Sugli amici a 2, 4, 6 o 8 zampe

Non so quanti di voi seguano il quotidiano Avvenire e il suo inserto bisettimanale “Popotus”. Qualunque sia la risposta (e nel caso sia negativa vi consiglio comunque di darci un’occhiata, perché specialmente il secondo è molto carino e ben fatto), oggi volevo condividere con voi una piccola riflessione nata leggendo il numero di ieri, in cui compariva un articolo di Angelo Petrosino sugli animali.

In sintesi, l’autore raccontava della gatta che la sua famiglia aveva tenuto in casa per 18 anni e che aveva trattato con tutti i riguardi come se fosse un vero e proprio membro di essa. Rispettare e amare gli animali, dunque, è giusto, ma come per tutte le cose non occorre esagerare: dopotutto – concludeva Petrosino – gli esseri umani, in particolare i bambini, meritano ben più delle cure e delle attenzioni che offriamo ai nostri amici animali.

Come ormai chi bazzica da un po’ di tempo su Pensieri d’inchiostro saprà bene, non ho intenzione di riempire un intero post con complicate (e noiose) considerazioni filosofiche sulla questione “Amore per gli animali: dove sta il limite?”, né per scagliarmi contro animalisti e compagnia bella: il pericolo di cadere nei soliti pregiudizi e luoghi comuni, in fondo, è sempre in agguato.
Semplicemente, desidero dare a voi che mi leggete un qualche spunto per riflettere e – perché no? – per crescere un altro poco.

Quello a cui l’articolo mi ha spinto a pensare riguarda proprio il rispetto per gli animali: qual è il limite oltre il quale non si parla più di rispetto ma di autentiche manie?
Sono la prima a dire, come suppongo molti di voi, che gli animali vadano trattati con riguardo, non fatti soffrire o uccisi per divertimento e lasciati vivere in pace. Ciononostante non posso fare a meno di rimanere basita di fronte a certi atteggiamenti:

• dedicare a un cagnolino o a un gattino più amore di quanto si dedicherebbe a un figlio;

• farsi venire una crisi di nervi di fronte a qualcuno che schiaccia una zanzara, uno scarrafone o uno di quei sudici bacherozzi che amano banchettare con le foglie delle piante;

Come si suol dire, caro compare, patti chiari e amicizia lunga: se vuoi andare d'accordo con me, stammi almeno a 10 m di distanza.

• piangere lacrime di coccodrillo – a proposito di animali – ogni volta che su internet compare l’ennesima notizia che parla di “N cagnolini abbandonati/maltrattati/rinchiusi in un canile/imprigionati in un camion” (per poi, magari, essere pro aborto…);

addobbare letteralmente il proprio cucciolo con una montagna di accessori, anche esagerati;

Qualcosa del genere, per intenderci.

… Insomma, presumo sarete d’accordo con me quando dico che a tutto c’è un limite, e che come al solito la ragione si trova nel mezzo: finché si tratta di rispetto, ben venga; quando invece si passa al fanatismo, però, occorre darci un taglio.
Riguardo al terzo punto, in particolare, mi capita di arrabbiarmi non poco: possibile che esistano persone per le quali un cucciolo dagli occhioni dolci valga più di un essere umano? Trovo che una posizione del genere sia più che mai contraddittoria; eppure più di una volta ho sentito ragazzi e ragazze che si proclamavano animalisti, ma che per loro ammissione non avrebbero esitato a eliminare un bambino di troppo.

Che ne pensate, dunque? Rimanete sempre e comunque dalla parte degli animali, oppure credete anche voi che si possano amare senza tuttavia eccedere?
Lascio a voi la penna e concludo l’articolo con un’immagina molto pucciosa che ho trovato su internet (sperando che il micio in questione non se ne approfitti e, in un attimo di distrazione della sottoscritta, si faccia una scorpacciata della Topolina…):

Al micio questo articolo piace, e si vede!

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13 responses to “Sugli amici a 2, 4, 6 o 8 zampe

  • profgemelli

    Marta, non so niente di popotus, ma approvo completamente il tuo punto di vista, anzi forse vado un po’ oltre. Anzi, senza anzi… Driiin, campanello d’allarme, che qui tocchiamo tasti pericolosi… Ma da vecchio bacucco che conosce un po’ la vita non posso non fare 1. un commento sull’aborto (ahia!) e 2. un commento sulla vivisezione (ariahia!). Che fai, mi dai l’assist e poi io non parto con la predica?

