Letture di giugno

Visto che tutti mi dicono che leggo troppi libri e che a più d’uno è venuto il sospetto che io li legga per finta, magari saltando pagine o che altro (ogni tanto lo faccio, per carità, ma non è certo la regola…), ho deciso di creare questa chiamiamola “Rubrica mensile” in cui elencherò tutti i libri da me letti durante il mese in corso con una piccola recensione, ovvero una garanzia che i libri li ho letto davvero 😉
Partiamo da giugno 2011, dunque, con tanto di slideshow delle copertine creato dalla sottoscritta grazie al sito “Slide.com”.

Il codice Tabatha – Matthew D’Ancona (250 pp.)
Un thriller ben costruito (anche se non condivido la scelta di definirlo “frenetic”… ma si sa come sono le critiche dei giornali: sempre esagerate) e con un’idea di base che ho trovato molto riuscita e originale. Ben fatte le personalità dei vari personaggi, ottimamente congegnati gli intrecci e i colpi di scena. Putroppo, all’inizio ho fatto una certa fatica a entrare nella storia, anche se nella seconda parte le cose sono migliorate.
Come sempre, la casa editrice (Casini) ha fatto un ottimo lavoro, presentando ai lettori un prodotto di altissima qualità: bella copertina, grafica curatissima, zero errori di stampa (cosa più unica che rara) e in generale, un volume dall’aspetto esteriore veramente ben realizzato.
Un buon libro, per concludere: niente di eccezionalmente bello, ma comunque una piacevole lettura per gli amanti del genere.

Il segreto dell’alchimista – Antonia Romagnoli (596 pp.)
I commenti decisamente poco entusiasti di aNobii mi avevano fatto partire un po’ prevenuta, ma devo dire che mi è piaciuto: in certi punto è talmente raccontato che a Gamberetta verrebbe un infarto, ma lo stile dell’autrice ha un certo non so che, una qualche dote che è riuscito lo stesso a catturarmi. Molto ben riusciti, a mio parere, i personaggi di Ester e di Nimeon.

Gli inganni di Locke Lamora – Scott Lynch (605 pp.)
… Viceversa, mi avevano presentato questo libro come davvero meritevole. Peccato che questa volta non ci sia stato verso di entrare nella storia. Ho fatto molta fatica a finirlo, perché proprio non è riuscito a catturarmi.

Leonardo e la macchina infernale – Robert J Harris (284 pp.)
Tutti noi siamo abituati a immaginare Leonardo da Vinci come il vecchio barbuto del suo autoritratto, perciò ho trovato molto originale l’idea di scrivere una storia il cui protagonista è un Leonardo di soli 14 anni. Una bella storia per bambini (anche se, purtroppo, ho ormai superato da tempo l’età), non c’è che dire.

Io non ho paura – Niccolò Ammaniti (210 pp.)
Guardare l’omonimo film prima di leggere la storia è stato un grosso errore, dato che sapevo già all’inizio come sarebbe andata a finire. Questo è il primo libro di Ammaniti che leggo, ma mi è bastato per farlo saltare fin da subito nell’elenco dei miei autori preferiti: trovo semplicemente favoloso il suo stile, così crudo e realista e al contempo così capace di mostrare le cose come sono.

Il trono e la stirpe – Jacqueline Carey (441 pp.)
Premetto che non ho letto la prima trilogia della Carey (non c’è verso di trovare “Il dardo e la rosa” nella mia biblioteca, perciò ho optato per il primo della new generation sperando di capirci qualcosa), quindi è stato un po’ una botta essere catapultati di punto in bianco in questa Terre d’Ange, in cui la regola è “Ama a tuo piacimento”. Non mi piacciono granché le storie di sesso, perciò non si può dire che abbia apprezzato certe scene un po’ forti. In ogni caso, lo stile è buono, è riuscito a prendermi anche se ero del tutto nuova alla storia. Diamogli tre stelline e mezzo e non se ne parla più.

