[Recensione] Luna

Finalmente un po’ di vacanza, gente! Che bello poter leggere in santa pace per qualche giorno! 🙂 Ne approfitto, dunque, per pubblicare la prossima recensione del progetto. Buona lettura, e buona Pasqua a tutti!

Titolo: Luna
Autore: Francesca Verginella
Generi: fantasy, epic
Editore: Smashwords (autopubblicato)
Pagine: ~ 400 (143,138 parole)
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €7,84
ISBN: 9781301519231
Formato: eBook (ePub, mobi, PDF)
Valutazione:
Grazie all’autrice per avermi inviato il libro in formato eBook.

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RIASSUNTO – Luna nacque in una notte molto particolare, una notte importante. Importante per tutte le Famiglie, per tutti i Mondi. Non era infatti solo la vigilia del giorno in cui suo padre Ledon, generale dell’esercito di Deos, avrebbe condotto le truppe riunite di tutte le razza libere alla battaglia decisiva contro Cron: le stelle indicavano che quella notte sarebbe nata la prescelta. Di tutto ciò però Narciso non conservava alcun ricordo conscio. La sua vita, la sua famiglia, il suo lavoro non avevano assolutamente nulla al di fuori dall’ordinario. Gli unici momenti fuori dagli schemi erano quelli passati con Ares, un amico che si dilettava a dipingere paesaggi fantastici, ma incredibilmente vicini a quelli che lei spesso vedeva nei suoi sogni. Fu in maniera brusca quanto improvvisa che un uomo, incontrato apparentemente per caso, le disse che l’ora era giunta, che doveva tornare, ricordare, abbandonare tutto, uccidere Narciso e far risorgere Luna. Le parole dell’uomo, lacerandola dentro, riuscirono alla fine a convincerla a tornare a Solamia, il continente su cui era nata in un altro tempo, in un altro mondo. Il ritorno non fu però affatto piacevole: la grande Deos, di cui le aveva parlato l’uomo, era in rovine, così come il resto di quella terra, caduta sotto il giogo di Cron. Cominciò a questo punto per Luna un difficile percorso alla riscoperta di sé stessa, dei suoi poteri e della sua coscienza. Ad aiutarla in questa impresa ci sarà Arat, un giovane guerriero conosciuto tra i sopravvissuti alla guerra, e un gruppo di “eroi” e “antieroi” che si unirono a loro strada facendo.

L’AUTRICE – Francesca Verginella scrive dall’età di 19 anni: il suo primo romanzo (il suo preferito) è stato un fantasy, pur non essendo una grande lettrice di questo genere. Poi sono venuti i corti e altri romanzi che si ispirano alla vita contemporanea. Ha partecipato a qualche concorso letterario, ma non ne ha vinto nessuno, così ha cercato di farsi conoscere dalle case editrici, grandi e piccole, anche passando per le agenzie letterarie. Le valutazioni erano solitamente buone, ma ha sempre rifiutato di pagare per essere pubblicata: negli anni ha capito un paio di cose sull’editoria e così ha rinunciato. Poi ha letto di Smashwords, di Amazon e degli ebook su un giornale e ora è qui con Luna, la sua storia più amata.

*       *       *

RECENSIONE

Era da un sacco di tempo che arrivare all’ultima pagina di un libro non mi costava una tale fatica. A dire il vero sono stata tentata in parecchie occasioni di non finirlo, di metterlo da parte e di passare a un altro che solleticasse un po’ di più il mio interesse, ma dopo averlo piantato dopo poche pagine un numero imprecisato di volte mi sono rimboccata le maniche e sono riuscita ad arrivarci in fondo.
Certo, il fatto che il mio eReader abbia magicamente tramutato le quattrocento pagine scarse che mi aspettavo in più di un migliaio (i misteri della tecnologia…) non si è rivelata una scoperta simpatica, ma non è stata la lunghezza la principale causa di una lettura così prolungata. Nossignori, i motivi sono purtroppo altri, e mi piacerebbe elencarveli se continuerete a seguirmi.

