Recensione: Immagina

Eccomi di nuovo con la recensione di un altro libro inviatomi tramite il progetto “Libri in cambio di recensioni“: Immagina di Yami.

Titolo: Immagina
Autore: Yami
Genere: fantasy, bidimensionale, Giappone
Editore: Sangel
Collana: Cortona
Pagine: 396
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788897040156
Prezzo: € 18,00
Formato: rilegato
Valutazione:

Ringrazio l’autrice per avermelo inviato in formato eBook.

Ho impiegato più del previsto a concludere questo romanzo, un po’ per la lunghezza (400 pagine non sono poche per un eBook, almeno secondo i miei standard), un po’ perché preferisco comunque dedicarmi a uno dei miei cari “vecchi” libri cartacei piuttosto che a un eBook. Se devo essere sincera, ero partita un po’ prevenuta, dubitando che mi sarebbe toccato di leggere un capolavoro… e invece mi sono dovuta ricredere. Cioè, Immagina non sarà un capolavoro, ma l’ho trovato comunque un buon romanzo.

Feo è un ragazzo come tanti altri: nonostante le sue qualità, non riesce a sentirsi inserito nel gruppo dei suoi coetanei, né a realizzare i propri sogni e ideali. La sua vita sembra avere una svolta quando conosce una ragazza speciale, ma la felicità dura poco, perché un giorno viene separato da lei, e Feo finisce per chiudersi in sé stesso… fino a quando una notte non si addormenta, quasi desideroso di non svegliarsi più. Quando si risveglia, però, si ritrova davanti un vecchio, che si presenta come il custode delle chiavi del passaggio tra il mondo della veglia a Immagina, la terra dei sogni. L’uomo gli offre la possibilità di cercare il senso della sua esistenza lì dove ha dimenticato qualcosa di molto importante, ma lo avverte: non sarà un viaggio facile. Le terre di Immagina non sono popolate soltanto da creature fantastiche e luoghi meravigliosi, ma anche dagli Incubi, entità spaventose che perseguitano gli abitanti e i sognatori, seminando ovunque dolore e distruzione. Ma deve decidere velocemente: il passaggio non può rimanere aperto per molto tempo. E Feo accetta.

Di questo parla il primo capitolo del libro. In che genere di mondo si troverà Feo?, viene da domandarsi. In una terra fiabesca come quella di Alice nel Paese delle Meraviglie o in un mondo incantato come Narnia? Oppure in uno in guerra come la Terra di Mezzo all’epoca delle avventure di Frodo?
No, niente di questo: Feo viene catapultato in una terra fantastica dalle atmosfere giapponesi: è una terra da sogno meravigliosa, popolata da strane creature. Ma i sogni non sono l’unica cosa che la caratterizza: ci sono anche gli incubi, gli spaventosi nemici dei sognatori, coloro che vivono a Immagina.
Un’idea che ho trovato ben fatta e originale, devo dire: in Immagina c’è ben poco dei classici fantasy a cui siamo abituati, e la contrapposizione tra sogni e incubi è una trovata che mi è piaciuta davvero molto. Sebbene ci siano alcuni punti in apparenza scontati (storie d’amore a triangolo, persone che scompaiono, altre che non si conoscono…), l’autrice ha avuto la bravura di inserire quasi sempre un colpo di scena imprevisto, un elemento inaspettato che rende più interessante la lettura. Uno scrittore che sa “prendere in giro” i propri lettori, facendo credere loro di introdurre degli elementi apparentemente banali per poi costringerli a rimangiarsi tutto, secondo me, è da ammirare: non sono molti quelli che sanno fare questo.

Parliamo un po’ dei personaggi, che, devo dirlo, mi sono piaciuti un sacco.
Chi non si è mai sentito un po’ Feo, quando non riusciva a essere accettato tra i coetanei, subiva una delusione d’amore e desiderava addormentarsi e non svegliarsi più? Detto così potrebbe sembrare il classico giovane con un carattere fragile e con problemi di autostima, ma presto ci si accorge che Feo ha qualcosa di più del “semplice ragazzo un po’ sfigato”: mi è piaciuto che, nonostante sia l’eroe della storia, spesso fosse difficile anche per lui non subire la violenza degli Incubi.
È un personaggio riuscito, secondo me: né troppo buono né troppo cattivo, né troppo “eroe” né troppo “mollaccione”. Un buon equilibrio, diciamo. Okay, durante la storia tende a svenire un po’ troppo spesso per i miei gusti, e a volte si deprime e comincia a piangersi addosso, ma tutto sommato mi è parso ben realizzato.
Un altro personaggio che ho apprezzato davvero tanto è stato l’esuberante Bello: in apparenza sembra sciocchino, superficiale e anche un po’ stupido, forse perché per lui ogni momento è buono per fare una battuta, ma poi si viene a sapere che ama moltissimo leggere e che ogni sera scrive i resoconti delle sue avventure, sperando, un giorno, di poterli trasformare in un libro tutto suo. Ho adorato la pagina dove viene scritto questo: rivela una parte nascosta di Bello, una parte che lo rende molto più profondo di quello che non sembri, gli fornisce uno spessore inedito che me lo ha reso persino più simpatico. Mi piace molto, in pratica, quando un personaggio apparentemente superficiale dimostra di possedere delle qualità che lo rendono migliore:

«Devi sapere che lui tiene un diario e ci scrive qualcosa tutte le sere» spiegò lei [Moo-chan].
«Non è un semplice diario. Come lo dici tu la fai sembrare una cosa da femminucce» protestò quello [Bello] imbronciato. Moo-chan replicò con una linguaccia. La divertivano le smorfie di Bello quando lo punzecchiava.
«Cosa scrivi?» chiese Feo.
«Beh…» fece Bello, imbarazzato dal suo interessamento «Scrivo i resoconti delle missioni che abbiamo svolto. Magari un giorno, mettendoli insieme, potrò scrivere un libro tutto mio» spiegò timidamente, abbassando lo sguardo come chi teme di essere deriso per i propri progetti.
«Sarebbe fantastico» disse Feo. Sorrise ed aveva un’espressione sincera ed incoraggiante.
«Lo pensi davvero?» esclamò Bello emozionato.
«Perché no? Se è quello che desideri, fallo».
Nessuno sembrò più felice di Bello in quel momento.

Gli altri personaggi, naturalmente, non sono da meno, ma è in particolare a questi due che sento di essermi affezionata.

Per quanto riguarda lo stile, però, non mi sono trovata altrettanto entusiasta: in generale l’ho trovato scritto bene, senza gli errori tipici che commettono gli esordienti, ma ci sono diverse sviste che, se fossero passate tra le mani di un editor, sarebbero state eliminate, rendendo così il libro ancora migliore. Purtroppo, questo non è successo, e spiegherò subito come mai dico questo tramite alcuni esempi presi direttamente dal testo.
Il mostrato, nel complesso, è buono, tranne forse nel capitolo iniziale, dove troviamo un resoconto della vita di Feo che mi è sembrato un po’ noioso e, tutto sommato, tirato via. Come in questo punto, per esempio:

Si voltò di scatto. Un vecchio, vestito in modo strano e con lunghi capelli bianchi se ne stava ritto davanti a lui […]

Dire semplicemente “vestito in modo strano” non fa vedere nulla, è raccontato. A volte sembra addirittura che l’autrice stia creando la trasposizione scritta di un fumetto giapponese, che – si sa – è una cosa da evitare. In altri punti, però, le cose vanno meglio:

Il sole picchiava forte, mentre il canto delle cicale faceva da accompagnamento ad un leggero venticello che cospargeva il prato di petali di ciliegio.

Un’immagine del genere rende bene l’atmosfera estiva, per esempio. Un’altra descrizione che ho apprezzato molto è questa:

In quel preciso istante, Feo aveva sentito qualcosa di caldo e pesante gravare sul suo petto come se una goccia di inchiostro, nero e denso come petrolio, gli fosse caduta sul cuore, lasciando una grossa chiazza scura: era di nuovo solo.

… e per fortuna le parti mostrate sono in maggioranza rispetto a quelle raccontate.
Tra gli altri difetti di stile, ho trovato molte “d” eufoniche inutili, un sacco di “??!”, che in italiano non esistono, “Hei!” al posto di “Ehi! e imperfezioni di vario genere, come:

– ripetizioni:

Feo annuì e, non appena Fauno li raggiunse, si avviarono tutti insieme su per una stradina un po’ isolata, allontanandosi così dall’epicentro della festa. Avrebbe preferito rimanere a guardare ancora un po’, ma non appena arrivarono alla locanda trovò uno spettacolo altrettanto interessante da ammirare.

– troppi avverbi in “-mente”, soprattutto di “improvvisamente”, come ad esempio in questa schifezza:

Purtroppo però l’effetto durò pochi secondi e non appena cessò, lo spettro accorciò immediatamente le distanze che lo separavano dalla sua preda.

– errori veri e propri, come “sono apposto”, ripetuti anche diverse volte:

«E’ tutto apposto?» chiese Bello impensierito mentre con l’aiuto di Moo-chan lo aiutava a rialzarsi.

[…]aggiunse Fauno rimettendo apposto la passerella.

«No grazie, sono apposto».

– espressioni infelici come:

A causa del forte vento, l’acqua era entrata dentro formando una pozza sotto la finestra.

Non sapevo che si potesse “entrare fuori”! ^^

A parte questi errori per lo più veniali, sono rimasta soddisfatta: tre stelline e mezzo assolutamente meritate. Davvero una bella storia, complimenti: fosse come Immagina la media dei libri fantasy che si trovano sugli scaffali!

PS: ah, dimenticato di menzionare i bellissimi disegni!

Il passaggio verso Immagina...

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84 responses to “Recensione: Immagina

  • claudiacocchina

    Sinceramente non mi aspettavo che andasse così bene ai romanzi di questa iniziativa… Ovviamente è una bella sorpresa! Sapere che ci sono dei romanzi di esordienti fatti col verso è molto confortante.

  • Luccs

    la sensazione, a proposito di questo romanzo, era molto positiva. e tu me ne dai una conferma. complimenti a Yumi!

  • Il Critico

    Anche a me è piaciuto questo romanzo.

