Zappate sui piedi

È un bel pomeriggio di maggio quando la vostra amica Topolina decide che, dopo aver adempiuto ai suoi impegni di studentessa, la cosa migliore da fare per rilassarsi è, naturalmente, un bel giretto in libreria. Allora inforca la bicicletta e raggiunge il centro, dopodiché entra e inizia a curiosare tra gli scaffali, talvolta tirando fuori un qualche romanzo e spizzicando alcune pagine aperte a caso… fino a quando il suo occhio, sempre attento a scoprire i titoli più interessanti, non si imbatte in una copertina che gli fa venire un tic, prima leggero e poi sempre più insistente, di nervosismo:

Ciò che la infastidisce non è tanto la (discutibile) copertina molto fumettosa e vaporosa, né il titolo tutto sommato anonimo e insignificante, quanto l’irritante adesivo rosso che vedete appiccicato lì a destra.
Forse l’intento della casa editrice era quello di suscitare nel potenziale acquirente un pensiero del genere: “Guarda qua, ecco tutta per te una baby scrittrice di 13 anni! Anche se scriverà come tutte le altre 13enni di questo mondo (cioè male, in media), devi assolutamente comprarlo, perché se ha pubblicato vuol dire che è bravissimissima!”… ma, ahimè, la Topolina non è una lettrice qualunque, e senza riflettere oltre ripone il libro e passa allo scaffale successivo. Alla facciaccia dell’adesivo.


Buon sabato, amiche lettrici e amici lettori (tanto per non mettere i maschietti sempre in prima fila 😉 )!
Il  mini racconto che avete appena letto era soltanto l’introduzione a ciò di cui vorrei parlare oggi… ovvero di quanto le scelte che fanno certi editori nel vendere i loro libri appaiano spesso poco meno che autolesioniste. Secondo i miei criteri di lettrice, ovvio.
Per come la vedo io, infatti, piazzare al centro della copertina un adesivo con scritto

UN’AUTRICE BEST SELLER DI 13 ANNI

a caratteri cubitali genera in chi guarda un’antipatia non da poco, dovuta principalmente a un fatto: dato che ormai è cosa risaputa che il valore di un libro non è dato dall’età del suo autore (se così fosse, del resto, Il libro del destino sarebbe un capolavoro, e Il signore degli anelli una robetta da quattro soldi), ma che nonostante tutto il lettore medio continua a cascarci, è assai difficile che un osservatore un pelo più attento non si chieda:

Ma se Paola Zannoner ha ragione a dire che è “Una storia affascinante scritta da una ragazza di grande talento” (come si legge sul retro del libro), perché cavolo farmi venire l’atroce sospetto che non lo sia con l’ennesimo adesivo del “baby autore best seller”?

Voglio dire: è sufficiente girare il libro di 180° (visto che la stessa tiritera è ripetuta sul retro) per sapere quanti anni ha Erica Bertelegni. Devi proprio spiattellarmelo davanti agli occhi, facendomi sorgere il dubbio che sia tutta una trovata pubblicitaria e, di conseguenza, spingendomi a lasciare il libro dov’è nel 99% dei casi?

Premetto che non ho (ancora) letto il libro, ma che conto di farlo perché, una volta tanto, è interessante leggere qualcosa di una ragazza più piccola di me (perché anche i baby che ho letto finora erano tutti più grandi).
La puzza di trovata commerciale, però, continua a sentirsi lontano un miglio, secondo me… senza contare che, come in molto dei romanzi dei baby scrittori che ho letto, stiamo parlando di 14€ per un libro di 300 pagine scritte con corpo 16. E soprattutto che, a giudicare dalle primissime pagine che ho sbirciato, il livello stilistico è quello di una fanfiction media. Leggasi: con tutte le debolezze e le ingenuità di chi è ancora alle prime armi. Un estratto che si trova in rete, tanto per farvi un esempio, è questo:

Mi chiamo Aurora Bianchi, ho appena compiuto tredici anni e vivo a Roma, per me la città più bella sulla terra. Non esagero: ROMA è ROMA e non me ne andrei da qui per nulla al mondo. Ora che ho scoperto che è pure “magica”! Vi sento un po’ confusi… è solo che sotto Roma c’è il quartier generale della magia e la sovrana mi ha concesso l’onore di esaudire 100 desideri, 100 incanti. Badate bene: ESAUDIRE, non esprimere…

Di sicuro non “che usa il linguaggio e l’immaginazione di una ventenne”, come ho letto in un articolo su internet.

