Antarctica Blog Tour – 8ª tappa

Benvenuti all’ottava tappa dell’Antarctica Blog Tour, un vero e proprio tour attraverso i migliori siti e blog letterari del web, incentrato sul romanzo Antarctica, di Mario De Martino, in libreria dal 28 marzo 2012 per Casini Editore.

Oggi il blog ospita Sara Deodati, editor presso la Casa Editrice Casini, che risponderà a diverse domande sul mondo dell’editoria. Bene, cominciamo!

Ciao Sara, benvenuta.
La Casini Editore continua a darsi da fare per promuovere i testi che pubblica e per seguire al meglio gli autori nei quali crede. In aggiunta all’editing, sappiamo che ti occupi anche dell’ufficio stampa. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del tuo lavoro?

I vantaggi sono molti, è molto divertente seguire un autore da quando mette la parola “fine” a quando si trova a rispondere alle interviste e il suo libro viene consigliato da blog o giornali. È divertente e istruttivo. Io credo molto nei libri che proponiamo e negli autori che seguiamo, e se un titolo viene apprezzato grazie al mio lavoro sono contenta. Di svantaggi non ce ne sono, perché occuparsi di letteratura è un mestiere bellissimo!

Mettere le mani su un testo è sempre un’ardua impresa. Spesso ci si ritrova a dover modificare, tagliare, rielaborare un brano o a chiedere all’autore di riscriverlo. L’editing, si sa, non si limita solo alla ricerca dei refusi grammaticali o alla revisione di periodi farraginosi. Come svolgi il tuo lavoro? Segui una “scaletta” particolare?

Be’, sì: prima leggo tutto il libro “da lettrice”, per entrare nel mondo creato dall’autore e lasciarmi trasportare senza pregiudizi. Dopodiché cerco di lavorare per eliminare i punti deboli ed evidenziare quelli forti, molto spesso assieme all’autore. Poi lo rileggo ancora, per vedere se il ritmo tiene, se è godibile e divertente da leggere, verifico le fonti, mi documento e infine… mi armo di matita rossa e blu e correggo all’ultimo sangue! 

Be’, visto che ne abbiamo parlato, qual è la tua definizione di editing?

C’è una frase di Nietzsche che mi accompagna da sempre: “Solo chi ha in sé il caos può partorire una stella che danzi”. Ecco, se la applichiamo all’editing, possiamo dire che un buon libro è un bel caos da far diventare kosmos, un allegro disordine da far diventare ordine. Mi piace pensare che l’editor si trovi immerso nel caos fino al collo… e anziché annaspare si metta a contemplare una stella che danza, e la mostri agli altri! Forse suona un po’ presuntuoso, ma in realtà se la stella c’è è facile farla venir fuori. Se è un buco nero, neanche l’editor migliore del mondo può nulla!

Qual è stato il tuo percorso di studi, e come si diventa editor?

Il mio è un percorso di studi… classico! Liceo classico, laurea in lettere classiche, dottorato di ricerca… sono sempre stata affascinata dalle molteplici possibilità che la lingua ha a disposizione per esprimere questo o quel concetto, questo o quel sentimento.
Per me è stato naturale cercare di far parte del mondo dell’editoria. Fin da bambina sono stata una lettrice vorace e crescendo mi sono sempre immaginata con una pila enorme di fogli davanti, una penna rossa accanto e un gran sorriso! La realtà è molto più ecologica di così, per fortuna: non sprechiamo tutta quella carta! Per quanto riguarda il percorso per diventare editor, naturalmente ho scelto un iter… classico: corso di editoria, stage presso casa editrice e poi… eccomi qua!

Come si “promuove” un libro, e cosa si invia ai distributori?

Be’, prima che il libro esca (un bel po’ prima) ai distributori si mandano opuscoli illustrativi, assaggi del libro e tutto quello che serve per convincerli che il libro è valido e merita di essere proposto alle librerie. Poi, a ridosso dell’uscita, si fa pubblicità sulla stampa e su internet, si mandano delle copie ai giornalisti, insomma si fa di tutto per valorizzare il titolo in cui si crede!

Prima di Antarctica ti sei occupata de I Figli di Atlantide, il primo libro di Mario De Martino uscito per Casini Editore. Sapresti dire qual è la cosa che più ti ha appassionato nel corso della lettura (e della revisione) dei due romanzi?

La primissima cosa che mi viene in mente è la straordinaria capacità di Mario di migliorare, di evolvere: ha davvero un grande, grandissimo talento, e una facilità di scrittura che pochi hanno. Ma non vive di rendita, anzi cerca costantemente nuovi stimoli, chiede avidamente consigli, legge di tutto, vede di tutto, ragiona su tutto… è davvero brillante. Nella vita succede rare volte di incontrare delle doti così spiccate, e so già che negli anni continuerò a stupirmi per tutto quello che sarà capace di tirare fuori dal cappello!
Entrando più nello specifico dei due libri, sono entrambi dei thriller molto cinematografici. Forse i nostri lettori hanno già letto I Figli di Atlantide, ma posso anticiparvi che in Antarctica ci sono dei colpi di scena da togliere il fiato!

Antarctica è un thriller con sfumature fantascientifiche e techno che, tra le altre cose, si addentra nel mistero dei cosiddetti oggetti volanti non identificati.
La domanda è d’obbligo: qual è la tua posizione nei confronti del fenomeno? O, più semplicemente, “credi negli UFO”?