    • topolinamarta

      Spero che tu non dica questo soltanto perché la recensione è tutto sommato positiva…

      • Il Critico

        La tua recensione non mi è piaciuta. Mi è piaciuto il romanzo.

      • topolinamarta

        Posso sapere il perché? (Della recensione, non del romanzo.)

      • Il Critico

        Non mi è piaciuta. Punto.

      • topolinamarta

        Di solito, quando mi piace o non mi piace una cosa, so dire il perché l’ho trovata o non l’ho trovata di mio gusto… Dato che tu dici di essere un critico, a maggior ragione dovresti saperlo. O sbaglio?

        PS: è anche a questo che mi riferivo quando ho scritto, in un qualche commento che non so dove sia finito, che non posso accontentare tutti: se scrivo una recensione negativa, mi attaccate dicendo che è ingiusta, che sono invidiosa, ecc. Se invece ne scrivo una positiva, sforzandomi di trovare dei lati positivi anche in un libro che fa quel che può, mi dite che è regalata…
        Con questo non sto dicendo che io ho sicuramente ragione e che chi non è d’accordo con me è un idiota, anzi: semplicemente, il blog è mio, e non è mia intenzione adattarmi ai gusti di chi legge. Ovviamente, le critiche sono sempre le benvenute, ma fin’ora non ce n’è stata una veramente costruttiva (parlando delle recensioni). Quindi, ripeto, mi dispiace, ma non posso accontentare tutti.

      • Il Critico

        Non sono obbligato a scriverti i motivi.

      • topolinamarta

        No, è vero, però:
        a) ci faresti una figura migliore;
        b) dimostreresti che dei motivi ce li hai;
        c) mi aiuteresti a capire se c’è qualcosa che non va.
        Ma non ti obbligo certo a scriverli, ci mancherebbe.

      • Il Critico

        a) Piuttosto mi preoccuperei per te. Sembra che quasi tutti sono contro di te.
        b) I motivi ce li ho, e non ho bisogno di scriverli qui.
        c) Chissenegrega di aiutarti a capire se c’è qualcosa che non va.

      • topolinamarta

        a) Embé? La cosa non mi turba, sai? Dovresti aver capito già da un pezzo che tendo a essere anticonformista, e che quindi non mi preoccupa di non ricevere delle approvazioni…
        b) Ci fidiamo?
        c) Allora, per quel che mi riguarda, te ne puoi anche andare da qui.

  • Il Guardiano

    Io non l’ho letto ma dagli estratti non mi sembra granché. Soprattutto la parte da te adorata.
    Il cliché del ragazzo superficiale che vuole fare lo scrittore è stucchevole oltre che scritto in un modo abbastanza banale.

    • Il Critico

      Quando ho letto la trama, anche a me è sembrata una cosa già vista. Ma dopo aver finito il romanzo, posso dire che è abbastanza originale.

    • Gambero

      Concordo, la classica trama che proietta il giovane “sfigatello” in un mondo magico e misterioso, è trita e ritrita. Non ho letto il libro, quindi posso commentare solo quella; ho il sospetto che si tratti di un fanta-manga (spero non trash) in quanto, la trama mi ricorda molto il manga Video Girl Ai. Stendiamo un velo pietoso anche sui nomi dei protagonisti…

  • Il Lettore

    Avendo letto il libro posso dire solo una cosa: che le 3 stelle e mezzo sono eccessive, se non regalate. Il classico ragazzetto che tutto a un tratto diventa protagonista di una storia pressocchè assurda è il classico clichè. Poi il nome della terra immaginaria….ridicolo! Credo che l’autrice abbia voluto cammuffare questa storia vista e rivista con la scusa del giappone. Per non parlare dei protagonisti…Il mio voto? Su cinque stelle io darei 1 e mezzo per l’originalità e 2 e mezzo per lo “stile” (che è pressochè anonimo). Io ho detto la mia e ribadisco che non sono di parte.

    • topolinamarta

      Avresti preferito che si chiamasse “Svergsdgwykjam”? A me “Immagina” piace: non sarà un nome incredibilmente straordinario, ma è particolare e, secondo me, nient’affatto ridicolo.

  • topolinamarta

    Riguardo ai nomi, sono d’accordo. Per il resto, si tratta di gusti. Feo, per esempio, a me non è sembrato il classico sfigatello di cui parlate.

    • Il Critico

      Vedi, ora stai dicendo che per quanto riguarda il romanzo, ”si tratta di gusti”. Ma pochi giorni fa hai scritto: ”Se con 900 libri letti hai ancora il coraggio di dire che Sitael è un bel libro, fossi in te mi farei qualche domanda.” Ma come, non si trattava di gusti?

      • topolinamarta

        Tra il valore effettivo di un libro è il suo godimento c’è una grossa differenza: il primo è molti difficile da stabilire, non essendoci dei criteri assoluti per dire se un romanzo è bello o brutto, ma io ho cercato di evidenziare i difetti di Sitael – difetti che appaiono palesi a me, che ho letto “solo” 500 libri, quindi figurarsi a uno come te, che, in base a quanto dici, ne hai letti quasi il doppio – non solo in base ai miei gusti personali ma a delle precise regole di scrittura. Un esempio? Se un libro non usa lo Show, don’t tell non è un bel libro, non c’entrano i gusti personali.
        Mi va benissimo che un libro ti piaccia nonostante i suoi difetti (“Immagina”, tra parentesi, è un esempio per quanto riguarda me), ma sarebbe cosa gradita che tu sapessi il perché in termini di pregi e difetti obbiettivi, non solo di gusti. E qui ritorniamo, come sempre, alle famose motivazioni che ti ho chiesto, e che ancora non sono arrivate…

  • Il Lettore

    “Svergsdgwykjam” non so dove lo hai preso perchè non si capisce niente ed è un nome orribile però se parliamo di terra di sogni non credi sia scontato chiamare la terra “immagina”? Cioè, è un nome carino in confronto a certi obbrobbi ma non spicca di originalità nemmeno per un pò. In poche parole il nome IMMAGINA non èbello in confronto a NARNIA, per esempio. Comunque non credi di essere un pò di parte?

    • Gambero

      Perchè dibattere sul titolo del romanzo? “Immagina” neanche a me sembra granchè, però magari è semplice e diretto, rispetto a tanti altri, tutto qui.

    • topolinamarta

      L’ho inventato sul momento pigiando a caso lettere sulla tastiera, visto che molti dei nomi presenti nei romanzi fantasy sono così.
      In ogni caso, non ho mai letto un libro in cui la terra si chiamasse “immagina”: è il primo nome che sento formato da un imperativo. Anche “Fantàsia” sarebbe scontato, vedendola come la vedi tu.
      Perché dovrei essere di parte? Ho semplicemente letto un libro, mi è piaciuto, nonostante contenga dei difetti, e ho cercato di mettere su carta (o, se preferisci, su schermo) quello che è riuscito a comunicarmi. Mi spiace di non esserci riuscita, ma, come ho già detto, non posso essere d’accordo con tutti. E no, l’autrice non so nemmeno chi sia. O meglio, la conosco perché ha commentato sul blog, ma a parte questo non l’ho mai sentita nominare. Non conosco nemmeno il suo vero nome, figuriamoci.

  • Il Lettore

    però non hai detto se è bello come NARNIA, no? comunque preferivo le recenzioni con critiche più fondate.

    • topolinamarta

      Però non hai detto come mai, secondo te, sono di parte, no?
      Ad ogni modo, non sarà bello quanto Narnia, ma, per esempio, tra “Immagina” e “Terra di Mezzo” (che è già più “anonimo” di Narnia) avrei dei dubbi. Resta, però, che il nome della propria terra è stato scelto dai rispettivi autori. Sono nomi sensati? Si adattano all’ambientazione? Bene, a me basta sapere questo.
      Infine, anch’io preferisco le critiche motivate, sai?

      PS: è bello scrivere un’email inesistente per impedire di essere rintracciato, vero? A questo punto, caro Lettore, posso proprio dire che ti sei dimostrato peggiore del Critico (il che è tutto dire): lui, perlomeno, ha inserito una email plausibile (non so se sia valida o meno, ma certamente è più verosimile della tua).

  • Il Lettore

    Credo che sei di parte semplicemente per non “offendere” un’aspirante scittrice che gentilmente ti ha mandato l’e-book. Va bene come motivazione? Comunque io non son qui per litigare, Marta, perchè non c’è l’ho con te e di sicuro non sono come il Critico (che per poco non ti prendeva a parole riguardo Sitael), Per concludere la cosa riguardo il nome, IMMAGINA sembra essere buttato così, come se l’autrice non sapesse come chiamarlo. Ti mostro un semplice esempio.
    “Sono appena andato a Narnia”
    “Sono appena andato alla Terra di Mezzo”
    “Sono appena andato a Immagina”- “E cos’è Immagina?” direi io.
    Voglio solo dire che questo nome NON è adatto ad un luogo nè a qualsiasi cosa. Ecco, ho appena spiegato le mie ragioni motivando in maniera sensata le mie critiche.

