Su tatuaggi, piercing & diciottenni

Inauguro gli articoli di agosto con un post un po’ diverso dal solito, tramite il quale vorrei creare degli spunti di riflessione e – perché no? – di discussione.

Molti di voi sapranno che poche settimane fa ho compiuto diciotto anni, e naturalmente tutti i nati nel ’95 come me nel corso del 2013 hanno festeggiato, o festeggeranno, l’ingresso nel mondo dei maggiorenni.
Fin qui niente di cui stupirsi: col tempo si cresce e si diventa grandi, su questo non ci piove. Ciò che mi ha sempre meravigliato, anche non tra quelli della mia annata, è un semplice fatto: per un numero considerevole di neo-diciottenni, come ho avuto modo di notare tra i miei più o meno coetanei, il “massimo” regalo da chiedere ai genitori è il permesso di farsi un tatuaggio o un piercing. Anzi, alcuni addirittura tornano a casa con un piercing senza nemmeno averne discusso prima in casa.

Ora, vi parla una ragazza che non ne ha mai voluto sapere nemmeno di farsi i buchi per gli orecchini, che sopporta a malapena anche collane e braccialetti e a cui vedere un anellino nel posto “sbagliato” fa ribrezzo (e che per i diciotto anni ha chiesto ai suoi di regalarle i cd dell’opera omnia di Händel), quindi forse sono l’ultima ad avere il diritto di trattare questo delicato argomento… però è una cosa che mi preme molto lo stesso, e lasciatemi dire quanto un’usanza del genere mi lasci perplessa.

Quello di cui si parla un po’ meno spesso, infatti, sono gli “effetti collaterali” che comporta il farsi un tatuaggio o un piercing: in primis il dolore durante l’operazione (è vero che dipende dalla posizione, da chi la esegue e da tanto altro, ma si tratta comunque di incidere o forare la pelle)… ma soprattutto ciò che viene dopo. Anche nonostante tutte le norme igieniche che si possano prendere, del resto, l’inchiostro e il metallo rimangono pur sempre dei “materiali estranei” che il corpo può benissimo – e a buon diritto – rifiutare.

Conosco, per esempio, diversi portatori di piercing alla lingua, al labbro o ad altre parti in comune con la bocca che nei primi tempi dovevano stare ultra-attenti a quello che mangiavano, anche a causa del gonfiore, e che devono tuttora fare lavaggi col colluttorio più volte al giorno per prevenire infezioni e acciacchi vari (che comunque prima o poi si presentavano sempre). La maggior parte di coloro che hanno il brillantino al naso mi dicono di non sopportare l’inverno, durante il quale un semplice raffreddore fa vedere loro un bel po’ di stelle. O ancora, vedo spesso ragazze a cui l’orecchio fa un male cane quando i capelli sbattono contro il secondo o il terzo orecchino.

Ma grazie!, diranno in tanti. Saranno tutti andati da un tatuatore/piercer poco bravo, magari per spendere meno! 

Appunto: una mia conoscente era andata a farsi un piercing all’ombelico in un negozio aperto da poco per pagare 20€ in meno, e il buco, oltre a farle un male cane, aveva sanguinato un sacco per poi smettere e riprendere la sera, quando la suddetta era a una festa con un vestito chiaro (ahiahi, che padellata!).
Insomma, il punto è che i ragazzi che conosco a cui poteva andare meglio sono molti, forse troppi in confronto a quelli che si considerano pienamente soddisfatti.

Domandando in giro quali siano i motivi della scelta di farsi un piercing o un tatuaggio, ho ricavato in sostanza che, nella maggioranza dei casi, il desiderio è quello di imprimersi sulla pelle un disegno o una frase dal significato importante (nel caso del tatuaggio), o comunque di volersi “marchiare” in modo significativo a seguito di un evento speciale come può essere il diventare adulti – almeno dal punto di vista della legge. Detto in breve, di entrare nel mondo degli adulti non solo psicologicamente ma anche fisicamente, tramite un segno che li identificasse come tali.
Ora mi darete della vecchietta bisbetica che mette la pulce nell’orecchio a tutti, ma non posso fare a meno di pensare questo: per come la vedo io, il fatto che un ragazzo/a debba mostrare un tatù o un piercing per sentirsi adulto non è altro che una prova che in realtà adulto non lo sia affatto, in particolar modo a livello mentale.

