[Recensione] La punizione del romanzo

Rieccomi qua, gente. Chiedo di nuovo scusa se in questi giorni ho trascurato il blog, ma la gita ha occupato molte delle mie energie… però oggi sono ancora qui con una nuova recensione del progetto!
PS: vi auguro buona lettura con la colonna sonora ufficiale della nostra gita, ovvero la canzone di una prof della scuola… 🙂

punizione romanzoTitolo: La punizione del romanzo
Autore: Danila Passerini
Tags: futuro, Promessi Sposi, romanzo, punizione
Editore: L’Erudita
Collana: L’Urgente
Pagine: 170
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €15,00
ISBN: 9788867700288
Formato: brossura
Copertina: foto di Serena Rembado
Valutazione: 4,5 

Grazie all’autrice per avermi spedito il libro.

sito editore  facebook

RIASSUNTO – Filippo ha sedici anni, un carattere ribelle, capelli lunghi e magliette sbiadite che non riesce a buttare via. La scuola è piena di luoghi comuni soprattutto da quando, dopo la Terza guerra mondiale, tutti si sono messi in testa che bisogna spendere la propria vita per gli altri, essere compassionevoli, buoni. E lui, il più bello della scuola, non ci sta. Ogni compagno è bersaglio di frecciatine non troppo velate e battute taglienti, un po’ per colpire i deboli, un po’ per non svelare la propria personalità e le proprie passioni amorose rivolte all’unica che non sembra subire il fascino del bello e cattivo. Ma la scuola è un luogo di formazione non solo didattica ma anche caratteriale e morale, la cui missione è accompagnare nella crescita i ragazzi perché diventino adulti acculturati sì, ma soprattutto critici, coscienziosi, consapevoli. E allora non rimane da fare che una cosa: punirlo. Quale castigo sarebbe più adatto per lui della punizione del romanzo? Filippo entrerà in un libro, vestendo i panni di un personaggio, e il suo scopo sarà quello di vivere la sua nuova vita senza cambiarne la trama, neppure di una virgola, pena il non ritorno.

L’AUTRICE – Danila Passerini, nata a Bologna il 2 gennaio 1957, vive ad Aosta con la famiglia, il cane Lo Zar e la tartaruga Martina. Insegna letteratura italiana e storia all’istituto tecnico-professionale Corrado Gex.

*       *       *

RECENSIONE

Oggi parleremo di un romanzo che mi è piaciuto davvero un sacco, principalmente grazie alle idee e ai temi che vi ho trovato: tutti, senza eccezioni, molto carini e ben congegnati; alcuni a mio parere poco meno che geniali.
Chi mi conosce sa che ho una vera propria passione nei confronti dei cosiddetti metalibri, ovvero quei romanzi che parlano di romanzi. Trovo, infatti, che essi posseggano un che di magico e intrigante che li rende irresistibili, giacché se sono strutturati a dovere dopo un po’ ci si sente doppiamente catturati dalla storia: in primis dalla trama vera e propria, poi naturalmente dalla o dalle sottotrame, e questo intreccio mi ha sempre regalato delle grandi emozioni, durante tutta la mia seppur breve esperienza di lettrice.

La punizione del romanzo
, come è possibile intuire già dal titolo, è uno di questi: ci troviamo in una Bologna appartenente a un futuro non troppo lontano in cui, dopo il terzo conflitto mondiale, l’umanità ha deciso che ogni attimo della vita di ogni uomo deve essere votata all’altruismo.
Filippo è un sedicenne che disprezza tutte le regole impostegli, che si comporta da ribelle nonostante i continui rimproveri da parte degli insegnanti e della preside e che sopporta a fatica le noiose lezioni sui Promessi Sposi – svolte tramite ologrammi dei personaggi con cui gli alunni possono avere un’esperienza tangibile – a cui è costretto ad assistere (anche se prova parecchia simpatia per Don Rodrigo). Ma le cose per lui cambiano quando, a seguito dell’ennesima convocazione in presidenza, la direttrice decide di assegnargli una punizione esemplare: verrà spedito in un romanzo di cui non conosce il titolo, indosserà le vesti di uno dei personaggi e dovrà vivere l’intera trama senza mai cercare di cambiarla. In caso contrario non potrà fare più ritorno al mondo reale.

Non so voi, ma io di fronte a una storia del genere mi sono sentita drizzare i capelli per la felicità, e devo dire che le mie aspettative sono state ampiamente appagate: il background ci viene presentato a poco a poco, ed è originale e ben descritto. Data anche la brevità del romanzo, temevo che avrei dovuto a che fare con una valanga di infodump e in generale di descrizioni molto pesanti e artificiose… e invece tutte le spiegazioni sono fornite con estrema naturalezza, il che le rende davvero piacevoli da leggere e nient’affatto noiose.
Anche i personaggi risultano davvero ben caratterizzati, in particolare Filippo e il suo carattere ribelle: all’inizio, vi dirò, mi sembrava il solito bulletto da quattro soldi che scaglia battute sferzanti solo per il gusto di veder soffrire la gente intorno a lui, ma pian piano ho scoperto che questo era soltanto lo strato più esterno della sua personalità, che me lo ha reso davvero simpatico.