Jurassic Park – Michael Crichton (479 pp.)
Quando non hai mai letto nulla di un autore e ti ritrovi ad adorarlo dopo non aver letto nemmeno metà del primo libro, vuol proprio dire che quell’autore ha una marcia in più: così è stato con Jurassic Park, che mi ha fatto innamorare di Crichton al primo sguardo. Trovo l’idea geniale, davvero. Adesso, dunque, posso finalmente andare a vedermi il film…

Sirene – Tricia Rayburn (303 pp.)
Questo libro non ha fatto che ricordarmi perché detesto tanto gli urban fantasy, tranne rare eccezioni: gli autori (o meglio le autrici, visto che non si trova manco un uomo) scrivono pensando che il loro pubblico sia composto esclusivamente da ragazzine sceme, e Sirene non fa eccezione. L’ho trovato scritto con uno stile puerile, i personaggi sono piatti e insignificanti, la trama poteva essere sviluppata cento volte meglio, eppure si è ridotta come sempre a un accumulo di eventi privi di senso. Se non fosse stato per la quarta di copertina, sarei arrivata a tre quarti del libro senza avere la minima idea di cosa stesse succedendo. Diamogli due stelline invece che una sola, dato che almeno non ci sono né vampiri né angeli, ma si poteva davvero fare di meglio.

Alera – Cayla Kluver (432 pp.)
Mi è piaciuto di più del precedente, perché questo libro ha qualcosa che Legacy non si sogna neanche lontanamente: la tensione. Qui finalmente succede qualcosa di interessante, un bell’assedio, una bella guerra di conquista, un bel po’ di sangue che scorre. Sì, decisamente migliore del primo libro della trilogia, in cui la nostra Alera in pratica non ha fatto altro che pensare “Ma quanto rompe quell’arrogante di Steldor” e “Ma quant’è bello/dolce/simpatico/coraggioso quel figo di Narian”. Qui almeno si dà più da fare e non si lamenta di continuo del suo destino ingiusto.

Gideon il tagliaborse – Linda Buckley-Archer (395 pp.)
Ho preso questo libro in biblioteca perché la copertina de “Il ladro del tempo”, suo sequel, mi aveva stregato. Capita di rado che il mio istinto di lettrice sbagli, ma questa volta ha fatto davvero cilecca: sempre la solita storia del viaggio nel tempo, sempre il solito protagonista insofferente, sempre la solita amica orgogliosa e rompiscatole, sempre il solito eroe che arriva per puro caso nel posto giusto al momento giusto per salvare il cvlo ai protagonisti. Senza contare lo stile soporifero, nonché certi cambi di punto di vista da far venire la pelle d’oca.

La figlia d’irlanda – Juilene Osborne-McKnight (366 pp.)
Deludente al massimo. Leggendo il riassunto, speravo di aver trovato una nuova “Figlia della foresta”: le premesse per creare una buona storia c’erano, ma è stato un libro davvero insoddisfacente. E non solo perché lo stesso riassunto non ha praticamente nulla a che vedere con il contenuto effettivo del romanzo.

Io scrivo #9 & # 10 – A.A.V.V. (125 + 125 pp.)
Sono arrivata ai capitoli 9 e 10 del corso di scrittura del Corriere della Sera che esce ogni settimana, e come sempre non sono rimasta delusa. Qui si è parlato di personaggi, in particolare di come crearli, di come caratterizzarli e di come farli agire nella loro storia in modo coerente al loro carattere; il capitolo sugli eBook, inoltre, è stato davvero interessante. Come sempre, tanti consigli tecnici a mio parere davvero ben strutturati: nonostante il prezzo un po’ altino (ma tanto ho il mio caro paparino che mi finanzia ^^), costituiscono un corso davvero meritevole.

Red – Kerstin Gier (329 pp.)
Ennesimo urban fantasy strapubblicizzato, anche se in questo caso il livello è lievemente superiore alla media: l’ho trovato scritto benino, con una buona trama e uno stile ironico come piace a me. Non è che i personaggi siano caratterizzati proprio a regola d’arte, chiariamoci, ma ho letto decisamente di peggio. Quasi tre stelline, va’.

Macchine mortali – Philip Reeve (327 pp.)
Un libro senz’altro originale, ma che purtroppo non è riuscito a catturarmi. Sarà che non sono per niente abituata alle atmosfere tipiche del genere steampunk, ma questa Londra del futuro proprio non mi ha appassionato. Niente da dire sullo stile, a parte qualche deus ex machina di troppo e qualche repentino cambio di punto di vista, ma per essere un libro “che ha conquistato il pubblico inglese di adulti e ragazzi” mi aspettavo di meglio.

