Recensione: Le rune del tempo (2^ parte)

Ecco a voi la seconda parte della recensione de Le rune del tempo. Per chi si fosse perso la prima parte, la trovate qui.

~ ~ ~

Aggettivi e avverbi a gogò

Un altro problema de Le rune del tempo è l’uso sconsiderato di aggettivi e avverbi, nel 95% dei casi inutili e che appesantiscono soltanto. Vediamo alcune citazioni:

Sbalordita, incredula e inorridita (pag. 38)

uno sguardo contrito e timoroso (pag. 65)

uguali, vibranti e intense emozioni (pag. 77)

uguali, immobili e identici (pag. 112)

bloccata, immobile, non riuscivo a proferire parola (pag. 124)

Come potete vedere, sembra che l’autrice non sia soddisfatta se non ci ripete gli stessi concetti almeno tre volte di seguito, spesso utilizzando aggettivi che hanno un significato pressoché identico, come i primi tre “sbalordita, incredula e inorridita”. Di avverbi, soprattutto in “-mente”, ne ho trovati talmente (appunto! ^^) tanti che non me li sono nemmeno segnati: tanto, basta aprire una pagina a caso per trovarne almeno uno inutile.

Donna sbalordita. Donna incredula. Donna inorridita.

Ma non solo soltanto questi aggettivi e avverbi che appesantiscono il tutto: nel romanzo si è costretti a leggere periodi interminabili, con subordinate che si aggiungono ad altre subordinate. Un paio di esempi, come al solito:

Il mio tono si era fatto più duro e perentorio, da quando eravamo tornati a palazzo, piano piano stavo imparando a farmi valere di fronte ai miei uomini e ad essere sincera non mi dispiaceva affatto un po’ di quel potere, che la mia figura reale mi conferiva.

Avevo ormai compreso fin troppo bene che la riuscita di quella missione dipendeva soltanto da me e che, in assenza di mio padre, dovevo tenere ben salde le redini del Regno, con la stessa fermezza che mi era stata insegnata nell’arte del combattimento e che sembrava avrei dovuto mettere a frutto a breve.

Con qualche eccezione, le frasi sono tutte più o meno così: interminabili, pesanti, e piene di virgole lì dove starebbero meglio dei punti fermi.

Errori veri e propri e obbrobri stilistici

Ditemi se non mi devo arrabbiare, quando mi tocca a leggere una roba del genere:

Per lui contava solo per la sua primogenita andava in sposa ad un uomo delle Terre della Luce e che lasciava la sua casa

… o altre virgole tra soggetto e verbo:

Il sacco era stato lasciato aperto, come se chi lo aveva deposto in quel luogo, avesse voluto che il piccolo fosse riscaldato dal tepore del sole. (pag. 72)

Quando gli occhi furono in grado di adattarsi, intravvedemmo stagliarsi di fronte a noi, una breccia di luce accecante. (pag. 77)

…Il sangue del malvagio, salverà l’amore. (pag. 234)

… oppure trovare per ben due volte un bel “tenere allo scuro” (che mi ricorda tanto il buco dello zono), o ancora dover leggere un “gridare a gran voce” (non sapevo che si potesse gridare a bassa voce!) o vedere una virgola praticamente dopo ogni “che”. Be’, sappiate che Le rune del tempo è pieno di queste bellezze senza pari.

Persino il buco dell'ozono si è allargato a leggere obbrobri del genere.

Incongruenze, situazioni stereotipate e buchi di logica

Partiamo dalle incongruenze. Non ho né il tempo né la voglia di riportare tutte quelle che ho trovato (anche perché sono davvero tante), perciò scriverò qui solo quelle che mi sono sembrate più evidenti. Per esempio:

• Prima di tutto, come si capisce anche da alcune delle citazioni che ho riportato qui, Celsien è ed è sempre stata un maschiaccio: ha sempre preferito le spade e l’arco alle bambole e ha imparato a combattere da piccola. Nonostante ciò, ha seri dubbi di riuscire a reggere il regno mentre suo padre è via, e comunque nel corso della storia sono rare le volte in cui dà veramente prova delle sue capacità. Di solito, ha sempre bisogno di essere salvata, il che non la rende proprio il personaggio meglio caratterizzato nella storia della letteratura.

• Quando anche Celsien se ne va per cercare di salvare suo padre e rimettere a posto le cose, lascia il comando del regno a suo cugino. Ebbene, questa è l’ultima volta che sentirete parlare di lui, dal momento che il cugino sparisce senza lasciar traccia. Puff!

• A un certo punto Celsien e i suoi compagni di viaggio trovano un bimbo abbandonato che chiamano Firin. A pagina 91 il suddetto si trasforma in un elfo (!) e dice che il suo vero nome non è Firin ma Olfaran e che è stato inviato dagli Elfi della Notte per cercare una “persona misericordiosa che spezzasse le catene di oppressione del suo popolo”. Ma a pagina 167, Celsien – dopo che Olfaran si è ri-trasformato in bambino – dice chiaramente che: “Le anime sono spiriti liberi, ogni volta che si trasfigurano, il soggetto di cui sono il centro vive le esperienze connesse ai suoi spostamenti, ma non ha memoria alcuna delle situazioni precedenti e di coloro che ha già incontrato.” Quindi com’è possibile che Olfaran ricordi che l’avevano chiamato Firin e la faccenda del suo popolo?

• A pag. 65 conosciamo i due gemelli Joan e David, e anche qui ne succedono delle belle. Prima di tutto, i nostri amici ci stupiscono con il seguente dialogo:

– Ecco vedi sei il solito rozzo caprone! Presentaci entrambi invece di continuare a inveire contro di me.

Cioè, spiegatemi, prima dice “rozzo caprone” e poi un bell'”inveire”? Molto congruente, devo dire.

Un rozzo caprone.

Poco dopo, i nostri amici ne combinano un’altra:

– Noi siamo i gemelli, David e Joan, della contea di Brunsdale. Siamo qui per darti una mano nella tua ricerca – disse David.

Posto che il PoV è sempre interno a Celsien, come fa quest’ultima a sapere chi dei due ha parlato, essendo identici l’uno all’altro (come viene detto poco prima)?

• A pagina 75 Drusen dice “Expandi Lucem!”. A parte il fatto che, se quell'”expandi” fosse inteso come imperativo, in latino sarebbe “expande”… da quando a Irlender si parla, appunto, latino?

Veniamo ora alle (tante) situazioni stereotipate, nonché spesso illogiche. Vi avviso, però, che potrebbero esserci SPOILER (se volete leggere il testo che segue, evidenziatelo con il mouse):

• Che Alis sia la sorella perduta di Celsien si capisce – oltre che dalla quarta di copertina – a pagina 53, ed esattamente 13 pagine dopo ne si ha una conferma schiacciante.

• Sebbene William e Andrew a malapena si guardassero, nel bel mezzo della battaglia finale il primo abbraccia il secondo e gli comunica, di punto in bianco, che è il suo fratello perduto. Okay…

• Memorabile la battaglia finale stile Power Rangers, in cui alle due sorelle spuntano nuovi potentissimi magic powers, in cui Celsien uccide suo padre per adempiere l’antica profezia (state tranquilli, tanto il padre risuscita) per poi svenire, in cui Alisea tira fuori tutta la sua “ruggente furia vendicativa” e ammazza il superkattivo di turno (mentre Celsien, nonostante sia svenuta, continua a fare la telecronaca dell’intera battaglia) soltanto per poi farsi venire i sensi di colpa.