Sfortunatamente non so dirvi di più, per ora dato che non ho trovato una recensione seria neanche a pagarla: quelle che ho letto, invece che analizzare gli aspetti del romanzo, parlano soltanto di quanto sia brava la giovane Erica, che preferisce i libri a Facebook… non come l’intera gioventù moderna che pensa solo a divertirsi e non legge più (???). Perciò presumo che il “gravoso compito” di recensire 100 incanti tocchi a me…
In attesa di trovare il tempo, però, il mio giudizio rimane lo stesso: questa storia dei baby scrittori osannati come grandissimi autori ha seriamente rotto. Questo non esclude, naturalmente, che  100 incanti possa rivelarsi assolutamente bllximo!!!!11!!1!, ma dopo aver letto decine e decine di romanzi pubblicizzati come piccoli capolavori e poi rivelatisi un autentico fiasco, non oso sperare tanto.
Però continuo a chiedermi: è davvero sufficiente un adesivo, oppure una fascetta colorata, per spingere un lettore ad acquistare un libro alla cieca, considerando che le librerie sono straripanti di libri con adesivi e/o fascette tutti uguali? Se è così, siamo messi davvero maluccio, gente! 🙂

Interessante, Watson, davvero interessante… ma chiedo troppo se, prima di acquistare un tale capolavoro, volessi prima saperne il titolo?

*       *       *

PS: anche se mi sembra superfluo, ci tengo a specificare che:
a) no, anche se Erica Bertelegni ha due anni meno di me, non sono invidiosa perché lei ha pubblicato a 13 anni e io no (francamente, intendo migliorare finché non sarò pronta, non mi importa se nel frattempo mi verranno le rughe o mi cadranno tutti i denti);
b) non avendo letto il libro, come ho già scritto, con questo post non sto criticando la suddetta autrice. Prima di dire che sono kattiva&spietata, aspettate la recensione che farò di 100 incanti, che arriverà presto o tardi (EDIT: la trovate qui);
c) la DeAgostini è liberissima di attuare le scelte di marketing che preferisce. Io ne sto semplicemente commentando una che mi è parsa discutibile;
d) in ogni caso, quanto ho scritto qui è semplicemente il mio parere. Se per caso tu che stai leggendo fossi di diverso avviso, sarei felice se esprimessi le tue ragioni tramite un commento, ma come io rispetterò le tue idee chiedo anche a te di rispettare le mie.

Questo non per pararmi il deretano in caso di eventuali (e probabili) critiche, ma solo per evitare di dover ripetere le cose centinaia di volte 😉

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26 responses to “Zappate sui piedi

  • Sergio

    Concordo e sottoscrivo in pieno le tue premesse. Quell’adesivo e tutto il resto sono uno specchietto per le allodole. Che anche la letteratura, sia pure di tipo fantasy, venga ormai pubblicizzata come un formaggino, o come l’ultimo cell di ventesima generazione, è semplicemente avvilente! Non bastano politicanti e attorucoli vari a improvvisarsi scrittori di successo, grazie alla loro costante (e ben retribuita) presenza sui media?
    Qualcuno ha mai riflettuto su quando e come un noto sedicente giornalista, onnipresente tutte le sere in TV, possa trovare il tempo per sfornare un (per conto mio mediocre) libro ogni anno? E’ evidente che si tratta per il 50% di interviste, fatte da lui o chi per lui, e successivamente adattate ed elaborate da uno o più “schiavetti” di turno e dalla penna discreta. Solo su di una cosa non concordo, Marta, non cadere anche tu nella trappola diventando “allodola”. Non comprarlo e non farne la recensione. Lascia che muoia da sè, senza ulteriore interesse.

  • J

    Sulle assurde tattiche di marketing adottate ultimamente dalle case editrici mi trovi completamente d’accordo. Mai vista la collana di libri della Mondadori comprende grandi classici come “Orgoglio e Pregiudizio” e “Cime Tempestose” su cui stampano a caratteri cubitali “I LIBRI PREFERITI DI EDWARD E BELLA”? Come se si dovessero leggere Jane Austen e le Bronte non perché grandi autrici ma perché apprezzate da un vampiro luccicante e la sua fidanzatina autolesionista! Del tipo che ti fan venire voglia di non comprarli affatto, quei libri … lasciando da parte le trovate pubblicitarie, però, devo dire che non è detto che tutti i libri “baby” o semplicemente mal pubblicizzati siano fatti male. In questo caso, da quel poco che hai trascritto tu, mi sembra un reato che abbiano abbattuto poveri alberi innocenti per pubblicare sta’ cosa. D’altro canto, io ho trovato molto, molto bella la trilogia del Libro del Destino, a cui tu fai una “velata” critica xD Insomma, credo che si possa scrivere bene anche a tredici anni, magari anche meglio di persone con più esperienza, ma è evidente che ormai le case editrici facciano a gara per chi pubblica il libro più “baby” a prescindere dalla qualità … tra un pò ci ritroveremo con scrittori che si presentano alle presentazioni dei libri in carrozzina …