D’accordo, oggi esistono tecniche che permettono di far sparire i tatuaggi e togliere piercing senza lasciare cicatrici (così mi dicono), ma personalmente non posso fare a meno di trovare una scelta del genere piuttosto stupida: uno spende tanti soldi nientemeno che per farsi del male, diventare dipendente da colluttori e disinfettanti vari e, in sostanza, per rovinarsi la salute.
Nonostante tutto sono del parere che ciascuno di noi debba essere libero di operare le sue scelte e di gestire la propria vita come preferisce, ovviamente accettandone le conseguenze, e l’ultimo mio intento è quello di fare del moralismo. Però mi domando davvero se valga la pena danneggiare il proprio corpo (perché di danneggiare si tratta, alla fine) per una motivazione sterile e superficiale.

Siete d’accordo con me oppure la vedete in modo diverso? A voi la parola: mi interessa molto conoscere anche punti di vista diversi dal mio, perciò sbizzarritevi pure – naturalmente nel rispetto delle opinioni altrui.

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17 responses to “Su tatuaggi, piercing & diciottenni

  • PaccoChica

    Io ho avuto un tatuaggio come regalo per il mio 21esimo compleanno da parte dei miei. Personalmente, era una cosa che ponderavo da molto tempo, ma non l’ho mai considerato un marchio che mostrasse la mia entrata nel mondo degli adulti, più un “se non lo faccio ora che sono giovine non lo faccio più!” 🙂 Il dolore è stato pressoché inesistente e ti dirò di più, adesso ne voglio anche altri! Dipende tutto dalle persone, suppongo 🙂

  • profG

    Non rispondo alla tua domanda, io sono vetusto, e penso che ognuno debba fare quel che vuole, ma aggiungo uno spunto che spero possa servire a qualcuno.

    Ormai la moda dei tatuaggi è pluridecennale, il che significa che se vai in spiaggia cominci a vedere facilmente gente di 40-50 anni che sfoggia i tatuaggi impressi sui loro corpi anni prima, quando detti corpi erano magri, tonici, formosi, muscolosi… e ora tra panze, tette cadenti, celluliti e cicciebombaggini varie, le figure ormai deformate attirano l’attenzione e risultano a volte ridicole e imbarazzanti! Ah, ah, che risate, direte voi, ragazzi, il vecchiaccio col tatuaggio! Già, ma tra 30 anni anche voi molto probabilmente sarete come loro, e il vostro tatuaggio come apparirà?

    La morale è: osservate anche i bagnanti di mezza età, in spiaggia, e pensateci bene, ragazzi, SE tatuarvi anche voi, e se proprio volete, pensate bene DOVE farlo, cioè su quale parte del corpo, e se proprio avete deciso, pensate bene COSA tatuare! Chiudete gli occhi e immaginatevi tra 20 o 30 anni, perchè il tatuaggio è una roba indelebile, e se oggi la gente si gira a guardarvi e magari vi fischia dietro, tra molti anni potrebbe girarsi ancora a guardarvi, ma sganasciandosi dalle risate.