• Se avete intenzione di comprendere come funzioni la faccenda della profezia, vi consiglio di non provarci nemmeno. Inutile che ci troviate un senso, tanto non ce l’ha. Anche partendo dal presupposto che ce l’abbia, la faccenda è talmente confusa e intricata da non capirci niente. A me, perlomeno, è successo così.

• Alla fine, naturalmente, tutti si scoprono parenti di tutti e chi non si scopre parente si sposa, e in ogni caso tutti vivono per sempre felici e contenti. Hip hip hurrà!

———————————————— Spoiler finiti ————————————————

Una (piccola) nota positiva

Okay, ci siamo capiti: Le rune del tempo è il solito romanzo fantasy scadente, con cliché in abbondanza (la principessa intrepida e tosta, la ricerca dell’oggetto magico, il viaggio periglioso, la compagnia eterogenea, il superkattivo, le creature stravaganti, il bel ragazzo dolce e coraggioso, i fratelli e i genitori perduti…) e bruttezze stilistiche a iosa. Ah, e non dimentichiamoci dei disegni, che oltre a sembrare appena abbozzati e, a mio parere, anche piuttosto brutti (se mi ci mettessi d’impegno, persino da me, che non so disegnare, uscirebbe qualcosa di meglio), non si capisce a chi si riferiscano. Un esempio è questo disegno che vedete a destra: –>

Nonostante la sua obbiettiva bruttezza, però, una noticina positiva la farei lo stesso, tanto per essere buona. Questa noticina si riferisce ai “molteplici livelli di lettura” che hanno messo in evidenza molti tra quelli che hanno recensito questo libro su aNobii prima di me.

Devo dire che, mentre leggevo Le rune del tempo, erano così tanti i difetti che incontravo che dopo un po’ mi sembrava di giocare a “caccia all’errore”, e quindi questa faccenda della storia oltre la storia è passata per me decisamente in secondo piano. Ciononostante, sono convinta che, scavando sotto chili e chili di schifezze varie, qualcosa di buono nelle Rune del tempo si trovi. E questo buono, secondo me, va oltre alla semplice storia che si racconta in questo romanzo, ed è anche quel buono che salva questo romanzo dall’essere classificato da me come “emerita schifezza”.
Il fatto è che, al di là delle avventure di Celsien, dei suoi viaggi e dei suoi amori, è evidente che dentro alle Rune del tempo è nascosto un autentico percorso di vita, forse proprio quello stesso percorso che Jamila Bertero ha fatto – come si trova scritto nelle notizie sull’autore della quarta di copertina – mentre scriveva il libro. E in questo penso che sia riuscita a fare centro, perché trasmette qualcosa che è comprensibile da tutti, come le emozioni e le delusioni dovute al primo allontanamento da casa e il desiderio di trovare da soli la propria via, il proprio destino.
Questo, a mio parere, è un messaggio molto bello. Peccato che – ripeto – sia stato sommerso da diversi chili di obbrobri di stile e incongruenze varie, perché se scritto bene e con una trama un po’ meno tirata su a caso, Le rune del tempo sarebbe potuto essere un romanzo perlomeno carino.

Purtroppo, su certi errori è stato impossibile da parte mia anche solo chiudere un occhio. Quindi il mio voto non va oltre una stellina e mezzo. Si poteva fare molto di meglio, secondo me. Speriamo che con i seguiti di questo libro (che, da quanto ho capito, dovrebbe trasformarsi in una duo/trilogia) vada un pelo meglio, ma per il momento questo è tutto. Quel che mi chiedo, però, è: come è possibile che una casa editrice accetti di pubblicare un libro con così tanti difetti, oltretutto senza un minimo di editing?

~    ~    ~

N.B.: questa recensione è stata pubblicata il 14 settembre 2011, ma a causa delle rimostranze dell’autrice, che non concorda con il parere da me espresso, sono stata costretta a rimuovere il post per un breve periodo (fino a oggi, 16 settembre) e a modificarne alcune parti. Non voglio esprimere giudizi a riguardo, perciò siate liberi di farvi un’idea da soli, anche attraverso i commenti che trovate qui sotto.

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89 responses to “Recensione: Le rune del tempo (2^ parte)

  • gambero83

    Bene, ho letto tutto. Esprimo il mio punto di vista: come al solito, e come Marta ci fa notare, ci troviamo di fronte al solito fanta/manga/trash all’italiana, e questo è già quanto dire. Però davvero, io alcune cose proprio non le concepisco: tu, autore o atrice, perchè devi proporre ad una casa editrice un romanzo, quando sai benissimo che quest’ultimo è pieno di clichè, sviste ortorafiche e grammaticali e possibilmente anche luoghi comuni e personaggi stereotipati? Perchè, tu autrice, in questo caso sapevi bene che li conteneva tutti. La risposta è semplice: pur di pubblicare qualcosa, si venderebbero anche le madri. Se poi risulta una schifezza del genere, che toglie il posto in libreria ad altri romanzi più maturi, chi se ne frega, tanto basta che mi pubblichino!
    I commenti positivi che dicevi te magari possono essere anche stati scritti da parenti o amici, visto che sono pochi, chi lo sa…
    Anche il discorso di mettere la propria esperienza di vita (positiva o negativa) all’interno di un libro è pietosa: se si è bravi scrittori, cresce in noi una sorta di empatia verso i nostri personaggi, in modo da sapergli dare vita propria, senza bisogno di mettere del nostro a livello “esistenziale”.
    Per riassumere: classico caso nel quale vengono spese tutte le proprie energie per la trama, trascurando completamente la scrittura.

  • Fr@

    Io mi preoccuperei per la qualità dell’editing della Sangel: errori tipo la e senza accento li corregge anche word se si avvia il controllo ortografico..se mai fossi stata al posto dell’autrice il libro l’avrei controllato fino alla paranoia prima di inviarlo a qualcuno O.o

    [Commento modificato da Topolina]

  • Il Censore

    Io ho letto il libro, e pur essendo d’accordo in parte, come recensione mi sembra un po’ dura, per questo attendo l’opinione del Critico che, mi pare di aver capito, è un sostenitore di questo genere letterario e di questo genere di scrittori. Ho già un sacco di domande da fargli per confrontarmi con lui su alcuni dettagli…

  • Il Censore

    ma tu sei proprio sicura che il tuo l’abbia letto?

    • akikorossella

      Non ne ho alcuna prova, però ha dato una valutazione positiva quindi comunque mi vengono dubbi sul mo pubblico T_T

      • Il Critico

        Il tuo libro l’ho letto, e devo dire che l’ho trovato straordinario. Secondo me, ha un grande talento. Comunque, se posso darti un consiglio: prova a scrivere i tuoi romanzi successivi in inglese, e tenta di pubblicarli anche all’estero; credo che lì sarebbere più apprezzati.

  • Il Censore

    mah, tu più di tutti sei facilmente in grado di verificare se una persona ha letto il tuo libro. Io ho letto le Rune del Tempo, per esempio, e posso provarlo facilmente…

  • Zweilawyer

    Sembra una vera perla. Meraviglioso il disegno, trattasi di trash-hardcore come non ne vedevo da tempo.

  • Jayla

    Dopo aver letto questa recensione sono rimasta sbalordita, incredula e inorridita! Ma veramente qui non è stato fatto nemmeno uno straccio di editing…Non penso che si sarebbero fatti sfuggire questi orrori altrimenti!

