Dite che, una buona volta, il tempo ha deciso di piantarla di fare il pazzerello e di concederci un po’ di meritato sole? In tutta onestà io spero di sì, dato che tra una settimana dovremo andare in gita a Monaco, e che quattro giorni sotto l’acqua non sono proprio un granché… Be’, speriamo in bene! Intanto, ecco a voi il resoconto delle mie letture di marzo, ovviamente con una bella colonna sonora scelta per voi!
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Letture di marzo 2013
[Recensione] La leggenda del drago d’argento
Dopo un bel 9+ conquistato nel tema su Shakespeare (‘mazza, oh! *-*), posso finalmente dedicarmi alla prossima recensione del progetto… in ritardo come al solito, ma almeno rallegratevi per me: il tempo dedicato allo studio, e per il quale ho trascurato il blog per alcuni giorni, è servito – finalmente – a qualcosa!
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Titolo: La leggenda del drago d’argento
Sottotitolo: La spada nera
Autore: Paolo Massimo Neri
Generi: fantasy
Editore: autopubblicato
Pagine: 470
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €16,64 (eBook €2,99)
ISBN: 9781480071506
Formato: brossura, eBook (ePub, Mobi, PDF)
Illustratore: Walter Brocca
Valutazione: 
Grazie all’autore per avermi inviato il libro in formato eBook.
RIASSUNTO - La grande Guerra di Shuraam e’ finita da molti anni. Nei villaggi delle terre dell’Ovest regna ormai la pace e la prosperita’. In uno di questi piccoli paesi, un ragazzo di nome Koddrey, che non conosce il proprio passato ne’ i suoi genitori, viene cresciuto con amore dai suoi zii. Con l’aiuto del nonno Guyl, un ex guerriero ed ex insegnante di armi arrivato improvvisamente, imparera’ l’arte della scherma per iscriversi alla scuola di Spada di Willysberg, una citta’ che si affaccia sul Mare delle Assurie. Qui, Il ragazzo andra’ incontro ad avventure straordinarie e conoscera’ mondi completamente diversi dalle sue Terre dell’Ovest, ma che lo aiuteranno a scoprire una parte delle sue origini che lui non credeva di avere. L’amicizia, il coraggio, il sacrificio, la scoperta di una spada nera appartenuta al padre, dato per morto in un assedio, lo accompagneranno in un viaggio molto duro dove affrontera’, insieme ai suoi nuovi amici, anche il male sotto forma di demoni, schiavi della magia nera e costretti a nutrirsi di carne e sangue umano per sopravvivere. E conoscera’, sia pur in modo rocambolesco e fantastico, un drago d’argento il cui nome si era perso ai limiti della leggenda…
L’AUTORE – Paolo Massimo Neri è nato nel 1978 ed è laureato in lettere malgrado il suo handicap (sordità), che non gli ha impedito di raggiungere, con determinazione e coraggio, traguardi che alcuni potrebbero ritenere impensabili. Ha fatto due master, di cui uno come redattore. Con le conoscenze di editing acquisite e grazie al suo bagaglio di lettore, dopo un accurato e lungo lavoro di limatura ha dato vita a un romanzo (il primo di una saga) che unisce il fantasy e il thriller e che ha autopubblicato su Amazon nel 2012.
Letture di febbraio 2013
Buona domenica, lettori e lettrici di Pensieri d’Inchiostro! Come ogni mese ecco qua il resoconto dei libri letti dalla Topolina… con tanto di colonna sonora, sempre se gradite!
Libreschi pensieri – 12
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There is no frigate like a book
To take us lands away,
Nor any coursers like a page
Of prancing poetry.
This traverse may the poorest take
Without oppress of toll,
How frugal is the chariot
That bears a human soul.
Non c’è vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane,
né corsieri come una pagina
di poesie che si impenna.
Questa traversata
può farla anche il più povero
senza oppressione di pedaggio,
tanto è frugale il carro
che trasporta l’anima umana.
[Emily Dickinson]
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PS: vista la situazione, sappiate che chi vuole salire sul vascello insieme a me è il benvenuto. Io cambio galassia, seriamente… sebbene ci siano ottime possibilità che ormai ci prendano in giro anche a Narnia, nella Terra di Mezzo, su Pandora e in un sacco di altri posti. In ogni caso, ovunque è meglio di qui.