Il mio nasino ha iniziato ad arricciarsi fin dal prologo, di cui qui di seguito trovate un breve estratto:

Il principio di tutto segnò la fine di ciò che, fino ad allora, era stato il Tutto. Il Grande Oceano dominava solitario il Pianeta. Ma venne il tempo in cui il cuore caldo della Terra ne mosse il corpo, fino ad allora sommerso e dormiente. Dalla battaglia sorse, vittorioso, il primo Continente, Varus. L’incontro tra Cielo e Terra fu prolifico e la vita, fino ad allora relegata in un mondo solo acquatico, si sbizzarrì creandosi nuove forme, adatte alla terraferma.

Uau, e questo incipit dovrebbe catapultarmi direttamente su Solamia, come sostiene la maggior parte dei commenti rinvenuti in rete? E non pensate che sia finita qui, perché questo trattato storico-geografico continua per una buona decina di pagine. Io personalmente a questo punto avevo già cominciato a sbadigliare, e se la memoria non mi inganna non ho mai smesso per tutta la durata della storia.

A partire dal secondo capitolo le cose vanno un filo meglio, ma soltanto perché il prologo/manuale di storia finalmente termina e comincia la storia vera e propria. Che però è ancora ben lontana dal catturare l’attenzione di chi legge, a mio parere.
È proprio questa, ahimè, la caratteristica della narrazione adottata all’interno di Luna: in linea di massima non è stilisticamente errata, né presenta particolari difetti riconducibili, per esempio, a carenze linguistiche o a una scarsa cura dell’editing. Però rimane pesante, dannatamente pesante.
L’impressione che mi ha dato è che, laddove sarebbero state necessarie quattro parole per descrivere una determinata scena, ne siano invece state utilizzate dieci o più: il risultato è uno stile ampolloso, gonfio e ricco di parole superflue come non mi capitava da tempo. Detto nel modo più carino possibile, mi sono annoiata a morte dalla prima all’ultima pagina: non ricordo nemmeno un passo che mi abbia spinto a pensare: “Oh, finalmente la cosa si fa più movimentata!”; mai una volta in cui quella sfilza di parole si sia trasformata in una sequenza di immagini concrete. Niente di niente.

A peggiorare le cose, spesso e volentieri è il raccontato a farla da padrone. Per esempio, a un certo punto mi sono imbattuta in un capitolo in cui vengono presentati gli amici di Narciso/Luna… tutti rigorosamente in stile “lista della spesa”:

Davide era il buffone del gruppo, faceva sempre ridere tutti, ma per certe cose era un tipo molto serio. […]
Ares era un tipo strano, sembrava che non avesse molto a che vedere con loro. Molto silenzioso e decisamente solitario, sapeva essere un vero amico nel momento opportuno. […]
Anna era una ragazza molto introversa che si nascondeva dietro le lenti degli occhiali. […]
Sara al contrario era molto frivola; a volte si comportava da egoista perché si credeva migliore degli altri. Ma non faceva la saccente e non provava a cambiare gli altri per renderli simili a lei. Sapeva essere anche simpatica e, in fondo, non era una cattiva ragazza.
Alex (Alessandra) e Luca erano la coppietta del gruppo. I perenni fidanzati stavano insieme dai tempi dell’asilo; fin dal primo giorno non facevano che litigare e non sembrava volessero smettere: forse era proprio questo il segreto del loro amore.

Non è difficile dedurre, a questo punto, che la caratterizzazione dei vari personaggi lasci un po’ a desiderare. Difatti, nessuno di essi mi ha colpito per la sua personalità, nemmeno la protagonista. Anzi, quest’ultima mi ha dato l’impressione di avere davanti una ragazzina viziata e senza spina dorsale, nel complesso davvero irritante.
Non dimentichiamoci, inoltre, degli immancabili infodump, che ogni tanto spuntano per raccontare qualcosa che il narratore non aveva voglia di mostrare.

