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Su tatuaggi, piercing & diciottenni

Inauguro gli articoli di agosto con un post un po’ diverso dal solito, tramite il quale vorrei creare degli spunti di riflessione e – perché no? – di discussione.

Molti di voi sapranno che poche settimane fa ho compiuto diciotto anni, e naturalmente tutti i nati nel ’95 come me nel corso del 2013 hanno festeggiato, o festeggeranno, l’ingresso nel mondo dei maggiorenni.
Fin qui niente di cui stupirsi: col tempo si cresce e si diventa grandi, su questo non ci piove. Ciò che mi ha sempre meravigliato, anche non tra quelli della mia annata, è un semplice fatto: per un numero considerevole di neo-diciottenni, come ho avuto modo di notare tra i miei più o meno coetanei, il “massimo” regalo da chiedere ai genitori è il permesso di farsi un tatuaggio o un piercing. Anzi, alcuni addirittura tornano a casa con un piercing senza nemmeno averne discusso prima in casa.

Ora, vi parla una ragazza che non ne ha mai voluto sapere nemmeno di farsi i buchi per gli orecchini, che sopporta a malapena anche collane e braccialetti e a cui vedere un anellino nel posto “sbagliato” fa ribrezzo (e che per i diciotto anni ha chiesto ai suoi di regalarle i cd dell’opera omnia di Händel), quindi forse sono l’ultima ad avere il diritto di trattare questo delicato argomento… però è una cosa che mi preme molto lo stesso, e lasciatemi dire quanto un’usanza del genere mi lasci perplessa.

Quello di cui si parla un po’ meno spesso, infatti, sono gli “effetti collaterali” che comporta il farsi un tatuaggio o un piercing: in primis il dolore durante l’operazione (è vero che dipende dalla posizione, da chi la esegue e da tanto altro, ma si tratta comunque di incidere o forare la pelle)… ma soprattutto ciò che viene dopo. Anche nonostante tutte le norme igieniche che si possano prendere, del resto, l’inchiostro e il metallo rimangono pur sempre dei “materiali estranei” che il corpo può benissimo – e a buon diritto – rifiutare.

Conosco, per esempio, diversi portatori di piercing alla lingua, al labbro o ad altre parti in comune con la bocca che nei primi tempi dovevano stare ultra-attenti a quello che mangiavano, anche a causa del gonfiore, e che devono tuttora fare lavaggi col colluttorio più volte al giorno per prevenire infezioni e acciacchi vari (che comunque prima o poi si presentavano sempre). La maggior parte di coloro che hanno il brillantino al naso mi dicono di non sopportare l’inverno, durante il quale un semplice raffreddore fa vedere loro un bel po’ di stelle. O ancora, vedo spesso ragazze a cui l’orecchio fa un male cane quando i capelli sbattono contro il secondo o il terzo orecchino.

Ma grazie!, diranno in tanti. Saranno tutti andati da un tatuatore/piercer poco bravo, magari per spendere meno! 

Appunto: una mia conoscente era andata a farsi un piercing all’ombelico in un negozio aperto da poco per pagare 20€ in meno, e il buco, oltre a farle un male cane, aveva sanguinato un sacco per poi smettere e riprendere la sera, quando la suddetta era a una festa con un vestito chiaro (ahiahi, che padellata!).
Insomma, il punto è che i ragazzi che conosco a cui poteva andare meglio sono molti, forse troppi in confronto a quelli che si considerano pienamente soddisfatti.

Domandando in giro quali siano i motivi della scelta di farsi un piercing o un tatuaggio, ho ricavato in sostanza che, nella maggioranza dei casi, il desiderio è quello di imprimersi sulla pelle un disegno o una frase dal significato importante (nel caso del tatuaggio), o comunque di volersi “marchiare” in modo significativo a seguito di un evento speciale come può essere il diventare adulti – almeno dal punto di vista della legge. Detto in breve, di entrare nel mondo degli adulti non solo psicologicamente ma anche fisicamente, tramite un segno che li identificasse come tali.
Ora mi darete della vecchietta bisbetica che mette la pulce nell’orecchio a tutti, ma non posso fare a meno di pensare questo: per come la vedo io, il fatto che un ragazzo/a debba mostrare un tatù o un piercing per sentirsi adulto non è altro che una prova che in realtà adulto non lo sia affatto, in particolar modo a livello mentale.