    • topolinamarta

      Sì che li ho visti, e francamente trovo un tantino triste che per convincere le ragazzine a leggere qualcosa che non sia Twilight serva ricorrere a questi “trucchi”… Per non parlare del numero imprecisato di libri ristampati con una copertina nera e un fiore disegnato sopra stile Twilight, appunto.
      Comunque sono d’accordo con te. Per esempio, trovo che Mario de Martino (classe ’93) scriva piuttosto bene, ma il guaio sono proprio gli editori che approfittano della giovane età degli autori per vendere di più. Per come la vedo io, pubblicare prima dei 20 anni vuol dire bruciare le tappe, visto che nel 99% si deve ancora imparare tanto (io, che ne ho 16, sono la prima a dirlo), ma questa è una mia opinione: non è affatto un reato pubblicare da giovanissimi, certo che no, ma poi bisogna lasciare ai lettori il diritto di lamentarsi, se il libro non è all’altezza delle aspettative. Io, per dire, quando compro un romanzo lo compro perché voglio leggere qualcosa di valore, e sapere che l’autore l’ha scritto a 13 anni non cambia affatto le cose 🙂 È questo che non capisco: perché un libro mediocre deve diventare un piccolo capolavoro solo perché l’autore è giovane? O.o

  • paccochica

    A me quell’adesivo fa venire di comprare il libro. Per poi bruciarlo.

  • Lina

    Sinceramente sono assolutamente stanca di questi fantasy! Basta! Non ne posso più! Tutti i baby-scrittori sono quasi sempre autori di (trash) fantasy…ciò fa perdere al lettore la voglia di leggere i racconti…
    Comunque io comprerei il libro, non ci vedo nulla di male, in fondo ogni racconto insegna qualcosa.
    Quel piccolo pezzetto del “best seller” presente su questo blog è bruttino, non mi attira per niente. Tuttavia mi è piaciuto l’utilizzo del termine “sovrana”, non “sovrano”, finalmente il mancato utilizzo di stereotipi e luoghi comuni. La frase “vi sento un po’ confusi”, tuttavia, è, a parer mio, troppo…non so…non mi vengono le parole…non molto appropriata?(scusate il termine). Credo che comprerò il libro.
    Comunque, ormai le case editrici pubblicano sempre di più dei libri scritti da ragazzini troppo immaturi, non badando a quei libri che meriterebbero certamente di essere letti da tutti. Scusate, mi sono dilungata troppo.

  • Lina

    Avrei voluto leggere uno dei tuoi libri! Visto, però, che non ne hai scritto ancora, aspetterò!

  • Little Black Feather

    Ciao!
    Cavolo, devo ammettere che già solamente dal piccolo inserto della storia che hai fatto questo libro mi sembra molto peggio rispetto ad una fan fiction…
    Io che ho un anno in meno di questa ragazza mi rifiuterei di pubblicare qualcosa finché non ne sarei sicura al cento per cento….
    Per fare un libro ci si mettono anni, e figurati che io sono ancora piantata al primo capitolo perchè quello che scrivo ogni volta mi sembra mediocre…
    Attendo la recensione di questo libro, mi piacerebbe sapere come andrà a finire….
    Un bacio, e a presto!!