    1) Chi di noi non è un ex-embrione fecondato? Io, almeno lo sono. Sappiamo tutti che il DNA identifica la persona anche ai fini legali, e che il nostro DNA è lo stesso che avevamo quando eravamo embrioni. Mi stupisco sempre quando la gente dubita che gli embrioni siano esseri umani. Per me è ovvio che lo sono. Parere personale, eh! Chi di noi non si indigna di più quando a subire una violenza è una donna, un anziano, un bambino? Certo, perchè loro non si possono difendere! Beh? E un embrione? Non è ancor più indifeso? Sai che dicono certi? “Ma l’embrione non soffre prima di una certa età, quindi dato che non soffre, lo puoi far fuori”. Allora a una persona basta che dai un sedativo e poi puoi sparare? Bah!

    2) Quante, quante terribili malattie ci possono colpire… a qualunque età… Ce ne sono molte che purtroppo sono incurabili! Anche a me piacciono scimmiette, topolini, gattini e cagnolini… ma se la ricerca medica richiedesse il loro sacrificio… Se per dire 100 cagnolini vivisezionati salvassero uno di quei bambini che soffrono senza speranza… Beh, la scelta, dura quanto volete, per me dovrebbe essere scontata. Certo! A meno di non decidere di fare la sperimentazione su cavie umane, magari di razze inferiori o antipatiche, o prigionieri di guerra, come ai “bei” tempi del nazismo…Altro discorso per la ricerca su cosmetici e altra roba meno utile. Lì, mi spiace, ma ovviamente sto coi cagnolini.

  • unavitalunatica

    Ecco un articolo che spazia dalle recensioni o, in generale, da questioni letterarie, ma che mantiene vivo l’interesse dei tuoi lettori (quello dei librovori lunatici, soprattutto =^D).
    Darò – per l’ennesima volta – sfoggio della mia ignoranza: sapevo dell’esistenza del quotidiano ‘Avvenire’, ma non avevo idea che avesse una rubrica del genere. Beh, non si smette mai di imparare!

    ”Farsi venire una crisi di nervi di fronte a qualcuno che schiaccia una zanzara, uno scarrafone o uno di quei sudici bacherozzi che amano banchettare con le foglie delle piante.”
    Mi ritengo animalista per molti versi. Già. Ma non digerisco gli insetti, decisamente no. I grilli, le cavallette, le mantidi – bleah, pelle d’oca – e compagnia non li posso tollerare. Una volta, mi sono svegliato con un bubbone sull’occhio, ricordino della puntura di una zanzara che aveva disturbato i miei dolci sogni: mi sono messo alla ricerca della briccona e, una volta trovata, l’ho spiaccicata al muro con una ciabatta. Che enorme soddisfazione :^3 Mi sono sentito in colpa? No, sinceramente. Mi sentivo tremendamente ridicolo con quella bolla sulla palpebra, che non mi permetteva di aprire bene l’occhio: questo sì.

    ”Piangere lacrime di coccodrillo – a proposito di animali – ogni volta che su internet compare l’ennesima notizia che parla di “N cagnolini abbandonati/maltrattati/rinchiusi in un canile/imprigionati in un camion” (per poi, magari, essere pro aborto…).”
    Ti dirò: le sfumature etiche racchiuse nell’essere pro o contro l’aborto sono tantissime. Non so se rendo l’idea. Io, personalmente, sono contrario. Quando sento di stragi di animali – non c’è altro modo per chiamarle – o, in linea di massima, di maltrattamenti dei nostri amici a quattro, sei, otto zampe e/o di spiacevoli eventi che hanno a che fare con altre persone (bambine, adulte o anziane che esse siano), la reazione è la stessa: profondo disgusto. Bisogna trovare un equilibrio, in tutto. Anche perchè, spesso e volentieri, si rischia d’inciampare nell’ipocrisia: alcuni ‘piangono’ per puro gusto di farlo e per il mero piacere di dire ‘ah, io sì che tengo alla salvaguardia di questo, quello e quell’altro!’, che si parli di animali o di uomini!