Un libro da rifare, dunque? Be’, forse sì, anche se non completamente. È vero che la trama, pur contenendo delle idee che avrebbero potuto essere sviluppate in modo interessante, è apparsa ai miei occhi piatta e pressoché insignificante più o meno come tutto lo stile; tuttavia sono riuscita a trovare degli spunti carini: una di questi è il Volo, abilità grazie alla quale i personaggi possono avere visioni, utilizzare i loro poteri e molto altro. È anche vero, però, che sono veramente pochi i punti a favore che ho evidenziato all’interno di Luna.
Ripeto, tranne passi occasionali lo stile non fa una piega. Peccato che, nonostante siano palesi la cura e l’attenzione che l’autrice gli ha dedicato, rimanga pomposo, pesante… a tratti persino asfissiante.
Non mi è piaciuto quasi per nulla, dunque. Dubito persino che ci sarei arrivata in fondo, se fosse dipeso da me: si tratta senz’altro di uno dei libri meno piacevoli degli ultimi tempi.

*        *       *

In sintesi…
Stile accurato, in linea di massima
corretto…
… ma ridondante, pesantissimo e
spesso noioso.
Poche idee e spunti carini. Raccontato, aggettivi e avverbi inutili.
Infodump, descrizioni noiose e “lista
della spesa”.
Personaggi mal caratterizzati.

*        *       *

Una frase significativa…

Quand’ecco arriva lei, la luna. E’ solo un graffio nel cielo che poi si squarcia in una falce affilata, poi si apre come l’occhio del gatto per accendersi infine in un globo argentato.
A metà della notte la luna diventa un disco nero al centro del girotondo delle cinque costellazioni. Solo in seguito appare l’altra luna, gemella rimasta nascosta dalla sorella.
Faro nella notte, la seconda luna oscura la sorella dietro di sé, poi si chiude come l’occhio del gatto. Si affila come una falce ed alla fine è solo un graffio lucente nel cielo.
A chiudere il sipario sull’uscita delle due ballerine notturne giunge frettolosa la rosa alba.
Due gemelle dallo stesso nome: nascono insieme, ma solo una si mostra, poi scompare e si nasconde dietro la sorella identica. La seconda luna prosegue la danza sempre a braccetto con l’ombra della sorella finché, insieme, vanno a morire ma solo per levarsi in cielo, ancora insieme, la sera successiva.
Stessi passi per danze diverse, vite parallele che si sfiorano: luna e luna, differenti eppure uguali.

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12 responses to “[Recensione] Luna

  • eilan

    ciao. Ho letto questo romanzo e sicuramente i gusti non sì discutono ma ciò che hai definito rindondante io l’ho trovato poetico. Ci sono parti prolisse e a volte noiose ma in tutta sincerità non l’ho trovato così male come l’hai descritto tu. Ho letto di peggio pubblicato da Mondadori di una autrice che ormai ha su di se una decina di romanzi tutti purtroppo uguali. Sempre uguali nella trama e uguali nel modo di scrivere non ha avuto alcuna crescita. Questa autrice dalla prima pagina all’ultima già è SECONDO ME palese una certa crescita stilistica. Diamo una opportunità. A presto

  • Priscageddon

    Su bookolico ho visto un altro romanzo di questa autrice. Non ho ancora osato, ma ci penserò. Certo, rimane che sette euro per un eBook sono decisamente troppi. Tanto vale comprare un cartaceo.
    Se posso fare un piccolo accenno al commento di eilan vorrei lasciar detto che la poesia si basa sulla potenza dell’essenziale, sul concentrato: dire in poche parole un universo di emozioni. Ecco la differenza tra ridondante e poetico. Fintanto che si usano due o tre figure e dieci o venti parole per esprimere una sola cosa… è ridondante.
    Nella poesia si ha una selezione feroce dei termini e delle strutture.
    Ovviamente non sono un’esperta, quindi se sbaglio correggetemi subito; ma per quanto ne so, dovrebbe essere così.