    • topolinamarta

      Ah, guarda, queste sono le due opzioni:
      a) L’editor non sa fare il suo mestiere;
      b) L’editor non c’è stato proprio.
      Sono le uniche possibilità.

      Ps: chiedo gentilmente a Jamila di dire la sua direttamente qui tra i commenti, piuttosto che continuare quel-che-sta-facendo.

    • gambero83

      La figura di editor e specialmente quella del correttore di bozze, sono completamente sparite nel nulla. Case editrici come queste non hanno degli editor veri e propri, perchè dovrebbero pagarli profumatamente, quindi chiamano il portinaio del palazzo e gli mettono in mano un pc col file del romanzo aperto, quel che succede succede!

  • akikorossella

    Sarebbe bello se tu ti occupassi anche delle figure retoriche, che sono sicura siano il top in questo romanzo… o per la loro mancanza, o per il loro uso a sproposito.

    Il disegno è veramente allucinante 🙂

  • gambero83

    Mi è piaciuta l’idea di “nascondere” gli spoilers con il colore dello sfondo, una bella trovata:)

    • topolinamarta

      Bè, in questo ho dato ragione all’autrice: anche se avevo scritto SPOILER in grande, qualcuno avrebbe potuto leggerli per sbaglio, rovinandosi così la “sorpresa”. Invece così accontento tutti 🙂

  • Il Critico

    Proprio oggi l’ho finito di leggere, e devo dire che la trama l’ho trovata molto interessante, anche se la scrittura non mi è piaciuta per niente. Mi fa molto ridere, quando qualcuno critica i disegni; mica stiamo a valutare i quadri.

    Le rune del tempo – 58%

    • topolinamarta

      No, ma se un autore decide di inserire dei disegni in un suo libro, non vedo perché non dovrei esprimere un parere anche su di loro: un libro comprende anche le sue illustrazioni, dopotutto.

      • gambero83

        Come si fa ad intavolare una discussione con gente che offende pesantemente gli utenti del blog e chiama fascista l’amministratrice? Marta, lo fai apposta?

      • topolinamarta

        Se la “gente” in questione si sforza di collaborare, perché no?

      • Il Critico

        Comunque, devo complimentarmi con te per la recensione; è stata molto esauriente.

        PS: Quando ti invierò l’ebook del mio romanzo (a marzo), non ti preoccupare; puoi stroncarlo senza pietà anche con una sola stellina, non minaccerò azioni legali. 😉

    • Il Censore

      Critico, mi ricordi con che parola comincia pagina 59?
      visto che l’hai letto, non dovrebbe crearti difficoltà giusto?

      • Il Censore

        Critico???
        non mi hai ricordato con che parola inizia pagina 59… è che non capisco se sei davvero un esperto come credo io o un troll, come dice qualcuno.
        Ma senz’altro, col libro sotto mano, puoi dimostrare a tutti che ho ragione io. Come inizia pagina 59 delle rune del tempo?

  • gambero83

    Quindi tu vuoi collaborare a tutti i costi con gente incivile, maleducata e facinorosa? Bene accomodati pure, quando capirai che queste sono noccioline per trollaggi futuri, allora avrai già il blog più intasato di quello che è. Io, invece, non ci tengo proprio, al contrario di te. Saluti.

    • topolinamarta

      È un delitto cercare di renderla più civile di quanto non sia? Ho scritto che “lui” ha finito con i commento idioti, non con i commenti in generale, e se si decide a collaborare mi fa solo un favore. Ma nel caso ricominciasse a intasare il blog, non avrò nessuna difficoltà a cancellarlo di nuovo.

      • gambero83

        Ma se a quest’ora l’avresti bannato se potevi. Non si può rendere civile un troll, il loro scopo non è collaborare, ma trovare lo spazio per offendere o scrivere frasi inutili (ricordiamoci che ha fatto danno anche in altri blog, come un utente scriveva tempo fa). Dopo le sue ultime frasi a casaccio, che tu giustamente hai cancellato, gli vuoi dare altro spazio? Nel senso, se io dovessi leggere altre offese alla mia persona, dovrei solo aspettare che vengano cancellate o potrei “pretendere” da te il bannaggio del maleducato che le ha scritte? Francamente, non voglio entrare in questo blog con la paura di trovare offese gratuite a chicchessia, quindi le scelte sono due: bannare l’idiota o (da parte mia) abbandonare il blog. Spero di esser stato chiaro.

      • topolinamarta

        Bannarlo al momento non posso. Ma posso provare a fare in modo che tutti i suoi commenti passino in moderazione da me prima di essere pubblicati (WordPress fa approvare il solo primo commento di una persona per impostazione predefinita).

      • gambero83

        Ti prego di fare così, perchè non se ne può davvero più. Mi pare una buona soluzione.

  • Fr@

    Buondì Marta =) Hai cancellato l’ultimo articolo?

    • Gambero83

      Infatti, me lo stavo chiedendo pure io: problemi con eventuali autori?

      • topolinamarta

        Sì, l’ho tolta momentaneamente a causa di un certo comportamento da parte di *qualcuno*. Ma presto la vedrete di nuovo, tranquilli. Nel frattempo, avrei un paio di domande, nel caso capitasse qualcuno in grado di rispondermi: la “diffamazione (?) nei confronti di un’opera letteraria” è perseguibile penalmente? Posto che la mia sia stata veramente una diffamazione, ma una calunnia non può essere solo rivolta a un essere umano?
        Domanda numero due: per diffondere via internet alcune frasi prese da un libro, occorre chiedere l’autorizzazione all’autore/alla casa editrice?
        Mi basta sapere questo. Grazie in anticipo a chi mi risponderà! 🙂

      • Akikorossella

        “la “diffamazione (?) nei confronti di un’opera letteraria” è perseguibile penalmente? Posto che la mia sia stata veramente una diffamazione, ma una calunnia non può essere solo rivolta a un essere umano?
        Domanda numero due: per diffondere via internet alcune frasi prese da un libro, occorre chiedere l’autorizzazione all’autore/alla casa editrice?”

        Non esiste la diffamazione di un’opera, ma solo quella di una persona. Però esiste la diffamazione a mezzo stampa.
        Posto che le tue critiche erano rivolte al libro e non all’autrice, non hai nulla di cui preoccuparti.
        Puoi postare parti del libro ai fini di critica, per segnalare gli errori. Le citazioni di parti di opere testuali ancora protette da copyright sono ammesse nei limiti della legge italiana sul “diritto di corta citazione”, come stabilito nell’articolo 70, Legge 22 aprile 1941 n. 633.

        Se mi mandi la recensione te la correggo dal punto di vista giuridico, in modo che tu non possa essere accusata di nulla.
        Piuttosto ti direi di stare attenta ai commenti del tipo “l’editor è morto/cieco” ecc…, perché questa potrebbe sì essere diffamazione.

      • topolinamarta

        Ottimo, Chiara, ti ringrazio infinitamente per l’aiuto. Ti invio subito la recensione, allora, e ancora grazie!