La parte che ho preferito in tutto il racconto, tuttavia, è stata di sicuro quella in cui il protagonista diviene parte attiva del romanzo scelto dalla preside. Manco a farlo apposta scoprirà che si tratta de I Promessi Sposi, testo che lui ritiene superato ed estremamente banale, ma la sorpresa più grande per lui sarà di sicuro la scoperta del personaggio che dovrà interpretare: Don Rodrigo, il signorotto responsabile di gran parte dei guai che dovranno passare Renzo e Lucia.
Inutile dire che Filippo rischierà davvero di non tornare più indietro dai Promessi Sposi, dato che il suo carattere lo spingerà più volte ad apportare qualche “piccolo cambiamento” alla storia del Manzoni; ma alla fine ci riuscirà, e avrà imparato persino qualcosa di utile nella vita, in particolare riguardo a una certa questione tra lui e una sua compagna…

Ad ogni modo, come stavo dicendo poco fa, questa parte mi è piaciuta tantissimo: l’intero romanzo è raccontato con uno stile divertente e originale, condito da molte battute e scenette ironiche che fanno sbellicare (per esempio il racconto di una ragazza appassionata di Twilight che viene mandata all’interno del romanzo Dracula), ma in questi capitoli si verificano situazioni veramente esilaranti. Il neo Don Rogrigo, per dirne una, dovrà faticare non poco per spiegare ai suoi inservienti che i gatti non sono animali del demonio, ma che servono per cacciare i topi e di conseguenza a limitare il diffondersi della peste, di cui lui ovviamente sa in anticipo di dover morire.
Insomma, mi sono divertita un sacco leggendolo: è scritto in modo delizioso e intrigante, e inoltre il modo in cui l’autrice reinterpreta I Promessi Sposi, svelandone i retroscena comici, veramente spassoso. Per dirlo in poche parole, l’ho adorato.

L’unico vero difetto, a parte un paio di cambi di Punto di Vista che comunque passano benissimo inosservati? È troppo corto, cavolo! Erano appena entrati in scena Gertrude e l’Innominato, e dopo pochissimo l’avventura di Filippo si è conclusa lasciandomi non poco l’amaro in bocca. Oltre al salvataggio in extremis di Filippo, che giunge forse troppo inaspettato, avrei gradito che venissero approfondite questioni che a mio parere sono rimaste in sospeso: la situazione familiare del ragazzo, per esempio, che mi è sembrata un po’ troppo buttata lì.
In definitiva, si tratta di sicuro di un titolo degno di nota, adatto a tutte le età e capace persino di mostrare degli aspetti nascosti del classico più odiato da tutti i sedicenni del mondo. L’unico suggerimento che darei all’autrice, se mai contasse di fare una riedizione, sarebbe di soffermarsi qualche pagina in più a sviluppare vari aspetti del romanzo: così com’è trovo che sia già notevole, ma a mio giudizio qualche approfondimento qua e là gli farebbe solo bene.
Complimenti, comunque!

*        *       *

In sintesi…
Idee simpaticissime, divertenti e
spesso geniali.
Troppo corto! Finale brusco e alcune
parti poco approfondite.
Background del futuro ben descritto
e originale.
Personaggi ben sviluppati.
Stile delizioso, descrizioni scorrevoli
e intriganti.
Parecchie scene davvero spassose.

*        *       *

Una frase significativa…

– Vieni avanti, Zocca – la Preside lo aspetta al varco – siediti, devo dirti due parole.
“Ma anche no” pensa Filippo e si siede rigido aspettando che l’altra inizi a infierire.
– Ho qui davanti la relazione sulle tue imprese – pausa carica di riprovazione, sguardo di acciaio rovente – Complimenti! Non si può dire che su quel ramo del lago di Como tu sia passato inosservato. Dunque, vediamo: hai elargito senza badare a spese consigli non richiesti su coltivazioni intensive e norme igieniche; hai portato una giovane prostituta sulla strada della vocazione; hai fatto rapire Lucia dando precise istruzioni perché questo sequestro avesse successo, mentre sapevi benissimo che avrebbe dovuto fallire: giusto?
– Sì, ma veramente…
– Poi, non contento, hai cercato di far sposare Renzo e Lucia trenta, dico trenta capitoli prima del tempo, rischiando di eliminare tutti i personaggi che non erano ancora entrati in scena, compresi due pezzi da novanta coma la Monaca di Monza e l’Innominato – la Preside si interrompe un attimo per tirare il fiato continuando a guardarlo torva. Sembra un cobra pronto all’attacco.
– Mi congratulo con te – sibila – erano anni che non mi capitava di dover mandare in missione un inviato speciale per raccattare uno studente così stupido da perdersi in un romanzo.

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9 responses to “[Recensione] La punizione del romanzo

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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