    • topolinamarta

      Va benissimo, credimi, ma mi permetto di confutarla: se avessi letto, per esempio, la recensione di Sitael e soprattutto le indicazioni di invio che trovi sulla pagina “Per te che sei un esordiente” (in alto sopra il banner), non diresti così. Sapresti, perlomeno, che non mi faccio problemi a “offendere” gli scrittori (spero che anche le tue virgolette stiano a indicare che una critica a un libro NON è un’offesa allo scrittore).
      La tua è una critica, la mia una contestazione alla critica (che spero possa farti capire come stanno le cose, ma non sono qui per farti cambiare parere, quindi, per quel che mi riguarda, tu sei liberissimo di credere quello che vuoi). Direi che così va bene.
      Nemmeno io ho voglia di litigare, solo cercare di capire in cosa eventualmente ho sbagliato nello scrivere la recensione, e infatti ti do ragione: è vero che “Immagina” forse non è la scelta più felice per il nome di una terra immaginaria, ma a me non sembra così stramba come la fai sembrare. Aggiungo una frase al tuo esempio:
      “Sono appena andato a Ougadougou” – “Ehhh?” risponderebbe uno qualsiasi che non conosca la capitale del Burkina Faso.
      Questo per dire che io – semplice lettrice che vuole imparare a scrivere – preferisco comunque un nome che “suoni bene”, piuttosto che uno realizzato pigiando a caso lettere sulla tastiera. Hai ragione, forse l’autrice ha scelto “Immagina” perché non sapeva cos’altro inventarsi, ma almeno “Immagina” per suonare bene suona bene.
      Scommetto che anche tu risponderesti: “E che diavolo è??” davanti a un nome come Lycenell o Nadesh. Be’, questi sono due nomi assegnati ad altrettante terre fantasy di libri usciti di recente. Sempre meglio un “Immagina” che un nome del genere, vero?
      Lo so che è sempre meglio una bella “Terra di Mezzo” (e, a proposito di nomi scontati, che mi dici di quelli della Troisi? Terra del Vento, delle Rocce, del Fuoco, dei GIorni… ‘mazza che fantasia, eh? ^^), o una bella “Narnia”, o ancora una bella “Alagaesia”… che posso farci? Vai a lamentarti con l’autrice, se proprio un nome come “Immagina” ti dà fastidio! 😉

  • Il Guardiano

    Topolinamarta, quanti anni hai?
    Possibile che non riesci a non rispondere agli utenti che trolleggiano così, senza nemmeno un po’ di classe?
    Basta così poco per farti scattare? Non ti rendi conto che il critico ci prende gusto a criticarti. E tu puntualmente ci caschi?

    Per quanto riguarda le “precise ” regole della narrativa, beh… Ho molti dubbi sulla loro precisione.
    Non usare lo show dont tell non rende un libro brutto come usarlo non rende un libro bello.
    Non so se segui gamberi, zwei e baionette ma li era partito un buon dibattito… Prima che si arenasse in un flame incredibile da parte di quel genio del Genio con la Baionetta.

    • topolinamarta

      Ne ho 16, e sì, purtroppo la pazienza non è una delle mie doti. Ma sono anche testarda, ed è questo che mi fa rispondere: cerco di capire se nei commenti del mio amico critico c’è un qualcosa che possa aiutarmi a migliorare, e a furia di insistere sono riuscita a cavar fuori qualcosa. In uno dei suoi ultimi commenti, però, ha scritto una cosa che penso sarà un buon punto di partenza per cominciare a ignorarlo.
      In ogni caso… sì, seguo sia Gamberetta sia Zweilawyer, un po’ meno Baionette Librarie, ma non sapevo di questo dibattito… potresti dirmi qualcosa in più, se non ti dispiace?
      Comunque, io non ho affatto detto che un libro senza Show, don’t tell è brutto: lo SDT è una delle tante variabili in gioco nella riuscita di un libro. Se c’è, è un punto in più, ma se non c’è è assai improbabile che il libro in questione sia bello. Capito? Che sia bello. Non sto dicendo che se un autore non usa lo SDT ha per forza scritto un libro brutto: tra un bel libro e un brutto libro c’è un certo margine di giudizi che vanno dal carino, così così, scadente, bruttino, ecc… Ti dirò che di recente ho letto un romanzo (La chiave dell’alchimista di Antonia Romagnoli) che nonostante non abbia una virgola di SDT mi è piaciuto molto lo stesso, ma questo perché ho trovato un numero di pregi sufficiente a farmi chiudere un occhio sul mancato uso dello SDT. Al contrario, Le avventure della giovane Laura di Gamberetta, che per essere mostrato è mostrato, mi ha lasciato delusissima.
      Come ho già detto, lo SDT è una delle variabili che prendo in considerazione quando leggo un libro per giudicarlo, ma ce ne sono molte altre, come lo sviluppo dei personaggi, l’originalità della trama, la gestione del punto di vista, il coinvolgimento dell’intreccio, la riuscita del finale e tanti altri. Oltre che, ovviamente, il mio gradimento personale. Per ogni variabile esprimo un giudizio, e da questi giudizi deriva il voto che do al libro, e in questo modo cerco di trovare un equilibrio tra il suo valore effettivo e il mio gradimento.
      Non saranno regole precise al 100%, ma a me, personalmente, bastano per giudicare un libro: in generale, i libri che difettano di molti degli aspetti elencati sopra a me non piacciono, e tanto mi basta.
      Non so se il mio sia il modo più giusto di procedere, ed è per questo che, ripeto, le critiche (motivate) sono sempre bene accette.

  • Il Guardiano

    Dopo mezzanotte ti posto i link. 🙂

  • unavitalunatica

    Perchè vi accanite tanto nei confronti del titolo di questo libro? Io,sinceramente, non trovo ‘malvagia’ l’idea di affibiare il nome ‘Immagina’ ad una terra fantastica,fatta di sogni e incubi: andando avanti di questo passo,ci faremo condizionare dal titolo di un libro durante la lettura dello stesso; niente di più sbagliato,secondo me.
    E poi, Lettore, chi ha detto che quel nome non è adatto ad un luogo o a qualunque altra cosa? E’ una tua opinione quella: per qualche altro lettore (o persona qualsiasi), un luogo potrebbe benissimo chiamarsi ‘Immagina’…Non dare nulla per scontato.
    Inoltre,se tu non conoscessi i libri di Lewis e se io ti dicessi ‘ Sai,ieri ho fatto una capatina a Narnia’ di sicuro tu mi diresti ‘Narnia? Ma cos’è Narnia?’…O sbaglio?

    PS: Marta,non dare peso ai commenti del Critico,davvero.

  • Il Guardiano

    ho postato il messaggio coi link, ma credo l’abbia messo tra i post in attesa di moderazione.
    In caso, sbloccalo 🙂

  • Gambero

    Vi focalizzate troppo su una singola tecnica narrativa. Se c’è lo “show, don’t tell” ma lo scrittore non sa fare il proprio mestiere, allora addio tecnica di scrittura…Allo stesso modo, lo “show, don’t tell” può esserci come può non esserci in un romanzo, basta che quest’ultimo sia scritto dignitosamente…L’uso improprio di questa tecnica rende il romanzo, secondo me, un tantino “artificiale” e, a volte, serve solo per allungare il brodo…

    • topolinamarta

      …Il che si può riassumere in: non é detto che un libro con lo SdT sia bello così come non é detto che un libro senza SdT sia brutto.
      Non sempre usare lo SdT é efficace, lo sappiamo. Mi viene in mente, per esempio, La ragazza della Torre di Cecilia Dart-Thorton: sembra accanirsi così tanto nel mostrare ogni singolo particolare che alla lunga diventa terribilmente noiosa. E questo è tutt’altro che un bene.

  • Gambero

    Giusto. Questa tecnica deve essere usata per parti del libro che la richiedono (quelle importanti per la trama), e non per ogni singola azione inutile dei protagonisti…e ripeto, allunga solo la brodaglia;)

  • Miru

    Se mi è permessa una precisazione, conoscendo il romanzo in questione, il titolo “Immagina” è volutamente semplice per essere immediato a chi lo legge.
    Come è stato spiegato dalla stessa autrice nel corso della presentazioni al Salone del Libro di Torino, Immagina è un invito rivolto al lettore a spalancare le porte della propria immaginazione. Non c’era nemmeno bisogno di spiegarlo: si intuisce benissimo. Una dimensione dove la fantasia fa da padrona, secondo me non poteva avere nome più adatto.
    La prosa è semplice per fare in modo che possa essere accessibile ad un pubblico più ampio possibile, che spazi dall’adolescente all’adulto.
    Lasciamo perdere il lavoro di editing della casa editrice. Spesso sono proprio loro ad inserire errori clamorosi che nelle bozze non ci sono nemmeno (parlo con cognizione di causa, dal momento che ho visionato romanzi, le cui bozze erano correte e che nella versione stampata presentavano errori inesistenti nell’originale).
    Anche sui nomi ci sarebbe tutto un discorso da fare, ma se veramente hai letto il libro mi sembra strano che tu li abbia trovati banali: i nomi hanno un ruolo importante nella storia, c’è un motivo preciso, svelato nel finale, per cui ciascuno ha il nome che porta (a parte il fatto che già il suono dei nomi rimanda alle caratteristiche fisiche o al ruolo di un personaggio, ma lasciamo stare).
    I temi trattati da un autore per forza di cose saranno stati affrontati da altre persone prima di lui (o di lei in questo caso): è l’elaborazione diversa a fare di un libro un romanzo originale. La mente umana accede ad un sapere COMUNE, quindi è normale che ritornino gli stessi argomenti o le stesse fgure su più libri, ma ciò non significa che il primo che ha avuto la fortuna di farsi publicare o sia nato in un’epoca precedente sia stato più originale degli altri. Con affermazioni simili si scade nel ridicolo: è come voler cercare il pelo nell’uovo.
    Se la storia non piace, amen: persone e cose non possono piacere a tutti allo stesso modo. Ma giustificare il fatto che una cosa non ci piace con giudizi come “sono temi triti e ritriti … il titolo è inappropriato …” o frasi simili è assurdo.
    Ancor più fuori luogo è fare paragoni: a prescindere da qualsiasi cosa, paragonare cose o persone tra loro (anche se queste appartengono allo stesso ambiente,campo o genere) è una cazzata: ogni persona ed ogni cosa hanno un loro significato ed un loro modo di essere specifici ed unici, quindi finiamola con questi paragoni.
    In questo caso specifico, Narnia o Il Signore degli anelli con Immagina non hanno nulla a che spartire tra loro. Rientrano tutti e tre sotto il macrogenere del fantasy, ma Immagina è una roba completamente nuova rispetto agli altri due: non ci sono battaglie tra umani, elfi, orchi o altre razze del mondo fatato e magico, niente gnomi, Balroq, streghe, leoni, armadi, velieri e quant’altro.
    Qui si parla di sogni ed incubi, di problemi REALI come la ricerca di se stessi e del significato delle cose, le difficoltà della vita, la depressione ed elementi FANTASTICI come la persecuzione di creature come Sogni, guardiani, Incubi, luoghi mai visti, come la città della musica, combattimenti magici in stile manga giapponese, che è una novità: in nessun altro libro ho trovato combattimenti e scontri descritti in modo tanto dettagliato.

