Letture di ottobre 2012

Benvenuti, o miei fidati lettori, a questo nuovo articolo libresco!
Come da titolo, quest’oggi sono qui per parlarvi dei libri che mi hanno tenuto compagnia durante il mese di ottobre. Buona lettura!

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> Oltre il deserto, Davide Sassoli (358 pp. – eBook inviato dall’autore) 

I miglioramenti rispetto al primo romanzo della saga ci sono e si sentono, come del resto mi aspettavo.
La storia riprende esattamente da dove si era conclusa, tanto che i capitoli non ripartono da 1 ma continuano col 22. Qui incontriamo personaggi diversi, che vivono un’avventura che in apparenza non ha legami con la vicenda principale: non si fa accenno riguardo al suddetto collegamento, tranne forse alcune supposizioni.
Da un lato questi intrecci servono a rendere la trama più intrigante, com’è giusto che sia; ma dall’altra, purtroppo, a tratti l’ho trovata anche confusa.
Lo stile mi è parso più scorrevole e dinamico, senza tutte quelle ripetizioni che c’erano in precedenza. Questa volta, inoltre, non ho individuato traccia di infodump né di descrizioni ridondanti, per dire.
A parte alcuni passi poco coinvolgenti e qualche refuso, in definitiva, ritengo che l’autore abbia fatto un ottimo lavoro dal punto di vista stilistico. Non dimentichiamoci, inoltre, degli ottimi personaggi e soprattutto dell’ambientazione, sempre ben curata e originale.
(Recensione completa qui.)

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> Nelle pieghe del tempo, Madeleine L’Engle (224 pp. – preso in biblioteca) 

Avevo già visto tempo fa il film tratto da questo libro, ma contrariamente a quanto mi accade di solito, mi ha lasciata alquanto delusa. A essere precisi, la trama mi era piaciuta e continua a piacermi molto: si tratta, in soldoni, di un racconto fantascientifico per ragazzi, con tanto di viaggi nel tempo e mondi distopici. Forse un po’ ingenuo, a tratti, ma a suo modo originale e piacevole, se mentre lo si legge si riesce a tirare fuori il bambino che è in noi. Lo stile, però, mi è parso tremendamente sciatto e spesso persino tirato via, come se l’autrice, sapendo il target a cui è rivolto, non si stesse particolarmente impegnando. Questa è una mancanza piuttosto grave, per quanto mi riguarda: mi aspettavo molto di più da un romanzo che ha ottenuto così tanti riconoscimenti.

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> Feed, M.T. Anderson (313 pp. – preso in biblioteca

L’idea della trama mi è sembrata a dir poco splendida, degna di un ottimo romanzo distopico, di quelli che non si dimenticano… peccato che a conti fatti non mi sia piaciuto quasi per niente! Sarà che lo stile narrativo è assai particolare, ovvero un concentrato di termini gergali, abbreviazioni e robaccia varia, ma l’avrei trovata una scelta originale se solo non avessi fatto una fatica dannata a seguirlo. Da come me ne avevano parlato, mi aspettavo qualcosa di decisamente migliore.

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> La battaglia dei draghi, Jenny-Mai Nuyen (596 pp. – preso in biblioteca) 

Ammetto di partire sempre un pelino prevenuta, quanto inizio a leggere un romanzo fantasy di queste dimensioni, che parla di draghi e che, come se non bastasse, è scritto da una quasi “baby-scrittrice”. Per fortuna, una volta tanto, i miei timori non si sono avverati, o perlomeno non del tutto: la trama mi è piaciuta per la sua particolarità. Ok, ci sono i draghi (non ho niente contro di loro, per carità; semplicemente, si trovano quasi ovunque, ma ho apprezzato molto come sono stati raffigurati in questa storia. Imparare a conoscerli è stata una continua sorpresa.
L’unica pecca è che, più o meno a partire da metà, la storia che in principio era davvero brillante e coinvolgente ha perso molto energia ed è diventata alquanto noiosa. Questo è stato un peccato, ma trovo comunque che sia un romanzo degno di nota, e che l’autrice sia da tenere d’occhio.