Letture di gennaio 2013
Reduce da una tostissima verifica di matematica sul calcolo combinatorio, la mia cara prof non si arrabbi se torno a dedicarmi del mio passatempo preferito… Ecco a voi, dunque, i libri che ho letto in gennaio tra una formula e l’altra
[Recensione] La stirpe di Agortos
Titolo: La stirpe di Agortos
Autore: Elisabeth Gravestone
Generi: fantasy
Editore: R.E.I.
Collana: Yellow Gold Collection
Pagine: 198
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €16,00 (eBook €3,00-4,00)
ISBN: 978-88-97362-75-3
Formato: brossura, eBook (PDF, ePub, mobi)
Valutazione: 
Grazie all’autrice per aver inviato il libro in formato eBook.
RIASSUNTO - Nell’incontaminata terra dell’Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda. Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa.
Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata.
Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.
L’AUTRICE – Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” con la casa editrice Il Filo, cui seguono “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni. Si ripresenta al pubblico con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos”, in cui inizia un ciclo di fantasy imperniati sul rapporto mistico tra l’uomo e la natura.
The best and the worst of 2012
Esattamente un anno fa ho pubblicato qui sul blog la mia personale classifica dei libri letti nel 2011, perciò eccomi qui a fare lo stesso con quelli dell’anno che si è appena concluso.
Per quanto riguarda il 2012, secondo aNobii il totale è di 102 libri. Secondo il mio conto, a questo numero bisogna aggiungere una quindicina di titoli in più, considerato che purtroppo sembra che aNobii trovi antipatici gli eBook privi di codice ISBN.
Un po’ meno rispetto all’anno scorso (160 in tutto), e chi mi conosce sa anche quale sia il motivo: gli impegni non perdonano, ahimè. Probabilmente sono lo stesso troppi, ma quantomeno sono meno troppi dell’anno scorso
Ecco a voi, dunque, la classifica di questo 2012. Non è in ordine di preferenza, come al solito, ma soltanto di data di lettura (più o meno): sono semplicemente i titoli che mi sono rimasti più impressi, o viceversa quelli che di sicuro non sfiorerò mai più in vita mia.
Be’, direi che a questo punto non posso che augurarvi buona lettura!
The best of 2012
1. d.flies, Diletta Fabiani
Un racconto tutto sommato senza particolari pretese, che ho letto ormai un anno fa ma che ancora mi ricordo per la quantità di emozioni contenute in esso. Il tema attorno a cui ruota tutta la storia è nientemeno che il rock giapponese, di cui le citazioni permeano letteralmente il testo. Un racconto scritto esclusivamente per gli intenditori? Niente affatto: io sono forse una delle meno esperte di tutto l’universo (del resto ho scoperto l’esistenza del j-rock proprio con d.flies), eppure è riuscito lo stesso a catturarmi. Amicizia, musica ed emozioni sono le tre parole chiave, e sono sicura che non vi deluderanno.
2. La piccola equilibrista, Stefano Vignati
Avete presente quei thriller in cui, una volta cominciati, non si riesce in nessun modo a staccare il naso dalle pagine? Be’, Alessia, la nostra piccola equilibrista, mi ha fatto precisamente questo effetto. Anzi, l’impressione era quella di avere in mano un Ken Follett o uno Stephen King, o comunque un maestro, ma di sicuro non certo un esordiente – tra l’altro giovanissimo. Un piccolo capolavoro, oserei dire, con tanto di tensione che trasuda dalle pagine e soprattutto con continui brividi di terrore lungo la schiena.
3. Esercizi di stile, Raymond Queneau
Un libro che, secondo me, avrebbe potuto risultare molto migliore, per esempio sfruttando una “storiella-tema” che si prestasse di più. Però rimane un’idea geniale e divertentissima, soprattutto nell’esercizio delle parole composte e in quelli in cui si prendono in giro le lingue e i vari linguaggi specifici. Forse, sapendo meglio il francese, me lo sarei goduto di più, ma comunque la traduzione di Eco è stata strabiliante: se per caso qualcuno, non importa dove, avesse sentito una ragazza sghignazzare a crepapelle, probabilmente ero io! xD
4. L’orologiaio di Everton, Georges Simenon
L’ho detto e lo ripeto: il buon Georges non delude mai.
Mi è piaciuto davvero molto, anche se non sempre ho compreso il comportamento di Ben (insomma, se devi arrivare a fare cose del genere, fatti venire in mente qualche idea migliore… ma prima! xD), mi è sembrato terribilmente realistico, e per questo trovo che sia lodevole la capacità dell’autore di caratterizzare i suoi personaggi e di analizzarli minuziosamente dal punto di vista psicologico.
