, heroic
Editore: Gruppo Albatros – Il Filo
Collana: Imago – Nuove voci
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2010
ISBN: 9788856730807
Prezzo: € 17,50
Formato: brossura
Valutazione:

Ringrazio l’autore per avermelo inviato in formato eBook.

Sito dell’editoreSu FacebookSu aNobiiBooktrailer e presentazioneAcquista su Ciao.it

Il mago di corte Parish, il soldato Rindall e la principessa Caisha sono amici d’infanzia, legati da un vincolo inscindibile di fraterna amicizia, e vivono felicemente la loro esistenza, condividendo i propri sogni e le proprie speranze. Tuttavia, un infelice giorno un ostacolo imprevisto si abbatte sul loro cammino: un Entar, una delle creature più antiche e potenti dell’intero Klaidmark, li avvisa infatti che l’oscuro signore del male Ulgholoth, già sconfitto in passato dai valorosi eroi del Paese, è pronto a tornare. Il destino del mondo è nelle mani di chi saprà trovare l’unica pietra in grado di riportare in vita Ulgholoth e distruggerla. Toccherà a Parish e Rindall sostenere il re Bantir nella sua lotta contro il male e, nell’impresa, anche la loro amicizia e il rispetto reciproco verranno messi a dura prova. Un romanzo emozionante e coinvolgente, una storia di affetti ed eroismo nella migliore tradizione della letteratura fantasy.

Non è stato facile decidere che voto assegnare all’Ultimo eroe del Klaidmark: è principalmente per questo che alla fine mi sono decisa per tre stelline, ovvero un giudizio abbastanza neutrale. Basandomi soltanto sul mio gradimento, dettato dal mio punto di vista di lettrice, si tratta proprio di questo: un romanzo nella media, né incredibilmente bello né particolarmente brutto.
Per quanto riguarda la trama, come probabilmente vi sarete accorti leggendo il riassunto, L’ultimo eroe del Klaidmark non brilla per originalità: come ci racconta l’autore stesso nella presentazione, nello scriverlo si è molto ispirato alla mitologia norrena, e in effetti una certa somiglianza con Il signore degli anelli si percepisce nettamente.
Una nota positiva è che, una volta tanto, ci troviamo con un autore che ha avuto la pazienza di studiare e di informarsi a lungo (ha iniziato a scriverlo a 16 anni e l’ha pubblicato solo dieci anni più tardi, dopo numerose riletture e revisioni). Purtroppo però forse è proprio il voler trarre spunto dalla mitologia nordica che ha penalizzato l’originalità. Gli stereotipi più classici del fantasy, infatti, ci sono quasi tutti: troviamo l’eroe guerriero che si scopre predestinato dall’antica e terribile profezia, la compagnia di amici e il viaggio periglioso, la pietra magica che è il solo oggetto in grado di distruggere il cattivo di turno, gli elfi oscuri che odiano tutto e tutti, la bellissima ragazza elfa e naturalmente la città elfica, la spada dai grandi poteri magici…
Le creature che popolano il nostro mondo fantastico, inoltre, sono più o meno sempre le stesse: gnomi, draghi, elfi, nani, orchi e troll. E non dimentichiamoci del mostro dai tanti tentacoli che se ne sta nascosto nella palude e attacca gli incauti viaggiatori.

A parte questi, sono davvero molti i riferimenti alla tradizione norrena, e l’ambientazione richiama parecchio la classica epoca medievale dei cavalieri e dei duelli. Questa è senz’altro una buona notizia per chi non è mai stanco di heroic fantasy che seguono questa scia; però, sfortunatamente, c’è anche chi, come la sottoscritta, in un fantasy cerca soprattutto un background originale, e L’ultimo eroe del Klaidmark non è quel genere di romanzo che si adatta anche ai gusti dei palati più esigenti.
Questo, dunque, è quel che penso riguardo alla trama e, in generale, al contesto.