        PS: hai ragione… infatti, ho modificato quel commento =)

      • Gambero83

        Dunque, se l’autore o autrice ti invia di sua spontanea iniziativa, sapendo a cosa va incontro, il romanzo, allora tu puoi benissimo dir la tua anche copiando piccoli brani del libro (Gamberetta a quest’ora doveva essere in carcere secondo il ragionamento dell’autrice!). Non c’è diffamazione, c’è critica, e la critica è una cosa diversa.
        Stai tranquilla, non può far nulla;)

      • Il Censore

        quoto Gambero. mi sembra evidente che vale il detto “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”. Marta, le regole sono chiare e il tuo modo di fare critica pure, se uno ti manda l’opera deve accettare il rischio.
        Oltretutto, citando i brani in questione, risulta evidente che le tue critiche sono veritiere. Non stai diffamando l’autrice perché non stai inventando niente di negativo che non sia già contenuto nell’opera.
        Dormi sonni tranquilli.

  • Luccs

    Io spero che prevalga il buon senso, da una parte e dall’altra… e non lo dico solo perché mi ritengo conoscente e (spero) amico delle due controparti.

    Un autore che si rivolge a un recensore sbaglia deve mettersi nello stato d’animo di ricevere un commento anche molto negativo. In più, basta leggere il blog di Marta per conoscere il suo stile “un po’ corrosivo”. Insomma, uno sa a cosa può andare incontro quando varca queste porte. Personalmente, ma non sono un avvocato quindi non prendete le mie parole per oro colato, credo che fare causa a un blog amatoriale per diffamazione verso un’opera amatoriale significhi solo spendere un sacco di soldi per niente.

    D’altra parte, è importante, per chi emette giudizi, mettersi nei panni di noi autori alle prime armi che, con i nostri mezzi e i nostri limiti, ci affacciamo in questo mondo con tutta la passione e l’impegno di cui siamo capaci.
    Il confine tra ironia e sarcasmo può essere difficile da distinguere, perché è difficile per noi essere obiettivi verso le nostre “creature”.

    Con questo non sto dicendo a Marta che le critiche non devono essere fatte. Io sono dell’idea che i complimenti fanno bene al morale, ma non servono minimamente a migliorarci. Le critiche, prese nel modo giusto, invece ci fanno migliorare.

    Sui brani citati non saprei. Ci sono almeno due recensioni su internet del mio romanzo che fanno citazioni, ma in nessuno dei due casi mi è stato chiesto il permesso. Che peraltro avrei dato senza problemi. Questo non mi aiuta a capire se il permesso sia necessario o meno.

    In conclusione… sono dell’idea che tutti vivremmo un po’ meglio, se ci mettessimo nei panni degli altri e se prendessimo le cose con un po’ più di leggerezza. Due principi che, guarda caso, in questo caso si applicano perfettamente tutti e due.

    • Luccs

      come sempre mi dilungo troppo nelle risposte e dimentico qualche pezzo fondamentale solo dopo che le ho postate…

      […] non sto dicendo a Marta che le critiche non devono essere fatte. Io sono dell’idea che i complimenti fanno bene al morale, ma non servono minimamente a migliorarci. Le critiche, prese nel modo giusto, invece ci fanno migliorare.

      e aggiungo:
      “Però va anche detto che lo stesso messaggio può essere trasmesso in modi e toni molto diversi. E a tono diverso corrispondono conseguenze diverse, di cui è importante essere consapevoli”.

  • Silvia Nottoli

    Questa autrice poi mi pare di aver letto su Anobii che ha 31 anni (non vorrei aver visto male) e credo sia abbastanza grande ormai per avere la maturità di accettare critiche FONDATE. Sembra proprio che nemmeno l’abbia riletto quel libro, è pieno di errori assurdi. E’ ridicolo che si offenda, non si può buttare giù un libro “all’arrangiaticcia” e pretendere che tutti ti diano commenti positivi.

  • EvaMagic

    http://it.wikipedia.org/wiki/Diffamazione_(diritto_italiano)#Il_diritto_di_cronaca_e_critica
    http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_corta_citazione

    Tradotto: la tipa ti ha inviato una mail grondante d’odio sbraitando e minacciando una non precisata azione legale sulla base di nulla non solo senza consultarsi con la casa editrice e/o con un avvocato, ma senza neanche controllare Wikipedia.

    Può minacciarti quanto ti pare, ma in Italia c’è ancora libertà di parola (e la recensione l’ha chiesa lei…), quindi stai tranquilla.

    PS: Sì, anch’io frequento il tuo blog e la recensione era fantastica, rimettila al suo posto non appena ti sei chiarita con l’autrice.

    • topolinamarta

      Anch’io avevo fatto un salto sulla mia fidata Wikipedia, e infatti mi sembrava strano che per fare piccole citazioni occorresse l’autorizzazione di chi ne possiede il copyright… quindi grazie anche a te!

  • Werehare

    Intervengo al volo (ho anche diversi tuoi post arretrati da commentare, prometto che li recupererò ç________ç) solo per esprimerti per quel che vale la mia solidarietà in questa faccenda. Trovo molto squallido che l’autrice abbia voluto inviarti lei stessa il proprio romanzo per una recensione, quando nelle istruzioni per l’iniziativa tu spieghi CHIARO e TONDO che la recensione verrà effettuata con i tuoi criteri (e di precedenti da leggere per farsi un’idea ce ne sono) e che se l’opera è scadente lo dirai fuori dai denti… e una volta ottenuto esattamente quello che poteva aspettarsi si sia pure, uhm, alterata – se ho capito bene e si tratta di lei – perché non ha avuto la leccata che voleva. Se c’è una che si deve *alterare* IMO sei tu: mi sembra prendere per il culo la gente voler aderire a un’iniziativa indotta da qualcuno e poi lamentarsi perché il risultato è conforme a quanto illustrato nel regolamento della stessa. Vuol dire cercare solo pubblicità gratis, non pareri dei lettori, e non serve che aggiunga cosa ne penso.

    Per quel che riguarda l’aspetto legale hai svariati commentatori che mi fanno mangiare la polvere, ad ogni modo non scommetterei sul fatto che l’autrice abbia soldi e tempo da sprecare in azioni legali per motivi così risibili. Alla fine non siamo molto sopra al “Maestra, Pinuccia ha detto che il mio disegno è blutto!”…

    • topolinamarta

      Werehare, da quanto tempo non ti si vede! =D Attendo belle critichine, allora! xD
      Hai capito benissimo. Anzi, alterata è dire poco… ma vi risparmio ulteriori dettagli sulla questione. In ogni caso, se c’è qualcuno che l’autrice deve biasimare, è proprio se stessa. A me sembra di essere stata chiara con i dettagli del progetto, e i commenti che sto ricevendo sembrano confermare, perciò non vedo perché arrabbiarsi tanto, oltretutto praticamente costringendomi a modificare quella recensione (cosa che farò, perché tutto sommato mi dispiace di questo fraintendimento, ma solo fino a un certo punto).
      Comunque, visto che la situazione lo richiedeva, ho reso ancora più chiaro e tondo il regolamento, aggiungendoci anche un bell’ATTENZIONE in rosso. Ora sfido chiunque a dire che non sono stata chiara ^^

      • Werehare

        Hai fatto bene, anche se a onor del vero già nella versione precedente il regolamento era chiarissimo: o l’autrice non sa leggere oppure non si è data la pena di farlo, in ogni caso *facepalm*. Fai bene anche a modificare la recensione se l’autrice insiste e non ti va di rovinarti il fegato, ma IMO l’occasione è buona per sottolineare come ci fosse una recensione precedente che sei stata costretta a censurare per non avere rogne (fosse per me scatterebbe il mega-articolone-rant-berciata gratuito, ma sai già come sono xD).

