Recensione: Oltremondo

Nuovo libro del progetto “Libri in cambio di recensioni” e, come al solito, nuova recensione. A chi tocca questa volta? Ma al romanzo Oltremondo di Marta Leandra Mandelli.

Titolo: Oltremondo
Sottotitolo: Petali di rosa e fili di ragnatela
Autore: Marta Leandra Mandelli
Genere: fantasy, urban, bidimensionale
Editore: Gruppo Albatros – Il Filo
Collana: Nuove voci – Imago
Pagine: 472
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788856739954
Prezzo: € 21,50
Formato: brossura
Valutazione:

Ringrazio l’autrice per avermelo spedito.

Forse vi stupirà il fatto che stia scrivendo la recensione di un libro pubblicato dal Gruppo Albatros, ovvero una delle case editrici che meno mi vanno a genio – come ho scritto in questo articolo. Ma come?, direte voi. Questa si fa in quattro per fare cattiva pubblicità all’editoria a pagamento e poi decide di dare spazio nel suo blog a un libro pubblicato con contributo?
Un motivo c’è, ed è molto semplice: sono fermamente convinta che un romanzo debba essere giudicato per lo stile con cui è scritto, per la trama che racconta e per come è stata resa l’idea, non in base alla reputazione della casa editrice che lo ha scelto. Ritengo che un libro debba giudicarsi da solo: casa editrice a pagamento o meno, ormai è stato pubblicato, e se un libro è scadente lo sarà sempre, sia pubblicato dalla Einaudi, sia dalla Pinco&Pallo.
Nel caso specifico di Oltremondo, per buona parte del libro mi sono dimenticata che sulla copertina e sul retro figurava il nome della casa editrice, e questo per il motivo che ho scritto sopra. L’unica cosa che mi ha fatto un pochino sorridere è stato leggere tra i ringraziamenti “Se la casa editrice Gruppo Albatros non avesse creduto in me, non stareste leggendo queste righe”, conoscendo la politica della casa editrice nello “scegliere” i libri da pubblicare. Ma questi sono dettagli del tutto irrilevanti.

Ho impiegato più tempo del previsto a leggere questo romanzo, sia per il numero di pagine, sia per l’impaginazione piuttosto fitta delle stesse, sia perché, ahimé, la narrazione tende a procedere un po’ lentamente.
Delle 470 pagine totali, l’introduzione ne conta ben 200. Ho notato che la storia fatica un bel po’ a decollare: fino circa a pagina 180 troviamo un lungo capitolo introduttivo che, a mio parere, avrebbe potuto essere sfoltito e alleggerito almeno di 40-50 pagine, non tanto perché queste ultime raccontino fatti inutili, quanto perché questi fatti vengono narrati in un modo piuttosto lento. Vengono, per esempio, analizzati nel dettaglio molti elementi della vita quotidiana dei protagonisti, viene descritto dove vanno, cosa fanno, come si comportano in varie situazioni e tanto altro. Questo, naturalmente, non è un male, perché grazie a questo lungo capitolo di introduzione i personaggi sono risultati, a mio parere, molto ben caratterizzati, ma quando dopo quasi 200 pagine non avevo ancora capito dove l’autrice volesse andare a parare, avrei desiderato che questa presentazione delle persone e dei luoghi dove si svolge la vicenda scorresse un poco più rapidamente.