I signori delle colline & Triàgrion – Antonia Romagnoli (428 + 407 pp.)
Faccio una mini-recensione unica perché ho letto questi libri a distanza molto ravvicinata, ma soprattutto perché il secondo si tronca di netto, perciò è come se il #2 e il #3 della trilogia delle Terre fossero un volume unico. Mi sono piaciuti più del precedente: come sempre, lo stile della Romagnoli, pur non essendo particolarmente ben fatto, è riuscito a farmi entrare nella storia. Ester, Nimeon e ora anche Lexon sono diventati più spessi, più piacevoli da leggere. Mi sono piaciuti, devo dire.

Fruscio di streghe – Anna Dale (262 pp.)
Una storia un tantino ingenua, ma comunque carina per un pubblico di giovanissimi. La trama non è niente di speciale – un ragazzino privo di poteri che si ritrova coinvolto in una storia di streghe, ma che nonostante la sua normalità diventa la chiave per risolvere la situazione –, ma almeno i personaggi sono simpatici, con i loro pregi e i difetti, e le ambientazioni riuscite. Carino, tutto sommato.

Alterra – Maxime Chattam (382 pp.)
Questo è il primo libro di una trilogia post-apocalittica, per una volta rivolta a un pubblico di ragazzi. Devo dire che mi è piaciuta: l’idea è originale, sviluppata bene, piena di misteri colpi di scena messi al posto giusto. L’unico problema è la coppia protagonista: Matt e Ambra. Il primo dà l’impressione di essere stato piazzato nella storia per caso, visto che tutti gli eventi sembrano ruotargli attorno e che lui si limita a inciampare in essi. Ambra, invece, è la classica ragazza bella, simpatica, coraggiosa con un intelligenza superiore e con una maturità sopra la media: puzza tanto di Mary-Sue, per me. In ogni caso, a parte lo stile un po’ troppo bambinesco, è un bel libro.

Ausländer – Paul Dowswell (301 pp.)
A parte “La bambina che salvava i libri” e “Il bambino con il pigiama a righe”, è uno dei più bei libri ambientati all’epoca del nazismo che abbia mai letto. Qui vediamo una Germania in guerra, i cui abitanti non sanno far altro che vedere nemici ovunque, vista dagli occhi di un ragazzo del tutto estraneo alla mentalità razziale del tempo. Davvero bello, in alcuni punti spaventoso e tremendamente crudo, ma realistico e realizzato veramente bene.

Moonacre. I segreti dell’ultima luna – Elizabeth Goudge (346 pp.)
Di solito, quando vedo sulla copertina di un libro il giudizio di uno scrittore famoso, storco il naso e lascio perdere. Ma questo era il libro preferito di una bambina di nome J.K. Rowling, perciò da appassionata del grande Potter non potevo lasciarmelo scappare… e una volta tanto non sono rimasta delusa. Moonacre è una fiaba, un racconto per bambini, ma secondo me non si è mai abbastanza grandi per le fiabe: è un libriccino meraviglioso a dir poco, di quelli che capitano di rado. Avete 6, 16, 66 anni? Non importa, leggetelo lo stesso.

PS: ho deciso di non mettere il numero totale di pagine né quello di libri letti, più che altro perché mi faccio paura da sola… Forse è vero che leggo troppo, in effetti, ma del resto siamo in vacanza, no?
Fateveli voi, i conti, se proprio ci tenete 🙂

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2 responses to “Letture di giugno