        “Attendo belle critichine, allora! xD”

        Hai la coscienza sporca? U_______U comunque sai che ti lurko (quasi) sempre, anche se di fretta e senza rispondere °U°

      • topolinamarta

        Guarda, questo è sicuro. (A parte il fatto che, esclusa qualche nota ironica e qualche aggettivo un po’ “forte”, come assurdo, schifoso e simili, non è nemmeno una delle mie recensioni peggiori u.u Mi sono limitata a segnalare gli errori, tutti qui…)

        “Hai la coscienza sporca? U_______U comunque sai che ti lurko (quasi) sempre, anche se di fretta e senza rispondere °U°”

        Naaa, ma qualche refuso da qualche parte mi sarà sfuggito senz’altro…u.u

  • Gambero83

    Alt, Akikorossella, qui stiamo facendo diventare la cosa più grande di quella che è: ragazzi, non è stata criticata un persona, ma un OPERA LETTERARIA. Quindi, non c’entra nulla l’articolo da te scritto, anche perchè, nel caso dell’editor, non si sono fatti né nomi nè cognomi. E’ solo critica, e la critica, in una paese democratico, non si può portare in tribunale. Spero di esser stato chiaro.

    • Akikorossella

      “la critica, in una paese democratico, non si può portare in tribunale”

      Tutto si può portare in tribunale, un avvocato lo trova l’autrice se vuole. E anche se vinci, una causa ti svena e ti sfianca.

      “non è stata criticata un persona”

      Un paio di riferimenti c’erano, infatti li ho tolti. In ogni caso anche attraveso una critica si può arrivare alla diffamazione dell’autore, volendo.

      “ma un OPERA LETTERARIA”

      ma se tu hai fatto l’esempio di diffamazione riferito alle pagine del libro, prima… hai cambiato idea? 😄
      (un’opera con l’apostrofo… sono una rompic*) 😉

      • Gambero83

        Non si può portare in tribunale nel senso che non avrebbe valore una volta lì. E comunque, una che porta in tribunale la gente per dei motivi del genere ha davvero poco da fare durante il giorno…
        Akikorossella, please, si capisce cosa ho scritto prima: ho scritto, “è stata criticata” una persona, ben diverso dall’esempio di “diffamazione” che ho fatto prima, quindi cosa c’entra?O__o
        Ripeto, a quest’ora, blogger come Zwei o Gamberetta dovrebbero essere in carcere, ma per piacere! Stiamo discutendo sulla base del nulla!

        P.s.: grazie per avermi ricordato che esiste l’apostrofo, cercherò di farti essere meno rompic* d’ora in poi;)

      • akikorossella

        Ti assicuro che la gente porta in tribunale altra gente per molto meno, mio padre ne vede tutti i giorni di queste assurdità…
        Secondo me è meglio tutelarsi fin dal principio, per tranquillità mentale, non perché il rischio sia effettivo, e poi non mi va che Marta venga minacciata e debba togliere i suoi bei post…

      • gambero83

        Sì certo, li portano in tribunale per molto meno, però dopo dobbiamo vedere che fine fanno queste querele:D
        Questa è gente che non aspetta altro, allora tutti i ristoranti le cui recensioni sono negative che devono fare? Fare querela a mezza Italia? Su su, Marta rimetti la recensione e non aver timore, le tue critiche (quando ci stanno) sono fondate e provate, magari puoi essere più “soft” nei termini che usi, però non cambiare il tuo stile, prendi esempio dagli altri blogger, e magari, chiedi loro pure un parere sulla viceda!;)

  • Il Guardiano

    come mai non c’è più la recensione su “le rune del tempo”?
    l’autrice non ha gradito?

  • topolinamarta

    Ho riordinato un po’ le cose, spostando alcuni commenti finiti nel CCI in mancanza del post originale. Se doveste notare ancora messaggi fuori posto, fatemelo pure notare qui 🙂

  • PaccoChica

    Ma come, prima ti chiede di recensire il libro, poi quando non le piace cio’ che dici ti minaccia con azioni legali? X’D MA LOL!

  • Lavoisier

    E’ uno scasso unico sta recensione!!!!!
    Anche io sono un rozzo caprone…….aveva ragione il buon nice (non ho voglia di scriverlo come si scrive) : “dio e morto, la ragione e morta, e anche io non mi sento tanto bene….” (doveva aver letto un libro come questo)…

  • bakakura

    Ciao,

    ho letto che l’autrice dell’obbrobrio ti ha minacciata di azioni legali. Io ho studiato Giornalismo, pertanto so qualcosa della diffamazione, e ti posso garantire che che minacce come questa sono cazzate immani. ^_^ Il diritto di critica è garantito dalla Costituzione e, per di più, la signora si è esposta volontariamente a essa, quindi l’unica risposta adeguata a lei è: “Ma levati di culo, vah!”

  • Eros Gnosi

    Non credevo che le recensioni fossero delle lezioni di anatomia. Leggendo la recensione della Topolina a “Le Rune del Tempo” ho scoperto che, purtroppo, anche questo è possibile. Ma per quale motivo dedicare pagine e pagine di stroncatura così capillare? Sembra che l’autrice della recensione abbia il dente avvelenato con l’autrice del romanzo. In ogni caso, un risultato questa recensione lo ha ottenuto: mi ha fatto venire una gran voglia di leggere queste benedette “Rune del Tempo”!

    • topolinamarta

      “Non credevo che le recensioni fossero delle lezioni di anatomia.”
      Non capisco cosa c’entri l’anatomia. Potresti spiegarti meglio?

      “Ma per quale motivo dedicare pagine e pagine di stroncatura così capillare?”
      Avresti preferito un semplice “Le rune del tempo fa schifo”? Non so te, ma io preferirei leggere una stroncatura motivata e lunga “pagine e pagine”, piuttosto che una semplice stroncatura. Mi piace essere precisa nelle cose che faccio, e trovo giusto che quelli che mi leggono sappiano perché dico, per esempio, che il narratore commette frequenti errori di PoV. Dirlo e basta è un conto; dirlo e fare degli esempi è un altro. Se a te questo non sta bene, purtroppo non so cosa farci.

      “Sembra che l’autrice della recensione abbia il dente avvelenato con l’autrice del romanzo.”
      Un po’ vero e un po’ falso. Quando ho scritto la recensione non ce l’avevo, perché non avevo idea di chi fosse Jamila Bertero; ORA, invece, dopo quel che è successo, un pochino ce l’ho…
      In ogni caso, criticare un libro non vuol dire criticare chi l’ha scritto. Vorrei che questo fosse chiaro una volta per tutte.

      “In ogni caso, un risultato questa recensione lo ha ottenuto: mi ha fatto venire una gran voglia di leggere queste benedette “Rune del Tempo”!”
      Liberissimo. Io ti ho avvertito, però.

      Anche se il tuo commento non ha aggiunto nulla a quel che si è già ripetuto ad nauseam, grazie comunque per aver detto la tua.

    • gambero83

      Io, più che altro, me la prenderei con la gente che scrive immondizia.

    • il Censore

      O con la gente che non sa accettare le critiche.
      Eros, di questo libro ti sono stati messi in evidenza interi brani nella loro nuda realtà, non ti lamentare poi se hai buttato nello sciacquone 15 euro.