Parlando un po’ di stile… ahimè, non mi ha lasciato del tutto soddisfatta. Più precisamente, se visto nel complesso è scritto bene; o perlomeno, se confrontato con gran parte dei suoi colleghi libri fantasy scritti da esordienti non c’è nemmeno paragone: il fatto che sia stato sottoposto a ben dieci anni di riletture, evidentemente, è servito a qualcosa. Tuttavia, come ho già detto, secondo me come stile necessita ancora di qualche limatura.
Per esempio, la punteggiatura è in gran parte da rivedere: spesso la si trova in eccedenza, cosa che rende il testo pesante e farraginoso, nonché inutilmente frammentato. Inoltre, a volte il PoV è ballerino, e la scelta dei termini non è delle migliori: il lessico è monotono, e a volte si ha l’impressione che laddove ci sono dieci parole se ne sarebbero potute mettere solo tre senza stravolgere il senso della frase. Giusto un esempio per chiarirci meglio:

Le armature completamente nere facevano assomigliare i combattenti a un’immensa, unica, grandissima ombra.

Qui almeno uno dei tre aggettivi finali si sarebbe potuto tagliare senza problemi, e lo stesso vale per quel “completamente”.
In definitiva, trovo che uno stile meno ampolloso avrebbe reso la lettura molto più scorrevole: il problema principale, infatti, è che così com’è scritto non trasmette quasi mai immagini concrete di ciò che descrive, e non trasmettendo immagini diventa inevitabilmente noioso. Ad ogni modo, per fortuna, a mano a mano che si procede con la lettura questi difetti tendono ad attenuarsi, perciò il finale, seppure appaia un poco affrettato e tirato via, si è rivelato comunque piacevole.

Per concludere, L’ultimo eroe del Klaidmark è senz’altro un romanzo che ha del buono: sarebbe però bastata una maggior cura per i dettagli e uno sforzo di essere più originale per risultare migliore. Questo, ahimè, lo ha penalizzato molto, secondo il mio punto di vista, ma tuttavia i personaggi ben caratterizzati e perlopiù interessanti salvano le cose; dunque, si tratta di un libro in cui pregi e difetti si compensano a vicenda.
Leggetelo se siete lettori che vi accontentate di una storia classica e avventurosa.

~ ~ ~

L’Entar sorrise.
«Solo a una persona è concesso di usare l’artefatto che distruggerà la Pietra della Vita».
Caisha prese coraggio: «Chi è il prescelto?».
«Sarà Rindall il custode del talismano, come suo padre lo fu per la Pietra della Vita!». Notando lo stupore dipinto sui volti dei ragazzi, il saggio aggiunse: «Durante il vostro viaggio, troverete le risposte a tutte le domande che vi state ponendo. Interrogativi ai quali non mi è dato rispondere».


Recensione: Oltremondo

Nuovo libro del progetto “Libri in cambio di recensioni” e, come al solito, nuova recensione. A chi tocca questa volta? Ma al romanzo Oltremondo di Marta Leandra Mandelli.

Titolo: Oltremondo
Sottotitolo: Petali di rosa e fili di ragnatela
Autore: Marta Leandra Mandelli
Genere: fantasy, urban, bidimensionale
Editore: Gruppo Albatros – Il Filo
Collana: Nuove voci – Imago
Pagine: 472
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788856739954
Prezzo: € 21,50
Formato: brossura
Valutazione:

Ringrazio l’autrice per avermelo spedito.

Forse vi stupirà il fatto che stia scrivendo la recensione di un libro pubblicato dal Gruppo Albatros, ovvero una delle case editrici che meno mi vanno a genio – come ho scritto in questo articolo. Ma come?, direte voi. Questa si fa in quattro per fare cattiva pubblicità all’editoria a pagamento e poi decide di dare spazio nel suo blog a un libro pubblicato con contributo?
Un motivo c’è, ed è molto semplice: sono fermamente convinta che un romanzo debba essere giudicato per lo stile con cui è scritto, per la trama che racconta e per come è stata resa l’idea, non in base alla reputazione della casa editrice che lo ha scelto. Ritengo che un libro debba giudicarsi da solo: casa editrice a pagamento o meno, ormai è stato pubblicato, e se un libro è scadente lo sarà sempre, sia pubblicato dalla Einaudi, sia dalla Pinco&Pallo.
Nel caso specifico di Oltremondo, per buona parte del libro mi sono dimenticata che sulla copertina e sul retro figurava il nome della casa editrice, e questo per il motivo che ho scritto sopra. L’unica cosa che mi ha fatto un pochino sorridere è stato leggere tra i ringraziamenti “Se la casa editrice Gruppo Albatros non avesse creduto in me, non stareste leggendo queste righe”, conoscendo la politica della casa editrice nello “scegliere” i libri da pubblicare. Ma questi sono dettagli del tutto irrilevanti.