  • Sandro Ditrento

    Se i miei calcoli sono esatti hai letto:
    21 libri in 30 giorni
    per un totale di
    7393 pagine
    quindi con una media di
    0,7 libri al giorno e di 246,43 pagine ovvero
    10 pagine all’ora, se avessi passato tutto il tempo delle tue giornate a leggere, comprese le ore nelle quali i normali esseri umani dormono, mangiano e fanno altre attività
    15 pagine all’ora se avessi dedicato 8 ore al sonno
    30 pagine all’ora se, oltre al sonno, ti fossi dedicata ad altre attività.
    Allora, se i miei calcoli non sono sbagliati, vi sono varie possibilità:
    a) Sei un’aliena venuta da un pianeta della stella Aldebaran, i cui abitanti, come tutti sanno, si nutrono di libri e viaggiano per l’universo alla ricerca di pianeti da conquistare forniti di abbondanti case editrici adatti a fornire cibo per la loro fame insaziabile.
    b) Sei un computer programmato da alcuni scienziati della Spectre allo scopo di simulare esseri umani (nello specifico ragazzine sedicenni che scrivono blog sui libri) per conquistare il mondo intero (attività che, come ci ha insegnato Ian Fleming nei suoi libri su 007 costituisce la principale occupazione dei cattivi della suddetta organizzazione).
    Se è così ti informo che non hai superato il test di Touring e dovrai essere riprogrammato.
    c) Non esisti e in realtà questo blog nasce dalla collaborazione di diverse case editrici per cercare di vendere più libri. Il blog è scritto da diversi collaboratori stipendiati dalle suddette case editrici che fingono di essere una sedicenne.
    Se le suddette ipotesi sono errate, allora mi devi proprio spiegare come fa una normale ragazza sedicenne, ancorchè appassionata di lettura, a leggere 21 libri in un mese, e trovare il tempo per mangiare, dormire, andare a scuola (OK, adesso siamo in vacanza, ma mi sembra di capire che la quantità di libri letti non diminuisce nel periodo scolastico) studiare, avere una vita sociale e, presumibilmente, un ragazzo, studiare l’oboe, frequentare una palestra di arti marziali e… scrivere sul suo blog post notevolmente verbosi, benchè molto interessanti.

    A prescindere da questo ho trovato questo post ottimo. Permettimi solo un suggerimento: quando recensisci un libro, aggiungi anche un link al sito della casa editrice, in modo che il lettore eventualmente interessato possa sapere dove acquistare il libro recensito.
    Ciao

    • topolinamarta

      Io avevo avvertito che sarebbe stato sconvolgente, eh? ^^
      Comunque, le tre ipotesi sono perfettamente plausibili, ma mi spiace deluderti: sono davvero una “normale” – mica tanto! – quindicenne (-10 giorni ai 16, però!) appassionata di lettura.
      Effettivamente, in questo mese ho superato me stessa, ma posso spiegarlo per i seguenti motivi:
      – La scuola è finita l’11, ma nell’ultima settimana di scuola non abbiamo fatto niente di nuovo, per fortuna! Di conseguenza, 0 compiti per casa, 0 verifiche da preparare e quindi più tempo per leggere, molto di più rispetto al resto dell’anno;
      – Con la scuola, esame di oboe a parte, sono finiti anche gli impegni di musica e di sport (che comunque occupa solo due ore settimanali), quindi altro tempo per leggere;
      – Dal 12 al 20 sono andata al mare per una settimana. Leggi: otto giorni di dolce far niente… e tu credi che io me ne stia sotto l’ombrellone senza nulla da leggere?? =D
      Qui almeno 7 libri (6 portati da casa, di cui un paio in ebook + uno comprato là) sono riuscita a leggerli, contando anche i due viaggi in treno di tre ore a testa;
      – Adesso, leggo circa quattro ore al giorno (dalle 11 all’ora di pranzo e dalle 14 alle 16 circa). Supponendo una 70ina di pagine all’ora in media, fanno circa 300 pagg. al giorno;
      – Ultimamente si sono aggiunti anche gli ebook che leggo di sera grazie al mitico iPod Touch, quindi si aggiunge una qualche altra decina di pagine lette;
      – La sottoscritta non ha obiettivamente tutte le rotelle a posto, come testimonia un post che pubblicherò a breve: appena può, non si spaparanza davanti alla tv, ma si sdraia sul letto in compagnia di un libro e legge – anche perché ne prende sempre troppi in biblioteca, perciò ne macina di continuo.
      Semplice, no? 🙂

      Ps: il ragazzo, al momento, non ce l’ho. Purtroppo non ho ancora incontrato esemplari maschili che non si lascino spaventare dalle mie stranezze letterarie, ma mai dire mai!

      Ah, comunque grazie del suggerimento! Provvederò! 🙂

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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