  • PlatinumV

    Ciao, ieri sera ho postato due commenti, ma non li vedo più. Supponevo ci fosse un periodo di approvazione, ma ora vedo pubblicati commenti più recenti dei miei. Ti risulta qualche problema con la piattaforma?
    V

    • topolinamarta

      Scusa me che mi sono accorta solo adesso dei tuoi commenti >.<
      La storia dell'approvazione funziona così: prima che un commento compaia, l'autore di quel commento deve avere un commento approvato in precedenza. I commenti più recenti del tuo che hai visto, perciò, sono comparsi prima del tuo semplicemente perché i rispettivi autori avevano già un messaggio approvato.
      Quindi nessun problema: sono soltanto io che non li ho visti =)

  • Kirtash

    Altre cose che ho capito:
    Uguali, immobili e identici xD evviva la chiarezza!
    L’autrice adora le virgole… Le mette anche dove non é necessario! 😀
    Chiamamo Chi l’ha visto per il cugino di Celsien u.u
    Almeno però un lato positivo questo romanzo ce l’ha… sembra un perfetto esempio di romanzo di formazione!
    L’autrice ti ha minacciato di azioni legali? Credo piuttosto che avrebbe dovuto mostrare un po’ di umiltà -.-
    E’ incredibile come su questo blog si generino discussioni interminabili… ma mi piace leggerle perché emergono tante opinioni diverse xD

  • Isabel

    Cara studentessa liceale, scrittrice grafomane, librovora, topolina di biblioteca, aspirante editor e giornalista, disegnatrice a tempo perso, oboista, canterina, cintura blu di karate, fotografa dilettante, nerd improvvisata, sterminatrice di luoghi comuni, mode e pregiudizi nel tempo libero.

    Ho letto di questo commento su Anobii e non ho saputo resistere.

    Secondo il mio modesto parere, chi si rivela tanto rigido con le opere altrui, dovrebbe se non altro avere uno stile “scrittorio” più corretto del tuo. Presente la parabola della pagliuzza e della trave in sede oculare?
    Comprendo la giovane età, ma attenta…

    Un lavoro critico tanto pignolo deve averti preso non poco tempo.
    E chi ne ha tanto da spendere per criticare le opere altrui, di solito ne dispone perché ha ben poco talento per produrne di proprie…

    Velenosamente, Isabel >:)

    • topolinamarta

      Cara la mia “velenosa” Isabel.
      Da quel che ho capito, tu sei nuova del blog, perciò forse non sai alcune cose che probabilmente modificherebbero un po’ il tuo pensiero. Innanzitutto, devi sapere che non ho recensito Le rune del tempo per divertimento mio; qui su Pensieri d’Inchiostro, infatti, ho inaugurato da alcuni mesi un progetto tramite il quale gli esordienti possono inviarmi i libri perché io li recensisca, il tutto assolutamente gratuito. Perciò se pensi che io abbia letto Le Rune appositamente per stroncarlo, ti sbagli: l’autrice stessa ha deciso di inviarmi il suo libro di sua spontanea volontà, ben sapendo che sono piuttosto severa nel giudicare i libri che leggo. Per favore, dunque, non cominciare anche tu a darmi della lettrice frustrata&sadica che va alla ricerca di libri da criticare, perché almeno in questo caso non è così.
      Detto questo, ti rispondo punto per punto:

      chi si rivela tanto rigido con le opere altrui, dovrebbe se non altro avere uno stile “scrittorio” più corretto del tuo.

      Potresti cortesemente indicarmi dove secondo te ho commesso degli errori di “stile scrittorio”? Da come parli sembra che nel scrivere questa recensione ne abbia commessi a centinaia. A me, personalmente, non risulta, ma so per esperienza che è impossibile per uno scrittore giudicare in modo oggettivo i propri scritti. A differenza di molti, però, io accolgo con ottimismo tutte le critiche (fondate) che mi vengono mosse. Perciò avanti: critica pure quello che ritieni giusto. Se ho aperto un blog, è anche per questo motivo, no? 🙂

      Presente la parabola della pagliuzza e della trave in sede oculare?

      Di nuovo, ti invito a elencarmi una per una tutti gli “errori-trave” che ho commesso.
      Permettimi però di dire una cosa: quello che ho segnalato nella recensione, per la maggior parte, a mio parere è tutt’altro che pagliuzza.

      Un lavoro critico tanto pignolo deve averti preso non poco tempo.

      Se hai 15€ da spendere, ti consiglio di leggerle, Le rune del tempo, prima di darmi della pignola: ciò che ho segnalato non è che una minima parte delle *schifezze* che ho trovato nel libro. Se avessi voluto fare la pignola, riportando ogni singolo difetto, avrei dovuto ricopiare tutto il libro. Ma la recensione non è che un riassunto molto sommario dei vari difetti.

      E chi ne ha tanto da spendere per criticare le opere altrui, di solito ne dispone perché ha ben poco talento per produrne di proprie…

      1) Forse non ti sei accorta che con questo progetto di recensioni sto mettendo il mio (poco) tempo a disposizione degli esordienti: leggere e recensire un libro, infatti, richiede tempo e impegno. Perché il fatto che abbia segnalato certi errori implica che sia io la prima a non saper scrivere? E soprattutto, perché se la recensione è positiva e non negativa accuse di questo tipo (“hai perso il tuo tempo…”) non vengono mai fuori?
      A proposito di questo…
      2) Cosa c’entra il talento con l’imparare a scrivere bene? Davvero, spero che tu intendessi qualcosa di diverso, perché le due cose non hanno pressoché niente in comune: con il talento ci si nasce, ma il talento NON basta assolutamente per scrivere bene. Per imparare a scrivere servono tecnica, studio, regole, esercizio, tenacia, e soprattutto una gran testa dura per tirare sempre avanti e non arrendersi mai, non essere mai soddisfatti. Il talento può aiutare, può dare una marcia in più, ma credere che si possa essere bravi a scrivere solo perché si ha talento è un’ingenuità mostruosa. Forse è anche per questo che c’è la moda di scrivere e di pubblicare, perché tutti sono convinti che scrivere sia alla portata di tutti, che basti buttare giù quattro cavolate e pubblicarle per essere automaticamente grandi scrittori…
      3) Forse non vale per tutti gli aspetti che ho segnalato nella recensione, ma in generale, se per esempio mostro che c’è un errore di PoV, è perché io per prima so che errori del genere vanno evitati. Lo scrivere recensioni va di pari passo con il mio studio delle tecniche narrative: approfondisco, per esempio, l’uso dello Show don’t Tell e lo metto in pratica sia quando scrivo, migliorando il mio stile, sia quando leggo, cercando di capire in quali punti dovrebbe esserci il mostrato al posto del raccontato. La considero una sfida con me stessa e un’esercitazione delle mie abilità, e al contempo cerco di dare visibilità agli esordienti e a conquistare qualche nuovo lettore. Nessun complotto di fondo, tranquilla 🙂
      4) In ogni caso, potrei dirti le stesse parole: “Chi ha tanto tempo da spendere per criticare le opere altrui, di solito ne dispone perché ha ben poco talento per produrne di proprie…” Adesso anche tu mi stai criticando, no? 🙂
      … Tuttavia non lo faccio, perché mi rendo conto che un’accusa del genere sarebbe infondata.

