Letture di novembre

Bentornati a un nuovo appuntamento della rubrica che raccoglie il resoconto dei libri letti durante il mese. Oggi, naturalmente, tocca alle letture di novembre.

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> Il suono sacro di Arjiam – Daniela Lojarro (704 pp. – inviatomi dall’autrice) 

Credete che sia impossibile conciliare il fantasy con la musica? Se prima lo era, con Daniela Lojarro ora non lo è più. Ad Arjiam, infatti, non c’è nulla di più sacro del Suono che regola l’equilibrio del mondo, da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna, ed è questo il primo elemento che rende Il suono sacro di Arjiam un romanzo unico nel suo genere. Il background che sta alla base della storia, infatti, è uno dei più originali e anche raffinati che abbia mai letto e, in generale, il romanzo è un fantasy molto particolare che merita di essere letto per la sua originalità. Certo, con qualche intervento da parte di un esperto si sarebbero potute limare quelle parti un po’ troppo prolisse e aggiustare quel che non sta in piedi, ma senza scendere nei particolari trovo che sia un’opera d’esordio di quelle che non capitano tutti i giorni. Non ci penso due volte a consigliarvelo, se amate la musica e i pensieri filosofici e cercate un fantasy in cui si parli di questo.
(Recensione completa qui.)

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>Prescelto – Carola Onnis (270 pp. – Inviatomi dall’autrice in formato eBook)

Sono partita un po’ prevenuta a leggere questo libro. Forse è stato proprio il “prescelto” del titolo che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso: di predestinati nei libri fantasy ormai ne ho veramente piene le scatole. Proseguendo con la storia, purtroppo alcuni brutti cliché della fantasy si fanno sentire, e uno stile ancora poco maturo, a tratti addirittura ingenuo, non migliora le cose: troviamo molti dei difetti più tipici degli scrittori in erba, come gli infodump, gli errori di consecutio temporum, protagoniste Mary Sue e, in generale, la sensazione che chi scrive abbia bruciato le tappe troppo in fretta, arrivando alla pubblicazione quando ancora non era pronto.
A mio parere, dunque, si tratta di un fantasy dalle fondamenta buone, ma secondo me un po’ troppo precoce: se adeguatamente limato e magari lasciato a maturare nel cassetto per qualche anno, si sarebbe rivelato certamente migliore. Per questo faccio tanti auguri all’autrice, che comunque ha già dimostrato di sapersi migliorare, augurandole di affinare sempre di più la sua scrittura. Per stavolta, ahimè, è andata così, ma sono certa che la prossima andrà meglio.
(Recensione completa qui.)

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>La chiave del caos – Simona di Virgilio
(526 pp. – inviatomi dall’autrice) 

Ci sono dei momenti in cui penso che il fantasy italiano si trovi sul fondo di un burrone. Poi mi capita di incappare in libri come La chiave del caos e la speranza, magicamente, ritorna. Credo che Simona di Virgilio sia riuscita a costruire un romanzo più che buono, non eliminando in tronco tutti i cliché del genere ma usandoli in modo intelligente, riuscendo così a creare una storia forse non campionessa di originalità ma comunque assai meritevole. Gli elementi che più mi hanno colpito sono sicuramente i personaggi: mai scontati o superficiali, e soprattutto nient’affatto stereotipati.
Anche per quanto riguarda la trama le cose vanno bene: come ho già detto, la sua originalità non sta tanto nell’utilizzo di elementi nuovi al fantasy, quanto nel modo con cui questi apparenti cliché sono trattati. L’affascinante atmosfera dark in cui sono inseriti, infatti, si allontana di molto da quella eterea e mistica che si trova di solito, cosa che rende il libro profondamente diverso dai suoi colleghi fantasy.
Parlando, infine, dello stile, devo dire che esso rispecchia il carattere dei personaggi: ironico, brillante, spesso spiritoso, e nel complesso davvero notevole per una scrittrice esordiente. Quindi, i miei più sinceri complimenti. Spero solo che il seguito non tardi ad arrivare, perché le domande lasciate in sospeso non sono poche…
(Recensione completa qui.)

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> In ricordo di noi – Rossella Martielli
(154 pp. – inviatomi dall’autrice in formato eBook)
 

“In ricordo di noi” si svolge in un tempo piuttosto breve: tutto avviene nell’arco di poco più che una settimana. Ogni cosa, però, sembra ruotare attorno a un’unica data, il 23 febbraio, e soprattutto lo stesso numero 23: esso è il pensiero fisso che ha Alice ogni volta che si sveglia, è il giorno di cui parla una leggenda trovata in un libro, sono i minuti segnati dall’orologio, il canale in televisione, la pagina di diario su cui la protagonista scrive i suoi appunti…
Fin dall’inizio Alice, la protagonista, ci appare un personaggio inquieto, che fin troppo spesso deve avere a che fare con un costante senso di vuoto: incubi ricorrenti, pensieri nebulosi e ricordi confusi che hanno tutta l’aria di essere premonizioni caratterizzeranno tutta la settimana precedente al fatidico 23 febbraio. Compresi un paio di occhi profondi e magnetici, così belli che sembrano appartenere addirittura a un angelo.
“In ricordo di noi” è una storia sentimentale che può facilmente adattarsi ai gusti di molti palati, purché non troppo esigenti in quanto a originalità. Purtroppo l’autrice è caduta in molte trappole, probabilmente con la complicità dell’inesperienza, ma si tratta comunque di un libro che possiede del buono. Si sarebbe potuto fare di meglio, certo, ma tutto sommato il risultato non è male e la storia si è rivelata ad ogni modo interessante. Non sono troppo convinta delle tre stelline e mezza, ma ho deciso di lasciarle a mo’ di incoraggiamento… quindi tanti auguri, Rossella: la strada e lunga, ma continua così e ce la farai.
(Recensione completa qui.)

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> Apologia di Socrate – Platone (186 pp. – acquistato) 

Ho letto questo testo per la scuola, ma sono assai contenta di averlo fatto. In certi punti l’ho trovato un po’ macchinoso e di difficile comprensione, ma nel complesso mi è piaciuto davvero tanto. Bella soprattutto la frase “O cittadini, è giunta l’ora di andare, io a morire e voi invece a vivere, ma chi di noi vada a sorte migliore, nessuno lo sa, solo il dio.”

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> Buona fortuna – Roberto Alba
(21 pp. – inviatomi dall’autore in formato eBook
e scaricabile gratis dal suo sito)

Un racconto che si legge veramente in fretta, ma non per questo tirato via o scritto in modo poco curato, anzi: Roberto Alba scrive come se stesse dipingendo un quadro, che infatti è stato subito in grado di proiettarmi nel piccolo paese Sardo dove si svolge la vicenda. È incredibile come sia riuscito a caratterizzare così accuratamente i vari personaggi in sole 20 pagine. L’unica pecca è… finisce troppo presto! Non mi sarei mai stancata di leggerlo! Quindi sinceri complimenti, Roberto: non capitano spesso questi scrittori nascosti nell’ombra del loro blog che però sono così abili nel coinvolgere chi legge.

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Vedo che novembre è stato un buon mese: quasi tutte le valutazioni sono sopra le 4 stelle! 🙂

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One response to “Letture di novembre

  • robertoalba

    Marta… grazie della tua stupenda critica. Condivido, è troppo breve. Ma sai, le avventure di don Egno son diverse 🙂
    Aspetto la tua super critica all’uscita dl mio romanzo “L’isola delle anime in bottiglia” finalista al concorso IoScrittore 2011. Spero di rapire la tua curiosità.

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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