5. La compagnia della Serenissima, Francesca Sannibale
Spesso mi ritrovo a pensare che non c’è speranza che un autore (o autrice) italiano riesca a scrivere un buon fantasy, originale e scritto bene… poi però mi capitano libri come La compagnia della Serenissima e la speranza mi ritorna. Che ne dite di un’avventura ambientata nella Venezia antica, con tiranni e assassini, mistero e un pizzico di magia, il tutto scritto in modo fluido e coinvolgente? Se sì, penso che sia davvero il romanzo che fa per voi!
6. Alice torna a casa, Giuseppe Panteghini
Un libro semplicemente delizioso. Si potrebbe pensare che la sua morte sia la fine di tutto, e invece in questo caso non è che l’inizio della storia di Alice, la cagnetta protagonista: infatti, la sua missione, dopo essere passata sotto un’attenta analisi da parte di un insolito e spassoso “giudizio celeste” (composto da animali come lei e persino personaggi ben conosciuti come San Francesco e Tolstoj), sarà quella di tornare sulla terra e rendere migliori i padroni con cui ha vissuto da viva, ma anche migliorare se stessa. Davvero originale, e soprattutto tenerissimo.
7. Siberia, Daniele Gatti
Un libro che parla di un viaggio, e per giunta di un viaggio assai insolito: trovate che sia da pazzi partire dall’Italia e viaggiare fino alla punta più orientale della Russia e poi tornare indietro, il tutto rigorosamente in treno? Forse lo è, ma i due protagonisti ci sono riusciti.
Mi è piaciuto molto perché è riuscito a descrivere nel dettaglio un mondo quasi sconosciuto, ovvero la Siberia, conoscendolo passo dopo passo… poiché talvolta è bello viaggiare non per arrivare a destinazione, ma semplicemente per viaggiare e per sperimentare una realtà inusuale sulla propria pelle.
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E, naturalmente, ora tocca ai peggiori!
The worst of 2012
1. Il risveglio del fuoco, Chiara Cilli
Una mary-sue coi fiocchi, personaggi piatti e stereotipati, raccontato a volontà, PoV ballerini e molti altri difetti stilistici: questo è ciò che mi ricordo de Il risveglio del fuoco. E poi confesso che i “diamanti rosa” di cui tanto parla questo libro – che poi sarebbero gli stupendi occhi della protagonista – perseguitano tuttora i miei incubi… Ricordo anche, però, che era stato un peccato, perché le premesse per realizzare una buona storia c’erano.
2. Meterra, Andrea Cisi
Nonostante l’inizio, pur non brillando per stile o per originalità, mi avesse incuriosito non poco, sono rimasta davvero delusa dallo svolgimento di questo romanzo: piatto, noioso, pesantissimo da leggere. E ancora una volta è stato un peccato, perché l’ambientazione era ben descritta e assai suggestiva… ma non sono soltanto le buone intenzioni a rendere un libro godibile, ahimè.
3. Estasia, Francesco Falconi
Forse è una delle peggiori “storielle per bimbi scemi” fatte passare per fantasy che abbia mai letto: è un tale concentrato di cliché, scopiazzature e banalità che sarebbe impossibile elencarli tutti. Lo stile utilizzato, poi, è a dir poco vergognoso: è piatto, noioso, non dà minimamente ritmo alla narrazione, e soprattutto è zeppo di ingenuità e anche di veri e propri errori. Ah, non scordiamoci del protagonista, che è quanto di più insulso e inutile possa esistere: ci credete che, durante tutta la storia, ha sempre la strada perfettamente spianata grazie al corredo di pietruzze magiche che gli hanno regalato?
Un racconto scritto da e pensato per un adolescente, certo. Io però dico che bisognerebbe vergognarsi a prendere in giro in questo modo i lettori.
4. 100 incanti, Erica Bertelegni
Trovo che un’idea del genere sia carina, ma come dico sempre, ahimè, non basta avere una buona idea per scrivere un buon libro. Come del resto mi aspettavo conoscendo l’età dell’autrice (13 anni), è scritto in modo acerbo e spesso infantile, con un lessico piuttosto scarno e con personaggi quasi privi di spessore psicologico. Poco male: semplicemente, Erica Bertelegni scrive proprio come ci si aspetterebbe da una normalissima tredicenne. Dopo aver visto tutta la pubblicità che è stata fatta a un’autrice così giovane (a cominciare dall’adesivo sulla copertina), però, mi aspettavo qualcosa di meglio.