  • Paige

    Riguardo ai piercing sono d’accordo, soprattutto se alle labbra alla lingua o al naso. Alla fine il secondo buco all’orecchio, o il piercing all’ombellico non lo vedo niente di strano ma una trave di ferro ficcata nella lingua…che schifo! Faccio questo particolare esempio perchè una volta ho visto un tipo che stava per addentare un panino e alla lingua aveva una..cosa..trave mi sembra il termine più giusto! Ma io mi chiedo, come cavolo fai a masticare e a parlare combinato così? Bah contento lui..
    Invece mi piacerebbe avere un tatuaggio..non per dimostrare a qualcuno che sono entrata nel mondo degli adulti, anche perchè non credo che il tatuaggio serva a dimostrare questo..poi se qualcuno lo crede, libero di farlo! E non per forza un tatuaggio che si debba vedere..che ne so, su una spalla o su un braccio lo vedo solo io a meno che non porto le maniche corte. Insomma se si vede o no poco importa! Comunque dico “piacerebbe” perchè so che non lo farò mai XD Il dolore, se fa male, potrei anche sopportarlo (credo!^^) ma io e gli aghi non andiamo per niente d’accordo…brrr XD Sinceramente se non fosse per gli aghi e se avessi soldi da buttare lo farei..

  • beatriceblackbird

    Premetto che a Dicembre anche io compirò ‘sti benedetti 18 anni che, sono sicura, non mi cambieranno certo di una virgola.
    Comunque…sono sempre stata contro i piercing d’ogni genere, eccetto i normalissimi buchi all’orecchio per gli orecchini – anche se non condivido la scelta di alcune mamme che portano dall’orefice le bimbe di appena 3 anni – ma per i tatuaggi faccio un’eccezione, a patto che sia qualcosa che veramente una persona “sente”, così tanto da volersela imprimere sulla pelle per sempre.
    Non condivido chi si tatua roba assurda o si fa chissà cosa così per fare, per farsi vedere e dire “ehi bello, ho 18 anni e mi son fatto un tattoo, ora sì che sono trasgressivo e potente”.
    Ecco, sono del parere prima di tutto che l’età, come dice il buon vecchio Max Pezzali, non è altro che un numero, poi certo, se uno si vuole fare un tatuaggio, saranno affari suoi e della sua pelle, ognuno è libero di fare ciò che vuole, basta avere un po’ di giudizio 🙂
    Io, per esempio, per i 18 anni penso chiederò il permesso di farmi un bel viaggio in compagnia del mio fidanzato e la mia migliore amica, però ammetto che un tatuaggio prima o poi vorrei farlo, quando mi sarà passata la paura, ovviamente qualcosa di significativo, che ho già in mente ma ho intenzione di rielaborare!

  • Chiara

    Io ho provato ad insistere con i miei perché mi lasciassero fare un secondo buco sull’orecchio per diverso tempo, senza risultati per sfortuna – o fortuna. Però in linea generale non ho mai amato i piercing, soprattutto in posti assurdi. Quello sulla lingua, per esempio, o sulla pelle sotto il labbro… dei miei compagni di classe mi hanno raccontato di un loro conoscente con questo tipo di piercing, che se toglieva l’orecchino e beveva, sgocciolava dal foro… insomma, questo non è “figo”, è da stupidi!
    Così come non capirò mai chi ha la passione per i dilatatori per i buchi nelle orecchie: si infilano degli oggetti di diamentro di uno o due centimentri in un forellino appena visibile, solo per farsi notare, scordando magari che una volta che il buco si è allargato, non si restringe più…alcuni forse vogliono imitare le mode di certe tribù africane, ma stento comunque a crederlo…
    Per i tatuaggi penso che sia un po’ diverso, forse perché è un qualcosa che può variare molto di più: farsi tatuare una libellula o una farfalla su una spalla non è come farsi cucire alla pelle un serpente che si avvolge sul polpaccio e poi risale fino al braccio fino al polso ( vtatuaggio visto di persona a Gardaland). Sono pur sempre tatuaggi ma credo che, trovandomi di fronte chi porta l’uno e chi l’altro, le mie reazioni e la prima impressione delle persone sarebbero molto diverse. In genere, poi, almeno per esperienza personale, molti quando vedono una persona tatuata pensano male ( specialmente gli adulti che non hanno degni distintivi sul loro corpo), di trovarsi magari davanti a un delinquente, ma, appunto, corre una grande differenza tra i tatuaggi tribali e magari la citazione del verso di una poesia famosa…. Insomma, secondo me quella dei tuatuaggi è una questione che ha molte più sfacettature, e sebbene non mi sia lontanamente passato per la testa di farmi regalare una cosa simile per i miei 18, non escludo a priori che prima o poi qualcosina potrei farmi fare… Ma per quanto riguarda i piercing, non andrei oltre il secondo orecchino sul lobo.
    Per quanto riguarda ciò che spinge tanti giovani a farsi marchiare, così come a fumare e drogarsi ( non c’entra poi molto, ma in qualche modo penso che le cause siano collegate) credo sia l’insoddisfazione per la loro vita, il desiderio di apparire, di emergere attraverso questi espedienti, proprio perché non hanno nient’altro su cui puntare, niente in cui credere e che li possa guidare lungo il percorso della vita. E non parlo specificatamente di religione, ma semplicemente di sogni, di ideali, di obiettivi… talvolta guardando i miei coetanei ho l’impressione di vedere un gregge allo sbaraglio…