    • Chiara Gallese (@akikorossella)

      scrittorio
      [scrit-tò-rio] agg., s. (pl.m. -ri)

      • agg. Relativo all’attività di scrittura degli amanuensi e agli ambienti in cui operavano: scuole s. || materiale s., papiro, pergamena e poi carta

      • s.m. In epoca medievale, sala dei conventi adibita all’opera degli amanuensi

      • sec. XVIII

    • Lavoisier

      Isabel.

      Ho letto un’immensa schiera di banalità nel tuo messaggio che resto allibito; il lavoro critico e pignolo su questo è stato fatto da marta per noi, i lettori del suo blog, perchè potessimo “apprezzare” le fatiche letterarie, se così le possiamo chiamare, di JJ Bertero, e magari regalarci un sorriso con le citazioni dei vari obrori stilistici che farebbero rabbrividire pure un analfabeta di ritorno come me.
      Marta si rivela “rigida” in quanto stiamo parlando di un’opera pubblicata e sul mercato, che può quindi essere oggetto della recensione di tutti coloro che vorranno esprimere il proprio parere, tutto qui, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, cristallino come i reticoli ionici.

      Se vorrai muovere nuovamente critiche la prossima volta conviene argomentare maggiormente.

      saluti e baci

  • Il Censore

    Cara Isabel, dove trovi scorrettezze grammaticali nello scrittorio che tu hai citato? Marta sa benissimo difendersi da sola, ma per essere velenosi bisognerebbe almeno avere qualche argomento in più. Poi a ciascuno il suo mestiere. lo scrittore fa lo scrittore, il recensore fa il recensore. Poi ci sono i velenosi.

  • Isabel

    Per iniziare saluti a tutti.
    Spiego molto semplicemente la mia insolita presenza qui. Non temete, sarà breve, pertanto non sarete costretti a sopportare oltre le mie banalità e la mia scarsa capacità argomentativa.

    Chiara Gallese (akikorossella in anobii) ha portato all’attenzione dei frequentatori del sito la recensione riportata in queste pagine. Me la sono letta, nel limite della mia personale resistenza a questo genere di “letteratura”. Come spiegavo a Chiara, ho poca passione per il genere, preferisco assaggiar direttamente le opere, coi loro pregi e difetti.

    Non dubito che l’autrice abbia spedito di sua iniziativa il volume. Per tanti motivi, oserei dire. Compreso, ma questa è solo una mia ipotesi, quello di farlo conoscere un poco di più. Chi non ha alle spalle un editore “con le spalle larghe” cerca come può di far sapere al mondo della propria esistenza. Mica è una vergogna.
    Confesso di peccare della stessa malattia, quando posso.

    Comunque, dicevo, mi leggo la critica, commento, recensione o come preferite denominarla e…

    Sig, che dire! A partire dalla foto della cartina (ma Dio svizzero, qui qualcuno ha chiesto l’autorizzazione a pubblicarla? Lo sapete che è materiale protetto e che l’autrice o la casa editrice potrebbero avere non poco da dire se l’aveste fatto senza permesso? Prestare un libro alla lettura non significa automaticamente autorizzare a riprodurlo in tutto o in parte! Un po’ di professionalità, santa pazienza!) scorgo un compito scolastico più cattivo che puntuale, che critica una prosa con una ancor peggiore (e scusatemi, ma se devo stare a spiegarvele io le asperità, le imprecisioni, gli errori, presenti nel testo di critica, ohi ohi ohi, cominciamo male! Volete un parere più puntuale? Non ho molto tempo, per tanti e non invidiabili motivi, ma se ci tenete posso procedere. Però vi pregherei la cortesia di inviarmi il documento in doc o in analogo formato – posso fornirvi la mail se non vi risulta in chiaro. Ricostruirlo col copia-incolla è un macello. E per un parere gratuito non voglio perderci troppo, spero capirete. Vi autorizzo sin d’ora a far quel che preferirete del documento che vi invierei in risposta.)

    Per carità, ognuno si diverte come può! Chi a scrivere storie, chi a giocarci a freccette.

    Legittimo, ma… chi è avvezzo alla critica non dovrebbe poi stupirsi di essere soggetto alla stessa “terapia”.

    Allora come devo interpretare questa levata di scudi? :))

    (@Chiara, so perfettamente cos’è uno scrittorio, pensavo che il senso del virgolettato fosse chiaro, ma tant’è, grazie del ripasso per me e gli altri lettori/commentatori).

    Sul serio, non voglio annoiarvi o scandalizzarvi oltre. Tanto io rimango del mio parere come, suppongo, voi del vostro.
    E i viaggiatori occasionali troppo invadenti (specie quando non ricercati) diventano fastidiosi e non ci tengo a entrar nella genia dei “troll” telematici.

    Pertanto conserverò allegramente altrove la mia opinione, se non espressamente invitata 😉

    Buon proseguimento a tutti.

    • topolinamarta

      Non dubito che l’autrice abbia spedito di sua iniziativa il volume. Per tanti motivi, oserei dire. Compreso, ma questa è solo una mia ipotesi, quello di farlo conoscere un poco di più. Chi non ha alle spalle un editore “con le spalle larghe” cerca come può di far sapere al mondo della propria esistenza. Mica è una vergogna.

      Ma infatti, io stavo semplicemente dicendo che la recensione che vedi non è stata scritta per sfizio mio. Questo perché sono stata accusata in passato di leggere i libri per il puro piacere di stroncarli: non è vero.

      A partire dalla foto della cartina (ma Dio svizzero, qui qualcuno ha chiesto l’autorizzazione a pubblicarla? Lo sapete che è materiale protetto e che l’autrice o la casa editrice potrebbero avere non poco da dire se l’aveste fatto senza permesso? Prestare un libro alla lettura non significa automaticamente autorizzare a riprodurlo in tutto o in parte! Un po’ di professionalità, santa pazienza!)

      Se leggi le FAQ, trovi scritto che “Le immagini presenti negli articoli (tranne diversamente specificato) sono state trovate utilizzando motori di ricerca senza intenzione di ledere i diritti altrui. Per qualsiasi problema di copyright, contattatemi attraverso l’email che trovate qui a destra e provvederò a rimuoverle”. Questo significa che, se alla casa editrice dà fastidio, può contattarmi tranquillamente. Dato che la suddetta cartina si trova anche sul sito del romanzo, però, non vedo perché dovrebbero esserci problemi.

      e scusatemi, ma se devo stare a spiegarvele io le asperità, le imprecisioni, gli errori, presenti nel testo di critica, ohi ohi ohi, cominciamo male!

      Sai che ti dico? Non mi piace questa aria di superiorità. Quando critico per esempio un testo inedito, non dico mai “ma possibile che debba spiegarti io tutti gli errori che hai fatto?”, o suonerei terribilmente presuntuosa.
      Perciò adesso, come hai richiesto, ti invierò un file con il testo della recensione, in modo che anche tu possa divertirti a stroncarlo. Sul serio, un atteggiamento del genere mi fa davvero pensare che tu mi stia criticando tanto per fare, senza argomentazioni valide.
      Spero che il parere che mi invierai mi farà cambiare idea.

      Legittimo, ma… chi è avvezzo alla critica non dovrebbe poi stupirsi di essere soggetto alla stessa “terapia”.
      Allora come devo interpretare questa levata di scudi? 🙂

      Scusa, ma non capisco: io, dopo che sono stata criticata, non posso forse difendermi?
      Io non ho mai detto che se critico un libro, l’autore del libro debba per forza darmi ragione e accettare a testa bassa tutte le critiche. Quel che vorrei, sia da lettrice che da scrittrice, sarebbe instaurare tutte le volte una discussione tra il criticante e il criticato, in modo da confrontarsi e imparare sempre qualcosa di nuovo. Ma, ripeto, non è dicendomi “se devo stare a spiegarvele io le asperità, le imprecisioni, gli errori, presenti nel testo di critica, ohi ohi ohi, cominciamo male” che mi aiuti a migliorare.