Parlando dei luoghi, mi è piaciuta l’idea di ambientare il romanzo in due zone distinte: la prima parte a Milano, in un’Italia di un futuro non troppo lontano; la seconda, invece, in una dimensione parallela: Oltremondo, appunto.
In questa Milano del futuro incontriamo Siobhan, una ragazza di quasi 20 anni appartenente a una famiglia benestante, così benestante che si può permettere un maggiordomo tutto per sé, lezioni private di tiro con l’arco con un istruttore personale e soprattutto vestiti, attenzioni e lussi vari a non finire. Sua grande amica è la giovane Rowan, anche lei 20enne. E non dimentichiamoci dei due protagonisti maschili, ovvero il dolce Ian e l’affascinante Adrian.
È Siobhan che, in prima persona, ci racconta le avventure sue e dei suoi amici. La narrazione è sempre al presente: una scelta ardua e un poco criticabile, a mio parere, perché si è costretti a rimanere rinchiusi per tutta la durata della storia all’interno della testa di un singolo personaggio. Se questo personaggio è in gamba, allora bene, ma se ci si ritrova a dover fare i conti con una certa Bella Swan o una sua parente, le cose cambiano, e di tanto. Per fortuna, Siobhan è una ragazza interessante, il che ha reso abbastanza piacevole la lettura – nonostante non apprezzi molto il narratore in prima persona, soprattutto se al presente.
Di Siobhan sappiamo che, oltre a essere ricca, ha una particolarità che la distingue dai suoi coetanei; anzi, che a volte la fa sentire addirittura a disagio: una macchiolina chiara nell’iride dell’occhio, che lei considera una falla, un’anomalia di se stessa. Ma anche i suoi amici, come si scopre presto, hanno qualcosa di speciale: Rowan, per esempio, possiede una voce incredibile e una capacità empatica fuori dal normale; Ian è un bravo guaritore ed è capace di comunicare con gli animali; Adrian ha uno spiccato talento per il combattimento.
L’incontro di questi quattro ragazzi – dopo un po’ non è difficile intuirlo – non è casuale: essi fanno parte di un disegno preesistente, di un intreccio di fili appartenente al passato che li porterà in un mondo al di là della realtà che conoscono; Oltremondo, appunto. Qui scopriranno di essere gli eredi del regno, nonché i Prescelti destinati a sconfiggere il male.

Che peccato, penserete. Una storia che si prospettava originale e innovativa finisce per scadere nella solita solfa dei quattro prescelti che vengono catapultati in un universo parallelo e a cui viene affidato il compito di salvarlo. Invece no, perché Oltremondo non è soltanto questo. C’era un qualcosa, mentre leggevo, che non me lo faceva apparire come il solito fantasy trito e ritrito senza un briciolo di originalità. Prima di tutto, perché non si tratta dell’ennesimo fantasy scadente: entrambi i mondi – il “nostro” del futuro e quello di Oltremondo – sono dipinti in un modo che ho trovato molto efficace e ben riuscito. Nel romanzo tutto è programmato nei dettagli, non c’è niente lasciato al caso: sembra davvero che ci siano dei “fili di ragnatela”, sottilissimi e invisibili, a muovere tutto.
Mi è piaciuta anche la scelta di inserire all’interno di Oltremondo non sempre le solite creature fantasy, bensì molte varietà di felini, come tigri, leoni e puma, che nella storia hanno un ruolo importante.

Insomma, per quanto riguarda la trama, la programmazione degli eventi e l’originalità della situazione, Oltremondo è un romanzo davvero ben fatto. Però… sì, c’è un però, ed è a causa di questo però che il mio voto si è fermato a un livello medio: come accennavo poco sopra, la trama fatica parecchio a decollare, e credo che il motivo principale per cui accade questo sia lo stile. In linea di massima è corretto, per carità, ma in certi punti l’ho trovato veramente molto, forse troppo descrittivo.
Per esempio, quando Siobhan va nel negozio a comprare l’arco che poi chiamerà Arjuna, viene fatto un uso massiccio di termini tecnici sul tiro con l’arco: non intendendomene un granché e non avendo la possibilità di cercare informazioni in modo istantaneo, ho avuto un po’ di difficoltà a seguire questa scena. Ma non solo: il fatto è che lo stile di Marta Mandelli – che il retro di copertina definisce “limpido e perfetto” – in realtà è fin troppo minuzioso e descrittivo. A causa di questo, la narrazione, soprattutto nella prima parte, procede lenta. Avrei gradito, come ho già detto, che il tutto andasse avanti più velocemente.
Un abbondante numero di refusi, imperfezioni stilistiche e di punteggiatura, poi, non rende più facili le cose.

In definitiva, Oltremondo è un romanzo in cui obbiettivamente c’è del buono. Sarebbe risultato senz’altro più godibile, però, se fosse passato tra le mani di un editor esperto in grado di sfoltire dov’era necessario e aggiustare le varie pecche di stile, cosa su cui probabilmente, conoscendo la casa editrice, non ha potuto contare. E questo è un peccato, perché si tratta senza dubbio di una storia che vale.

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13 responses to “Recensione: Oltremondo

  • gambero83

    Bella recensione, mi è piaciuta. Non sono d’accordissimo sul recensire romanzi di questo fantomatico e sopratutto famigerato “editore”, poichè a quanto pare, non fanno un minimo di selezione e tutta l’immondizia la prendono loro (non è il caso di Oltremondo, a quanto pare). Purtroppo per l’autrice, a meno che non venda lei stessa copie su copie, il romanzo finirà nel dimenticatoio (un peccato a quanto pare) essendo appoggiata da un editore scadente che si autroproclama a pluripremiato.

