Recensione: Il senso dell’acqua

Titolo: Il senso dell’acqua
Autore: Cristina Fabbrini
Genere: narrativa, storia
Editore: I libri di Emil
Collana: Composizioni
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo di copertina: €16,00
ISBN: 9788896026878
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autrice per spedito il libro in formato eBook.

     

RIASSUNTO – Una storia vera, che ha del romantico, dell’incredibile, del sensato e dell’assurdo. Due storie d’amore diverse e avvincenti, che si snodano e si intrecciano su due vite parallele: una è quella attuale, l’altra vissuta più di duecento anni fa.
Ma da che cosa ha origine tutto quanto? Da alcuni fenomeni strani che si verificano, di solito, all’alba: sono solo sogni? L’ipotesi non è credibile in quanto compaiono anche odori e sensazione di ricordi… Poi, una sera, davanti alla TV, il volto di un attore sconosciuto scatena l’apocalisse. E la giostra comincia a girare…
Nel caos della situazione compare poi, quasi per caso (o per predeterminazione?) Marco Serravalle, che tiene corsi di “Cristalloterapia delle vite passate”. 
Il corso, i primi trattamenti, molti dubbi, poche certezze: ecco che cominciano a emergere i ricordi di una vita passata che si ricollegano e combaciano alla perfezione sia con i fenomeni delle mattine che con l’immagine dell’attore.
È a questo punto il libro prende due vie: quella della vita attuale e quella della vita passata. Le storie si sviluppano e si intrecciano, fino a…

L’AUTRICE  Cristina Fabbrini è nata a Bergamo nel 1970. Ha lavorato per alcuni anni come giornalista sportiva per alcune testate locali, prima di dedicarsi allo studio delle Rune e all’esoterismo. Assetata di sapere e innamorata di Pietre e Cristalli, nel 2004 frequenta il corso di Marco Serravalle, “Cristalloterapia delle Vite Passate”, che le rivela una visione del tutto nuova riguardo all’utilizzo delle Pietre. È la fine di un’esistenza fatta di ricerca e inquietudine, e l’inizio di una nuova realtà, nella quale comincia a trovare le prime risposte. È iscritta all’Università degli Studi di Milano, alla facoltà di Lettere Moderne.

*       *       *

RECENSIONE
di Gambero83

Il senso dell’acqua è un romanzo al quale non riesco ad attribuire un genere letterario preciso. È un’opera affrontata con maturità, intelletto e sapienza nello scrivere, e tutto questo è facilmente intuibile già dalle prime pagine.
L’autrice ci presenta un mondo nel quale le vite vissute in un’era precedente possono in qualche modo influenzare quelle attuali, ed è proprio questo che accade alla protagonista. Abbiamo quindi di fronte un romanzo che affonda le proprie radici nella storia, in un’epoca che ci viene presentata con delle digressioni che accompagnano i 4/5 del romanzo.

Ma andiamo al dunque ed esaminiamo lati positivi e negativi del libro di Cristina Fabbrini. Come sempre, comincerò con i lati negativi, o comunque con ciò che non mi ha convinto pienamente.
L’inizio dell’opera, ovvero quello ambientato quasi ai giorni nostri, ci narra le vicende di una donna ormai stanca del proprio matrimonio e desiderosa di ottenere qualcosa che riesca a salvarla da questa routine di sentimenti avversi. Il fatto è che il rapporto ormai spento col marito ci viene narrato solo da un punto di vista della protagonista, la quale è assolutamente sicura che tutto questo dipenda proprio da lui, ormai stufo di tutto. Ecco, mi sarebbe piaciuto, invece, che l’autrice avesse approfondito questa vicenda, specialmente coinvolgendo i sentimenti del marito, che sono quasi nulli a livello narrativo e quindi lo fanno risultare inutile ai fini del racconto, come se fosse inesistente.

Un’altra nota negativa riguarda la “cristalloterapia” che la donna effettua per cercar di fuggire dal proprio stress mentale: quest’ultima ci viene presentata come una scienza in grado di far rivivere in noi ricordi di vite passate, in un modo del tutto semplice, quasi banale. Cercando nel web, però, mi sono accorto che la cristalloterapia non è niente di tutto ciò: è semplicemente una “medicina” che ha il solo scopo di eliminare alcune disfunzioni del corpo. Quindi direi che le due cose non combaciano proprio: l’ipnosi regressiva sarebbe stata più calzante, a mio parere.
Un aspetto che invece mi ha annoiato parecchio sono state le elucubrazioni della protagonista: se da un lato va bene che ci vengano esposti i suoi pensieri (con un PoV strettamente legato a lei), dall’altro le sue troppe descrizioni di emozioni e stati d’animo, come ho già detto, annoiano, essendo onnipresenti in tutti i capitoli che la riguardano.