    Detto questo, mi torgo dalle palle, promesso.
    Mi scuso se sono stato prolisso, ma leggendo questi post e conoscendo il romanzo ho pensato di intervenire per fare le dovute precisazioni di cui, in quanto lettore, sono al corrente, soprattutto sul titolo.
    Concordo sullo scarso editing e sul fatto che si potevano migliorare acuni passaggi ed alcune espressioni.
    Per il resto, se non vi è piaciuto pazienza, ognuno è libero di apprezzare o meno una cosa e anche di esprimere il suo parere negativo, però nel farlo evitate di portate a sostegno della vostra opinione argomenti deboli e paragoni fuori luogo, perchè chi vi legge rimane allibito.
    Torno a precisare: la mia non è una polemica, solo un consiglio. Poi se dopo di questo riceverò insulti, vuol dire che non vi interessa il confronto di idee costruttivo.

    • topolinamarta

      Caro Miru, ti ringrazio di aver commentato. Penso che il tuo messaggio fosse rivolto più che altro a Il Lettore, ma ti risponderò lo stesso, e ti ringrazio di nuovo perché, secondo me, hai pienamente ragione: sei stato capace di parlare di questo romanzo meglio di quanto io riuscita a fare. È proprio quello che hai scritto tu che ho apprezzato maggiormente mentre leggevo “Immagina”: è vero, forse l’idea del ragazzo normale e un po’ “sfigato” che si ritrova protagonista di un’avventura fantastica non è delle più nuove, ma è stato il modo con cui l’autrice ha raccontato questa storia che mi è piaciuto. Non sto a ripetere tutto a pappagallo perché non ce n’è bisogno, ma sappi che non potrei essere più d’accordo con te.
      Riguardo all’editing, purtroppo il mio compito è giudicare un libro per come è: non sapendo di questa storia della casa editrice (tra parentesi: mi spieghi che senso ha? Proprio non capisco perché una casa editrice dovrebbe piazzare volutamente degli errori all’interno di un libro… Ma insomma, vuole sperare che i lettori siano contenti del libro e, magari, ne acquistino un altro, facendoli così guadagnare, o no? O.o), ho pensato che le sviste che ho notato fossero rimaste proprio a causa di un editing poco approfondito o addirittura assente, e non immagini la mia rabbia nello scoprire che un editore si è comportato in questo modo indegno.
      Quindi, grazie ancora, soprattutto per le precisazioni. Sentiremo se il Lettore si farà ancora vivo per dire la sua.

      • Miru

        Proprio non capisco perché una casa editrice dovrebbe piazzare volutamente degli errori all’interno di un libro… -> per carità, non lo fanno volutamente. E’ solo frutto di un lavoro frettoloso e “alla buona”. Ho visto case editrici molto più famose di questa (si, anche la Mondadori, essere giganti non significa essere perfetti) far sparire intere frasi o addirittura intere facciate di un libro, tradurre commettendo grossolani errori di GRAMMATICA, altro che sviste come “apposto” unito e con la p raddoppiata o correzioni automatiche di word …

      • topolinamarta

        Delle traduzioni alla cavolo si sapeva, non è una prerogativa delle piccole case editrici: Mondadori e Fanucci si meritano la medaglia d’oro, in questo.
        Comunque, il discorso rimane lo stesso: perché non sforzarsi di far apparire i propri libri al meglio? Scommetto che a nessuna casa editrice piace perdere clienti, ed è quello che spesso succede se un lettore si ritrova con un libro curato malissimo.

  • Yami

    Buongiorno Marta! Ti ringrazio per la recensione, l’ho già caricata su Facebook e sul Blog.
    Sono contenta che la storia ti sia piaciuta, nonostante le sviste dell’editing.
    Mi dispiace per le piccole imperfezioni che sono saltate fuori al momento della pubblicazione: sappiate che già mesi fa ho fatto una lista di tutti gli errori riscontrati e da sistemare nelle prossime stampe e l’ho inviata alla casa editrice, vedremo se apporterà le modifiche che ho fatto rilevare. Confermo quello che avete già detto: anch’io ho trovato errori che non avevo commesso nell’originale, saltati fuori dopo la formattazione del testo da documento di word a file pdf. Nonostante mi sia messa d’impegno a segnalarli ed il testo sia stato riletto e corretto una decina di volte, qualcosa a quanto pare è sfuggita ugualmente e mi dispiace. Capita anche ai più grandi di sbagliare, se può servire come consolazione.
    Passando alle critiche mosse da “Il Lettore”, mi spiace che non abbia colto che l’importanza del titolo e quella dei nomi dei personaggi stava proprio nella loro immediata semplicità.
    Dietro alla scelta dei nomi c’è un motivo preciso, non sono scelti “a caso” o perchè “non sapevo cosa mettere” (ma ti pare che uno scrittore che intenda seriamente fare questo mestiere e che rispetti i suoi lettori possa disonorare l’arte della scrittura in un modo simile?): in una storia, soprattutto se giapponese, i nomi sono fondamentali e io ne ho fatto un uso preciso. Chi non l’ha compreso probabilmente non è entrato nella mentalità della storia o non ha letto attentamente, perchè la simbologia che accompagna soprattutto i nomi dei tre co-protagonisti è d’aiuto, un indizio ulteriore per la comprensione dei significati. Ti ringrazio comunque per aver sollevato la questione che nessun altro mi aveva posto prima: nel prossimo libro inserirò una pagina con la spiegazione dei nomi dei vari personaggi ^^.
    Immagina, come è già stato spiegato da Miru, prima di tutto è un invito, suona come tale, non come un ordine nè come una parola banale.
    La scelta di dare un nome che rappresenta “un invito” al mondo onirico è stata fatta proprio perchè quando ci apprestiamo a chiudere gli occhi ed abbandonarci al sonno, ci sentiamo come avvolgere in un abbraccio rassicurante che ci invita a lasciarci scivolare nel sonno.
    Un Fauno è una divinità romana della natura, associata ai boschi e alle campagne: il personaggio che porta il suo nome è associato al panda ed è un Guardiano dei Sogni, un uomo vissuto per un numero indefinito di anni immerso nella natura, percorrendo proprio i sentieri dei boschi, delle foreste, delle campagne per difendere i sognatori ed i sogni dagli attacchi degli Incubi.
    Moo-chan -> non posso parlarvi del suo nome, perchè ha un significato particolare, legato sia alla figura felina di Bello che al protagonista Feo.
    Feo -> uno dei misteri più importanti sta proprio nella singolarità del suo nome, soprattutto dal momento che sappiamo che è di origini Giapponesi.
    Bello -> Viene descritto come un guardiano felino, con il corpo sottile, agile, gli occhi da gatto. Il suo nome richiama alla mente la parola inglese “bell”, ovvero “campana”, perchè nei collarini dei gatti spessissimo sono appesi dei sonagli. Il maneki neko (gatto giapponese della fortuna) è rappresentato quasi sempre con una campana al collo. Per non bastare, da recente ho scoperto una canzone giapponese degli LM.C. che s’intitola proprio “Bell the cat” (Bell il gatto, pronunciato come “Bell-u” o “Bell-o” in giapponese): se avessi saputo prima dell’esistenza di questa canzone, state sicuri che l’avrei inserita nella colonna sonora che ha fatto da accompagnamento alla stesura del libro, non solo per il titolo ma proprio perchè il testo e la musica calzano a pennello con il personaggio che ho creato (la userò sicuramente nel secondo romanzo, che non è un vero e proprio seguito di “Immagina”).
    Lei -> come si capisce dalla descrizione del personaggio, dal colore dei capelli e degli occhi, non è un’asiatica. Il suo nome è ridotto ad semplice pronome personale “Lei” perchè vorrei che pensaste a questa figura come alla ragazza dei sogni, al primo amore di cui i cantanti riempiono i testi delle canzoni
    Minami-> significa Sud, indica la provenienza del personaggio dalle terre del sud
    Hitsuki -> significa Est
    Higashi -> Significa Ovest
    Kitami -> significa Nord
    Potrei spiegarvi il nome di tutti gli altri personaggi o anche dei luoghi, ma rischio di spoilerare la trama a chi vorrebbe leggere il libro.

    Credo che sei di parte semplicemente per non “offendere” un’aspirante scittrice che gentilmente ti ha mandato l’e-book. -> Caro “Il Lettore”, mi spiace che tu non abbia apprezzato il mio romanzo, del resto sarebbe sciocco nonchè presuntuoso pretendere che la propria opera/lavoro possa essere apprezzata da tutti, quindi non mi offendo se una persona mi dice di non aver gradito il mio scritto, non ti preoccupare ^^. Però non capisco perchè se a te non è piaciuto, tu debba pensare che la proprietaria del Blog o gli altri che hanno commentato positivamente il romanzo (nonostante le imperfezioni dell’editing finale) lascino pareri positivi solo “per non offendere”. Un libro o ti piace o no, non vedo perchè chi lo apprezza secondo te lo debba fare solo per compiacere lo scrittore con cui non ha nulla a che spartire “^^.
    Lo stile semplice e privo di fronzoli che tu hai trovato “anonimo” da altri (compresi l’insegnanti di lettere alla quale ho fatto leggere il manoscritto prima di presentarlo ad un editore, scrittori, editori, avvocati e direttori di associazioni culturali che hanno promosso ed organizzato le presentazioni del libro) è stato reputato “ottimo e diretto, perchè arriva a tutti, piccoli e grandi, privo di inutili fronzoli che spesso ti fanno tornare indietro a leggere il rigo più volte perchè non si capisce niente”: bada bene che non cito le loro parole per sminuire il tuo leggittimo parere negativo che rispetto, ma solo per farti capire che ciò che non è di tuo gradimento non significa che debba essere riconosciuto universalmente come scarso e quindi non è giusto pensare che gli altri dicano che una cosa è bella solo per far piacere allo scrittore solo perchè tu non l’hai reputata di tuo gradimento.