Ho impiegato più tempo del previsto a leggere questo romanzo, sia per il numero di pagine, sia per l’impaginazione piuttosto fitta delle stesse, sia perché, ahimé, la narrazione tende a procedere un po’ lentamente.
Delle 470 pagine totali, l’introduzione ne conta ben 200. Ho notato che la storia fatica un bel po’ a decollare: fino circa a pagina 180 troviamo un lungo capitolo introduttivo che, a mio parere, avrebbe potuto essere sfoltito e alleggerito almeno di 40-50 pagine, non tanto perché queste ultime raccontino fatti inutili, quanto perché questi fatti vengono narrati in un modo piuttosto lento. Vengono, per esempio, analizzati nel dettaglio molti elementi della vita quotidiana dei protagonisti, viene descritto dove vanno, cosa fanno, come si comportano in varie situazioni e tanto altro. Questo, naturalmente, non è un male, perché grazie a questo lungo capitolo di introduzione i personaggi sono risultati, a mio parere, molto ben caratterizzati, ma quando dopo quasi 200 pagine non avevo ancora capito dove l’autrice volesse andare a parare, avrei desiderato che questa presentazione delle persone e dei luoghi dove si svolge la vicenda scorresse un poco più rapidamente.

Parlando dei luoghi, mi è piaciuta l’idea di ambientare il romanzo in due zone distinte: la prima parte a Milano, in un’Italia di un futuro non troppo lontano; la seconda, invece, in una dimensione parallela: Oltremondo, appunto.
In questa Milano del futuro incontriamo Siobhan, una ragazza di quasi 20 anni appartenente a una famiglia benestante, così benestante che si può permettere un maggiordomo tutto per sé, lezioni private di tiro con l’arco con un istruttore personale e soprattutto vestiti, attenzioni e lussi vari a non finire. Sua grande amica è la giovane Rowan, anche lei 20enne. E non dimentichiamoci dei due protagonisti maschili, ovvero il dolce Ian e l’affascinante Adrian.
È Siobhan che, in prima persona, ci racconta le avventure sue e dei suoi amici. La narrazione è sempre al presente: una scelta ardua e un poco criticabile, a mio parere, perché si è costretti a rimanere rinchiusi per tutta la durata della storia all’interno della testa di un singolo personaggio. Se questo personaggio è in gamba, allora bene, ma se ci si ritrova a dover fare i conti con una certa Bella Swan o una sua parente, le cose cambiano, e di tanto. Per fortuna, Siobhan è una ragazza interessante, il che ha reso abbastanza piacevole la lettura – nonostante non apprezzi molto il narratore in prima persona, soprattutto se al presente.
Di Siobhan sappiamo che, oltre a essere ricca, ha una particolarità che la distingue dai suoi coetanei; anzi, che a volte la fa sentire addirittura a disagio: una macchiolina chiara nell’iride dell’occhio, che lei considera una falla, un’anomalia di se stessa. Ma anche i suoi amici, come si scopre presto, hanno qualcosa di speciale: Rowan, per esempio, possiede una voce incredibile e una capacità empatica fuori dal normale; Ian è un bravo guaritore ed è capace di comunicare con gli animali; Adrian ha uno spiccato talento per il combattimento.
L’incontro di questi quattro ragazzi – dopo un po’ non è difficile intuirlo – non è casuale: essi fanno parte di un disegno preesistente, di un intreccio di fili appartenente al passato che li porterà in un mondo al di là della realtà che conoscono; Oltremondo, appunto. Qui scopriranno di essere gli eredi del regno, nonché i Prescelti destinati a sconfiggere il male.

Che peccato, penserete. Una storia che si prospettava originale e innovativa finisce per scadere nella solita solfa dei quattro prescelti che vengono catapultati in un universo parallelo e a cui viene affidato il compito di salvarlo. Invece no, perché Oltremondo non è soltanto questo. C’era un qualcosa, mentre leggevo, che non me lo faceva apparire come il solito fantasy trito e ritrito senza un briciolo di originalità. Prima di tutto, perché non si tratta dell’ennesimo fantasy scadente: entrambi i mondi – il “nostro” del futuro e quello di Oltremondo – sono dipinti in un modo che ho trovato molto efficace e ben riuscito. Nel romanzo tutto è programmato nei dettagli, non c’è niente lasciato al caso: sembra davvero che ci siano dei “fili di ragnatela”, sottilissimi e invisibili, a muovere tutto.
Mi è piaciuta anche la scelta di inserire all’interno di Oltremondo non sempre le solite creature fantasy, bensì molte varietà di felini, come tigri, leoni e puma, che nella storia hanno un ruolo importante.