      PS: credo che l’annotazione di Chiara fosse dovuta a questo: perché ricorrere alle virgolette e a un termine o che non esiste o che va bene solo in un altro contesto, quando se ne può fare a meno?

    • gambero83

      Mai letta un’accozzaglia di frasi a casaccio peggiore di questa…davvero, non ci ho capito proprio nulla.

  • Il Censore

    Isabel, nessuna levata di scudi.
    Solo che il tono un po’ velenosamente gratuito del tuo post ha lasciato il sottoscritto un po’ perplesso, e mi è parso opportuno dire la mia.
    Detto questo, non sei di certo etichettabile come un troll. Anzi, è un piacere arrivare su questo blog e leggere diverse opinioni.
    Finché sono espresse con educazione e rispetto, sia chiaro.

  • Marco Dilorenzo

    Detto questo, non sei di certo etichettabile come un troll.

    Umh….credo di aver capito il vostro metodo di ragionamento contorto.
    Allora se una persona non la pensa come voi deve essere per forza uno:

    1. che non ha niente da fare
    2. che non si sa documentare
    3. che pensa solo a criticare marta
    4. che difente il proprio beniamino scrittore
    5. un troll

    Queste persone (perchè sono state più di uno) comunque si sono dimostrate mature (anche di età come elvio ravasio che ha 47 anni, non 10) e capaci di spiegare tutto MOSTRANDO quello che dicevano.
    Anche isabel è stata brava a spiegare tutto per filo e per segno.

    Ovviamente per voi non va bene niente…

    La cosa che mi fa più disgusto qui dentro è la vostra cocciutaggine. Criticate, criticate….ma non volete essere criticati. “Per cosa?” direste voi. Per il fatto di credere che siate nel giusto, che il vostro ragionamento riguardo i libri sia corretto, che il vostro comportamento sia incriticabile, questo vostro sentirsi superiori. Lasciatevelo dire da un invecchiato (invecchiato poi..sono ancora giovane! 🙂 ) professore di italiano che di queste discussioni ne ho viste a miriade. Comunque non specherò tempo ulteriore per leggere e seguire questo blog (che all’inizio mi sembreva carino) e ricordarvi ogni volta di smetterla di credervi sempre migliori e superiori degli altri. BASTA! Se no mi ascoltate PEGGIO PER VOI, tanto il problema NON MI RIGUARDA. Io ho detto ciò che ho detto, adesso sta a voi capire cosa intendo (non basteranno le dimostrazioni, ci vuole una mente aperta, cosa che voi non avete) e vi coniglio (anche a te marta) di abbassare la cresta e di ascoltare soprattutto chi ha molti anni in più a voi che di certo avrà esperienza e MATURITA’ (cose che voi non avete).
    Saluti.

    • topolinamarta

      Caro Marco,
      Mi spiace che il mio blog non sia risultato di tuo gradimento, ma, con tutto il rispetto, dalle tue parole mi pare di capire che tu non abbia chiaro quel che è successo. Permettimi di spiegarti, quindi.
      Prima di tutto, se pensi che io sia una che critica tutto e tutti ma che non vuole essere criticata, ti consiglio di rileggere con attenzione questa discussione e i vari post del blog: a quel punto avrai chiaro che l’obbiettivo primario per il quale ho deciso di aprire Pensieri d’Inchiostro è proprio quello di migliorare. Come scrittrice e, perché no?, anche come lettrice. Il fatto è che blog simili al mio, di quelli che pubblicano recensioni anche negative, ce ne sono molti e tutti piuttosto diversi tra loro, e so per esperienza che un luogo comune vecchio come il mondo voglia a tutti i costi che questi blog siano gestiti da persone che criticano tutto ma che non accettano le critiche alle loro critiche: non è vero, non mi stancherò mai di ripeterlo. Solo che fa molto comodo crederlo.
      Per dimostrarti che io le critiche le accetto, ti comunico che con l’utente di nome Isabel è nato un piacevole scambio di email private e che sto aspettando con impazienza il suo responso a proposito di questa recensione, di cui mi sta segnalando quel che secondo lei non va. La “cattiveria” che traspare dai commenti precedenti ai tuoi è solo frutto di un fraintendimento: personalmente, ne ho piene le scatole di quegli utenti che se la prendono con me per la recensione negativa ma che, alla mia richiesta di spiegazioni in proposito, tirano fuori sempre le stesse argomentazioni insensate (sei un’invidiosa, chi ti credo di essere per criticare, sei frustrata…). Credevo che anche Isabel facesse parte della categoria (se leggi il suo primo post potrai notare che non è da meno, riguardo alle argomentazioni bislacche), ma riconosco di avere sbagliato, almeno in parte; anzi, forse finora è la prima che mi è veramente d’aiuto nel migliorarmi.
      Ammetto pure di avere una mente chiusa, se può servire a qualcosa, ma continuo a non capire come mai dovrei sentirmi superiore rispetto a coloro che critico o a chi critica me.
      Spero che ripasserai almeno una volta da queste parti per rispondermi.

      Ps: comunque, concordo con il Censore: se avere una mente aperta significa comportarsi in questo modo – accusando di questo e di quello senza fondamento -, mi tengo la mia bella mente chiusa. Con tutto il rispetto.

    • gambero83

      Caro amico, finchè dici che qualcuno qui a volte è un po’ duro coi commenti, va bene, ci sta (questione di gusti e punti di vista). Ma quando, a fine messaggio, provochi dicendo che solo altri hanno la maturità e l’esperienza necessarie, allora ti rendi un poco poco ridicolo e dimostri solo di esserti inalberato inutilmente. Saluti.

  • Il Censore

    Caro Marco, visto che hai citato una mia frase e poi hai espresso un concetto contrario al mio, è evidente che non hai nemmeno letto quello che ho scritto. Se hai letto tutto il sito con la stessa attenzione, non mi sorprendono certe tue affermazioni.
    Qui gli unici che si sentono “superiori” sono certi scrittori che accettano solo complimenti, e che si offendono a ogni critica.
    Se le “menti aperte” sono le loro, o la tua, non rimpiangerò certo i tuoi post.

    • gambero83

      Quoto: molti, dandogli anche le PROVE in mano della propria inefficienza in quanto scrittori, sostengono sempre che è il recensore a fare schifo. E fanno delle vere figure di m…!!:D

  • Werehare

    Intervengo solo per far notare che “Marco Dilorenzo” ha lasciato anche nel mio blog – in coda all’articolo “Ce l’hai il master in Critica?” – un commento più o meno con gli stessi contenuti del suo intervento qui. Uh, e con la stessa grammatica discutibile che mi fa nutrire seri dubbi sul fatto che sia davvero un “professore di italiano”; non ha nemmeno avuto il buon gusto di risparmiarsi una maldestra frecciata alla qualità della mia, di grammatica, che non è Oxford e Cambridge ma gli accenti e gli apostrofi perlomeno sono dove e come devono essere.
    Ciliegina sulla torta, mi ha dato un indirizzo email inesistente. Fake?

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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