    Per finire, vorrei spiegare un’altra cosa che sembra essere sfuggita a “Il Lettore” (non ce l’ho con te, mi aggancio solo al tuo commento perchè sei l’unico che ha fatto rilevare ciò che per lui rappresentano dei problemi e dal momento che posso aiutarti a capire meglio, mi sento in dovere di chiarirti le idee in proposito – del resto sono io che ho scritto la storia – quindi spero non prendi questo mio post nel verso sbagliato =)).
    Lui ha scritto “Credo che l’autrice abbia voluto cammuffare questa storia vista e rivista con la scusa del giappone” -> Dubito che Immagina sia una storia “vista e rivista” dal momento che si basa su 12 sogni ed incubi che io ho sognato per 10/12 anni (a meno che qualcuno non abbia monitorato i miei pensieri ed il mio subconscio per tutto questo tempo). Come hanno detto anche gli altri, magari hai trovato alcuni temi trattati anche altrove, figure che somigliano ad altri personaggi apparsi in altre storie: questo è normalissimo, visto che in tutte le storie ci sono ruoli ricorrenti. Ho ripreso temi e situazioni noti a tutti, ma visti da una prospettiva diversa, quindi dubito sia “trita”. Non ho mai letto da nessuna parte una classificazione degli Incubi in razze nè Città o Regni come quelli che ho creato io.
    Feo non è il classico sfigato: al contrario è un personaggio che va proprio CONTRO alle figure tradizionali.
    Lo sfigato che si trova nei libri, infatti, è un tipo anonimo, che non spicca nè in bellezza nè particolarmente in intelligenza, non curato, una testa calda che agisce d’istinto, senza riflettere, cacciandosi nei guai.
    Feo è tutto l’opposto: è corteggiato, non passa facilmente inosservato sia per il suo aspetto, non agisce d’impulso
    Con queste caratteristiche avrebbe potuto essere il classico “figo” che passa da una ragazza all’altra, che potrebbe avere ogni donna ai suoi piedi e che ha tutto subito e senza fare alcuno sforzo… e invece non è nemmeno questo.
    Il Giappone non è una scusa (che vuol dire poi questa affermazione, soprattutto preceduta da “cammuffare”? Non stiamo parlando di trucchetti di prestigio, ma di un romanzo): il Giappone è il luogo da dove comincia tutto e anche questo non è un caso per cui è stato scelto (tra l’altro il perchè della scelta del Giappone come luogo d’inizio della storia e patria del protagonista è scritto in modo chiaro persino sul libro, nelle alette che riportano la nota vagamente biografica).

    C’è il tema dell’inversione dei ruoli: invece della ragazza pura e fragile che deve essere difesa da un cavaliere impavido, abbiamo la guerriera forte che lotta per salvare un ragazzo …
    C’è il tema della ricerca del proprio posto nel mondo, della difficoltà a trovare un lavoro, ad instaurare una relazione con una persona che ci ami e ci ascolti veramente, dell’infelicità che porta alla depressione …
    C’è il tema dei valori perduti, il menefreghismo, la violenza in crescita nel mondo reale, che rende la vita difficile ed annienta i sogni e le aspirazioni della gente …
    Quello del viaggio, che non a caso segue il moto del sorgere e del tramonto del sole, da est ad ovest ….
    Quello della musica come terapia per l’anima e tante altre cose che siete invitati a scoprire da soli, anche attraverso gli indizi lasciati nell’indice.

    In poche parole: se la storia di Feo o lo stile della narrazione non ti sono piaciute lo accetto tranquillamente (anche se mi dispiace un pò, ovvio), però con tutti i messaggi ed i temi contenuti nel libro, i significati sia evidenti che nascosti tra le righe ed i temi trattati, come fai a concentrare tutto il tuo disappunto sul nome “Immagina”? ^^”

    Comunque, anche se sono stata preceduta già nella spiegazione di alcuni punti, per me era un dovere intervenire nel tentativo unico di dissipare qualche dubbio o perplessità.
    Spero di essere stata di aiuto anche per quei lettori che magari si ponevano le stesse domande o avevano riscontrato gli stessi problemi nel cogliere il msenso di alcune scelte. Se ci sono ancora domande o dubbi, invito la proprietaria del Blog a raccogliere le vostre domande via email che ho lasciato qui: risponderò a tutto (nei limiti dello spoiler s’intende =D).
    L’importante è confrontarsi con calma e nel rispetto (lo dico onde prevenire polemiche o liti che non mi piacciono proprio e sono contrarie alla mia natura).

    Ringrazio ancora “il Lettore” che mi ha fatto notare il problema dei nomi: in futuro mi impegnerò a far recepire a tutti il loro significato con più precisione =).
    Mi impegnerò anche a migliorare il mio stile e a prestare un’attenzione ancora maggiore alle correzioni degli editori.

    Auguro un buon lavoro e buona settimana a tutti =)

    • Yami

      Dimenticavo: Odio le ripetizioni, ho un’attenzione quasi morbosa per queste. E’ la prima cosa che faccio notare a chi mi fa leggere un testo. Non capisco come mi sia potuta sfuggire quella che hai segnalato nella recensione >__<!!! Mi spiace ^^"

    • Yami

      Ops, correggo:

      Minami-> significa Sud, indica la provenienza del personaggio dalle terre del sud
      Higashi -> significa Est
      Nishi -> Significa Ovest
      Kitami -> significa Nord

      scusate =D

    • Il Lettore

      Non mi piace come ti rivolgi a me

  • topolinamarta

    Ci ho messo un po’ a leggerlo tutto, perché è piuttosto lungo, ma ti ringrazio davvero per le spiegazioni e per aver chiarito alla perfezione quel che c’era da chiarire. Niente da dire, hai perfettamente ragione.

    Per quanto riguarda sviste, refusi e ripetizioni, ti riporto una frase che io appena letto nel volume 15 di “Io scrivo”, il corso del Corriere della Sera, e che mi ha colpito molto: quando ci si accorgerà di non potere più migliorare, la propria carriera di scrittore è finita.
    Quindi, non scusarti, ma continua a migliorare: è solo così che si diventa bravi scrittori. Non scrittori perfetti, perché la perfezione non esiste, ma bravi, comunque, sì =)

  • Il Lettore

    Non credevo fossi stato in grado di sollevare tali polemiche dando solo una semplice constatazione personale. Comunque voglio dire solo una
    cosa in base a questa citazione:

    “Lo stile semplice e privo di fronzoli considerato da altri (compresi l’insegnanti di lettere alla quale ho fatto leggere il manoscritto prima di presentarlo ad un editore, scrittori, editori, avvocati e direttori di associazioni culturali) è stato reputato “ottimo e diretto, perchè arriva a tutti, piccoli e grandi, privo di inutili fronzoli che spesso ti fanno tornare indietro a leggere il rigo più volte perchè non si capisce niente”

    Sapete quanti libri sono stati giudicati in questo modo? Una marea.
    Leggo i pareri (mi informo prima di comprare un libro), mi interesso, lo compro e poi? Un libro normale, niente di speciale. Sono stufo di questi libri che non fanno altro che essere sopravvalutati. Non mi fraintendete però! Questo libro può esser definito “libro” ma è inaccettabile che per la presenza di argomenti come sogni, nomi giapponesi e quant’altro “Immagina” venga descritto da voi come un libro rivoluzionario. Non è COSì COME LO DESCRIVETE!Non se ne può più! Per quale motivo poi vi siete così tanto accanite dai miei pareri? Paura della cattiva pubblicità, forse? Aggiungo un’altra cosa: un libro necessita di così tante revisioni e pareri? Non credi sia un pò esagerato, data la “scarsità”? Infine volevo dire a Marta che io non ho l’e-mail quindi la devo per forza inventare (non come hai detto tu, che la invento perchè sono un vigliacco come il Critico). Comunque ho detto la mia e vi ricordo che non sono un bimbetto da quattro soldi che disturba in un blog. Sono molto più maturo di voi (di età, intendo) con alle spalle più di trentamila libri (in tutta la mia vita, e non è una cavolata). Saluti.

    • topolinamarta

      Il problema è che la tua non era una semplice “constatazione personale”: tu hai scritto, per esempio, che “Immagina” è ridicolo e inadatto come nome per una terra. Questo non è un parere, ma un giudizio sparato a zero.
      Hai ragione nel dire che quando uno stile viene definito “privo di fronzoli” in realtà risulta essere fin troppo semplice, quasi semplicistico. Ma nel caso di Immagina non è stato così, almeno secondo il mio modesto parere di lettrice. In alcuni punti sembrava un po’ la trasposizione di un fumetto, e questo non è un bene, ma in generale l’ho trovato un buono stile. Non particolarmente brillante, se vuoi, ma neanche da buttare. Non sarà nemmeno un libro rivoluzionario (ho mai detto niente del genere, tra parentesi? O.o), ma è un libro carino, e comunque superiore alla media dei fantasy che si trovano in giro. È questo ciò che ho apprezzato in Immagina, e non credo proprio di averlo mai definito “capolavoro” o “rivoluzionario”. 3 stelline e mezzo, per me, sono un libro mediamente bello, non certo un romanzo eccezionale.
      Visto che sei molto più anagraficamente maturo, non vedo perché arrabbiarsi tanto. Se permetti, ho solo 16 anni e circa un sessantesimo dei libri che hai letto tu: ne ho ancora un sacco di cose da imparare, e le tue critiche mi saranno senz’altro utili, ma ti pregherei di non considerarmi un’idiota che non sa giudicare i libri solo perché ho chiaramente meno esperienza di te.

      “Aggiungo un’altra cosa: un libro necessita di così tante revisioni e pareri? Non credi sia un pò esagerato, data la “scarsità”?”
      Non sono sicura di aver capito quel che intendi per “scarsità”, ma ti assicuro di sì: c’è SEMPRE qualcosa che si può migliorare in un libro. Come ho già detto, nel momento in cui ci si accorge di non poter più migliorare, non si è più scrittori.

      • Il Lettore

        Credo sia necessario aggiungere un’altra cosa.
        “Non sarà nemmeno un libro rivoluzionario (ho mai detto niente del genere, tra parentesi? O.o), ma è un libro carino, e comunque superiore alla media dei fantasy che si trovano in giro. È questo ciò che ho apprezzato in Immagina, e non credo proprio di averlo mai definito “capolavoro” o “rivoluzionario”
        Da come yami ha parlato sembra voglia definire il suo libro così. Tutto qua.