E loro credono in me? Facili battute a parte, credo che non siamo soli nell’universo, conosco le teorie più accreditate e le loro confutazioni ma non ho una posizione. Io non ho mai conosciuto un omino verde con le antenne né un alieno-drago, ma non vuol dire che non esistano, no? Mi piace immaginarmeli sul loro pianeta che si chiedono l’un l’altro, come stiamo facendo noi: “Ma ci sarà vita, nel sistema solare?”.

La Casini Editore ha uno slogan particolare: i libri cambiano il mondo e, per estensione, la vita di chi nel mondo ci vive.
Qual è il libro che ti ha cambiato la vita, quello che più di tutti ti ha fatto appassionare alla letteratura?

Forse tutti quelli che ho letto da bambina, perché ho cominciato lì e non ho più smesso… ma tutti i libri che ho letto mi hanno cambiato la vita, in qualche modo. Magari non in maniera drastica, o evidente, ma hanno comunque lasciato un segno, una riflessione, una conoscenza, un approccio nuovo che prima non avevo. E per questo li ringrazio e… ne leggo altri!

La Casini Editore è sempre felice di ricevere in valutazione opere di autori esordienti, sebbene non manchino in catalogo romanzi di autori affermati, spesso stranieri. Cosa deve avere un libro per attirare la vostra attenzione?

Deve essere bello: e questo può significare varie cose. Ci sono libri che danno un’interpretazione nuova al mondo, altri che aggiungono ironia e leggerezza, altri che fanno sognare, altri ancora che ci insegnano a vivere… ma tutti devono avere quel qualcosa in più che ci fa esclamare: “Wow! Voglio farlo leggere a tutti!”.

E, inoltrandoci nel personale, qual è il tuo genere letterario preferito?

Uh… bella domanda. Leggo un po’ di tutto, anche se prediligo storie da cui posso imparare qualcosa del mondo. Leggo molti “classici” (tanto per tornare su una parola che mi è cara), ma leggo anche molti autori contemporanei, soprattutto di paesi in guerra o sotto dittature.

Continuiamo a farci gli affari tuoi con due domande “taglienti”.
Prima: c’è un libro che detesti? Quale?

Sì, ma non vi dico quale. Vi dico solo che è di un autore molto conosciuto e stimato. Ha scritto uno dei suoi libri sfruttando la fama guadagnata fino a quel momento onestamente e ci ha messo dentro un sacco di cose false approfittando della buona fede del lettore. Insomma, ha mentito sapendo di mentire e questo non mi è piaciuto.

Seconda: i testi di cui ti occupi in fase di editing… ti piacciono tutti?

Ma certo che sì!
P.s. vi ho mai detto che sono un’inguaribile bugiarda?

Quali sono le novità di Casini per il 2012?

Oltre a un catalogo ricco di titoli veramente, veramente ottimi? Oltre alla pubblicazione di videogiochi, giochi di carte e giochi di ruolo? Oltre al magazine per iPad, “Over”? Oltre agli ebook sia in inglese sia in italiano (alcuni dei quali addirittura gratuiti)? Oltre al progetto Little Dreamers, che comprende una collana di albi per ragazzi e una di romanzi di formazione per ragazzi e adulti? Oltre alla partecipazione alla Fiera del Libro di Torino e al LuccaComics2012?

Grazie per averci concesso questa intervista. Alla prossima!

*       *       *

Ed ecco qui la trama di Antarctica:

1947. Nel corso dell’operazione Highjump il sottomarino USS Rebecca capta un segnale radio VLF in prossimità della costa della Nuova Svevia, in Antartide. Giunti sul posto, i militari rinvengono un imponente velivolo intrappolato nei ghiacci. Il carico che trasporta li lascia esterrefatti: un ordigno luccicante che comincia a trasmettere un misterioso messaggio in codice Morse. Il presidente Truman si convince che il velivolo sia un’arma nazista di ultima generazione. Si mette allora in contatto con l’ex ministro britannico Winston Churchill e chiede di consultare le decrittazioni dei messaggi nazisti effettuate a Bletchley Park. Scoprirà una verità agghiacciante.
1976. Ricoverato in un ospedale psichiatrico per istigazione al suicidio, il dodicenne Mark Weber nasconde un segreto che potrebbe cambiare il corso della Storia. La sua presenza non passa inosservata, e intorno a lui cominciano a muoversi le ombre di chi agogna al potere. Ma…
Giorni nostri. Una catena di efferati delitti insanguina le strade di Los Angeles. L’FBI e la CIA intraprendono una pericolosa caccia all’uomo. Cosa si annida nella mente criminale del killer? Quali segreti nasconde il Governo in una piccola isola sperduta nell’Oceano Pacifico? Ma soprattutto, qual è il filo che, a distanza di sessant’anni, lega gli omicidi all’ordigno ritrovato in Antartide?

Ricordo che è ancora attivo il giveaway con in palio una copia gratuita del romanzo! Per partecipare, cliccate qui.

La prossima tappa dell’Antarctica Blog Tour avrà luogo sul blog Bookland: Viaggiando tra i libri domenica 25 marzo 2012.

Il blog tour sta per concludersi, quindi… non perdete gli ultimi appuntamenti!

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One response to “Antarctica Blog Tour – 8ª tappa

  • unavitalunatica

    Che interessante iniziativa! Trovo che buona parte dei librovori possano condividere la predilizione per i libri da cui si può imparare qualcosa sul mondo.
    La disponibilità con la quale Sara, editor e -di conseguenza- donna impegnata, ha partecipato a questo progetto è incoraggiante.

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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