D’accordo, oggi esistono tecniche che permettono di far sparire i tatuaggi e togliere piercing senza lasciare cicatrici (così mi dicono), ma personalmente non posso fare a meno di trovare una scelta del genere piuttosto stupida: uno spende tanti soldi nientemeno che per farsi del male, diventare dipendente da colluttori e disinfettanti vari e, in sostanza, per rovinarsi la salute.
Nonostante tutto sono del parere che ciascuno di noi debba essere libero di operare le sue scelte e di gestire la propria vita come preferisce, ovviamente accettandone le conseguenze, e l’ultimo mio intento è quello di fare del moralismo. Però mi domando davvero se valga la pena danneggiare il proprio corpo (perché di danneggiare si tratta, alla fine) per una motivazione sterile e superficiale.

Siete d’accordo con me oppure la vedete in modo diverso? A voi la parola: mi interessa molto conoscere anche punti di vista diversi dal mio, perciò sbizzarritevi pure – naturalmente nel rispetto delle opinioni altrui.


Sull’acqua disidratata, su Justin Bieber e sulla stupidità umana

L’altro giorno ho letto su un libro di informatica di un tale – che proprio non posso non definire assoluto gegno del male – che guadagna dollari su dollari vendendo, tramite il suo sito internet, nientemeno che l’acqua disidratata. Migliaia e più di ignari (o stupidi?) clienti svuotano entusiasti le loro carte di credito… salvo poi vedersi recapitato un pacco pieno di bottiglie di plastica vuote e ovviamente incavolarsi di brutto (senza ricordarsi che chi è causa del suo mal pianga se stesso, soprattutto in questo caso).

Giuro che non ci avrei mai creduto, finché non l’ho vista con i miei occhi!

Oggi, invece, ho scoperto questa notizia altrettanto inquietante che riguarda quell’altrettanto gegno che risponde al nome di Justin Bieber (se qualcuno non lo conoscesse – in tal caso, meglio per lui -, sappiate che è un diciannovenne canadese con la voce e pure la faccia da ragazzina divenuto una star grazie a Youtube e davanti al quale le teenager di tutto il mondo sbavano e cascano come pere mature).
Si dà il caso che il Bieber nei giorni scorsi abbia fatto visita alla casa di Anna Frank e abbia lasciato, nel quaderno dei visitatori, il seguente messaggio: Essere venuto qui mi ha davvero ispirato. Anna è stata una grande ragazza. Magari sarebbe stata una “Belieber”.

C’è da dire che la cosa avrebbe potuto avere i suoi lati positivi: le sue fans tanto mentalmente evolute avrebbero potuto addirittura imparare qualcosa di utile nella vita! Peccato che, come c’era da aspettarsi, la faccenda si sia sviluppata in un modo ben diverso.
La pagina del Bieber e il sito del museo, infatti, sono stati invasi dalle suddette fan che domandavano, preoccupatissime: Ma chi è questa Anna Frank? Non sarà mica la nuova fiamma di Justin, OMG!!! O.o

Povera Anna! Altro che rivoltarsi nella tomba! Spero davvero che perseguiti i suoi incubi e quelli delle Beliebers fino alla fine dei loro giorni!

Come sempre lascio a voi qualsiasi commento a riguardo, perchè io sono totalmente senza parole. Ma vi prego, se potete, qualcuno mi salvi dalla stupidità che mi circonda! T.T


Sulla fine del mondo

Alfine il fatidico 21/12/2012 è arrivato, gente. Considerato che non si sono ancora viste piogge di meteoriti oppure onde gigantesche, né tantomeno alieni fucsia o criceti assassini, oserei dire che il pericolo della fine del mondo sia scongiurato. In attesa che qualcuno si inventi una nuova data riguardante la prossima presunta fine del mondo, vi propongo di farci quattro risate leggendo un articolo trovato sulla Repubblica di oggi, scritto dal grande Stefano Benni.

Ah, e buona Apocalisse a tutti, naturalmente! 🙂

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Pubblichiamo la seguen­te lettera recapitata ieri a duecento capi di Stato del mondo.

Gentili indigeni dirigenti del pia­neta T34678, (nel vostro linguag­gio “Terra”). Il mio nome è Ehy23gbsz44porzkbonalè e so­no il direttore generale di Equi­cosmo, l’agenzia di riscossione tributi della galassia. Mi duole comunicarvi che domani scade il termine della cartella esattoriale inviatavi trent’anni fa. In questo documento si comunicava che siete stati multati per gravi danni all’equilibrio del sistema solare, evasione alla tassa sui rifiuti spa­ziali, occupazione abusiva di or­bita e modifica climatica non au­torizzata. La multa, con i diritti di mora, ammonta a:

• 34000 groz (un groz corri­sponde al pil della Cina) per in­quinamento e surriscaldamen­to atmosferico e oceanico;

• 25000 groz per scioglimento ghiacciai;

• 20000 groz per esaurimento riserve idriche, risorse petrolife­re e deforestazione selvaggia;

• 34236 groz per mancanza di politica alimentare e aumento della popolazione non sfamabi­le;