  • Il Lettore

    E per quanto riguarda i nomi, è inutle spiegarne il significato perchè sembra una presa in giro. “Tizio” significa Tot quindi va bene. No, non va bene. E mi raccomando, non sollevate il polverone per i miei pareri, specialmente in mia assenza per favore, perchè non è carino che una persona venga citata in causa in questa maniera solo perchè ho postato un commento. Comunque sono sempre un lettore, non un critico da prendere a parole, anche se gentili.

  • Il Lettore

    Ma non mi riferivo a te Marta!

  • topolinamarta

    Ho capito, ma cercavo di spiegare lo stesso.
    In ogni caso, nessuno solleverà un polverone sui tuoi commenti, tranquillo: hai detto la tua sul libro e sulla mia recensione. Stop. Amici come prima. Non penso che Yami o gli altri si siano offesi semplicemente perché hai espresso il tuo pensiero 🙂

  • Miru

    Lettore, lasci davvero senza parole chi ti legge…
    A parte te, nessuno qui ha fatto o sta facendo polemica.
    Hai disprezzato un libro usando espressioni offensive come “stile anonimo, le avrei dato 1 e mezzo, ecc ecc”, soprattutto facendo capire che non hai afferrato nulla del significato del titolo e dei nomi.
    L’autrice, con disponibilità e gentilezza (nessun autore si degna di dare peso o prendere in considerazione alle parole dei lettori, invece lei non solo lo ha fatto ma ha dimostrato di voler cogliere il tuo giudizio come uno spunto per migliorarsi), senza prendersela per le parole infelici con cui ti sei rivolto a lei e al suo romanzo, ti spiega le motivazioni delle sue scelte (motivazioni valide e chiare a tutti, tranne che a te) per aiutarti a comprendere meglio la storia e tu invece di valutarle ci sputi sopra, parli di “giustificazioni” e “cammuffamenti”.
    Il tuo atteggiamento, oltre che infantile, è superficiale e prepotente.
    Dimostri di voler avere ragione anche quando è palese che hai commesso un errore, errore che non sta nel fatto che il libro non ti è piaciuto (l’autrice non ti ha minimamente criticato perchè non hai gradito il suo libro, in quel campo la gente se l’aspetta) ma nella scarsa valutazione ed importanza che hai dato al titolo e ai nomi.
    Poi alcune tue frasi sono il colmo: “non mi piace come ti rivolgi a me”, “non parlare di me in mia assenza” ma chi sei? chi ti senti?
    “E per quanto riguarda i nomi, è inutle spiegarne il significato” veramente se non hai capito un cazzo, mi sembra che la spiegazione ci stava eccome.
    A me pare che sei tu che ti “giustifichi” e “cammuffi”.
    Dai tuoi ultimi commenti hai dimostrato a tutti che sei il solito troll.
    Tolgo le tende, perchè son sicuro che ti scatenerai dopo il mio commento, ma non pensare che io stia qui a leggerti e reggerti il gioco.
    Admin lascialo perdere, inutile cercare di ragionare con gente che non è aperta ad un confronto serio e costruttivo. E soprattutto non sminuirti: la cultura e la conoscenza non derivano dalla quantità dei libri che leggi, ma dall’apertura mentale e dalla capacità di accogliere le opinioni altrui senza scaldarsi o cominciare ad offendere per darsi ragione. In quanto a maturità, dall’alto dei tuoi 16 anni ne stai mostrando molta più di lui.

  • topolinamarta

    Ragazzi, non litighiamo.
    Miru, è vero che Il Lettore si è espresso in modo duro, ma è anche vero che tu non stai favorendo un confronto amichevole.
    Affermare che un libro ha uno stile anonimo o e da 1 e 1/2 non è offensivo. Certo sarebbe meglio che fosse motivato in modo chiaro e obbiettivo, ma se io dico che il tal libro fa schifo perché a), b), c), tutt’al più sto “offendendo” l’autore, non certo il libro. In ogni caso, mi sembra che Yumi non solo non si sia offesa, ma abbia anche accolto con garbo le critiche, quindi siamo a posto.
    In secundis, tu dici che nessun autore si prende la briga di rispondere alle critiche, e ti posso dar ragione, ma chi si comporta in questo modo sono solo quegli scrittori che si credono imperatori solo perché hanno pubblicato. Ne conosco molti, invece, che possiedono un pizzico di umiltà in più, e che quindi rispondono e accolgono con piacere le critiche. Io stessa farei così, se avessi già pubblicato, e comunque, quando un lettore mi fa notare qualcosa che non va in un post, non solo rispondo e ringrazio, ma mi do anche da fare per migliorare. Per esempio, la stessa Alessia Fiorentino, da me criticata piuttosto duramente, mi ha fatto sapere tramite email che mi ringraziava per averle fatto notare i difetti del suo libro. Come ho già scritto, l’importante non è non commettere errori, ma riconoscere di averli commessi e imparare a evitarli.
    Quindi pregherei tutti e due di moderare un po’ i toni. Entrambi avete detto cose giuste e cose sbagliate: se vogliamo discutere, si può fare, ma solo in termini perlomeno civili.

  • gambero83

    In effetti, l’opera, una volta descritta nei dettagli dall’autrice/autore, suscita in me una certa curiosità. C’è anche da dire che al giorno d’oggi, il Giappone è preso di mira da un’infinità di romanzetti scadenti e mediocri, che testimoniano soltanto quanta scarsa conoscenza ha l’autore di tale paese. Mi auguro non sia questo il caso:) Però ripeto, è curioso come romanzo, chissà:)

    P.s.: “Non mi piace come ti rivolgi a me”, frase scritta da “Il Lettore”…mmm…ho una pulce in testa…mmm…non è che per caso, ma solo per caso, Il Lettore e Il Critico sono la stessa persona?…

  • Il libro Immagina fa schifo

    yami, hai proprio l’arte del parlare. non solo scivi un libro trito e ritrito fingendolo per bello ed originale ma ti fai passare anche per vittima? il libro ha questo, dice quello, esprime quest’altro. MAVVA’. Il Lettore credo abbia voluto semplicente spiegare le sue ragioni ma non si è spiegato bene forse perchè troppo “preso” dalla delusione e dalla finta modestia di yami. Posso confermare che c’è PAURA DI CATTIVA PUBBLICITA’ che questo “libro” MERITA. non fatevi ingannare dalle parole dolci e soavi. Tutta fuffa.

    • topolinamarta

      Ti invito cortesemente, caro utente senza nome, a motivare le tue affermazioni, come hanno fatto tutti prima di te. Così stai semplicemente dicendo che un certo libro fa schifo (nonché insultando chi invece lo ha apprezzato) senza spiegare il perché.
      Motiva il tuo parere con ragionamenti razionali, e a quel punto, forse, potrai uscire dal CCI.

      PS: forse non sai che, spesso, una recensione negativa garantisce molta più pubblicità di una positiva. Se non altro, chi la legge avrà voglia di verificare personalmente se il recensore ha avuto ragione oppure non capisce niente.

      • Il libro Immagina fa schifo

        D’accordo.
        Allora queste sono le mie motivazioni
        1) Feo è un perfetto Garystue (o come cavolo si scrive) perchè:
        -è corteggiato (manco fosse brad pitt)
        – “sfortunato” (si perchè una delusione d’amore per bambinetti è una vera sfortuna, un vero motivo per sentirsi inutili! Ma se c’è di peggio nel mongo purtroppo ! )
        – fortunatissimo allo stesso tempo (ècchecaso!) un tizio gli offre di entrare nel mondo dei sogni per “fuggire” dalla realtà (‘mazza che originalità! si perchè uno che manco conosci ti fa una proposta così è normale eh! io come minino l’avrei preso a calci e avrei chiamato la polizia)
        2) L’ambientazione non è altro che il classico manga mescolato al fantasy, cosa che ODIO davvero
        3) gli altri personaggi fanno pena ( non ho voglia di elencarli)
        4) è scritto male con errori madornali
        5) non mi è piaciuto come yami si sia rivolta a Il Lettore. Che sia finta modestia non ne ho idea ma non mi è piaciuto quando ha detto che il suo libro ha avuto revisioni da tantissimi prof giornalisti ecc.
        Contenta o devo dire altro?

      • topolinamarta

        Così va meglio.
        Non condivido alcuni punti (o comunque non mi sono sembrati così “gravi” come li dipingi tu), ma se tutti i lettori fossero uguali e avessero gli stessi pareri, il mondo sarebbe noioso, non trovi? A me, per esempio, pur avendo riscontrato diversi errori di stile, il romanzo è piaciuto lo stesso, è riuscito ugualmente ad appassionarmi. Non sarà eccezionale, questo no (3 stelle e mezzo non è poi un voto così eccelso…), ma trovo che non sia del tutto da buttare.

        Se hai la pazienza di aspettare fino a domattina, sistemerò i vari commenti al posto giusto.

  • Il libro Immagina fa schifo

    D’accordo. Sono contento che tu abbia accettato il mio commento. Comunque la prossima volta cercherò di essere più moderato con i termini, sai com’è, noi romani siamo un pò schietti

    • topolinamarta

      Non è solo l’uso di certi termini: semplicemente, c’è differenza tra dire “Immagina fa schifo” e dire “Immagina fa schifo perché a,b,c…”.
      In ogni caso, se permetti, anche a me libri come 3MSC fanno piuttosto schifo, ma non dico “la tal ragazza è una bimbaminkia perché legge Moccia”. Se la ragazza in questione dice “3MSC è il più bel libro mai scritto e Moccia è il Dante del nuovo millennio”, allora, forse, ci può stare, ma anch’io per dire che 3MSC fa schifo ho dovuto leggere 3MSC… e, con tutto il rispetto, non credo di essere una bimbaminkia ^^

      • Il libro Immagina fa schifo

        ho detto che ho sbagliato e chiedo scusa, mi dispiace, va bene? ho rimediato motivando le mie affermazioni. Comunque anche dire di provare interesse per un libro stile moccia una persona può essere definita così, ti pare? ti va di motivare il tuo disprezzo verso altri libri? (non il libro del destino e company perchè so già come la pensi). Vorrei vedere se anche tu hai letto un libro che davvero mi fa shifo (indovina! ti dico che è un libro scritto circa cinque anni fa ed è stato alla 1° della new york bestseller list, come avra fatto poi ancora me lo sto domandanto!)