  • Chiara

    Vivendo con un cane, quattro gatti ( un maschio e tre femmine in dolce attesa, quindi avendo anche una certa esperienza di cuccioli), un canarino e due pesci rossi, e dal momento che i miei nonni sono ancora
    vivi e continuano ad avere un piccolo spazio dedicato a galline, un
    maiale, talvolta conigli e pulcini, ho sviluppato con il tempo non dico una grande passione, ma comunque una simpatia particolare per gli animali.
    Per cui mi dispiace molto quando sento, magari al telegiornale, notizie di maltrattamenti o di esperimenti non autorizzati sugli animali, ma mi fa rabbia anche quando vedo la gente che porta a spasso il cagnolino con il giubbettino firmato con il cappuccio con il pelo, o le scarpette perché non prenda freddo, oppure ogni sabato puntalmente viene portato a lavare e mettere in tiro, neanche dovesse fare da testimone ad un matrimonio. Insomma, qui si raggiunge decisamente l’eccesso. A parer mio, in questo modo si finisce per ridicolizzare anche l’animale, facendolo passare per un semplice accessorio.
    A casa mia gli animali sono curati e coccolati, hanno cibo assicurato e possono entrare in casa per farsi una dormitina sulle sedie o sul divano
    ( ovviamente parlo del cane e dei gatti), ma mai io mi sognerei di pulire le zampe al cane prima di farlo entrare in casa, come invece so che fanno altre persone ( salvo poi non riuscire a riconoscerlo nemmeno quando rimane chiuso fuori casa e vaga per il corridoio del piano del condominio).
    A dirla tutta, io mi arrabbio parecchio con mio papà quando, a cena, “sollecitato” dalle grattatine e dagli sguardi “coccolosi” del cane, si toglie il cibo dal proprio piatto per darlo a loro… fosse una volta, sarebbe tollerabile, ma la cosa si ripete spesso durante ogni pasto e a me sinceramente dà molto fastidio, perchè già spendiamo qualcosa tipo 30-40 euro al mese per il sacchetto di crocchette da 15 Kg, non mi pare proprio il caso che il lavoro e le fatiche dei miei genitori che dovrebbero servire a sfamare prima di tutto la famiglia finiscano invece nelle pance degli animali che hanno già la loro pappa pronta nella loro apposita ciotola. Mi fa pensare a tutti quei bambini che quotidianamente muoiono di fame, di sete o di stenti, e mi sembra quasi un’offesa nei loro confronti.
    Per cui a volte non riesco davvero a capire quelle persone che trattano gli animali quasi fossero degli esseri soprannaturali, comprando collarino con diamanti al gattino o lasciandosi leccare anche sulla bocca e sul viso dal cagnolino, specie in pubblico per far vedere quanto “si è fortunati” ad avere un animale così….
    Io personalmente ritengo che gli animali siano dei buoni amici, ma sono sempre animali. Devono essere rispettati, non trattati come uomini, quando invece degli uomini vengono trattati come animali.

  • Carlotta

    Eccomi di nuovo qui a commentare i tuoi meravigliosi post Marta!
    Qui si tocca un tasto un po’ dolente, per quanto mi riguarda.. I miei animali? Li amo. Non c’é molto da dire. Mi sento in colpa a spiaccicare brutalmente un ragno? O una zanzara? Purtroppo, sì. Oh, non piango, chiariamoci!
    Però sono assolutamente contro la vivisezione. Non vorrei mai che una vita (seppur canina) venisse sprecata per salvare, diciamo, la mia.
    Sono una piccola animalista, lo so, scusatemi. Ma per me gli animali sono pari a noi. E con pari, intendo pari!
    Sì, vi dò il permesso di darmi della pazza demente ora 🙂
    Un bacio!

  • Ritam

    Ciao a tutti, ciao Marta!
    Spero di non scadere in toni polemici perché questo è un argomento che mi tocca molto da vicino, mi scuso in anticipo se la mia risposta assumerà il tono della polemica, ma sento il bisogno di fare delle precisazioni per non far scadere nel superficiale un post in realtà molto più valido di quello che sembrerebbe:

    Per prima cosa rispondo direttamente più che a te Marta, al signor Petrosino quotando la frase riportata:

    – gli esseri umani, in particolare i bambini, meritano ben più delle cure e delle attenzioni che offriamo ai nostri amici animali.

