Recensione: Il vento della luna

È arrivato il momento di parlare de Il vento della luna, romanzo d’esordio dell’autore Daniele Monte, che come sempre fa parte del progetto “Libri in cambio di recensioni“.

Titolo: Il vento della luna
Autore: Daniele Monte
Genere: thriller, giallo, avventura
Editore: TGbook
Pagine: 408
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788897039174
Prezzo
: € 16,00
Formato: copertina morbida
Valutazione

Ringrazio l’autore per avermelo spedito. 

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Sullo sfondo di un oscuro complotto che mina a mettere in ginocchio l’intero sistema economico ed energetico mondiale, Massimo Giusti, un uomo normale, con un passato segnato da una serie di eventi dolorosi, viene coinvolto, dall’affascinante e determinata Farah Kristiensen, in un’avventura che lo porterà da Berlino a Parigi, da Roma fino al deserto iracheno, in un turbine di azione ed emozioni che sembrano non aver mai fine.
Riuscirà a porre fine alla cospirazione?
Sarà in grado Massimo di raccogliere la seconda opportunità che il Destino gli ha concesso? … 

Ogni tanto capita di trovare libri di autori esordienti, magari pubblicati da case editrici pressoché sconosciute o da Print on Demand, per i quali a lettura ultimata viene da domandarsi: “Ma com’è possibile che questo romanzo non sia un best-seller internazionale?”
Senza esagerare, trovo che Il vento della luna faccia parte di questi: tuttora mi immagino di entrare in libreria e di trovarlo accanto a libri di scrittori del calibro di Dan Brown, John Grisham o Ken Follett (per citare tre autori famosi di questo genere, che non necessariamente si adattano ai gusti della sottoscritta). Dato che le cose – ahimè – non stanno così mi chiedo davvero come possano le grandi case editrici pubblicare Troisi, Rosso o Moccia (vale lo stesso discorso della parentesi di poco fa… questa volta però togliete pure il “necessariamente”) e snobbare autori quasi sconosciuti eppure talentuosi come, appunto, Daniele Monte. Ma questa è una recensione, non una lamentela sull’editoria di oggi, perciò non divaghiamo e torniamo al nostro libro.

Il vento della luna si apre con un prologo lungo una quarantina di pagine. Ci troviamo in Iraq, precisamente a Nasiriya, e qui incontriamo quello che sarà il protagonista dell’intera vicenda: Massimo Giusti, detto “Max”. Siamo nel novembre del 2003, ovvero, come suppongo ricorderete, il periodo in cui a Nasiriya avvenne un tragico attentato che vide coinvolti anche numerosi soldati italiani: nella nostra storia, Max Giusti si trova tra questi.
Sopravvissuto all’attentato, lo ritroviamo sette anni più tardi, dopo che a fatica sta ancora cercando di costruirsi una vita normale nonostante gli eventi dolorosi che hanno segnato il suo passato. Ma la situazione precipita con l’arrivo di una vecchia compagna di scuola, Farah Kristiensen: tra rocamboleschi inseguimenti in auto, sparatorie, altri attentati in varie parti del mondo e missioni impossibili, Max e Farah si troveranno coinvolti in una cospirazione che sta cercando di prendere il controllo sulle risorse energetiche mondiali. Ce la faranno a impedire che questo accada e, possibilmente, a salvarsi la pelle? La risposta – sappiatelo – è tutt’altro che scontata.

Non mi posso dire veramente appassionata del genere thriller, forse perché tendo a non fidarmi dei best-seller che compaiono in libreria, e perciò non mi capita spesso di leggerli. Però, le rare volte che mi capita, ho quasi sempre l’impressione di trovarmi con il tipo di libro che pare fatto su misura per me: se ci sono avventura, azione, oscuri intrighi su cui indagare, armi e altri strumenti ipertecnologici… il tutto condito da uno stile che sa fare un uso intelligente della violenza – e quindi senza eccedere -, proprio non riesco a resistere. Con Il vento della luna, per giunta, l’effetto è stato triplicato: sono stata coinvolta tra una situazione e l’altra senza avere nemmeno un secondo per respirare; quasi mi pareva di far parte io stessa della storia, di trovarmi accanto a Max e a Farah durante tutte le loro avventure.

