[Recensione] Forze ancestrali

Non devo pensare alla scuola, non devo pensare alla scuola… Dite che ce la posso fare, se mi occupo di una nuova recensione del progetto? 🙂

Titolo: Forze Ancestrali
Autore: Andrea Zanotti
Genere: fantasy
Editore: Youcanprint (autopubblicato)
Collana: Narrativa
Pagine: 428
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: €16,50 (eBook gratis)
ISBN: 9788866186236
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autore per avermi inviato il libro in formato eBook.

     

RIASSUNTO – Titani, Domatori di Demoni, Antichi, Giganti ed Ecatonchiri, vengono così strappati dalle consunte pagine dei Tomi delle Leggende per tornare a camminare fra gli uomini, con esiti imprevedibili.
Solo il tempo potrà emettere una sentenza capace di valutare l’operato degli uomini che a queste forze tenteranno di contrapporsi o, come è insito nella natura umana, di indirizzarle a proprio vantaggio. Solo il tempo sarà capace di discernere fra paladini e antieroi, poiché in questo scorcio di era turbolenta, la giustizia, come la malvagità, tendono irrimediabilmente a confondersi in un coacervo di caos.

L’AUTORE – Andrea Zanotti è nato a Bolzano nel 1977 e si è laureato nel 2002 in economia e commercio presso l’università di Trento. Forze Ancestrali è il primo volume di una trilogia fantasy che con cui ha dato il via al progetto “Infiniti mondi”, un non luogo che fornirà l’habitat ideale per scrittori indipendenti e lettori attenti, desiderosi di liberarsi del paraocchi imposto loro dalle case editrici dominanti e dagli editori a pagamento.

*        *        *

RECENSIONE

Oggi parleremo di un romanzo che ho davvero fatto una certa fatica a finire, e non soltanto per via del numero di pagine.
Comincio dicendo che si tratta di un eBook autopubblicato: non escludo, dunque, che almeno una parte dei motivi per cui non mi è piaciuto sia dovuto alla probabile mancanza di un editing professionale. Ad ogni modo, continuate a leggere e cercherò di mostrarvi come mai gli ho assegnato solo due goccioline.

Qualcuno ha detto che è sbagliato giudicare un libro dalla copertina o dalla prima pagina; nel caso di Forze Ancestrali, però, c’è stata fin dal prologo una cosa che mi ha fatto storcere il naso.
Una buona regola della narrativa prevedrebbe un inizio in medias res, ovvero nel mezzo dell’azione, in modo che chi legge si senta catturato fin da subito dalla storia: qui, invece, l’inizio è costituito da due pagine in cui viene descritta Melasurej, la Città Sacra… Peccato che si tratti di una descrizione per nulla coinvolgente; anzi, persino noiosa.

Eccola infine in tutto il suo splendore.
Melasurej, la Città Sacra. La città degli dei, così la chiamavano un tempo i pazzi infedeli.
Una triplice cinta di mura concentriche la abbracciava su tre lati. Il rimanente era protetto da uno strapiombo a picco sul mare. Al centro, una collina, il cuore originario della città. Su di essa lo straordinario Tempio di Asul. Maestoso, in marmo nero, eretto sulle antiche spoglie della misera dimora di Ulnar, padre degli dei blasfemi, degli dei adorati dagli infedeli.

Quello appena citato è proprio l’incipit, neanche una frase presa in mezzo; eppure già è evidente quello che a me è sembrato uno dei difetti principali del libro: è lodevole che l’autore ci tenga a informare il lettore di tutto ciò che riguarda la terra, i luoghi e le città che ha creato, ma raccontarlo in questo modo non mi pare decisamente la scelta migliore per creare una storia appassionante. Cosa che Forze Ancestrali non è, purtroppo.
Non lo è stato per me, perlomeno: come ho già scritto, ho impiegato più di due settimane (se non sbaglio) appunto perché cominciavo a leggerlo e mi stancavo dopo poche pagine.

Altro aspetto del prologo che non mi è andato giù è stata la narrazione, un po’ al passato e un po’ al presente:

Torri imponenti sfidano i cieli. Ampi mercati soddisfano gli uomini. […]
Gli avvenimenti che ambivano a essere riconosciuti come eventi storici e immortalati negli annali dovettero tutti rendere omaggio a questa città.
Innumerevoli Re vi sono stati incoronati. Molti detronizzati. Altri semplicemente trucidati.  […]
Le pire scarlatte sono visibili da molte miglia di distanza, tacito emblema dell’intramontabile dominio del Signore del Fuoco.
Erano giorni che Samir e la sua gente le sfruttavano come guida nelle interminabili notti di marcia. E le lingue vermiglie non li avevano traditi.

Questo è stato preso poco dopo il passo citato in precedenza. La domanda è: perché? Dato che l’intero racconto è al passato, come mai ogni tanto saltano fuori queste descrizioni al presente?