Insomma, per quanto riguarda la trama, la programmazione degli eventi e l’originalità della situazione, Oltremondo è un romanzo davvero ben fatto. Però… sì, c’è un però, ed è a causa di questo però che il mio voto si è fermato a un livello medio: come accennavo poco sopra, la trama fatica parecchio a decollare, e credo che il motivo principale per cui accade questo sia lo stile. In linea di massima è corretto, per carità, ma in certi punti l’ho trovato veramente molto, forse troppo descrittivo.
Per esempio, quando Siobhan va nel negozio a comprare l’arco che poi chiamerà Arjuna, viene fatto un uso massiccio di termini tecnici sul tiro con l’arco: non intendendomene un granché e non avendo la possibilità di cercare informazioni in modo istantaneo, ho avuto un po’ di difficoltà a seguire questa scena. Ma non solo: il fatto è che lo stile di Marta Mandelli – che il retro di copertina definisce “limpido e perfetto” – in realtà è fin troppo minuzioso e descrittivo. A causa di questo, la narrazione, soprattutto nella prima parte, procede lenta. Avrei gradito, come ho già detto, che il tutto andasse avanti più velocemente.
Un abbondante numero di refusi, imperfezioni stilistiche e di punteggiatura, poi, non rende più facili le cose.

In definitiva, Oltremondo è un romanzo in cui obbiettivamente c’è del buono. Sarebbe risultato senz’altro più godibile, però, se fosse passato tra le mani di un editor esperto in grado di sfoltire dov’era necessario e aggiustare le varie pecche di stile, cosa su cui probabilmente, conoscendo la casa editrice, non ha potuto contare. E questo è un peccato, perché si tratta senza dubbio di una storia che vale.


Sull’editoria a pagamento I – EAP? No, grazie.

Quella di scrivere una serie di articoli a proposito dell’editoria italiana, in particolare di quella a pagamento, è stata una delle idee che più mi hanno convinto ad aprire questo blog.
Tutto è nato, come gran parte delle mie bizzarre idee, da Yahoo! Answers: la sezione Libri ed Autori è tuttora piena zeppa di autori che hanno pubblicato a pagamento il loro primo romanzo e che, probabilmente in mancanza di un’adeguata distribuzione e pubblicità, si pubblicizzano praticamente a ogni risposta, a volte addirittura creandosi account multipli. Incuriosita da questo fenomeno, ho cercato di scoprire qualcosa in più, ed è stato così che ho conosciuto l’editoria a pagamento, in particolare la conosciuta casa editrice che di nome fa Gruppo Albatros – Il Filo. Fortunatamente, da qualche anno a questa parte esiste Writer’s Dream, un forum per tutti gli scrittori e gli aspiranti tali, su cui è possibile trovare molte informazioni a proposito dell’editoria, come appunto quella a pagamento. E ne sono rimasta colpita al punto da decidere che non potevo proprio non dedicarvi almeno un articolo.
Ho impiegato più tempo del previsto a scriverlo, dato che le cose da dire a proposito dell’editoria a pagamento (d’ora in poi EAP) erano davvero tante. Sarebbe stato impossibile far entrare tutto in un unico post, e se anche ci fossi riuscita, sarebbe venuto fuori un articolo talmente lungo che anche solo per farlo entrare nel layout del blog sarebbe servito un computer con lo schermo più alto della statua della libertà. Meglio evitare, dunque, siete d’accordo? ^^ Ho deciso, perciò, di scrivere vari articoli che arriveranno un po’ per volta, dedicati a vari aspetti dell’EAP.
In particolare, questa puntata parlerà in generale di come mai, secondo me, pubblicare a pagamento è – permettetemi – una GRAN cavolata. Quindi, ecco a voi:

EAP? No, grazie.

L’argomento di cui vorrei parlare oggi prende spunto dall’articolo “I 10 motivi per non pubblicare a pagamento” del blog di Writer’s Dream, che mi sono permessa di rielaborare e di commentare con i miei pareri personali a riguardo.