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> La radice del rubino, Gloria Scaioli (330 pp. – eBook inviato dall’autrice) 

È la seconda volta che mi imbatto in un romanzo edito da Plesio editore, ed è un piacere poter dire che per la seconda sono rimasta tutt’altro che delusa. La primissima cosa che mi ha colpito di La radice del rubino è stata l’immagine di copertina: incisiva, molto suggestiva, azzeccatissima e oserei dire, da negata per la grafica come sono, assolutamente curata.
Ho apprezzato molto l’ambientazione che l’autrice ha costruito per il suo romanzo: piuttosto classica sotto certi aspetti, con numerosi richiami alla civiltà e alla mitologia greca, ma nell’insieme davvero accattivante e suggestiva. La maggiore caratteristica positiva, tuttavia, è stato lo stile: a lettura ultimata posso dire che il merito di un tale coinvolgimento da parte mia sia dovuto perlopiù a esso, perché Gloria Scaioli ha saputo coniugare con successo semplicità ed eleganza, per un risultato che riesce a essere intrigante e scorrevole come non mi capitava da parecchio tempo. Inoltre, la velata ironia che di tanto in tanto sembra fare l’occhiolino al lettore mi ha non di rado strappato un sorriso.
Ciò non significa che l’abbia trovato del tutto esente da difetti; di sicuro, però, non ci penserò due volte a buttarmi a capofitto sul secondo romanzo, che si chiamerà Il labirinto d’ambra. alla ricerca di un fantasy degno di questo nome.
(Recensione completa qui.)

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> Sono solo mostri, Andrea Santojanni (152 pp. – preso in biblioteca) 

L’idea poteva non essere male, ma è stato come l’autore l’ha sviluppata che non mi è piaciuto proprio per nulla: così com’è ha lo stile e le situazioni tipiche di una fanfiction scritta da una 13enne… anzi, ho letto fanfiction di 13enni scritte decisamente meglio!
Non ho davvero idea di cosa frullasse per la testa di Erri De Luca quando ha scritto la prefazione (se non ricordo male, inoltre, è stato grazie a lui che Santojanni è arrivato alla Feltrinelli), ma per quanto mi riguarda un libro del genere è davvero pessimo.

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> Il ritorno degli dei, Alberto De Stefano (249 pp. – eBook inviato dall’autore

I maggiori progressi rispetto al primo libro, a mio parere, sono stati fatti nella gestione della trama e soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi.
Se ricordate, nello scorso capitolo avevo messo in luce la poca originalità all’interno della trama e dell’ambientazione. Quest’ultima, trattandosi del sequel, è rimasta la stessa, ma l’autore è riuscito stavolta a rendere entrambe più interessanti e meno scontate: in generale, infatti, la storia mi è parsa intrigante e ricca di colpi di scena; in poche parole, molto più coinvolgente del primo volume.
Inoltre, figure come Rindall, il protagonista, sono riuscite ad acquistare un notevole spessore psicologico, cosa che invece mancava almeno in parte, secondo me, nel precedente romanzo.
Gli unici problemi che ho riscontrato sono, ancora una volta, nello stile. Certo, il fatto che Alberto De Stefano sia maturato e che abbia affinato la sua scrittura si sente, ma la maggior parte dei difetti de L’ultimo eroe del Klaidmark è purtroppo presente anche ne Il ritorno degli dei.
C’è da dire, comunque, che nonostante questi difetti lo stile resta tuttavia soddisfacente: scorre bene e non annoia, tranne rare eccezioni. È un peccato, però, che parecchie carenze siano rimaste, perché in quanto a piacevolezza trovo che Il ritorno degli dei sia molto meglio del suo precedente.
(Recensione completa qui.)

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Come al solito, ora lascio a voi la penna, amici lettori: raccontatemi quali nuovi libri si sono aggiunti al vostro “bagaglio culturale”!

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2 responses to “Letture di ottobre 2012

  • Carlo Menzinger

    Un bel po’ di letture varie. Nessuno dei titoli suggeriti, però mi invoglia alla lettura. Cosa ho letto di recente. Beh, libri e commenti sono qui: http://www.anobii.com/menzinger/books (basta ordinarli cronologicamente).

  • Fr@

    La pietra del cielo di Whyte, Il fantasma dell’opera di Leroux e L’orribile karma della formica. Mi sono piaciuti tutti e tre, i primi due in particolare, il terzo è un po’…come dire..particolare. Un libro molto leggero, si legge subito e fa anche riflettere e a tratti anche ridere. Peccato per qualche refuso qua e là

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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