La quarta di copertina dell’edizione cartacea

Le descrizioni noiose, tra l’altro, continuano per tutto il libro, quasi senza sosta.

Hristo era uno studioso, un dotto dell’Accademia di Varianopoli. O perlomeno lo era stato. Ma a Varianopoli, città Stato famosa per la sua adorazione per l’arte, la cultura e la democrazia, era rimasto vittima della furia insita in questa forma di governo. (pag. 19)

Qui dimoravano i Cinque Sommi Maestri dell’Ordine del Sangue. Questi figuri erano circondati da un aurea di mistero. Non lasciavano mai le stanze sacre, né vedevano mai la luce solare. Conducevano una vita appartata e avevano sporadici rapporti solo con gli iniziati all’Ordine. (pag. 27)

I Kinnin erano una delle tante tribù nomadi che vagavano di oasi in oasi, trascorrendo un’esistenza pia e volta al continuo sacrificio. La terra e i deserti sui quali vagavano non erano certo generosi e prosperi, ma Asul li avrebbe ricompensati. (pag. 32)

Ai piedi del Monte Sentenza sorgeva un borgo. Piccolo ma degno di essere descritto. Ospitava le ville dei Senatori, le loro famiglie e i rispettivi inservienti. Inutile dire che era un paese sfarzoso. (pag. 48)

Hristo si fidava. Forse per ingenuità, forse per sventatezza. (pag. 126)

Aggiungiamoci anche qualche infodump per condire il tutto e il piatto è servito. Peccato che così risulti tremendamente insipido e incolore… senza contare che l’autore sceglie di descrivere ricorrendo a uno stile simil-aulico che spesso e volentieri suona ridicolo.

È proprio questo stile pomposo, secondo me, il maggior neo di Forze Ancestrali: aggettivi e avverbi spuntano a tradimento da ogni parte, contribuendo ad appesantire le frasi già di per sé lunghe e la narrazione assai descrittiva.
Proposizioni del genere, per esempio:

Samir si baloccava tutte le notti con la visione estatica dello sterminato accampamento osservato dall’alto del terrazzo del Governatore di Melasurej.

sono purtroppo la regola.

Quando si parla di descrivere battaglie e combattimenti vari, poi, ci si imbatte in passi che fanno piangere, da tanto risultano banali:

Alarico si pregustava la sua prima vittima. Menò un fendente con tutte le sue forze.
Eccessive, non necessarie. La sua strappasangue si fece largo con facilità nelle carni dell’accolito di Asul, aprendo uno squarcio abnorme dal collo fino al ventre del malcapitato. Uno squarciò che fu voragine in un secondo. Divorò carni e prosciugò sangue. (pag. 94)

Un grido potente, di trionfo. [CorvoRosso] Porta il colpo finale, definitivo. Carnefice spietato del suo potenziale assassino. (pag. 110)

Di fronte a uno stile tanto saturo di robe inutili, difetti minori come le (tante) virgole perse per strada, refusi ed errori vari sono passati quasi inosservati, pur essendo presenti.

Per quanto riguarda i personaggi, trovo che siano nella media: alcuni sono caratterizzati bene, altri no, anche se spesso si imparano a conoscere tramite le descrizioni e non da come parlano o agiscono.
Si passa, inoltre, dai nomi “normali”, come Alarico, Eraclio o Attalo, a roba impronunciabile come Hristo, ma in ogni caso sono coerenti con l’ambientazione.

L’unica cosa che reputo degna di nota è stato proprio il complesso background che l’autore ha messo da sfondo al suo romanzo: un universo antico simile al nostro, anche se con le divinità realmente esistenti; un misto di storia e mitologia che mi è parso davvero notevole. Se solo lo avesse mostrato anziché raccontarlo, però, suppongo che me lo sarei goduto molto di più.
Anzi, credo che sia un vero peccato: col fatto di aver trovato lo stile estremamente pesante, sono sicura al 99% di essermi persa anche dei passi considerevoli, che forse se resi in un modo più coinvolgente avrei giudicato di sicuro ottimi.

C’è da dire, comunque, che i capitoli più che altro noiosi di cui parlavo poco fa si collocano per la maggior parte all’inizio del racconto: a mano che la storia procede, il senso di pesantezza si attenua e la vicenda si fa più avventurosa. Tuttavia trovo che scorra in modo davvero molto lento, forse troppo: alleggerendo qua e là, secondo me, si sarebbe potuto creare un romanzo decisamente migliore senza tuttavia danneggiarne i seppur pochi pregi.
Dato che si tratta di una trilogia, però, confido che nei prossimi libri l’autore riuscirà a fare di meglio, anche perché il finale, nonostante tutto, mi è piaciuto.Le capacità per creare un’ottima ambientazione ci sono: occorre solamente lavorare un po’ di più sullo stile.