  • Luccs

    Peccato davvero che l’autrice si sia appoggiata a un simile editore, perché il libro mi sembra comunque interessante.

  • Il Critico

    Oltremondo – 12%

  • il Censore

    bentornato Critico. sono sempre in attesa di tue risposte su Tokyo Nights e le Rune del Tempo. Aggiungo una domanda: con che parola inizia pagina 47 di Oltremondo? visto che l’hai letto, saprai senz’altro dirmelo, così farai tacere chi sostiene che tu sia un troll. Certo che se continui a non rispondermi qualche dubbio comincia a farlo venire anche a me…

  • elvio

    Dunque, ho letto Oltremondo quindi parlo con cognizione di causa. Sono d’accordo con l’introduzione del recensore, è ora di finirla di giudicare un libro dal nome della casa editrice, ci sono bei libri del gruppo Albatros come ce ne sono di pessimi, ci sono bei libri del gruppo Mondadori come ce ne sono di pessimi, quindi finiamola qui.
    Per quanto riguarda il libro, che ho apprezzato molto, non mi trovo d’accordo, l’ho trovato molto scorrevole, ben scritto e mi è piaciuta molto la parte descrittiva che mi ha permesso di “immergermi” nei personaggi. Questo perché? Semplicemente perché sono valutazioni soggettive, ognuno ama i libri e lo stile in modo diverso e credo che un recensore dovrebbe andare oltre a un giudizio di gusto personale. E sopra tutto questo non dovrebbe influire sul voto di un libro in nessun modo è un po’ come se dicessi che un piatto di lasagne non è buono perché a me non piace la cipolla, esempio magari non azzeccato ma rende l’idea.
    La recensione se la leggiamo nell’insieme è buona ma c’è sempre quel che di personale che stona, personalmente gradirei più oggettività e meno soggettività. Io stesso ho avuto critiche, chi mi dice una cosa chi mi dice l’opposto, insomma non mi sembra il modo corretto di affrontare un “lavoro” già così difficile. Volevo solo aggiungere che il libro di Marta è uno dei più belli di autori emergenti che abbia letto ultimamente e nonostante qualche refuso che troviamo in qualsiasi libro la invito a muoversi a finire il secondo che voglio assolutamente leggere, brava!
    Elvio

    • gambero83

      “Dunque, ho letto Oltremondo quindi parlo con cognizione di causa. Sono d’accordo con l’introduzione del recensore, è ora di finirla di giudicare un libro dal nome della casa editrice, ci sono bei libri del gruppo Albatros come ce ne sono di pessimi, ci sono bei libri del gruppo Mondadori come ce ne sono di pessimi, quindi finiamola qui.”

      Sì, ma una cosa è pubblicizzare o recensire un libro di un editore free (e quindi fare del bene all’editoria) e un conto è pubblicizzarne uno di uno pseudo editore che pensa soltanto ai soldoni intascati dai poveri scrittori ingenui. Se tutti snobbassimo questi libri, allora gruppi come Albatros e compagnia bella avrebbero vita più difficile e di sicuro a poco a poco scomparirebbero. Io, i libri della Albatros, li scarto a priori, non tanto perchè sono quasi tutti immondizia, ma per il semplice fatto di non voler in nessun modo contribuire alla crescita di queste realtà veramente oscene.

      • topolinamarta

        Condivido, ma spetta comunque al lettore decidere quali libri acquistare. Io ho parlato di Oltremondo in un certo modo: da adesso in poi tutti quelli che capiteranno su questa pagina dovranno decidere se ignorarlo solo perché pubblicato dall’Albatros oppure se dargli una possibilità.