5. Figlie di Diana, Stefania Tuveri
Un’idea non originale (due ragazze che si scoprono streghe) e per giunta scritta con uno stile pieno di ingenuità, ma anche di errori veri e propri: stiamo parlando di consecutio temporum non rispettata, descrizioni sterili e spesso scialbe, incongruenze e contraddizioni, il solito punto di vista ballerino, ma soprattutto un sacco di chiacchiere inutili. E tutto questo senza che nemmeno il corso della storia suscitasse in me un minimo interesse.
Un altro esordio bruciato a causa della giovane età, a mio parere.
6. Sono solo mostri, Nicola Santojanni
L’idea poteva non essere male, ma è stato come l’autore l’ha sviluppata che non mi è piaciuto per nulla: così com’è, ha lo stile e le situazioni tipiche di una fanfiction scritta da una 13enne… anzi, ho letto fanfiction di 13enni scritte decisamente meglio!
Non ho davvero idea di cosa frullasse per la testa di Erri De Luca quando ha scritto la prefazione (se non ricordo male, inoltre, è stato grazie a lui che Santojanni è arrivato alla Feltrinelli), ma per quanto mi riguarda un libro del genere è davvero illeggibile.
7. La stirpe del vento, Matthias Graziani
Un libro che non può mancare nella libreria di un aspirante autore di fantasy: è un perfetto manuale per come non bisognerebbe scrivere fantasy a dir poco perfetto! Qui si trova di tutto: dalle descrizioni noiose e sature di avverbi e aggettivi agli infodump; dai cambi di PoV al raccontato; dai personaggi scialbi a un numero imprecisati di stereotipi del genere. E soprattutto la NOIA suprema. Come mai, allora, ci sono tanti sedicenti estimatori del fantasy che lo giudicano un capolavoro della letteratura? Mah, mistero. So soltanto che ho perso il conto di quante volte mi sono ritrovata a sbadigliarci in mezzo.
Letture di dicembre 2012
Ed eccoci arrivati agli ultimi libri letti del 2012. Complici le vacanze di Natale, sono riuscita a “sfornare” più titoli del solito… be’, eccoveli qua con relativi commenti, come sempre!
[Recensione] Le nebbie di Vraibourg
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Titolo: Le nebbie di Vraibourg
Autore: Veronica Elisa Conti
Genere: narrativa
Editore: Monte Università Parma
Pagine: 180
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: €15,00
ISBN: 9788878474048
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autrice per aver inviato il libro in formato eBook.
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RIASSUNTO - Dopo essere cresciuto in collegio, il diciottenne Etienne Dorin viene convocato dal nobile Tancrède des Essarts per istruire il figlio. Arrivato al castello della Guyenne, il giovane viene presto invischiato nelle nebbie del mistero che avvolgono il piccolo paese normanno di Vraibourg. A rendere più insidiosa la ricerca della verità è Dorian, il figlio di monsieur Des Essarts, che fugge via da ogni lezione per nascondersi, “animale immemore”, tra le ombre del bosco che circonda il castello, in un buio che protegge e consola dalla consapevolezza di essere un ragazzo, dicono in paese, toccato da Dio. In un inquietante scenario intessuto di falsità e inganni, si muovono i personaggi delle nebbie di Vraibourg, avvinti da una caleidoscopica catena di eventi e intrecci imprevedibili. Un romanzo sull’ambiguità che si macchia del sangue della vendetta; una celebrazione gotica del rancore quando si arma di fine e diabolica astuzia.
L’AUTORE - L’autrice di questo libro è Veronica Elisa Conti , una giovane esordiente, vincitrice del Premio Malerba 2011. Luigi Malerba era un giornalista, scrittore e sceneggiatore. Alla sua memoria è dedicato questo premio di narrativa e cinema, dedicato a opere inedite e sceneggiature di giovani con meno di 28 anni. Veronica Elisa Conti è nata a Città di Castello. Ha conseguito la maturità classica al liceo e ha poi frequentato il corso di pittura dell’Accademia delle Belle Arti e le lezioni della Facoltà di lettere dell’Università di Perugia. Dipinge, ama i viaggi, il cinema e la musica.
Letture di ottobre 2012
Benvenuti, o miei fidati lettori, a questo nuovo articolo libresco!
Come da titolo, quest’oggi sono qui per parlarvi dei libri che mi hanno tenuto compagnia durante il mese di ottobre. Buona lettura!






