    • topolinamarta

      Hai ragione. Ho fatto questo paragone perché è un po’ nella natura stessa delle fanfiction essere storie leggere e scritte con poco impegno (ma non sempre, per carità), e a me quel breve estratto ha fatto pensare subito alla classica storiella scritta alla “tanto per” (per esempio guardando quelle orribili parole in maiuscolo)… Però ultimamente bazzico spesso per EFP, e tra le storie che leggo ci sono, come mi aspettavo, quelle che non stanno né in cielo né in terra, ma quelle scritte bene spesso lo sono davvero (tranne piccoli e perlopiù perdonabili “scivoloni” di stile) nonostante gli autori siano in gran parte ragazzi giovani, anche più giovani di Erica… Perché un conto, secondo me, è pubblicare storie su internet e cercare di migliorarsi in base ai commenti che si ricevono; un altro è buttarsi subito nella pubblicazione, come presumo abbia fatto Erica Bertelegni, che per come la vedo io è l’errore più grande che uno scrittore possa commettere.
      E poi ti do ancora ragione: i libri non si scrivono di getto, tutti in una volta, per poi pubblicarli appena sono finiti. Questo, secondo me, è un altro errore da non commettere: mi basta rileggere le mie prime storie, scritte così, senza un briciolo di progetto alle spalle… >.>

  • Lina

    Oggi sono molto curiosa! =)
    Marta, un giorno cosa ti piacerebbe scrivere? Che genere di romanzo?
    Fantasy?
    Io vorrei scrivere storie di genere thriller!
    Per adesso non ho scritto niente, mi reputo troppo inesperta e immatura per scrivere qualcosa di decente! Chissà…magari tra dieci anni…
    Ora mi limito a leggere i libri che mi hanno assegnato per le vacanze! Quella sì che sarà un’impresa…

  • Ossimoro

    Odio le fascette: ne ho in mente una ignobile che era stata apposta su un delizioso libro della Fazi, intitolato The sky is everywhere, che parlava di una giovane liceale e musicista americana in lutto per la morte della sorella. Un autentico gioiellino, venduto come una bimbominkiata con la fascetta “una ragazza fragile divisa tra due ragazzi, diversi come il giorno e la notte”. Mobbasta battere sul filone Twilight! Detto tra noi, mi sa che quella fascetta abbia allontanato lettori, invece di accattivarne. Io stessa non lo avrei neanche toccato, se non avessi letto ottime recensioni su anobii.
    Però un bollino con l’età dell’autore in prima pagina non l’avevo mai visto, ha dell’increbile, non erano caduti così in basso neanche con la Scavia, quando fu pubblicata da Mondadori a 14 anni. Bah…

    • unavitalunatica

      Fascette, fascette. Guardatevi le spalle, perchè sono appostate dietro ogni angolo. Muahahah! * si agita convulsamente, attanagliato da un qualche spasmo non meglio identificato. * Muahaha, haha, ha… Ehm, contegno, contegno ^^”

      La copertina del libro è come una di quei libriccini che si trovano, spesso, allegati alle riviste per ragazzi. Non so se rendo l’idea. Beh, magari sono l’unico che ha paragonato le due cose >.< Fatto sta, 13 anni sono un briciolo per pubblicare un libro. Una mollichina di pane. Poi, chissà, potrebbe essere la rivelazione dell'anno: anche se, dopo aver letto quella breve 'quote' che hai postato, non ci metterei la mano sul fuoco.

  • Martha

    Concordo in pieno con tutto quello che hai affermato nel post.
    Devo dire, però, che mi è venuta la curiosità di leggere il libro. Di certo non lo comprerò mai (14 euro per 300 pagine; e l’incipit è davvero raccapricciante!), ma la curiosità resta. Quella ragazzina ha la mia stessa età, e io sono un’aspirante scrittrice, quindi mi interesserebbe vedere quello che una mia coetanea è capace di fare. Purtroppo, anche io ho cercato recensioni in Internet e non ne ho trovata nessuna seria, quindi aspetto con ansia la tua! 🙂
    Comunque, quelle recensioni sono davvero INUTILI: invece di analizzare lo stile e la trama del libro ripetono solo quanto sia brava quella ragazzina che ha scritto 300 pagine a solo 13 anni. Secondo me quella poveretta sarà gonfiata a dismisura dai genitori, dai parenti e dai recensori che non guardano alla qualità di un testo ma solo all’età di chi l’ha scritto…

    • topolinamarta

      Ti dirò che è lo stesso per me: anch’io sono sempre curiosa di leggere libri di autori miei coetanei, più o meno… se non altro per poter pensare “Be’, se ‘sta qua è riuscita a pubblicare una robaccia simile, forse ce la faccio anch’io! ^^”. Ovviamente questo non è detto, perchè se entrano in gioco le raccomandazioni tutto cambia, però intanto è una soddisfazione! 😛

      quelle recensioni sono davvero INUTILI: invece di analizzare lo stile e la trama del libro ripetono solo quanto sia brava quella ragazzina che ha scritto 300 pagine a solo 13 anni.