• 11210 groz per estinzione di centomila specie ammali e ve­getali;

• 342 groz per IMUPP (tassa sul primo pianeta);

• 131 groz per danni causati dai vostri satelliti a quelli che voi chiamate Ufo e sono invece i nostri autobus;

• 27 groz per schiamazzi galattici, cioè superamento della soglia di rumori sgradevoli come esplosioni nucleari, MTV e musica negli ascensori;

• 16 groz per spese di cancelleria (i no­stri francobolli sono grandi come la vo­stra Svizzera);

• 3 groz per shopping non pagato di certa signora Minetti che ha acquistato su AlphaCentauri cosmetici, abiti e una pelliccia di skuznzelk per conto della regione Lombardia.

596x373_64004_Fine-del-mondo-secondo-iPhoneCome forse sapete, visto i tanti film che avete dedicato alla Fine del Mondo, Equicosmo prevede in caso di inadem­pienza, la distruzione del pianeta debi­tore mediante lancio di asteroide gi­gante. Per voi è stato scelto Calcolino, un calcolo renale di un milione di ton­nellate. Ma poiché noi siamo severi ma giusti, potete ancora rimediare.

Avete ventiquattro ore di tempo per ricostruire i ghiacciai, fermare le emis­sioni inquinanti, fornirci i dati di un piano alimentare mondiale, ricreare geneticamente il Dodo, e far pagare questa Minetti. Sappiamo che venti­quattro ore sono poche, ma avete avu­to anni per pensarci. Il precedente av­viso di multa fu comunicato a un vostro leader terrestre che si proclamava il più grande statista del mondo. Si comportò malissimo con la nostra postina saturniana, che ha sette culi, poi delirò di persecuzione interplanetaria. A differenza vostra, non prescriviamo i reati e le infrazioni. Potete però compilare il MRC (modulo rinvio catastrofe) il fo­glietto allegato di sette millimetri che contiene 23 milioni di voci. Un solo errore lo renderà non valido. Esso do­vrà pervenire entro al nostro ufficio Perdoni e Dilazioni entro un anno equicosmico, cioè tre secondi terre­stri. Uno, due, tre, tempo scaduto. Anche a noi piace scherzare!

Essendo noi di Equicosmo severi ma corruttibili, comunichiamo altresì che un’ora prima dell’impatto con l’asteroide, alcune nostre astronavi at­terreranno in piazza San Pietro, nella Death valley e nella salina di Sai’e Porcus. Pagando il biglietto di un groz, o l’equivalente in oro o bund tedeschi, potete avere il biglietto. Possiamo porta­re in salvo duemila terrestri. La cifra non è comprensiva dei pasti a bordo e va invia­ta entro mezzanotte al seguente conto: Maya346, Bank of Fine-del-mondo-asteroideCayman, o consegna­ta a mano all’avvocato Taormina, o ai to­pi con apposita divisa da hostess, nostri rappresentanti sulla terra. Non pensate a una truffa. Se avete dei dubbi sulla serietà del nostro provvedimento vi informiamo che la nostra stima, una volta avviata la procedura di cancellazione, è che il nu­mero di superstiti umani sia di circa 18 unità. Divertitevi coi vostri soliti sondaggi a capire le loro intenzioni di voto.

Ci dispiace di chiedervi questo sacri­ficio, comunque necessario per gli equi­libri interstellari della cosmozona. Vi diamo comunque un po’ di tempo per trasferirvi sul vostro pianeta di scorta, da dove potrete sicuramente assistere all’esplosione in diretta.

Ps. All’ultimo momento ci comunica­no, con nostro grande stupore, che voi non avete un pianeta di scorta, ma che la terra è l’unico pianeta che avete a disposi­zione. Da come vi siete comportati, pro­prio non sembrava. Purtroppo la procedura è avviata e Calcolino è in viaggio. Potete comunque presentare un reclamo. Ci duole però informarvi che il nostro ufficio reclami è chiuso per le feste stramagniche, che sarebbero le vostre ferie natalizie, e riaprirà il giorno terrestre 27.

Spiacenti. Eravate divertenti, nella vostra stupidità, abbiamo riso molto vedendo la conferenza sul clima di Doha, adoriamo i vostri drammi sugli arbitraggi calcistici e il vostro sport di ammazzare le ex fidanzate, e infine ci sarebbe piaciuto vedere quanti parti­ti si sarebbero presentati alle elezioni italiane. Ci mancherete.