  • elena

    Personalmente sono sempre stata contro i tatuaggi, i piercing e tutto ciò che imprime un segno indelebile sulla nostra persona; il corpo non è una bambola che puoi colorare o bucare! I tutuaggi sono inchiostro, i piercing sono ferraglia, ci sono persone che non accettano di prendere medicine che vanno a interferire con il nostro corpo (non intendo hippy ma persone che sanno che tutte le medicine pesanti, come psicofarmici, anastetic..ecc, hanno delle ripercussione che spesso i medici non citano) quindi non si dovrebbero mettere, ma non è solo una questione di salute: è una questione psicologica e di presentazione.
    Della questione psicologica non c’è bisogno di dicutere, è già stato fatto nell’articolo e più che bene per giunta, quindi faccio un accenno a quella di presentazione. Ogni persona si può distinguere e rendere unica da molteplici fattori, tra cui c’è in primis la presentazione. Da come una persona si presenta la prima volta, in qualsiasi contesto (lavorativo, sociale ecc) ci si può fare un opinione, e se io fossi in un contesto lavorativo non assumerei una persona tatuata o con dei peircing: sia perchè li ritengo inaffidabili e immaturi (ma questo dipende dai casi) e perchè non acetto di vedere sul luogo di lavoro un personaggio così dato che è una forma di espressione che in certi contesti non è il caso mostrare. Detto ciò questo dipende da quale lavoro e quali mansioni svolgi.
    Posso anche dire che è una moda sicuramente passeggera, e che se adeso c’è un grande giro di tatuatori, tra una decina di anni o più ci sarà un grande giro per farseli togliere.
    Non vedo di buon occhio chi ha piercing e/o tatuaggi, ma non condanno nessuno perchè per di più sono prova di immaturità. La cosa cambia però quando i tatuaggi sono su tutte le braccia o ricoprono una parte del corpo, allora reputo quelle persona quanto meno da evitare; NON PIU’ DI TRE PIERCING/TATUAGGI!! E dalla grandezza…
    Questa però è l’opinione di una sprovveduta quattordicenne.

  • PlatinumV

    Cito una frase non mia (purtroppo non ricordo in che blog l’ho letta, sennò linkerei la fonte) che dice tutto: “Chissà perché, chi si fa un tatuaggio dice che lo fa per se stesso. Però se poi non lo mostra a tutti ogni 5 minuti, non è contento”.
    Piercing equivale a farsi un buco per inserirci un rivetto di metallo. Io la vedo come una cosa che ha bisogno di aiuto psicologico, ché ci avviciniamo al masochismo (specie a quelli che se lo fanno sulla lingua, rischiando di compromettere del tutto l’abilità di parola… e sì, si sente subito a udito quando uno ha un rivetto nella lingua, parlano tipo Paperino). Il tatuaggio una volta era una cosa da galeotti.
    Che dire? Sono tutte cose che vanno di moda e che tutti vogliono fare perché vanno di moda. Se ci fosse una legge che costringe chi si fa un tatuaggio o un piercing a non farlo mai vedere a nessuno, se lo farebbero in tre, garantito. A me sanno di “sporco”: non vedo perché dovrei rovinarmi per sempre un pezzo di pelle, quando già gli incidenti della vita ci provocano danni fisici e dolore.
    Ricordo inoltre che se piace l’idea del disegno, c’è sempre l’henné. E dopo qualche mese siete puliti di nuovo 😉 Ma forse non viene preso in considerazione perché “non fa figo”.
    V