      • topolinamarta

        Scuse accettate, no problem. Come ho già detto, sistemerò i vari commenti domattina, anche perché adesso ho:
        – sonno;
        – mal di gola e naso gocciolante;
        – un po’ di mal di testa;
        – altri acciacchi di cui non mi va di parlare.

        Libro uscito 5 anni fa e primo in classifica? Non ne ho proprio idea ^^””
        Provo un naturale ribrezzo verso i beatseller, sai com’è…
        Indizi? ^^

  • Il libro Immagina fa schifo

    è stato scritto da un uomo (un pò imbecille ma credo che questo poco centra con gli indizi ) e il titolo comprende un nome di un cantante famoso di tanti anni fa di un genere non più di moda.

    il cantante però non c’entra niente, tengo a precisarlo

  • Il libro Immagina fa schifo

    Controbbatto ciò che ha detto yami perchè credo abbia detto cose sbagliate (premetto che non sono dalla parte de Il Lettore)

    “Passando alle critiche mosse da “Il Lettore”, mi spiace che non abbia colto che l’importanza del titolo e quella dei nomi dei personaggi stava proprio nella loro immediata semplicità. Dietro alla scelta dei nomi c’è un motivo preciso, non sono scelti “a caso” o perchè “non sapevo cosa mettere”

    Io non ho notato alcuna semplicità riguardo i nomi, forse per semplicità sta per la loro brevità? La loro importanza comunque non dipende se sono stati scelti a caso oppure no perchè se è così possiamo dire “questo nome non mi dice niente ma ha un bel significato quindi è importante. Aggiungo che non è da geni pensare di mettere dei nomi sensati alla storia, cioè non è niente di rivoluzionario.

    “in una storia, soprattutto se giapponese, i nomi sono fondamentali e io ne ho fatto un uso preciso.”

    Che significa “soprattutto se giapponese”? Allora fosse stata italiana sarebbe stata meno importante? Alla faccia del patriottismo!

    “Chi non l’ha compreso (l’uso dei nomi) probabilmente non è entrato nella mentalità della storia o non ha letto attentamente,”

    Si perchè tu hai creato una storia così speciale e sofisticata che è difficile per noi miseri italiani essere all’altezza della mentalità giapponese!

    “Ti ringrazio comunque (riferito a Il Letttore) per aver sollevato la questione che nessun altro mi aveva posto prima: nel prossimo libro inserirò una pagina con la spiegazione dei nomi dei vari personaggi ”

    Si perchè la visione della storia cambia di molto se conosciamo i significati, è vero! Infatti se conosco per esempio i significati dei nomi di persone che mi stanno antipatiche poi mi diventano simpatiche conoscendo il significato dei loro nomi, non ci avevo pensato!

    “Però non capisco perchè se a te non è piaciuto, tu debba pensare che la proprietaria del Blog o gli altri che hanno commentato positivamente il romanzo lascino pareri positivi solo “per non offendere”.

    Hai mai sentito parlare di plagio? Che c’entra, diresti. Hai giocato una “bella” carta, il giappone. E’ un posto così strano per noi italiani che basta il minimo appiglio per imbambolarci e sognare un mondo nuovo diverso dal nostro.
    Non fare finta di non aver voluto ottenere questo effetto.

    “ho fatto leggere il manoscritto prima di presentarlo ad un editore, scrittori, editori, avvocati e direttori di associazioni culturali che hanno promosso ed organizzato le presentazioni del libro) è stato reputato “ottimo e diretto, perchè arriva a tutti, piccoli e grandi, privo di inutili fronzoli che spesso ti fanno tornare indietro a leggere il rigo più volte perchè non si capisce niente”

    Complimenti per la modestia, yami. Un libro non vuol dire che per mezzo che è stato rivisto da più persone è a maggior ragione bellissimo e originale! Anche i libri di moccia (tanto per dire uno) sono stati molto “stimati” ma poi hai visto che fine hanno fatto? Dalle stelle allle stalle…

    “Lui ha scritto “Credo che l’autrice abbia voluto cammuffare questa storia vista e rivista con la scusa del giappone” -> Dubito che Immagina sia una storia “vista e rivista”

    Bè, se lo dici tu…

    “Non ho mai letto da nessuna parte una classificazione degli Incubi in razze nè Città o Regni come quelli che ho creato io.”

    Prima di tutto evviva la modestia! secondo chi te l’ha detto che non esistono libri che parlano di incubi e sogni? Io ne ho letti tantidi cui uno l’ho letto recentemente.

    “C’è il tema dell’inversione dei ruoli: invece della ragazza pura e fragile che deve essere difesa da un cavaliere impavido, abbiamo la guerriera forte che lotta per salvare un ragazzo …”

    E questo tu credi io non l’abbia già letto? E poi non credi sia una totale prigrizia invertire i ruoli per evitare i clichè?

    “C’è il tema dei valori perduti, il menefreghismo, la violenza in crescita nel mondo reale, che rende la vita difficile ed annienta i sogni e le aspirazioni della gente …”

    E questo dovrebbe incentivare a leggere il libro giusto? Ma secondo te solo tu hai trattato questi temi? Io non ci posso credere che tu ne sia convinta.

    “con tutti i messaggi ed i temi contenuti nel libro, i significati sia evidenti che nascosti tra le righe ed i temi trattati…”

    quali messaggi? ah, scusa, senpre le solite tematiche della difficoltà eccetera? Piglia per esempio Feo. Lui si dispera perchè ha avuto una delusione d’amore. Questa tu la chiami difficoltà? I temi contenuti nel libro? Ma quali? Ah, quello del giappone..l’avevo dimenticato :-/

    “Ringrazio ancora “il Lettore” che mi ha fatto notare il problema dei nomi: in futuro mi impegnerò a far recepire a tutti il loro significato con più precisione ”

    Si, magari mettici, oltre alla lista dei nomi, anche la lista della spesa che i protagonisti devono fare per mangiare, dove vogliono andare, perchè sono temi giusto? sono un genio!

    Voglio farvi capire che tutto ciò che ha detto yami per me non è niente. i libro non mi è piaciuto perchè è il solito remake di trecento libri messi
    assieme. Questa è la mia opinione e tengo che anche voi apriste la mente senza ostinarvi a credere all’autrice (che parla a suo favore ovviamente).

    volevo infine dire a

    gambero, che ci tengo a dirti che è meglio non farsi ingannare dalle convinzioni.

    marta, spero che il mio commento non venga messo nel cassonetto ma se tu invece ce lo metti vorrei sapere dove ho sbagliato questa volta.

    • topolinamarta

      No, certo che no. Hai detto la tua motivando il tuo pensiero, e anche se in certi punti, come ho già scritto, non sono d’accordo, non sono certo quella che censura i commenti che non sono d’accordo con me.
      Ti chiedo soltanto un paio di cose:
      1) Ti pregherei di non postare più di una volta lo stesso commento: se non lo vedi comparire subito, non vuol dire che l’ho eliminato o spostato nel cassonetto. Semplicemente, lo dovevo ancora approvare (come in questo caso), e non essendo connessa a internet 24 ore al giorno, non posso approvare tutti i commenti in tempo reale.
      2) Potresti usare sempre la stessa email (nontifrega@fdssgw.it – tra parentesi, è comoda mettere un indirizzo fasullo, vero?) e lo stesso nickname per inviare commenti? A ogni email, WordPress associa un’icona diversa, se l’utente in questione non ha un account: io, per esempio, ho l’immagine del topo, mentre la tua prima email aveva l’icona rossa con i cerchiolini bianchi. Questo perché, se qualcuno capitasse qui e leggesse questi commenti, non capirebbe più niente, dato che tu avevi un sacco di icone diverse… e onestamente mi rompe modificarle tutte le volte.

      • Il Libro Immagina fa schifo

        1) Ti pregherei di non postare più di una volta lo stesso commento: se non lo vedi comparire subito, non vuol dire che l’ho eliminato o spostato nel cassonetto.

        A ogni email, WordPress associa un’icona diversa, se l’utente in questione non ha un account: io, per esempio, ho l’immagine del topo, mentre la tua prima email aveva l’icona rossa con i cerchiolini bianchi. Questo perché, se qualcuno capitasse qui e leggesse questi commenti, non capirebbe più niente, dato che tu avevi un sacco di icone diverse… e onestamente mi rompe modificarle tutte le volte.

        Scusami 😦

        2) Potresti usare sempre la stessa email (nontifrega@fdssgw.it – tra parentesi, è comoda mettere un indirizzo fasullo, vero?

        In che senso?

      • topolinamarta

        “Scusami :(”

        Ma niente, solo una precisazione tecnica 🙂

        “In che senso?”

        Nel senso che, ovviamente, un indirizzo email del tipo vcesvqrtre@oihob.it, ovvero con le lettere pigiate a caso sulla tastiera, non è un vero indirizzo email, e pertanto se io volessi contattarti in privato non potrei farlo. Mettere un’email vera, invece, significa perlomeno che non hai nulla da nascondere.

  • Il libro Immagina fa schifo

    “Admin lascialo perdere, inutile cercare di ragionare con gente che non è aperta ad un confronto serio e costruttivo. E soprattutto non sminuirti: la cultura e la conoscenza non derivano dalla quantità dei libri che leggi, ma dall’apertura mentale e dalla capacità di accogliere le opinioni altrui senza scaldarsi o cominciare ad offendere per darsi ragione. In quanto a maturità, dall’alto dei tuoi 16 anni ne stai mostrando molta più di lui.”

    Eccola qua la classica “fan” che offende una persona che ha “osato” criticare la sua beniamina. MIku, ma quanti anni hai? Il Lettore ha semplicemente detto che ‘sto libro non gli piace e io sono completamente d’accordo con lui.

    “Tolgo le tende, perchè son sicuro che ti scatenerai dopo il mio commento, ma non pensare che io stia qui a leggerti e reggerti il gioco.”

