Scrivere per vedersi crescere

Ora che vi ho elencato un po’ de li fattacci mia – sperando di non avervi annoiato troppo -, forse vi starete domandando cosa c’entrino con la riapertura del blog.
Il fatto è che nell’ultimo anno ho vissuto tante nuove esperienze, e probabilmente i prossimi mesi saranno altrettanto pieni, se non di più: trasferirmi in un’altra città e iniziare ad abitare da sola, organizzarmi con pagamenti, scadenze e tutta la burocrazia immaginabile, affrontare esami non alla “tanto per” ma consapevole che ognuno di essi è un piccolo mattone per costruire il mio futuro… tutte piccole conquiste che hanno contribuito a farmi crescere.

Si ringrazia la Burocrazia per aver puntualmente contribuito a farmi imparare a cavarmela da sola :)

Si ringrazia la Burocrazia per aver puntualmente contribuito a farmi imparare a cavarmela da sola 🙂

Pensieri d’Inchiostro è nato nell’”ormai lontano” 2011 (sto scherzando, ma in un mondo in cui purtroppo la maggior parte dei blog muore in breve tempo, fa tanto figo pensare di averne uno da quattro anni ^^) più che altro come un passatempo, una specie di sfida con me stessa per vedere quanto sarei riuscita ad andare avanti.
Negli ultimi tempi – parlo degli articoli datati 2013 – però mi rendevo conto che la quasi totalità degli articoli era composta da recensioni dei libri che ricevevo: naturalmente ciò era prima di tutto colpa mia, non avendo quasi tempo ed energie per dedicarmi ad altro (ahi, la quarta superiore!), ma sentivo anche la vocina “datti una mossa, che l’ultimo autore ti ha spedito il libro tre mesi fa!” e soprattutto vedevo la lista allungarsi con titoli che, sotto sotto, non mi interessavano granché.

Leggere e parlare di libri è sempre stato un piacere per me, tuttavia spesso occuparmi di un libro “per lavoro” e non per libera scelta rappresenta una fatica non da poco.
Ho intenzione di portare avanti il progetto, a postare commenti e quant’altro possiate immaginare riguardo ai libri, ma vorrei anche riprendere lo scopo originale di Pensieri d’Inchiostro: scrivere e condividere tutte quelle cose che, altrimenti, resterebbero sotterrate nel mio diario personale.

Per la serie “fatti imbarazzanti su di me”: sì, da quando avevo 12 anni riverso tutto quello che mi passa per la testa in un diario supersegreto (ormai avrà le dimensioni del Signore degli Anelli, Eragon e le Cronache di Narnia messi insieme… il che è una fregatura dato che per ovvi motivi non posso pubblicarlo). Vi avverto: non venite a casa mia a cercarlo perché tanto non lo troverete mai, muhahahahaaaa!

… Perché in fondo, in modo più o meno consapevole, il motivo che mi ha spinto a prendere in mano la penna da bambina, o la tastiera del computer da ragazza, è stato sempre quello, ovvero vedere il mio stile e la mia sensibilità cambiare negli anni. In poche parole, vedermi crescere.

Tranquilli: non si tratterà degli spasimi verso il ragazzo di cui sono innamorata ma che non mi fila manco di striscio, insulti ai miei genitori che non mi hanno segregato in casa proprio quando c’era il concerto degli One Direction, o altre cose altamente noiose.
(Scherzi a parte, non credo trovereste proprio messaggi del genere: posso ben dire che il mio non è mai stato, per fortuna, quel tipo di diario).
Sarebbero semplicemente racconticonsiderazioni sulla vita mia o altrui, brevi saggi sugli argomenti che mi piacciono, resoconti di viaggio… nei prossimi mesi conto soprattutto questi ultimi: credo che un giro simile negli States non capiti tutti i giorni, e magari certe informazioni potrebbero essere utili a qualche altro baldo studente che vuole provare un’esperienza simile.

Insomma, fatemi sapere cosa pensate di questa piccola svolta della politica del blog, che in realtà altro non è che un “ritorno alle origini” con qualcosa in più. Spero davvero di raggiungere sempre più lettori e che i miei pensieri d’inchiostro continuino a piacervi.
Grazie soprattutto a tutti coloro che, commentando di tanto in tanto, mi incoraggiano ad andare avanti! 🙂

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3 responses to “Scrivere per vedersi crescere

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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