Parliamo un po’ di trama e stile?
Be’, quel che salta all’occhio fin dal primo momento è che chi scrive ha capito alla perfezione cosa vuol dire saper coinvolgere il lettore: la scrittura è dinamica, vivace, capace di trascinare per tutta la durata della storia, tanto che è stata dura non potermelo divorare dall’inizio alla fine in un unico round a causa dei vari impegni che avevo. La narrazione è serrata, zeppa di colpi di scena, coinvolgente ed emozionante al massimo.
Quello che ho apprezzato maggiormente oltre alla ben riuscita delle scene d’azione, però, è stato di sicuro il modo in cui l’autore ha caratterizzato i suoi personaggi, in particolare Max Giusti. Mi è davvero piaciuto come eroe: è un uomo normale che la vita ha reso più forte degli altri, ha un carattere riservato che però non esita, se stuzzicato, a lasciar venire fuori la sua parte focosa e ribelle.
Gli unici due punti a sfavore sono i seguenti: sorvolando su alcuni piccoli refusi, avrei cercato di rendere più leggere alcune descrizioni, che in certi punti risultano a mio parere eccessivamente approfondite; e poi durante la storia il narratore fa uso di molti termini tecnici, che certo denotano una profonda conoscenza della scienza, della storia e della geografia da parte di chi scrive, ma che però possono non risultare comprensibili a tutti. Per esempio io, che non faccio parte degli “addetti ai lavori”, in alcuni passi ho avuto un po’ di difficoltà nel districarmi tra i numerosi riferimenti specifici. In ogni caso, questo non toglie molto all’indubbia qualità del romanzo, né al mio gradimento.

Quindi, in definitiva, se state cercando un romanzo d’esordio che però meriterebbe di trovarsi molto più in alto di dov’è, non potete lasciarvi sfuggire Il vento della luna. Trovo che sia davvero un libro notevole, di quelli che capitano di rado. Complimenti all’autore, dunque!

~     ~     ~

Ormai prossimo al perdere conoscenza, vide la bandiera prendere fuoco, vide le fiamme avvolgerla: pensò a tutti i suoi compagni, ai ragazzi con cui aveva condiviso più di sei mesi di difficoltà, pensò a Guelbi e De Carli. Devastato dal dolore fisico e da quello psicologico, si lasciò andare, rivolgendo un ultimo pensiero verso Sarah. Gli parve di vedere il volto sorridergli fra le nuvole nel cielo, poi una nebbia densa calò su di lui, vinto dagli eventi al pari della bandiera ormai completamente bruciata.

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23 responses to “Recensione: Il vento della luna

  • gambero83

    Due domandine veloci, poi mi tolgo dalle palle, promesso!:D
    1) Essendo la TGbook una stamperia, che esordio è??
    2) Ma Max Giusti non è quello dei Pacchi della Rai?? O___o
    So che sono sempre polemico, ma proprio mi son venute alla mente subito queste due cosette!XD

    • topolinamarta

      1) Essendo la TGbook una stamperia, che esordio è??

      In che senso? O.o
      Comunque, riporto le parole dell’autore a riguardo: “La mia è stata un’autopubblicazione un po’ particolare, perchè io mi sono pagato l’ISBN (a dire il vero per mia volontà) però prima sono dovuto passare per la verifica della casa editrice, che alla fine si è accollata i costi di stampa e creazione grafica.”