Un’altra cosa che non ho digerito (ma questo più che altro è dettato dal mio gusto personale) sono i due tipi di narrazioni usati nell’opera: quelli che coinvolgono il presente sono narrati ed esaminati in prima persona dalla protagonista, mentre quelli storici sono narrati in terza persona. Avrei preferito che l’autrice ne avesse utilizzato soltanto uno, perché in questo modo è come leggere due romanzi differenti, o almeno è questa sensazione che ho avuto.
Difatti, le parti storiche sono interessantissime, scritte davvero bene con novizia di particolari e descrizioni di persone e luoghi molto convincenti. Sono invece quelle ambientate nel presente che non convincono affatto, sicuramente a causa dello scarso mordente e della protagonista che, ripeto, è un po’ troppo cervellotica.
Ho notato anche una leggera confusione nella struttura del romanzo, dettata dal fatto che i repentini cambi di epoca si intrecciano tra loro un po’ troppo velocemente (magari è anche colpa della struttura dei capitoli).

Ricapitolando, Il senso dell’acqua è un racconto che pecca sotto alcuni punti di vista, come la noia che ho accusato nei capitoli “odierni”, farciti di ogni sorta di elucubrazione un po’ snervante, o anche il repentino cambio di PoV, che potrebbe far storcere un po’ il naso.
C’è da dire che il romanzo è davvero scritto bene e che il tipo di scrittura si sposa bene con una trama storica, ricca di particolari. Infatti, se l’opera fosse stata presentata come un vero e proprio romanzo storico, allora gli avrei dato pieni voti, ma purtroppo essa viene corrotta dai “capitoli odierni” che, secondo il mio parere,  nuocciono un po’ all’intero romanzo.

In sintesi… 
Scritto bene, in modo maturo e
consapevole.
I sentimenti del marito non vengono
riferiti, al punto che il personaggio
risulta invisibile.
L’idea di una storia doppia divisa tra
presente e passato è interessante…
… ma le due vicende risultano spezzate
e si susseguono troppo velocemente.
La protagonista è ben caratterizzata
dal punto di vista psicologico…
… ma spesso le sue riflessioni sono
noiose.
Le parti storiche sono notevoli e
ben scritte…
… mentre quelle relative al presente
un po’ meno.
L’ipnosi sarebbe stata più appropriata,
piuttosto che la cristalloterapia.

*       *       *

Una frase significativa… 
Per qualche istante non fui più in grado di deglutire. Ero completamente rapita, inebetita e confusa… una tempesta di emozioni e di sensazioni stavano risalendo velocemente dal profondo, simili a un conato di vomito. Forse era un ricordo, un’emozione lontana, inafferrabile. Che cos’era? Mi gira la testa, devo sedermi. Lui aveva riempito lo schermo e ogni angolo del mio essere.
Lui era in me, e io ero in Lui.
Nausea e vertigine. Il cuore aveva accelerato i battiti, e stavo provando una commozione così intensa e dolorosa da risultare insostenibile.
Poi la telecamera cambiò prospettiva, e Lui uscì di scena. Tutto tornò come prima, ovattato, tranquillo, rivestito di una calma irreale, come il vento che d’improvviso si placa per qualche istante prima di trasformarsi in un uragano.
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19 responses to “Recensione: Il senso dell’acqua

  • sergio

    Boh? Se si trattasse di un’opera di pura fantasia potrebbe anche andarmi bene, ma se, come sembra dalla biografia dell’autrice, lei veramente crede o vuol farci credere in queste cose: metempsicosi, poteri dei cristalli e altre sciocchez… ehm ipotesi del genere, allora siamo lontani anni luce dal mio modo di pensare.

    • gambero83

      Ciao, Sergio. Voglio rassicurarti: nel romanzo non ho trovato tracce di quello che dici tu. L’autrice è ben lungi da imporci il suo pensiero, la cristalloterapia è solo un espediente usato per collegare il passato al presente, tutto qui, niente di scandaloso.