*        *       *

In sintesi… 
L’ambientazione è originale e ben
costruita…
… ma risulta descritta in modo
piatto e noioso.
Buona la caratterizzazione dei per-
sonaggi…
… ma spesso vengono descritti e
basta.
Dopo un po’ il senso di pesantezza
si attenua.
Stile pesante e noioso, soprattutto
all’inizio; infodump e raccontato.
Stile simil-aulico; troppi aggettivi
e avverbi inutili.
La storia non scorre bene, è lenta
e si legge a fatica.
Difetti di stile vari (virgole, refusi…)

*        *       *

Una frase significativa…
CorvoRosso, Capotribù dei Corvi della Sabbia, nutriva la massima fiducia nei riguardi del Reietto.
Fiducia e ammirazione.
Non era da tutti arrivare da terre tanto lontane, inserirsi in una società tribale sconosciuta e, gradatamente, conquistarsi la fiducia della gente fino a divenire lo sciamano della tribù stessa. Da Reietto, bandito dalla madrepatria, accusato di eresia, a eminente figura di spicco di una delle più affermate Tribù della Terra del Vento. Il Saggio, suo predecessore nel ricoprire quella carica, ora aveva funzioni di suo supporto e non se ne lamentava, riconoscendo in lui il favore degli Spiriti. 
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9 responses to “[Recensione] Forze ancestrali

  • Ossimoro

    Ciao Marta, le tue recensioni sono sempre superinteressanti. Però ultimamente hai recensito quasi solo fantasy (niente contro il fantasy, sai che ne ho scritto uno anch’io ;-)), ma, fossi in te, alternerei con altro. So che il fantasy è il tuo genere d’elezione e, viste le tue conoscenze, è anche quello che sai criticare (in positivo e in negativo) con maggiore efficacia, però fossi in te non mi esimerei dall’alternare con cose completamente diverse: se invece il problema è che in questo periodo ti hanno inviato solo fantasy, ovviamente ritiro tutto! Buona domenica 🙂

  • Letture di settembre 2012 « Pensieri d'inchiostro

    […] Qualcuno ha detto che è sbagliato giudicare un libro dalla copertina o dalla prima pagina; nel caso di “Forze Ancestrali”, però, c’è stato fin dal prologo qualcosa che mi ha fatto storcere il naso. Le descrizioni noiose in particolare, che tra l’altro continuano per tutto il libro, quasi senza sosta. Per quanto riguarda i personaggi, trovo che siano nella media: alcuni sono caratterizzati bene, altri no, anche se spesso si imparano a conoscere tramite le descrizioni e non da come parlano o agiscono. L’unica cosa che reputo degna di nota è stato proprio il complesso background che l’autore ha messo da sfondo al suo romanzo: un universo antico simile al nostro, anche se con le divinità realmente esistenti; un misto di storia e mitologia che mi è parso davvero notevole. Se solo lo avesse mostrato anziché raccontarlo, però, suppongo che me lo sarei goduto molto di più. Dato che si tratta di una trilogia, però, confido che nei prossimi libri l’autore riuscirà a fare di meglio, anche perché il finale, nonostante tutto, mi è piaciuto. Le capacità per creare un’ottima ambientazione ci sono: occorre solamente lavorare un po’ di più sullo stile. (Recensione completa qui.) […]

  • offshore banking

    Non è del tutto chiaro se le forze del Male sono insite al Mondo Ancestrale o se sono comparse con l’arrivo del Malvagio. È certo però che il Malvagio ha corrotto creature molto potenti e le ha costrette a prendere il controllo sul resto della popolazione.

  • enrico

    Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gi salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

  • Florio

    ora che mi ci fai pensare a distanza di tempo da quando lessi la recenzione, trovo illogico un passaggio “Una triplice cinta di mura concentriche la abbracciava su tre lati. Il rimanente era protetto da uno strapiombo a picco sul mare.”
    Ma questo è assurdo. Mura CONCENTRICHE appunto, vuol dire di ‘forma cricolare’, che senso ha dunque, dire che abbracciava la città su tre lati? dovrebbero esserci in teoria solo 2 lati: quello delle mura e quello dello strapiombo, naturalmente escludendo roccie o castelli che “spezzano” le mura. Ma nel passo non ne parla.

    • topolinamarta

      Mmmh… sicuro che “concentrico” possa riferirsi solo a cerchi e circonferenze? Del resto sono molte le figure piane ad avere un centro (quadrato, esagono, ottagono…). Certo, in questo caso due righe di spiegazione in più potevano starci, però letteralmente “concentrici” vuol dire “che condividono il medesimo centro”, non credo implici di una figura circolare… Mo’, vado a informarmi meglio 😉

  • Florio

    ora che ci ripenso, hai ragione. In effetti mura concentriche è inteso come una dentro l’altra.
    Errore mio, che ho confuso concentrico con circolare.
    Chiedo venia 😦

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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