  • Lara

    Ho quarant’anni e ai tempi dei miei diciotto la smania non era per piercing e tattoo ma per prendere la patente! Ricordo perfettamente la sensazione di libertà nell’uscire le prime volte con le amiche con la macchina avuta in prestito dai genitori.
    I tempi cambiano. In linea di massima non mi piacciono né tattoo né piercing (poi dipende da caso a caso, da persona a persona: il più delle volte mi lasciano indifferente, ma tatuaggi molto “invasivi” e piercing come quello nella lingua o i lobi dilatati mi fanno un certo ribrezzo alla vista), anche se non mi sento di giudicare nessuno per le scelte che fa sul proprio corpo, anche se non le condivido minimamente.
    Secondo me però c’è una differenza sostanziale tra il tatuaggio o il piercing che si fanno per attirare su di sé l’attenzione (un senso di malintesa “trasgressività”) e quello che si fa per essere più carina, come il foro ai lobi per i tradizionalissimi orecchini o al limite il brillantino al naso o il piercing all’ombelico, che hanno una valenza estetica e a molte stanno indubbiamente bene.
    Per quanto mi riguarda sono un caso particolare. Gli orecchini (visti sui lobi delle altre) mi son sempre piaciuti, ma quando le mie amiche correvano una dopo l’altra a fare i classici buchetti io per me non ne ero affatto interessata. Da ragazzina ero un vero “maschiaccio”, giocavo a pallone, per me non amavo gonne, vestitini o fronzoli.
    Con l’adolescenza mi sono decisamente femminilizzata, ma di fare i buchi non mi è mai importato. Pigrizia e soprattutto paura del dolore.
    E così i miei lobi sono giunti “vergini” alla soglia dei quaranta. Se non fosse che quest’anno, per la promozione, mia figlia di 9 anni mi ha chiesto proprio… di portarla a fare i buchi per poter mettere gli orecchini!
    Ci teneva e mi è sembrato bello accontentarla. Si è fatta forare prima un lobo e poi l’altro dalla dottoressa in farmacia, senza fiatare. E poi, tutta felice e sorridente, mi ha detto “dai mamma, perché non metti gli orecchini anche tu?”.
    Non ci avevo pensato, ma mi è sembrato carino condividere con la mia bambina questa esperienza che resterà un ricordo da condividere per entrambe. E così anch’io mi sono fatta bucare i lobi dalla dottoressa, molto divertita.
    Beh, è stato bello. Ci siamo dedicate un pomeriggio tra mamma e figlia, entrambe entusiaste.
    Anche se è strano vedermi con gli orecchini, mi piace come mi stanno e come stanno sia a me che a mia figlia. E presto andremo in gioielleria a scegliere i nostri primi orecchini “veri”….
    Complimenti per il post molto interessante, così come i commenti di chi mi ha preceduta.

    Un bacione e buona estate!
    Lara

  • Lady Helena

    Ciao, ho trovato il tuo articolo molto interessante. Devo confessare che mi trovo d’accordo con te su molti punti tranne uno: non credo sia giusto condannare i tatuaggi e i piercing a prescindere, ma scindere i casi. Ho un’amica che ha intenzione di farne 3, ma ognuno di essi è legato a qualche cosa di importante nella sua vita, non a un capriccio momentaneo. Quando hanno compiuto 18 anni, i miei compagni puntarono su qualcosa di meno “distruttivo”: la patente. Sembrava che fosse una questione di vita o di morte prenderla entro un certo periodo. Oppure invece di venire a scuola andavano in giro con la scusa del restare a casa a studiare oppure magari lo facevano davvero, per poi usare il pomeriggio per altro. Il punto è che la maggior parte delle persone (un buon 80% e passa) pensa che, al compimento della maggiore età, possa improvvisamente iniziare a fare quello che vuole, senza rispetto per sè e per gli altri, solo per il capriccio di dire al mondo “Ho 18 anni”. E’ una cosa che non capisco e penso non capirò mai, ma a quanto pare è così, per i miei è stata la patente, per i tuoi tatuaggi & c. Mi auguro soltanto che, fra una decina d’anni, non si pentano di questi stupidi capricci infantili da immaturi u.u
    Lady Helena