    Posso assicurare il signor Petrosino di non aver mai visto proprietari di animali nutrire i propri figli con crocchette e cibo per cani 🙂 (cani vestiti da bimbi si, ma a quello ci arriverò fra poco).
    Scusate il sarcasmo, che serviva soltanto a sottolineare l’ovvietà di questa affermazione: vi posso garantire che sia per esperienza vissuta che per conoscenza d’altri (e credetemi, ne conosco MOLTI e in tutta Italia) non ho proprio mai incontrato NESSUNO che avendo un gatto o un cane in casa non espletasse i suoi doveri di buon genitore per badare ai propri animali!
    Inoltre davvero non so dove stia scritto che se io rivolgo delle attenzioni di primo livello al mio animale automaticamente non posso darne abbastanza ai miei figli, ci mancherebbe altro! L’amore per un animale non c’entra nulla con quello per un bambino e in ogni caso una cosa non esclude l’altra. Non c’è bisogno della predica per dire questo, credo.

    A questo punto però c’è anche da specificare bene cosa intendo per attenzione di primo livello verso gli animali, che non vanno assolutamente confuse con il comportamento quelle persone che vestono il loro cagnolino come una drag queen, gli comprano la borsetta apposta per portarlo in giro, lo addobbano con collari d’oro e diamanti e gli danno da mangiare pathè di fegato di delfino..
    Allora, in tutta serenità lasciate che vi spieghi una semplice verità: persone come quelle non sono fanatici degli animali, NON SONO PROPRIO amanti degli animali, sono solo e unicamente AMANTI DI SE STESSI. Tutto quello che fanno è sfoggiare la loro eccentricità, ricchezza o quant’altro, in una disperata ricerca di attenzione, ed il cane o gatto non è che un altro accessorio per fare questo. Non vi sbagliate, davvero, quello NON è amore, sicuramente non lo è per gli animali.

    Amare un animale è ben altro. Amare un animale è raccoglierlo da una strada, da un canile o sceglierlo da una cucciolata (anche di razza, si) consapevoli di poterlo crescere, educare, nutrire in maniera equilibrata e serena PER LUI, ma consci di ciò che gli possiamo e dobbiamo dargli. Dargli attenzioni di primo livello significa conoscerlo e sapere che quando fa un certo tipo di suoni, vuole una certa cosa, capire quando sta male, sapere cosa dargli da mangiare per evitargli malattie (fidatevi di me, è molto meglio un pasto scelto con un pochino di cura in più che un’operazione costosissima e dolorosissima molto dopo, o peggio, della “puntura del sonno”).
    Tutta questa serie di cose non è fanatismo (per inciso, i cappottini a volte SERVONO se un cane è particolarmente a pelo rado o sensibile al freddo, non sempre sono solo un vezzo :)), è essere un padrone (e un amico) responsabile, ed a mio modesto parere, si, potrebbe essere anche un ottimo ESERCIZIO per diventare ottimi genitori (esercizio, non sostituzione, badate bene).

    D’altro canto purtroppo conosco anche delle coppie che non POSSONO avere figli, e si, alcuni hanno un animale, e su di esso riversano moltissimo amore, forse lo considerano il figlio che non hanno mai avuto, ma sinceramente (non so voi), io non ho il cuore di andare da loro a dirgli: “guardate, capisco che gli volete bene, ma non potete amare il vostro cane come amereste un figlio, perchè non è etico”, francamente preferisco di gran lunga pensare che lì il mio giudizio non debbae davvero intromettersi, e che a pari opportunità e nei limiti della sanità mentale ognuno deve essere libero di amare come e quanto meglio crede (moltissimo se possibile).

    Ci sono casi simili a questi che si trasformano in eccessi (esempio stupido, lasciare l’eredità al proprio animale), la maggior parte delle volte però è una questione legata a degli scompensi affettivi gravi e degli equilibri psicologici troppo fragili, che per fortuna non è il caso delle persone che conosco e comunque non mi interesa mettere a giudizio il dolore di altri.

    – possibile che esistano persone per le quali un cucciolo dagli occhioni dolci valga più di un essere umano?