      È più o meno questo il motivo per cui me ne sto bene alla larga da certi siti di recensioni: anche se non trattano di baby-scrittori, si finisce sempre per dare importanza a cose superflue come, appunto, l’età dell’autore, il percorso che lo ha portato a pubblicare e altre cose lacrimevoli, ma che non rendono certo migliore un libro! Per questo io cerco sempre di parlare solo del libro e non di ciò che gli gira attorno… sennò, scusa tanto, ma tutti i libri sarebbero capolavori!

  • Silverware

    Ultime notizie: la DeProfundis Editore risponderà a questo romanzo con una nuova eccitante proposta editoriale di una scrittrice ancora più giovane, che ridefinirà completamente il concetto finora in auge di “baby scrittore”.
    Il romanzo si intitolerà “100 Poppate” e sarà la biografia dei primi tre anni di vita dell’autrice, Lucia Pannolina.
    Il libro, tuttavia, subirà un leggero ritardo in quanto l’autrice dovrà, per prima cosa, imparare a leggere e scrivere.
    Indiscrezioni riferiscono che gli editor della DeProfundis sono già al lavoro sulle sue prime pagine di A, E, I, O e pure U.
    In libreria arriverà perfino un’edizione a tiratura limitata. Ogni copia di questo splendido volume sarà rilegata con una fascetta tratta dai pannolini originali dell’autrice e firmata con rimasugli della sua popò.
    Prenotatene una copia oggi stesso per non perdere l’esordio del nuovo fenomeno editoriale italiano!

  • Letture di luglio 2012 « Pensieri d'inchiostro

    […] le premesse, ammetto che mi aspettavo anche peggio. Nella fattispecie, non è un brutto libro, ma non è […]

  • viola

    ok, ho un parere discordante dal vostro, forse è perchè sono ancora molto giovane. credo che non sia una lettura eccezionale ma non è pessima se considerate certe “Schifezze” che ci sono in giro. Ovviamente si vede che è stato scritto da un’autrice giovane. Credo che questo sia un libro per ragazzi di 9-11 anni i quali non ci fanno niente con una trama profonda e elaborata(ci sono sempre le eccezioni) e in quanto a lessico credo che sia appropriato per come ho detto ragazzi di 9-11 anni.

    • topolinamarta

      Ciao Viola, e innanzitutto benvenuta sul blog!
      Nessuno ha mai messo in croce Erica Bertelegni (ma vale per qualsiasi altro autore) soltanto perché scrive come presumo scriverebbe una normalissima 13enne. Il problema, però, non è la sua giovane età (del resto si fa sempre in tempo a migliorare), bensì l’idea che ruota attorno alla pubblicazione di un’autrice così giovane. Adesso pare che la moda sia un po’ passata, ma solo un paio di anni fa sembrava che gli editori facessero a gara a pubblicare l’autore più giovane in circolazione, naturalmente osannandolo come il nuovo enfant prodige – cosa che, in 9 casi su 10, non era affatto -… e insomma, secondo me questo è un fenomeno fastidioso: perché dovrei concedere sconti a un determinato libro solo perché l’autrice è giovane? Quel che non capisco è cosa cavolo c’entri il valore letterario di un romanzo con l’età di chi lo ha scritto, e non mi si venga a dire cose come “Ma se è riuscita a pubblicare così giovane con una grande casa editrice vuol dire che è bravissimissima!”: il mondo dell’editoria non funziona così, ahimè.
      Qui si parlava delle impressioni che il libro chiuso ha suscitato in me, in ogni caso, non del libro vero e proprio: di quello puoi trovare la recensione qui: https://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/08/03/letture-di-luglio-2012/
      Ad ogni modo ti ringrazio per aver detto la tua. Ti invito a commentare anche la recensione stessa, se ti fa piacere: è sempre interessante potermi confrontare con chi ha punti di vista diversi dal mio.
      Intanto ti saluto e ti auguro buona permanenza sul mio angolino di web, se deciderai di tornare a farci un saltino 😉

  • lucabuggio

    sbaglio o si tratta di un libro pubblicato da De Agostini, lo stesso editore di Unika e delle decine di profili farlocchi che lo osannano in tutti i siti di libri?

  • Laura

    Concordo in pieno con te. Io ho 16 anni, e sono un’accanita lettrice. Il libro in se non è niente di particolare, la trama è buona. Peró…

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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