Letture di marzo

Durante questo mese sembra che io abbia toccato il fondo: ho avuto così poco tempo libero, tra un impegno e l’altro, che quello rimasto per leggere è stato davvero irrisorio… ovviamente secondo i miei parametri. Perciò ecco a voi i pareri sui “pochi” libri che ho letto nel mese di marzo.


*       *       *

> I Custodi del destino, Maria Teresa Steri  (190 pp. – inviatomi dall’autrice in eBook) 

Mi è piaciuto abbastanza, anche se non è riuscito a catturarmi fino in fondo, forse perché non posso proprio dirmi appassionata di esoterismo.
L’ho trovato ben scritto, se vogliamo sorvolare su alcune piccole imperfezioni di stile, come le ripetizioni. D’altro canto, però, troviamo delle descrizioni che evocano immagini vive e in grado di colpire i sensi, come questa che trovate a pagina 11:

Quando si accomodò nello scompartimento, si costrinse a non badare al gruppo di studenti che provavano le suonerie dei cellulari e a tenere lontano il pensiero della sua fuga. Si coprì le orecchie per non sentire il fischio acuto che annunciava la partenza, ma non poté fare a meno di avvertire l’odore di stantio dei sedili, né di notare con disgusto le ditate untuose lasciate sul vetro del finestrino.

Inoltre, la storia è raccontata in modo coinvolgente e l’ottima caratterizzazione dei personaggi me li ha fatti sentire molto vicini.
Quindi, direi che si tratta di un esordio niente male.

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> Frammenti di follia quotidiana, Matteo Lecca (120 pp. – inviatomi dall’autore in eBook) 

È un libro che mi è parso strano fin dalla prima riga, quello che mi accingo a recensire. In questo caso non dico “strano” attribuendogli necessariamente un’accezione negativa, ma non sarei sincera se dicessi che si tratta di uno “strano” del tutto positivo. La difficoltà nel fornire un quadro generale di questo libro è in parte dovuta al fatto che non è contenuta in esso alcuna trama: si tratta di vere e proprie istantanee, come delle «schegge» di testo che sembrano ritagliate da una composizione più grande. Ma ciò che rende particolari questi frammenti è che sono tutti slegati tra di loro; eppure presi tutti insieme formano un quadro completo. L’unico problema, però, è che ai miei occhi il risultato finale non si è rivelato un’immagine perfetta: sebbene i particolari del quadro, presi uno per uno, mi fossero sembrati splendidi, quasi perfetti, la sensazione generale era di poca organicità, come se i vari spezzoni fossero stati assemblati un po’ a caso, e non seguendo un ordine logico.
Il mio consiglio a voi lettori, dunque, è di fare quello che io non ho potuto per motivi di tempo: se amate questo genere di libri, ricchi di pensieri brevi ma complessi, tenetelo sul comodino e leggetelo un po’ per volta, a piccole dosi, soffermandovi ogni volta a riflettervi sopra. Vi dico ciò perché, a mio parere, si tratta di uno di quei libri ricercati come pochi, ma che non si possono gustare a dovere se non assaporati fino in fondo.
(Recensione completa qui.)

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> Echi di squarciagola, Alvin M. (90 pp. – inviatomi dall’autore) 

Vi dirò che i libri piccoli come questo mi mandano sempre in crisi, perché molto spesso le possibilità sono due: o l’autore è un genio in grado di far entrare una storia in così poco spazio, oppure, per quanto bravo sia, c’è sempre la sensazione che manchi qualcosa. Quest’ultimo, ahimè, è il caso di Echi di squarciagola.
Parla di un argomento che mi riguarda in prima persona, ovvero la difficoltà di vivere l’adolescenza in un mondo dove non è facile essere se stessi… eppure ciononostante non mi ha trasmesso quasi nulla di quello che presumo l’autore volesse comunicare.
Forse uno degli aspetti che mi hanno convinta di meno, però, è stato lo stile. L’idea di affidare la narrazione a Marta quale spettatrice esterna all’inizio mi era piaciuta, ma a mio parere questo punto di vista in prima persona poteva essere gestito in un modo molto più efficace: ad esempio, in alcuni passi si sente fin troppo chiaramente che quella che parla non è Marta ma l’autore stesso, che a volte si infiltra di soppiatto per dire la sua – e neanche tanto di nascosto. Inoltre, come purtroppo ho dovuto notare anche in altri libri della stessa casa editrice, ho trovato diversi errori stilistici: frasi traballanti e a volte sconnesse, parole saltate, ma soprattutto un’abbondanza di refusi più o meno fastidiosi.
Ve lo consiglio? Non saprei proprio, quindi dico un po’ sì e un po’ no: sì perché, come ho già scritto, alcuni passi pieni di significato mi hanno fatto pensare; e no perché, tuttavia, trovo che si sarebbe potuto fare di meglio, sia dal punto di vista del cosa è stato scritto che del come lo è stato.
(Recensione completa qui.)