    • Adamantina

      Sergio, la metempsicosi è una cosa molto diversa da ciò che viene raccontato in questo libro. Non sono sciocchezze, non lo sono affatto. Il tuo commento può incendiare i toni e far arrabbiare chi la pensa in modo diverso. Come puoi esprimere un giudizio senza neppure aver letto il libro? Non ti attira? Lascia perdere, ma, civilmente, evita di esprimere giudizio su qualcosa che non conosci.

  • Marco Serravalle

    a volte l’ignoranza è solo pari alla presunzione! Faccio da 15 anni regressioni nelle vite passate coi cristalli e scopro ora da persone illuminate che sono solo cazzate! Provate a documentarvi meglio e scoprirete che esistono tanti modi di ottenere informazioni sulle vite passate, non solo l’ipnosi!

    • gambero83

      Marco, ti pregherei di moderare i toni. Se l’argomento non è stato espresso con chiarezza nel romanzo, non è mica colpa dei lettori.

    • antonio165

      L’argomento della regressione viene trattato in modo esaustivo ed esplicito, gambero, il lettore attento lo capisce senza sforzo alcuno. Sei tu che ingegneri confusione con il tuo commento che vorrebbe apparire intellettuale ma che appare chiaramente per quello che è: il punto di vista di un lettore acerbo o semplicemente distratto, impaziente di passare a letture meno impegnate. Ci lettori del blog vorrei dire che questo libro non è facile. È un’opera matura, coraggiosa e nuova, che può non essere compresa da tutti, ma estremamente vera. Io, per esempio non sono assolutamente d’accordo amo te stando parli di elucubrazioni mentali noiose. Sono parti molto importanti, che fanno riflettere e ti invitano a guardati dentro. Inoltre sono essenziali per la comprensione della parte antica. Se togli quelle, resta un bellissimo romanzo storico, ma fine a se stesso, senza un vero motivo letterario. Una storia come ce me sono tante in giro. Io l’ho trovato invece una lettura avvincente e molto stimolante sul piano psicologico. Il mio consiglio è di riprenderlo in mano fra qualche anno.

      • gambero83

        “L’argomento della regressione viene trattato in modo esaustivo ed esplicito, gambero, il lettore attento lo capisce senza sforzo alcuno. Sei tu che ingegneri confusione con il tuo commento che vorrebbe apparire intellettuale ma che appare chiaramente per quello che è: il punto di vista di un lettore acerbo o semplicemente distratto, impaziente di passare a letture meno impegnate.”

        Ciao, Antonio. A parte la mia distrazione o il mio essere acerbo, chi non conosce, come me, la cristalloterapia, può rimanere un poco spiazzato. Anche perché, come ho già scritto all’autrice, il termine “cristalloterapia delle vite passate” viene solo scritto due volte in tutto il romanzo, per il resto si fa solo riferimento alla “cristalloterapia”.

        “Io, per esempio non sono assolutamente d’accordo amo te stando parli di elucubrazioni mentali noiose. Sono parti molto importanti, che fanno riflettere e ti invitano a guardati dentro. Inoltre sono essenziali per la comprensione della parte antica. Se togli quelle, resta un bellissimo romanzo storico, ma fine a se stesso, senza un vero motivo letterario.”

        Questione di punti di vista: io le ho trovate un po’ noiose, anche perché non si fa altro che riferire al lettore soltanto i lati psicologici della protagonista. E’ vero che senza di quelli il romanzo non avrebbe senso, ma è evidente che messi a confronto dei capitoli storici, perdono molto.

  • Marco Serravalle

    Dimenticavo di dire che tutti i resoconti delle regressioni riportati nel libro sono autentici, e posso testimoniarlo avendo io condotto le regressioni. Ognuno poi è libero di credere quello che vuole.

  • Cristina Fabbrini

    Ciao a tutti, ringrazio molto Gambero83 per la recensione, davvero molto accurata e precisa.

    Vorrei rispondere, spiegando le motivazioni che riguardano le parti che sono sembrate meno convincenti, e che quindi sono andate nella colonna “lati negativi”:

    1. La scelta di non riferire i sentimenti del marito è stata dettata dal fatto che, essendo essenzialmente un libro INTIMISTA (da qui le elucubrazioni noiose) scritto in prima persona, il punto di vista è necessariamente SOLO quello della protagonista. I sentimenti delle altre persone possono essere riferiti solo attraverso i dialoghi diretti, una forma che a me non piace particolarmente. Inoltre non sono essenziali al fine dell’evoluzione della storia. I sentimenti “fraterni” vengono poi spiegati con la rivelazione che, nell’altra vita, lui era l’amico Mihajlo, e viene sviluppata lì la sua essenza.