• Innanzitutto, cominciamo con il motivo che mi pare il più ovvio di tutti: che senso ha pagare (e qui si parla anche di 3-4000€) per pubblicare, quando esistono tantissime case editrici che danno la possibilità di pubblicare senza spendere un soldo? Questo al di là della qualità della pubblicazione: pochi si possono permettere, per esempio, un anello con diamante incastonato (esempio di oggetto che costa molti soldini), ma non credo che esista una persona tanto scema da rifiutare un gioiello del genere, se regalato. Questo è un esempio bislacco finché volete, ma il concetto rimane lo stesso: perché pagare, se si può avere gratis?
A me, onestamente, sembra la cosa più elementare del mondo, ma a quanto pare non per tutti è così, dal momento che i cataloghi degli editori a pagamento sono sempre traboccanti – nel senso letterale del termine – di nuovi titoli.

• Ho notato che si scatena sempre un certo malcontento, quando si scopre che un certo autore è riuscito a pubblicare con una grande casa editrice solo perché raccomandato: così sono buoni tutti, non trovate? Non è forse troppo facile diventare famosi non per la propria bravura (che, in effetti, non c’è quasi mai nel caso di una raccomandazione) ma per la spintarella che si è ricevuta? Ebbene, per l’EAP vale lo stesso, identico discorso: pubblicare a pagamento è come essere raccomandati.
Questo perché chiunque, grazie a una casa editrice a pagamento, può avere la soddisfazione di tenere in mano il proprio libro pubblicato. In questo caso, però, le “opportune conoscenze” vengono sostituite da un bell’assegno a tre zeri.

• A proposito del fatto che chiunque, pagando, può pubblicare… spesso gli editori a pagamento si inventano la storia della “democratizzazione culturale“, secondo la quale, appunto, tutti possono pubblicare. Ed è a questo punto che mi salta la mosca al naso: chi l’ha detto che la pubblicazione è un diritto di tutti? Perché chiunque – e quindi anche chi non sa scrivere – deve vedere il proprio libro pubblicato? Non dovrebbero essere soltanto i migliori a riuscirci? E invece no, perché oggi scrivere è una moda come un’altra, e essere (o fingersi) scrittori lo è ancora di più. E quindi pubblicare deve essere un diritto di ciascuno, anche di chi non se lo meriterebbe.

• Sempre riguardo al processo di democratizzazione culturale, sappiate che le case editrici a pagamento pubblicano di tutto, e quindi senz’altro anche cani e porci. Non ci credete? Be’, Writer’s Dream ci ha fornito una prova valida: ha provato a inviare al Gruppo Albatros questo manoscritto, composto da copia-incolla da Wikipedia e altri stralci vari assemblati senza nessuna logica. E ovviamente il Gruppo Albatros ha offerto loro un contratto di pubblicazione, per la bellezza di quasi 3000€!

• È stato dimostrato anche che il contributo spesso elevatissimo che chiedono certe case editrici non è un semplice contributo: i costi effettivi necessari alla stampa di tot copie di un libro sono in realtà molto inferiori al “contributo” che chiedono gli editori a pagamento. Quindi la domanda sorge spontanea: perché vengono chiesti molti più soldi di quelli necessari? Ma soprattutto, dove vanno a finire questi soldi extra?

• Qualcuno potrà obbiettare: “Ma magari questi soldi in più servono all’editore a fare meglio il suo lavoro, organizzando presentazioni, spedendo i libri a più librerie, darsi da fare per la pubblicità…”. Sbagliato per diversi motivi.
Innanzitutto, un editore come si deve è un imprenditore, e come tale deve assumersi le sue responsabilità: per guadagnare deve impegnarsi a vendere più copie possibili, e se non è in grado di guadagnare abbastanza non ha motivo di continuare a esistere.
Inoltre, credete che davvero gli editori a pagamento si impegnino a pubblicizzare i loro libri? Naturalmente no: perché faticare tanto, quando hanno già la sicurezza di avere i soldi in tasca?