    • topolinamarta

      Appunto, io proprio non vedo il senso: anche se si tratta di un avvenimento importante, è proprio necessario imprimerselo sulla pelle? Ok, è vero che in questo modo rimane impresso anche nella mente, ma a me vengono in mente su due piedi almeno dieci modi per non dimenticarsi di qualcosa di significativo ugualmente funzionali e meno dannosi per la salute (annotarlo sul proprio diario personale, per dirne uno). Insomma, rispetto comunque chi se li fa, perché ripeto che ciascuno deve poter essere libero di scegliere ciò che ritiene meglio per sè, però è un’abitudine che proprio non capisco.

      • Lady Helena

        La vera maturità non si ottiene allo scadere dei 18 anni; forse chi fa il tatuaggio (o il piercing) per questo non l’ha ancora raggiunta e sta cercando di non mostrarlo agli altri.

  • Lady Fuchsia

    Che coacervo di pregiudizi e chiusura mentale, nemmeno in un ospizio di novantenni, bravi! Più leggo queste cose, più mi viene voglia di andare via al più presto dall’Italia e non tornare. E per informazione, no, il piercing al naso non fa male quando hai il raffreddore, chiunque lo ha detto o mente sapendo di mentire o lo ha fatto da un macellaio e non da un professionista. E so di cosa parlo perché ne ho uno, che tra parentesi mi sono fatta spostare perché lo volevo in un punto diverso del naso e non mi ha lasciato nessuna cicatrice, neanche minuscola.

  • Hendioke

    Dei motivi che possono portare a farsi un tatuaggio o un piercing molti sono rituali e nella moda che mi descrivi ci vedo una forte componente rituale.
    I miei coetanei (ho 8 anni più di te 🙂 ) si sono, ai 18, equamente divisi fra chi ha segnato il passaggio con un piercing o un tatuaggio e chi l’ha segnato impegnandosi per prendere la patente il prima possibile (di solito le ragazze tendevano al piercing e i ragazzi al tatuaggio mentre la patente era trasversale) e in questa smania ci vedo il desiderio di un rito di passaggio che nella società non esiste più a livello codificato.

    Se ci pensi bene, è naturale e tende a capitare a tutti noi di voler segnare il passaggio all’età adulta con un atto forte e dagli effetti duraturi.
    Questo perché il rito di passaggio è un concetto antico come l’umanità e lo sentiamo ancora forte dentro di noi. Però nella nostra società non esiste più un rituale chiaro e riconosciuto da tutti.
    I nostri nonni venivano accompagnati al loro primo lavoro, o al bordello, le nonne a lavorare (generalmente inc asa e in attesa delle nozze) o fatte debuttare in società. I nostri genitori si sono generalmente opposti a queste ritualità e non hanno, a livello di generazione intera, pensato a niente con cui introdurci all’età adulta e quindi la nostra generazione si arrangia a livello individuale (io mi comprai una spada) o collettivo (la moda della patente o del piercing/tatuaggio a 18).

    Non è detto che io abbia ragione ma mi sembra una ipotesi possibile 😉

  • Dami/Iris Gallagher

    Personalmente amo i tatuaggi, ma non eccessivi..Qualcosa di nascosto…Io i diciotto li ho fatti un po’ di tempo fa..Non me lo sono ancora fatto perchè non avevo ancora trovato qualcosa di importante da “incidere” sulla mia pelle, un qualcosa che rimarrà a vita, per sempre. Ora l’ho trovata…E credo che se trovi quel qualcosa di giusto ne vale la pena…Detto ciò non c’entrano i gusti musicali 🙂 Io per i diciotto mi sono presa la collezione di Shostakovich, anche se Handel è eccezionale…Sopratutto “Sarabande”.