    2. Le vicende vengono spezzate e si susseguono volutamente. E’ un ritmo che può non piacere, in effetti, ma serve a sviluppare gli avvenimenti in modo sequenziale: ad ogni situazione che la protagonista affronta in questa vita, fa eco una situazione particolare che proviene dal passato e che può offrire una chiave di lettura sul presente.

    3. Per la narrazione sono stati usati due registri di scrittura differenti: quello attuale, moderno. Quello del passato, ottocentesco. Sono assolutamente d’accordo che quello moderno è molto più nervoso e molto meno piacevole. La scelta è stata fatta scientemente.

    4. La cristalloterapia. Attenzione a quando si fanno affermazioni come quella presente nella recensione! Io non ho mai affermato – e mi guardo bene dal farlo!!! – che la cristalloterapia sia una scienza né tantomeno una medicina. Innanzitutto (e qui mi stupisco molto, perchè il recensore dimostra di non aver letto accuratamente) non mi riferisco alla cristalloterapia in generale, ma alla cristalloterapia delle vite passate, che è una tecnica molto specifica e particolare, che poco o nulla ha a che spartire con la cristalloterapia che “cura con le pietre”, frutto delle ricerche fatte sul web. La tecnica della Cristalloterapia delle vite passate permette, nello stesso identico modo dell’ipnosi regressiva, ma con strumenti differenti (l’uso dei cristalli), la regressione. Quindi non c’è motivo di suggerire una tecnica differente. Questa è stata la mia esperienza, se avessi fatto un’esperienza con l’ipnosi regressiva avrei scritto di quella, probabilmente. Ripeto: attenzione a quello che si scrive, perchè si ingenera solo confusione, come quella espressa da Sergio: il libro non parla di metempsicosi (che è la trasmigrazione dell’anima da un animale in un altro animale o in un essere umano, e che è la base della filosofia Buddista). Qui stiamo parlando di una TECNICA che non ha alcuna base scientifica e non pretende di averne.
    Il libro, come espresso molto chiaramente, è una BIOGRAFIA, il che significa la storia di una persona, con la sua esperienza. Non vuole convincere nessuno né indottrinare con sciocchezze di nessun genere, alle quali ognuno è libero di credere o meno. E’ un’esperienza di vita, e come tale è stata narrata.

    Ringrazio per il tempo impiegato per la lettura del libro, lo apprezzo molto.
    Cordialità,
    L’autrice Cristina Fabbrini

    • gambero83

      Ciao, Cristina. Volevo solo risponderti riguardo la già citata cristalloterapia, segnalandoti una cosa: nel romanzo, fai riferimento alla “cristalloterapia delle vite passate” solo un paio di volte, le restanti vengono intese solo come “cristalloterapia”.
      Il primo termine quindi è troppo poco utilizzato e presto viene dimenticato o soppiantato dal secondo. Visto che, come avete detto, c’è una gran differenza, ti consiglierei, se posso, di perfezionare questa cosa 😉

  • Adamantina

    Amo le opinioni in libertà e adoro la frase di Voltaire “Non condivido le tue idee, ma difendero’ fino alla morte il tuo diritto di esprimerle”. Per questo ritengo importante intervenire per esprimere anche il mio commento su un libro a cui io personalmente ho attribuito 5 meritatissime stelle, e per il quale non ho difficoltà a espormi in prima persona (forse perchè amo i libri introspettivi, che sanno raccontare qualcosa e non sono semplicemente uno strumento di evasione).
    Quando si tratta di gusto personale, che non è opinabile, ci si ferma. Ma su un commento di questo genere è difficile non intervenire, perchè non è giusto che i lettori si facciano un’idea sbagliata sulla base di un giudizio difficilmente condivisibile come quello espresso da Gambero83.

    Certo, se trovi la protagonista de “Il senso dell’acqua” noiosa, cervellotica e priva di mordente hai ragione tu ad attribuire al libro solo 3 stelle!