• A proposito di librerie, voi l’avete mai visto tra gli scaffali un qualche libro pubblicato a pagamento? Se guardate lo spot a cui ho messo il link nel terzo punto, Giorgia Grasso ci invita a cercare i libri del Gruppo Albatros in libreria. Ebbene, cercate pure, tanto non li troverete mai. Gli unici che abbia mai visto erano nello scaffale “Scrittori Riminesi” della libreria Mondadori di Rimini; libri che, con ogni probabilità, sono finiti in quello scaffale solo perché i rispettivi autori hanno pregato in ginocchio (o minacciato con il bazooka) il libraio perché li esponesse tra gli altri. Ma in generale non ne troverete nemmeno uno, perché quasi tutti i librai si rifiutano di esporre libri pubblicati a pagamento. Se arrivare in libreria è difficile per chi pubblica gratuitamente, sappiate che pubblicando a pagamento avrete la certezza di non arrivarci neanche.

• Un ulteriore motivazione per non pubblicare con l’EAP è la seguente: avete mai acquistato o comunque letto un libro pubblicato a pagamento? Io sì, e vi garantisco che non è stato piacevole. Come mai? Molto semplice: l’editing era praticamente inesistente. Era scritto da cani, pieno zeppo di fastidiosissime “d” eufoniche, di refusi e di periodi pesanti. Una vergogna, se devo essere sincera. E con questo ritorniamo a uno dei punti precedenti: perché darsi da fare con l’editing, che renderebbe un libro migliore, quando i soldi ce li abbiamo già?

• Molti si sono già domandati: “Ma non è illegale tutto questo? Non è contrario alla legge questo tipo di editoria, che fa pagare tanto e in cambio dà poco o niente?”. No, purtroppo non è (ancora) illegale, e ciò accade per un semplice motivo: in media, i contratti a pagamento sono scritti in modo molto scaltro: rimangono sul vago proprio per confondere le idee e promettono esattamente quel che poi danno, ma scrivono, per fare uno dei miei soliti esempi bislacchi, “Ti regaliamo un pregiato frutto esotico”; tu ti aspetti un ananas bello grosso, e invece ti arriva un kiwi ammaccato, mezzo marcio e con i vermi dentrp. Tu però non puoi protestare, perché il contratto è rispettato.
Editori come il Gruppo Albatros ti promettono la luna, per poi darti una luna sì… ma di plastica, però resta inattaccabile, perché il contratto è formulato in modo da indurre i poveri polli a firmarlo.

• Molti non sanno che l’autore non è il cliente dell’editore, bensì colui che fornisce all’editore la materia prima. Senza l’autore, l’editore non può vendere nulla. Ecco perché è assurdo pagare per pubblicare: sarebbe come se un contadino dovesse pagare per fornire frutta e verdura al venditore, invece che essere pagato per il materiale che fornisce.

• Sono sempre di più i giornalisti, gli scrittori, i blogger che snobbano i libri pubblicati a pagamento. Questo non per cattiveria, ma proprio a causa delle basi marce su cui si poggia l’EAP. A nessuno piace spendere soldi per un libro per poi ritrovarsi con un prodotto scadente, e ormai le voci stanno cominciando a girare: meglio non aggiungere legna da ardere a un fenomeno vergognoso come l’EAP.

Chi pubblica a pagamento danneggia gli altri esordienti e soprattutto sè stesso:  se pubblica un libro scadente, il suo e tutti gli altri libri scadenti sommergeranno quei pochi libri che veramente valgono; se invece il suo libro vale, questo verrà sotterrato da tonnellate di spazzatura. In entrambi i casi, i romanzi che vengono pubblicati sono veramente troppi (l’EAP produce circa 60’000 titoli all’anno, e pensate che solo il Gruppo Albatros pubblica annualmente più libri della Mondadori): nel mondo editoriale non c’è spazio per tutti, e visto che i libri scadenti sono la maggioranza, a rimetterci sono proprio quei testi che contengono del buono. Come al solito, non sono i migliori che fanno strada, ma quelli che hanno più soldi.

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 Questo articolo che ho scritto non è che una spolverata generale del complesso discorso sull’EAP. Ci sarebbe molto altro da dire, ed è per questo che ho deciso che, poco per volta, approfondirò tutti questi punti. Quindi arrivederci al prossimo post, in cui fornirò la testimonianza di una diretta interessata, di un’autrice che ha pubblicato con il Gruppo Albatros e con cui ho avuto occasione fare uno scambio di pareri molto significativo.
Alla prossima, dunque, miei fedeli lettori.


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