  • margependragon

    Credo che ognuno possa avere la propria idea riguardo piercing e tatoo, e che sia estremamente stupido giudicare una persona da questo. Ci sono molte cose che si fanno per stupidità ed altrettante che si fanno per un motivo importante, non sta a noi giudicare; noi possiamo scegliere solo per noi stessi, no?

    Vorrei a questo proposito riportare una citazione, da quel bellissimo film che è Tutto su mia madre:

    “Agrado: Mi chiamano Agrado, perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri. Oltre che gradevole sono molto autentica: guardate che corpo, tutto fatto su misura! Occhi a mandorla, ottantamila. Naso, duecento, buttate nell’immondizia, perché l’anno dopo me l’hanno ridotto così con un’altra bastonata. Lo so che mi dà personalità, però se l’avessi saputo, non me lo toccavo. Continuo. Tette, due, perché non sono mica un mostro! Settanta ciascuna, però le ho già super-ammortizzate. Silicone nei…
    Uomo del pubblico: Dove?
    Agrado: Labbra, fronte, zigomi, fianchi e culo. Un litro sta sulle centomila, perciò fate voi il conto perché io l’ho già perso. Limatura della mandibola, settantacinquemila, depilazione definitiva col laser, perché le donne vengono dalle scimmie tanto quanto gli uomini, sessantamila a seduta, dipende da quanta barba una ha, normalmente da una a quattro sedute. Però se balli il flamenco ce ne vogliono di più, è chiaro. Bene, quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica, signora mia. E in questa cosa non si deve essere tirchi, perché una è più autentica, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa.”

  • cri

    Gente siete disinformati secondo me.. io sono assolutamente pro piercing e tatuaggi, anche perché ne l’uno ne l’altro creano problemi se trattati con cura i primi tempi. Io ho piercing un po’ ovunque (lingua labbro al lato naso e sopra l’orecchio). Dunque qui ci sono da sfatare diversi miti..primo sia chiaro che nessuno dei miei piercing mi infastidisce. Allora io al naso porto il brillantino e non mi è mai successo che con un raffreddore mi facesse male o altro.. mai gonfiato e mai dato problemi. Secondo il mio piercing al labbro non mi ha mai dato fastidio ai denti o altro, mai avuto bolle o infezioni. Terzo (quello che mi sta più a cuore) il mio piercing alla lingua. Fatto più o meno due mesi fa, mi si è gonfiata la lingua per qualche giorno ma nulla di indecente e poi si è sgonfiato e non ha più detto nulla :3 non ho una “sbarra” ma una barretta in acciaio ortodontico anallergica. Parlo perfettamente e non si sente per nulla la differenza tra il prima e il dopo. Boh da che cani andate a farvi bucare? Io sono stata stra contenta e non ho mai avuto problemi! Trovo che esteticamente siano piacevoli (almeno ai miei occhi) e che diano un tocco di personalità, poi sicuramente il mondo é bello perché vario.. ma io fossi in voi non parlerei di masochismo ne di schifo perché sono modifiche che fanno male solo per la prima settimana, poi se trattati bene non ti sembra neanche di averli. Per lo schifo, trovo che sia una parola da ignoranti, un “non mi piace” renderebbe lo stesso l’idea ma sarebbe più gradito.

  • deborah

    Piacere sono deborah ho letto il tuo articolo e lo trovo alquanto giudizioso; ho pertanto tre piercing :uno al naso uno alla bocca e uno all’ombelico..li ho fatti prima di compiere 18anni quindi non li vedo come espressione di raggiungimento dell’indipendenza o della maggiore età..penso che siano solo esteticamente belli e questa è una cosa soggettiva,non puoi dubitare della “mentalità” di chi li fa, inoltre nessuno di questi mi ha dato problemi,quindi non ho compromesso in alcun modo la mia salute! ciao e cerca di vedere oltre!!

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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