    Per quel che riguarda l’argomento relativo alla Cristalloterapia, che sta alzando il vespaio, mi viene da porre una domanda: ma come ti è sorto questo genere di dubbio, dato che la terminologia completa “Cristalloterapia delle Vite Passate” è riportato anche nel riassunto e nella scheda dell’autrice? Se hai pubblicato tu la scheda mi pare davvero un commento poco attento… (del resto in letteratura non è usata la formula “da qui in avanti, per brevità definita Cristalloterapia”, tanto cara ai notai!) 😉

    Domanda: se hai letto bene il libro, non ti sarà di certo sfuggito che la protagonista (l’autrice, in questo caso) parla in prima persona. A te, personalmente, è mai capitato di parlare per un’altra persona?
    A livello letterario non sarebbe logico né credibile (con la struttura dell’auto-biografia, intendo). Per me l’autrice ha fatto la scelta più ovvia. Così funziona, diversamente sarebbe apparso subito forzato e privo di un reale costrutto.

    Invece volevo segnalare che – oggettivamente – non c’è alcuna confusione nei capitoli: tutto scorre chiaro e lineare. Si tratta di un libro con la tecnica della scrittura a intreccio tra due vite parallele. Non c’è modo di fare confusione! Non è che, per caso, hai saltato delle pagine senza accorgertene? Lo dico perchè a una mia amica, alla quale ho caldamente consigliato la lettura di questo libro, è capitata una copia rilegata male, alla quale mancavano effettivamente delle pagine che poi, per miracolo, sono comparse alla fine del libro, alla rinfusa.

    🙂

    • gambero83

      “Certo, se trovi la protagonista de “Il senso dell’acqua” noiosa, cervellotica e priva di mordente hai ragione tu ad attribuire al libro solo 3 stelle!”

      3 stelle, per gli standard del blog, sono comunque un voto rispettabilissimo, eh.

  • gambero83

    Ciao, Adamantina, rispondo subito alle tue domande 🙂

    “Per quel che riguarda l’argomento relativo alla Cristalloterapia, che sta alzando il vespaio, mi viene da porre una domanda: ma come ti è sorto questo genere di dubbio, dato che la terminologia completa “Cristalloterapia delle Vite Passate” è riportato anche nel riassunto e nella scheda dell’autrice? Se hai pubblicato tu la scheda mi pare davvero un commento poco attento… (del resto in letteratura non è usata la formula “da qui in avanti, per brevità definita Cristalloterapia”, tanto cara ai notai!) ;-)”

    Infatti non ho scritto io quella scheda, ma la mia collega. Io ho solo scritto la recensione 😉

    “Domanda: se hai letto bene il libro, non ti sarà di certo sfuggito che la protagonista (l’autrice, in questo caso) parla in prima persona. A te, personalmente, è mai capitato di parlare per un’altra persona?
    A livello letterario non sarebbe logico né credibile (con la struttura dell’auto-biografia, intendo). Per me l’autrice ha fatto la scelta più ovvia. Così funziona, diversamente sarebbe apparso subito forzato e privo di un reale costrutto. ”

    Certo, ma avrebbe comunque potuto, specialmente all’inizio, coinvolgere di più la figura del marito (è ovvio che non poteva riportare i pensieri di lui, visto che sono scritti in prima persona). Invece così non è, ma del resto non è mica un lato “troppo” negativo, solo una cosa che ho notato, tutto qui.

    Come ultima cosa, riguardo le pagine mancanti, non credo sia accaduto, perché ho letto l’ebook e non mi pare mancavano pagine 😀

    • gambero83

      “A livello letterario non sarebbe logico né credibile (con la struttura dell’auto-biografia, intendo). Per me l’autrice ha fatto la scelta più ovvia. Così funziona, diversamente sarebbe apparso subito forzato e privo di un reale costrutto. ”

      A livello letterario, a me quest’opera sembra tutto fuorché un’autobiografia: non ne ha né la forma né la struttura. Ed infatti il romanzo è inserito nella categoria “narrativa” proprio dall’editore.

    • topolinamarta

      Intervengo solo per confermare una cosina: sì, in effetti solo il testo della recensione è di Gambero. Il resto l’ho aggiunto io 🙂

  • Cristina Fabbrini

    Confermo che si tratta della mia personale biografia.

  • Cristina Fabbrini

    Ringrazio pubblicamente tutti quanti per le numerose attestazioni di stima.

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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