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> Anime impure – La rivelazione, Cristiano Signorino (237 pp. – inviatomi dall’autore) 

Ho impiegato un po’ di più del previsto per concludere questo libro, ma alla fine ce l’ho fatta, perciò eccomi a illustrarvi le mie impressioni post-lettura.
Comincio col dire che riuscire a superare la parte iniziale è stata una faticaccia non da poco, ed è forse per questo che per leggere la prima metà ho impiegato più di una settimana, mentre la seconda è volata via in un pomeriggio: a essere sincera, infatti, i capitoli introduttivi non mi sono affatto piaciuti.
Tutto mi appariva confuso, poco organico e soprattutto lento… Sì, penso che “lento” sia un aggettivo adatto a definire questo inizio che, a mio parere, sarebbe potuto venire molto meglio.
Insomma, per quanto riguarda lo stile, soprattutto nella prima parte troviamo un po’ di alti e di bassi, come se chi scrive non avesse ancora le idee chiare.
Nonostante specie l’inizio sia stato un po’ difficile da mandare giù, comunque, l’idea di base sulla quale la trama si è sviluppata mi è piaciuta molto: subito non capivo bene cosa stesse succedendo, tanto che ho dovuto rileggere il primo capitolo un paio di volte per convincermene. Quando però sono riuscita a entrare nella storia e a conoscere un po’ meglio Gabriel, il protagonista, ne sono rimasta affascinata.
Faccio quindi gli auguri a Cristiano Signorino: manca ancora qualcosa, ma è davvero sulla buona strada per creare una serie di fantasy degna di nota.
(Recensione completa qui.)

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> Elogio del libro, Romano Guardini (49 pp. – trovato nella mansarda di casa) 

Un piccolo gioiellino che non può mancare dalle librerie dei lettori più accaniti: in neanche 50 pagine viene raccontata una vera e propria esperienza del libro, che ovviamente qui non è inteso soltanto come malloppo di fogli cuciti insieme. Insomma, un libro che parla di libri in modo delizioso, anche per chi volesse gustarselo pian piano a piccole dosi.


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5 responses to “Letture di marzo

  • Emiliailim3

    Marta, ma ti rendi conto che leggi più tu in un mese che un italiano medio in un anno!? E’ pazzesco…
    Tu mi pare che sei in terza liceo come me, vero? Se sì, immagino che sia un anno pesante anche per te, io sto praticamente annegando (però questo mese sono riuscita a leggere dieci libri, e infatti sono molto orgogliosa)!

    PS: ho controllato sulla tua libreria di Anobii ma non l’ho trovato, quindi te lo chiedo direttamente: hai letto Hunger Games? Ho finito la trilogia un qualche settimana fa, e visto che mi sono piaciuti molto volevo sapere la tua opinione… 🙂 Io non sono esperta del genere, quindi non so se è un tema strabusato o no, ad ogni modo mi è piaciuto tanto tanto (faccina da bambina che un po’ si vergogna).
    Ciao!

    • topolinamarta

      E pensa che in estate ne leggo anche 5 o più alla settimana, volendo! xD Comunque sì, sono in terza liceo scientifico 🙂

      PS: è già in lista da un po’ di tempo, ma ancora non l’ho letto… Penso che lo farò quest’estate, dopo che avrò finito scuola e tutto 🙂

      • Emiliailim3

        Aspetto con ansia un tuo parere allora! Nessuno l’ha ancora demolito, comincio a credere che sia un libro universalmente catalogato come “bello”. E la cosa mi spaventa, se l’opinione generale comincia a uniformarsi alla mia vuoi dire che il mondo sta andando veramente a rotoli… 🙂

      • sara

        Odio hunger games. L’dea è semplicemente orrida, anche se è indubbiamente scritto bene. Comunque è un libro che si, ti prende, ma è troppo calcato ed esagerato

      • topolinamarta

        Bah, l’idea secondo me non sarebbe stata male, se non fosse che ci avevano già pensato xD Certo però che ha i suoi difetti.

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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