    Marta cara, stai tranquilla, te lo garantisco, non esistono 🙂 non è in discussione questa cosa! Essere animalista non significa pensare che la vita degli animali valga più di quella degli uomini, nè cercare di far diventare gli animali in tutto e per tutto uguali agli uomini quando non lo sono. Significa solo rispettare le altre creature in quanto anche loro esseri viventi, e cercare di preservare la loro esistenza, senza manipolarla a nostro piacimento.
    Detto questo vi lascio e..CHE SCHIFO!!! UNA SCOLOPENDRA!!! **SCHIACC**!!!! 😀

  • profgemelli

    Ritam parlando di quei padroni che rivestono i loro animali come drag queen per puro amore di sé stessi, mi ha fatto pensare a quei genitori che vestono da carnevale il loro bimbo di 3 mesi, a cui ovviamente non frega niente di avere il costume da coccinella. A me sembra una cosa ugualmente buffa. Per cui le do ragione sul fatto che quello non è poi così tanto amore per gli animali, ma altro.

    Non so se si è capito ma quel che a me scoccia un po’, specie da parte di alcuni politici che cavalcano queste cose, non è però tanto l'”amore” esagerato per gli animali, quanto le lagne antivivisezioniste. Pensate che a causa di leggi antivivisezioniste i chirurghi Italiani devono andare all’estero per esercotarsi sui maiali vivi. Questa è una cosa vera, che ho saputo anni fa, e non mi risulta sia cambiata (ma qualcuno potrà eventualmente smentirmi). Che per imparare a fare un intervento al cuore si debbano uccidere dei poveri maiali è stata una scoperta dura da mandar giù anche per me (anche se sapevo che comunqe sempre cotechini e prosciutti sarebbero diventati). Ma quando dovessi aver bisogno di un intervento al cuore, sarò grato a chi ha ideato quella sperimentazione!

  • Carlotta

    Sono d’accordo sul vestire l’animale come una winx (o peggio), ma io credo ci sia vivisezione e vivisezione.
    Dico già che io sono piuttosto contraria riguardo entrambe, ma una mi indigna decisamente di più.
    La prima é quella a scopo scientifico. Se serve per curare malattie gravi, la accetto; non mi piace, ma la accetto.
    La seconda é quella praticata a “scopo scientifico”: esempio eclatante, una scimmietta é stata torturata con “fini medici” (così si sono difesi gli aguzzini) cucendo le palpebre insieme. Ora, ditemi voi che razza di scopo medico ha questa barbarie.
    Ultima cosa: sono convinta che ogni individuo appartenente ad una specie sia naturalmente più propenso all’indulgenza verso i membri della sua stessa “famiglia” che verso gli altri. Ovvio quindi il nostro provare più pietà per l’essere umano che per l’animale? Io rimango del parere che gli animali non siano affatto inferiori rispetto a noi, e meritevoli della stessa dose di amore che riserveremmo ad un umano.

  • Roberto

    Scusate, è stupido rispondere ad un post di otto giorni fa, ma dico comunque il mio commento:quando sento delle notizie riguardanti animali maltrattati, abbandonati, ecc, non riesco a non piangere. Tuttavia sono e rimango pro aborto. Cosa c’entra l’aborto con gli animali? Esistono dei validi motivi per abortire. Perché dovrei piangere lacrime di coccodrillo?
    Scusate per la grammatica, scrivo in fretta

    • topolinamarta

      Macché stupido! Benvenuto! 🙂
      Per rispondere alle tue domande, quello che mi lasciava perplessa è un semplice fatto: un aborto, per come la vedo io, è un assassinio; anche a me, ovviamente, dispiace sentire di animali maltrattati ma, sempre per come io vedo le cose, tra un cesto di cagnolini abbandonati e un bambino che una madre, quali siano i motivi, ha deciso di non tenere, io non ci penserei due volte a salvare il bambino.
      Sono d’accordo con te che esistano un sacco di motivazioni valide, condivisibili o meno (un conto, per esempio, è una donna che ha subito violenza; un altro è una donna che ha fatto quel che ha fatto alla leggera senza pensare alle conseguenze), per abortire, ma per me un bambino viene sempre prima di un animale.
      In ogni caso, grazie per aver commentato. È sempre interessante per me confrontarmi con chi la pensa in modo diverso: in un qualche modo dovrò pur crescere anch’io, sai 🙂

  • Sabrina

    Io ho saputo(la notizia, però, è un po’ vecchiotta) che una signora allattava al seno il suo cane!!!! Cose dell’altro mondo! Va bene amare gli animali, però…

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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