      2) Ma Max Giusti non è quello dei Pacchi della Rai?? O___o

      Ci ho pensato anch’io, in effetti xD Però quel Max si chiama Massimiliano, mentre il nostro di nome fa Massimo 😉

      • gambero83

        Ah quindi ha pagato il codice ISBN? Male, perchè solitamente chi lo fa pagare non è visto di buon occhio. Però perdonami, è una pubblicazione un pò strana, perchè parte col presupposto di autopubblicarsi (quindi senza nessun tipo di selezione) e poi basta che uno sgancia i soldini (non credo siano molti) per averlo online? Boh, il mondo dell’editoria non finirà mai di stupirmiXD

      • topolinamarta

        Be’, a volte i Print on Demand lo fanno, poi magari non fanno pagare nient’altro. Però sì, neanch’io avevo mai sentito di un PoD che facesse una selezione… Ma non voglio dire stupidaggini, perciò credo ci toccherà aspettare che l’autore venga qui a dire la sua ^^

      • gambero83

        Anche perchè il codice ISBN non costa proprio nulla all’editore. Comunque, a parte questa piccola polemica, il romanzo, da come lo descrivi, sembra interessante;) Ormai però il protagonista me lo immaginerei troppo come il tizio dei pacchi!XD Azzzzz

  • Sergio Giamborino

    sembra davvero interessante.io sono un grande appassionato del genere e sto lavorando anche io a un thriller spionistico.spero di poterlo leggere.come posso fare per averne una copia?? grz in anticipo