      • elvio

        per Gambero 83
        Appunto, il fatto è proprio questo, tu scarti i libri a priori. Io invece non parlo per sentito dire ma li leggo. Ho letto 4 libri di Albatros mi sono piaciuti tutti, qualcuno più qualcuno meno ma li ho trovati migliori di parecchi libri di Mondadori e Feltrinelli che purtroppo ho comprato. Parli di realtà oscene? Guarda io è un po che ne sento di cotte e di crude, sono venuto a sapere che Mondadori pubblica alcuni autori emergenti all’anno e questi poveretti non raggiungono nemmeno gli scaffali delle librerie vengono tenuti ad ammuffire nei magazzini e poi mandati al macero. Questo sai perché? Per prendere i contributi statali (ho una lista dei milioni di euro che vanno in contributi all’editoria se vuoi te la passo, e non vanno a case piccole che hanno bisogno ma chissà come mai solo a nomi medio-grossi). Per non parlare dei nomi o della velina di turno che pubblicano con loro solo per gli agganci che hanno. E tu vuoi invece alimentare questo tipo mercato?
        Ognuno è libero di fare quello che vuole ma non parliamo per stereotipi e per sentito dire per favore, cerchiamo di documentarci e di dare una possibilità anche agli altri e non solo a chi ha un nome conquistato anche su parecchie porcherie meno note.

    • topolinamarta

      Ciao, Elvio 🙂
      Quel che dici è giusto… ma vedi, il fatto è che non è facile leggere in modo distaccato tutti i libri che capitano, specialmente quando si tratta di una lettura per “lavoro” (non ho scelto io di leggere Oltremondo, ma è stata l’autrice a inviarmelo, e se così non fosse stato, probabilmente non l’avrei mai letto – non perché non si sia rivelato un buon libro, però). Non so se è solo un problema mio o se mi capita perché sono ancora piuttosto giovane, ma certe volte mi riesce giudicare in modo oggettivo; certe altre no.
      Forse perché in Oltremondo non sono riuscita a trovare pregi o difetti particolarmente oggettivi (come è accaduto, invece, per le Rune del Tempo), perciò quando ho scritto la recensione ho dovuto affidarmi perlopiù alle mie sensazioni personali che avevo provato durante la lettura. Mi spiace, ma io non sono infallibile 😉

      In ogni caso, anche se con un po’ di ritardo (in questi giorni mi è successo di tutto), presto pubblicherò anche la recensione del tuo libro 🙂

      PS: perdona la domanda, ma… la casa editrice del tuo romanzo, la Senso Inverso, è free oppure no? Questo è solo per curiosità mia, non per metterlo eventualmente nella recensione, dato che, come ho già scritto in questa, la cosa non mi interessa.

      • elvio

        Giusto per chiarire, la Sensoinverso chiede un acquisto di 100 copie scontate al 20%. Tengo a precisare che io ne ho già ordinate e in buona parte vendute 300 quindi il problema non sussiste dato che le avrei ordinate comunque.
        Dato che da un po’ bazzico il mondo dell’editoria col mio gruppo vorrei colmare alcune lacune. Ne ho sentite di tutti i colori, le cosiddette case editrici free non sono poi così free…
        alcune, come linee infinite, è vero non paghi niente, ma non ti da nessuna provigione o roialty sul venduto. Altre ti vincolano ai prossimi tuoi tre libri con contratti capestro, signori miei a questo mondo nessuno ti regala niente, svegliatevi. Da qualche parte le case editrici, in particolare in un mercato editoriale morto come il nostro e dove nessuno legge, i soldi devono farli saltare fuori. Quindi non raccontiamoci le favolette della nonna e cerchiamo di essere realisti. Io le uniche case che boccio sono quelle che ti chiedono soldi senza darti niente, quelli sono delinquenti e credetemi ho sentito richieste di 3-4000 euro senza avere una copia del libro. Pagare una cifra, tra l’altro contenuta come alla sensoinverso, per avere in cambio copie dalle quali hai anche un guadagno vendendole non lo trovo condannabile. sempre punti di vista…

      • gambero83

        Madò, questo intervento non lo avevo ancora notato…pietoso.
        Ragazzi, non fatevi fuorviare dalle parole di Elvio, poichè vi fa credere che l’unica soluzione per pubblicare sia quella a pagamento.
        Le case editrici piccole che non vi chiedono un euro esistono, eccome. E diffidate da tutti quegli editori che vi chiedono soldi, poichè non investono sul vostro talento ma solo sul vostro portafogli!
        Invece, date il vostro manoscritto ad un agente letterario di fiducia, fategli fare un editing da persone esperte e poi fatelo proporre o proponetelo voi stessi alle cade editrici FREE, anche se piccole non importa, ci guadagnate in rispetto e perchè no, anche in fama.
        I venditori porta a porta fateli fare agli altri, voi intanto siate scrittori!
        Spero di esser stato utile.

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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