    Il Lettore non si è più visto, forse ha capito che con voi è inutile parlare (anche se forse abrebbe potuto spiegare meglio le sue ragioni, cosa che ho fatto io)

    • topolinamarta

      Eccola qua la classica “fan” che offende una persona che ha “osato” criticare la sua beniamina. MIku, ma quanti anni hai? Il Lettore ha semplicemente detto che ‘sto libro non gli piace e io sono completamente d’accordo con lui.

      Posto che ho già scritto che “Miru, è vero che Il Lettore si è espresso in modo duro, ma è anche vero che tu non stai favorendo un confronto amichevole”. Qui nessuno ha offeso nessuno, semplicemente c’è qualcuno che dovrebbe imparare a esprimersi meglio motivando quel che dice.

      Il Lettore non si è più visto, forse ha capito che con voi è inutile parlare (anche se forse abrebbe potuto spiegare meglio le sue ragioni, cosa che ho fatto io)

      Chi intendi con “voi”?

  • Il Libro Immagina fa schifo

    intendo “voi” miku e yami

  • Il Libro Immagina fa schifo

    ma io non ho niente da nascondere 😦
    lo so che non mostrare la vera e-mail non è corretto. Il punto è che io non ho l’email (a proposito devo sbrigarmi a procurarmela perchè mi serve) ma se ci rifletti io potevo anche scrivere un dominio a caso (tipo gmail) e tu non ti saresti accorta di niente, ti pare?

    “e pertanto se io volessi contattarti in privato non potrei farlo”
    perchè cosa vorresti dirmi?

    • topolinamarta

      Almeno ti saresti reso credibile ^^ E comunque me ne sarei accorta, se mai avessi avuto bisogno di contattarti: l’email mi sarebbe tornata indietro 😉

      Al momento non devo dirti niente, ma mi sembra giusto, dato che la mia email è disponibile per tutti, che per tutti gli utenti sia lo stesso.

  • Il Libro Immagina fa schifo

    Almeno ti saresti reso credibile ^^ E comunque me ne sarei accorta, se mai avessi avuto bisogno di contattarti: l’email mi sarebbe tornata indietro

    veramente? come fa l’email a tornare indietro? O_O

  • JBD89

    Salve a tutti, premetto che non ho un account di e-mail attivo, ormai facebook sostituisce questi campi, tra l’altro preferisco l’uso del cellulare o ancora meglio gli incontri di presenza, perciò mi scuso, visto che ho letto che la mail “impossibile” potrebbe essere interpretata come uno scudo dal “rintracciamento”. Ho personalmente letto “Immagina”, più volte, e ho riscontrato questi punti:
    1)Mi piace l’idea di partenza della ricerca di un posto nel mondo, una soluzione che sembra inarrivabile o inesistente, idea che spinge a momenti bui nella vita di ognuno e che ognuno vive, volendo anche in età più avanzate della vera e propria adolescenza come nel caso di Feo.
    2)Non replico sulla scelta dei nomi o del titolo, effettivamente quest’ultimo è diretto e stimolante, invoglia alla lettura per saperne di più. “E’ un titolo strano, proprio perchè semplice, una semplicità dietro la quale si potrebbe celare il mistero,..” ho pensato al primo sguardo.
    I punti “positivi” sono più o meno questi, ma come altri ho trovato anch’io dei punti “negativi”, se così vogliamo definirli:
    1)I nomi dei personaggi….va bene, a parte i quattro indovini che hanno nomi palesemente giapponesi, non ho visto questa grande introspezione nel Giappone e nella cultura (a parte un breve antefatto della vita “terrena” di Feo, che poco ci racconta di qualunque cosa voglia essere definita ambientazione sul Giappone….mi dispiace, stesso motivo per il quale, tra l’altro, non vedo nulla di più scorretto che la definizione di “manga/anime svolto in un libro”….assolutamente no!). In più il resto dei nomi hanno origine palesemente greca o latina (non romana ti pregooo!!!), come l’autrice stessa ha detto nel suo commento, ma non sto qui a spiegarli, soprattutto alcuni, che conterrebbero spoilers (anche se io, da brava classicista uscente, non ho potuto che fare due più due riguardo al nome di Feo….mi dispiace doverlo dire, ma cerco di essere sincera).
    – Un’altra cosa riguardo ai nomi: “Moo-chan”?! Va bene, non sto a chiederti i motivi del “Moo”, ma mi spieghi perchè il “-chan”?!?! Come si nota dal “-” questo è un SUFFISSO, appartenente sì alla lingua giapponese per indicare confidenza con una persona di sesso femminile, ma è appunto un suffisso che la persona in questione non usa MAI e dico MAI in prima persona (secondo me non è una svista, ma un gran bell’errore)!!!
    2)Il tono della narrazione: semplice, diretto, a volte proprio quotidiano. Capisco le motivazioni da te citate, ma ciò non toglie che usando questo tipo di “lessico” l’attenzione cala, cala, cala, fino al punto di pensare che sia un libro effettivamente “leggero”. Mi spiego meglio: il tema fondante della storia per come l’ho recepito io, diventa un punto d’inizio che non viene così sviluppato…per niente! Dopo l’inizio si presenta al lettore una serie di fatti, più o meno deprimenti(quasi sempre più con continui svenimenti, un po’ fastidiosi e ridondanti) fino ad arrivare alla conclusione, lasciandomi sempre in attesa di una svolta, di un cambiamento, il classico che si presenta in questo tipo di trame “adesso succede qualcosa” e via tre capitoli sei ancora lì che aspetti che accada, ma la ciliegina viene dopo:
    3)La conclusione. Quando ho finito il libro non potevo credere che finisse così, ma ovviamente è un mio personale pensiero. Feo è stato sfigatissimo, nonchè iperfortunato in altre circostanze, al punto dell’innaturale (tanto è vero che anche il suo ruolo si capisce circa al secondo capitolo, scontatissimo) fino ad arrivare al climax, l’apice la scena madre e ti dici “ci sarà una buonissima ed intrigante ragione per cui tutto ciò è accaduto” ed invece ci ritroviamo con un “invito banale e stupido, nonchè perfettamente svelabile come inganno, un viaggetto, una vacanza da nulla e se è il diavolo che ti dice che starà buono, tu, angelo, fidati sai?” insomma non è per niente credibile (certo per un bambino potrebbe anche darsi, ma considerando questi aspetti consiglierei la lettura a persone fra i 10 e i 14 anni massimo…)!

    -Tuttavia, l’errore principale ed imperdonabile per me, che sì, come lettrice si è sentita tradita è il fatto che alla fine non ci sia una conclusione al percorso inizialmente intrapreso. Feo non trova un suo posto nel mondo, non sa affrontare la vita reale, fa questo viaggio fantastico dove non cresce per nulla psicologicamente e per una serie di fortunati eventi si ritrova al suo posto bello e servito. Se fossi stata io a scrivere avrei riportato il tutto dov’era iniziato, sulla Terra, magari finendo per rivelare che tutta quella storia era davvero stata un “sogno”, ma dal quale finalmente avrebbe trovato sbocco la soluzione al problema…o anche no, se non se ne vede nessuna! Magari inserendo in seguito nella sua vita un “incontro fortuito” fra Feo, con un nuovo carattere più consapevole, intraprendente e fiducioso o rassegnato a seconda della condizione “soluzione trovata/non trovata”, e Moo, che si sarebbero detti “Penso di averti già visto da qualche parte, è come se ti conoscessi da tempo. Forse è stato in un sogno”, smielato, favolistico…okay, ma sarebbe stata una conclusione nettamente migliore a mio avviso, insomma qualcosa la deve pur trasmettere come finale al problema iniziale, se no non ha senso! Proprio perchè il tema mi interessava molto questa è stata la cosa che mi ha deluso di più fra tutte, non lo nascondo.

    Avrò scritto un poema, concludo dicendo che queste ovviamente sono impressioni strettamente personali dettate dalla mia esperienza di lettura e che non c’è accusa su nulla. Prendetela come una somma di punti di vista, tutto in chiave di un “se avessi scritto io…” ma ovviamente non è così e ci tengo a dire che nonostante tutte queste cose che ho notato,l’esordio di questa scrittrice non è che un punto d’inizio, spero verso altri lidi, magari anche più proliferi di questo, che comunque è un ottimo punto di partenza. Continua a scrivere Yami, la maturazione di uno scrittore, come ci insegna la letteratura, avviene nel tempo e a furia di tentativi, le prime opere, soprattutto quelle giovanili, hanno quasi sempre falle o errori, anche se non gravissimi, ma segue che, in qualità di semplice lettrice, sono lungi dall’essere presa per una critica efficiente ed affidabile. Spero che continuerai davvero a scrivere altri romanzi che si propongano bei temi come questo e, se vorrai, considera le “critiche” che ti ho mosso, magari solo io, ma sarò più contenta nel leggere la prossima opera…xD

    • topolinamarta

      Innanzitutto, grazie per aver commentato: mi piace sempre confrontarmi anche con chi non la pensa esattamente come me.
      In ogni caso, ti consiglio, se non l’hai già fatto, di segnalare le tue impressioni direttamente all’autrice, attraverso Facebook, per esempio. Questo perché non credo che Yami passi le sue giornate su questo blog a vedere se qualcun altro ha commentato la recensione del suo libro, e credo che le farebbe piacere sentirselo dire personalmente 🙂

      • JBD89

        Grazie anche a me piacciono i confronti. Dove costruttivi sono molto utili a mio avviso.

      • mio parere

        Questo perché non credo che Yami passi le sue giornate su questo blog a vedere se qualcun altro ha commentato la recensione del suo libro

        nella sua pagina facebook scrive e posta solo commenti positivi e quelli negativi cammuffati solo per la bella faccia che schifo la falsa modestia e tu marta che le vai appresso e tu saresti quelli che critica ogni cosa senza pietà? se non si chiama questa contraddizione…

      • topolinamarta

        Invece credo che sia legittimo da parte di uno scrittore condividere con gli altri solo i pareri positivi ricevuti. Quelli negativi servono per migliorarsi, ma mostrarli a tutto il mondo sarebbe come dire “il mio libro da schifo, non compratelo!”. Ok l’umiltà, ma non il masochismo…

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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