  • Daniele Monte

    Salve a tutti,
    sono Daniele Monte, l’autore de “Il Vento della Luna”.
    Per prima di ogni cosa tengo a ringraziare Marta per avermi invitato a partecipare alla sua iniziativa e a scoprire questo “piccolo, grande angolo di WEB”.
    La ringrazio per gli elogi che mi fanno capire che, forse, non ho buttato via il mio tempo cercando di scrivere questo romanzo e soprattutto che sono riuscito, almeno parzialmente, a centrare gli obbiettivi che mi ero posto quando ho iniziato a buttare giù le prime righe.
    Fatto questo doveroso preambolo, cercherò di rispondere alle domande, critiche o altro che vorrete farmi.
    Essendo una persona ipercritica (verso me stesso) vado rilevare le critiche che Marta ha individuato nel romanzo e le faccio mie: io stesso rileggendo il libro, ora posso dire di essermi dilungato un pò troppo nelle descrizioni ed aver usato troppi tecnicismi. Si tratta di appunti che mi sono segnato e che farò fruttare quando e se ci sarà un seguito o comunque un romanzo nuovo.
    Per quanto riguarda le politiche delle case editrici non mi pare corretto da parte mia aprire bocca, dato che sono parte in causa, ma fa piacere essere accostato a nomi che in ogni caso rappresentano alcune cime del genere, anche se credo che per raggiungerli avrò da pedalare ancora tanto (e forse inutilmente). Sicuramente non ho scritto “Il Vento della Luna” per diventare famoso, fare soldi o altro: semplicemente l’ho scritto perché volevo dare sfogo ad una mia passione, vedere se riuscivo a produrre qualcosa di decente, raggiungere un obiettivo e poi confrontarmi con “il mondo” (un pò megalomane, lo so). In ogni caso è stata la passione per i romanzi, la scrittura a spingermi e a continuare a spingermi nonostante il poco tempo a disposizione.
    Posso invece parlare tranquillamente del mio editore, tgbook: non è corretto definirla “una stamperia”, almeno non più. Sono ormai due anni che la Casa Editrice si è buttata nel settore del Print on Demand, cercando di fare investimenti oculati e di muovere i primi, difficili, passi in un settore molto complesso, soprattutto in Italia.
    Io avevo già stampato con loro le mie prime bozze (quando erano ancora “solo” una stamperia): quando mi sono deciso ad inviare il manoscritto alle numerose case editrici che ho contatto, ho scoperto che anche loro erano entrati in questo girone “infernale”.
    Dopo circa un mese sono stato contattato da tgbook che mi ha spiegato come funziona il suo concetto di editoria e come avrebbe proceduto: è così che ho scoperto il PoD e ho deciso di pagarmi l’ISBN senza in pratica sborsare altro denaro se non quello per le copie personali che ho voluto per me e donare alle persone a me più vicine.
    Questo perché, alla scadenza dei tre anni stabiliti dalla casa editrici per la pubblicazione del libro, tutti i diritti torneranno a me, compreso l’ISBN che essendo di mia proprietà, potrà essere sempre usato con una casa editrice diversa o continuando con tgbook. Tuttavia è tutto mio e questa, magari sbaglierò, ma è una cosa che apprezzo: magari sbaglierò ma la decisione non mi è stata imposta né dalla casa editrice né da altri. Tgbook propone l’autopubblicazione ma non solo: basta scendere un pò più nel profondo nei contatti con loro.
    Inoltre devo dire che la Casa Editrice, nella figura principalmente di Emanuele Vezzaro, si è prodigata (per quelle che sono le sue possibilità) nel creare una copertina d’impatto e nel cercare di aiutarmi nel promuovere il romanzo, con una serie di presentazioni che non sono ancora concluse.
    Per finire questa, che non vuole apparire una difesa del mio editore ma una semplice esposizione della mia esperienza, tengo a precisare, per onestà intellettuale, che tgbook non pubblica nulla con isbn e il proprio marchio senza che il prodotto (romanzo, saggio, manuale o altro) non sia stato precedentemente valutato dalla Casa Editrice: non pubblicano tutto, ma solo ciò che loro ritengono valido. Come altri editori ma solo in PoD.
    Per quanto riguarda invece i metodi d’acquisto del romanzo sono prevalentemente online: dallo store dell’editore shop.tgbook.it, alle maggiori librerie online da ibs.it, passando per unilibro e gli altri.
    Marta vi ha lasciato i link al mio sito e alla pagina di facebook oltre a quella di ciao.it: troverete tutti i link e le informazioni necessarie per acquistare il Romanzo. In ogni caso basta una semplice ricerca su ibs.it alla voce “Il Vento della Luna” per trovarlo (o semplicemente una ricerca in google).
    Per ultimo ho lasciato il discorso riguardante il nome del personaggio: mi sono ribaltato dal ridere quando ho pensato al noto presentatore televisivo. Non c’avevo fatto proprio caso. Ad ogni modo credo che la maggior parte dei nomi che avrei potuto usare sarebbero stati facile preda di connessioni con qualche personaggio famoso italiano, per il semplice fatto che, soprattutto nei romanzi di avventura, ci si trova spesso a leggere di protagonisti dai nomi stranieri che a noi non ci dicono molto, ma che magari negli stati uniti sono famosi o molto utilizzati (per fare un esempio il personaggio che ha reso famoso Tom Clancy [Quello prima maniera] è Jack Ryan: così a memoria so che c’è stato un senatore con questo nome, un giocatore di football. Poi sono convinto che nel leggere il Romanzo qualsiasi attinenza con il noto presentatore scomparirebbe.

    Ad ogni modo, e scusatemi se mi sono dilungato in questa risposta ma volevo risultare il più esauriente possibile, rimango a vostra disposizione per chiarire qualsiasi punto inerente al romanzo e, se qualcuno vorrà leggerlo, a confrontarmi con lei\lui.

    Grazie ancora a Marta e a voi.
    Ci si ribecca su queste pagine oppure su fb.

    Un saluto
    Daniele

    • topolinamarta

      Ciao, Daniele, sono felice che tu sia venuto qui a dire la tua! 🙂 Grazie soprattutto per aver chiarito le cose riguardo al tuo editore.
      Riguardo ai due Max… credo anch’io che non abbiano praticamente nulla in comune, perciò no problem xD
      Grazie di nuovo e a risentirci! =)

      • Daniele Monte

        Figurati Marta … doveroso … credo che sia corretto cercare di mantenere, per quanto possibile, il rapporto con chi legge … e magari risolvere i dubbi che possono via via sorgere (come quello della casa editrice) …

    • sergio giamborino

      io l’ho fatto apposta ad accostare il mio personaggio ad un personaggio famoso..per l’appunto Tom Clancy.per il semplice fatto che non sapevo che nome dare al mio protagonista e perche sono un fan accanito di T.Clancy…anche se ancora sono in alto mare con la stesura del mio romanzo per vari problemi a casa…spero appena mi sara possibile acquistare (e come ovvio leggere) il vento della luna.solo una domanda:ci sarà un seguito??