  • Eilan Moon

    Ciao! Non ti sbagli, ma poetico intendevo non versetti di Leopardi e Pascoli ovviamente intendevo -chiedo scusa mi sono spiegata male- suggestivo, romantico, ispirato sullo stile… non so… Petrarca per intenderci. L’utilizzo di frasi e locuzioni che giran intorno al significato stretto senza esprimerlo con forza e determinazione. Spero questa volta di essermi spiegata meglio su cosa intendevo. Non ho letto altro nemmeno io di questa autrice e proverò sicuramente a legger qualche altro romanzo. Il prezzo? sì, la penso anche io come te a dir il vero se devo spender spendo per un cartaceo.

  • Eilan Moon

    Ora non voglio esser fraintesa, non intendo dire che la Verginella scrive come Petrarca, sia chiaro! 🙂

  • profG

    Bisogna ammetterlo: a molte lettrici misteriosamente piace uno stile decadente, verboso e infiorettato… E le copertine con un viso femminile tagliato a metà!

    • Cucciola

      … De gustibus non est disputandum! misteriosamente c’è gente che fa inutile ironia su ciò che a loro non piace e ad altri sì.

    • Priscageddon

      Quoto il prof.
      All’inizio per inesperienza si crede che l’eccesso sia una qualità della serie: “se ci riesci, sei un figo”. Poi, quando cominci a studiare scrittura creativa e a frequentare personalità e luoghi di confronto validi, capisci che è l’esatto opposto. Aggiungere è facile, nel togliere basta poco per fare un pasticcio. E’ difficile: servono una gran consapevolezza ed equilibrio.
      Ma questo lo capisci sempre dopo; dopo aver sbattuto il muso contro svariati muri, per altro.

  • profG

    Sì? Non intendevo essere ironico. Non colgo la mia stessa ironia. Boh!

    Comunque seriamente mi chiedo se questo fatto del viso tagliato a metà sulla copertina del libro non significhi qualcosa: me ne sono accorto proprio andando a curiosare sul blog storiedinottisenzaluna.blogspot.it (a proposito complimenti alla blogger, ma il puntatore che fa le stelline è un po’ fastidioso) e lì solo sulla prima pagina se ne trovano tre (delirium, marked e luna). Ci avete fatto caso anche voi? Sarà una moda dei grafici moderni? Un messaggio per iniziati?

    • topolinamarta

      Voto per il fattore moda. Del resto ho perso il conto di quanti romanzi vecchi e nuovi, dopo l’uscita di Twilight, sono stati ristampati con copertina nera e fiore bianco/rosso stile New Moon. 🙂

    • Davide

      Una piccola nota sulla copertina di “Luna”.
      Io sono l’artefice materiale di tale copertina e NON sono un grafico.
      Dovete sapere che “Luna” è stato scritto quasi 20 anni fa e, non avendo inizialmente l’autrice intenzione di pubblicarlo, è rimasto nel classico cassetto per oltre 16 anni. La copertina nasce assieme al romanzo su un foglio di carta. Io non ho fatto altro che ricrearla utilizzando elementi grafici reperiti sul web. Girovagando sul web ho trovato l’immagine free di una ragazza il cui volto è molto simile a quello della protagonista e così l’ho utlizzata, intervenendo solamente sul colore dell’occhio. Niente richiami quindi a serie più o meno note o mode del momento, ma solo un caso.

      Buona Pasqua a tutti.

      Davide

  • Letture di marzo 2013 | Pensieri d'inchiostro

    […] Un libro da rifare, dunque? Be’, forse sì, anche se non completamente. È vero che la trama, pur contenendo delle idee che avrebbero potuto essere sviluppate in modo interessante, è apparsa ai miei occhi piatta e pressoché insignificante più o meno come tutto lo stile; tuttavia sono riuscita a trovare degli spunti carini. (Recensione completa qui.) […]

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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