  • Ossimoro

    Molto interessante questa recensione, per quanto si tratti di un genere che non leggo più da molti anni. Comunque ci farò un pensierino 🙂
    E’ vero, l’editoria italiana non finisce mai di stupire! Mi chiedo se anche all’estero gli autori esordienti – quelli meritevoli, ovviamente – siano costretti a salti mortali tanto dispendiosi. Ricordo che mio padre, quando ero adolescente e scrivevo fantasy, mi diceva:”Scrivi in inglese, così potrai davvero avere successo con i tuoi libri”. Però io non ci ho mai creduto molto….

    • topolinamarta

      Avevo sentito anch’io che per esempio in Inghilterra gli esordienti – ma i libri in generale – vengono valorizzati molto più che da noi. Non so… mi viene da pensare alla Rowling, che ha pubblicato il suo primo libro con una piccola casa editrice: dubito che se avesse pubblicato da noi il suo successo sarebbe stato identico a quello che ha avuto adesso, e credo che il motivo sia che la maggioranza della popolazione italiana a malapena sa che esistono dei libri pubblicati che non compaiono in libreria. Basti pensare soltanto al numero di lettori: qui in Italia un lettore è “forte” se legge almeno un libro al mese; in Francia, invece, so che è più del doppio.
      Però, nonostante tutto, di scrivere in inglese proprio non se ne parla. Piuttosto mi metto a scrivere in tedesco! xD

      Comunque sia, cono contenta di averti incuriosito! 🙂

      • Ossimoro

        Ahaha!XD Anche a me piacerebbe scrivere in tedesco (per quanto il mio tedesco ora sia un po’arrugginito): tutto ha una forma più compiuta, più precisa, più esatta. Le parole tedesche sono come matrioske, le smonti e le rimonti, contengono infiniti mondi dentro altri infiniti mondi. Però, aldilà di tutto, è tanto bello scrivere in italiano, la lingua dell’ambivalenza, della musicalità e della vaghezza (nel senso leopardiano del termine) 🙂

  • Lavoisier

    ottima recensione, mi hai fatto venire voglia di leggelro……;)

  • Lavoisier

    (ovviamente non poteva mancare un mio errore di battitura….:D )

    perdonami è quasi mezzanotte….

  • Luccs

    Ottima recensione davvero. Complimenti Daniele, anche a me è venuta voglia di leggerti…!

  • emanuele

    Una mia amica ha pubblicato il suo primo romanzo con una delle più importanti case editrici italiane (Rizzoli). Ha dovuto acquistare la sua copia personale in libreria. Non dico altro.

  • Daniele Monte

    Grazie a tutti per l’interesse … nel caso lo vorrete leggere vi chiedo, se potete, di darmi il vostro parere in modo che possa imparare e migliorarmi… oltre magari a parlare di me ai vostri amici 🙂 🙂 …

  • Luccs

    con gran piacere Daniele, dove lo posso comprare?

  • unavitalunatica

    Com’è vero che, ai giorni nostri, l’editoria fa ‘sfondare’ chi non lo merita e rifila a quei pochi scrittori, degni di questo nome, gli angoli più nascosti delle librerie.
    Non è più una questione di bravura e di passione: l’unica cosa che conta è il denaro.
    Non aggiungo altro.

    • Daniele Monte

      non so … forse non è corretto fare di tutta un’erba un fascio … si ci sono le case editrici che cercano solo il guadagno altre invece un pò di più cura degli scrittori anche nuovi ce ne sono … solo che sono piccole o comunque hanno qualche limite organizzativo …

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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