Cordiali saluti
Per il servizio Equicosmo
il direttore generale
Ehy23gbsz44porzkbonalè


San Valentino, festa degli innamorati (ovvero una scusa per parlare d’amore)

Vedo e prevedo che, dopo che avrò premuto il tasto “pubblica”, questo post riceverà una sfilza di commenti riassumibili in:

Sei una sfigata senza vita sociale che si rode lo stomaco dall’invidia per il fatto che il 90% delle sue coetanee abbia già da tempo il fidanzato, mentre lei non perda neanche tempo a cercarlo.

Non nego che possa sembrare strano che una quasi diciassettenne del 2012 non sia mai stata fidanzata, né che sia un tantino di parte esprimere pareri del genere da parte di una single, ma questo piccolo pensiero bizzarro che sto per illustrarvi mi sfrigolava in testa già da un po’ di tempo, e si dà il caso che la data odierna gli abbia dato l’input per essere riprodotto su carta (o sui pixel dello schermo, se preferite).
Quindi ecco a voi le mie riflessioni assolutamente personali su una festa che, sebbene nata con i più nobili intenti, si è purtroppo ridotta a un’insignificante trovata per trasformare una cosa (che dovrebbe essere) bella e personale come l’amore in una specie di show senza senso.

Prima di tutto, non ho potuto fare a meno di notare che, da quattro settimane fa a oggi, c’è stato un considerevole aumento di nuovi fidanzamenti all’interno del giro delle mie conoscenze. Sarà un caso che, giusto nel mese antecedente a San Valentino, ci sia stata una specie di corsa alla ricerca del futuro partner? Non saprei, ma si tratta di un fenomeno che osservo già da alcuni anni (diciamo dalle medie). Ma non sono qui per dare soddisfazione a quei simpaticoni che non aspettano altro che le solite accuse stereotipate verso il povero San Valentino, perché è risaputo che Pensieri d’inchiostro è un blog dove i luoghi comuni sono combattuti a spada tratta. Quindi no: non starò ad annoiarvi con i classici

è una festa commerciale

meglio soli che male accompagnati

l’amore non si festeggia un solo giorno, ma per tutto l’anno

e chi più ne ha più ne metta… anche perché, vorrei far notare, non sto criticando San Valentino, ma l’uso bislacco che molti innamorati e finti tali sembrano fare di San Valentino. Continua a leggere


Gelmini, neutrini e cretini

Come probabilmente saprete, in questi giorni all’istituto CERN di Ginevra è stata fatta una scoperta che pare rivoluzionerà la fisica: detto in parole povere, gli scenziati del CERN hanno “sparato” parecchie migliaia di neutrini (che – dice chi di fisica ne sa qualcosa in più della sottoscritta – sono “le particelle subatomiche dalla massa quasi inesistente”) nel sottosuolo fino a far raggiungere loro il laboratorio sotto il Gran Sasso, per un totale di 732 km alla velocità di circa 2 millesecondi e mezzo (mica male, eh?). La scoperta sta nel fatto che questi neutrini, nella loro corsa tra Svizzera e Abruzzo, avrebbero superato di poco la velocità della luce, mentre, secondo la Teoria della Relatività di quel tontolone di Einstein, nulla è più veloce della luce.

Oggi, però, non sono qui per parlarvi di fisica: già non ci capisco un granché a scuola, figuriamoci cosa combinerei se dovessi mettermi a scrivere un trattato scientifico. Vorrei parlarvi di come il nostro ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini ha commentato la sensazionale notizia, e soprattutto di cosa si è scatenato dopo il suo commento.

Fatevi un’idea fin da subito leggendo il comunicato ufficiale di Mary Star (le parti in blu, evidenziate da me, sono quelle da cui è partito tutto):

Ufficio Stampa

Roma, 23 settembre 2011

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

 

Avete capito cosa dice la nostra ministra? Da come parla, sembra convintissima che noi italiani – universalmente conosciuti per spendere bene i nostri soldi – abbiamo costruito un tunnel sotterraneo che va da Ginevra al Gran Sasso attraverso il quale i neutrini si sono fatti la loro corsetta.
Solo io noto che per costruire un tunnel del genere – vi ricordo perfettamente rettilineo e lungo più di 730 km – servirebbe qualcosina in più di 45 milioni di euro? Ma poi, mi chiedo io, come hanno fatto a costruirlo, questo tunnel:
a) senza che nessun italiano si accorgesse di nulla;
b) e senza nemmeno una manifestazione anti TAV-CERN?

Tra le possibili ipotesi che mi sono venute in mente ci può stare che lady Gelmini creda che il Gran Sasso sia una montagna delle Alpi (e quindi la distanza sarebbe più ragionevole) invece che dell’Appennino, ma la domanda resta sempre la stessa: perché non usare i pochi “neurini” (neuroni piccini piccini) che ti ritrovi per ragionare, invece che sparare una gaffe del genere?

Ormai, questa storia – soprattutto dopo che lady Gelmini, per cercare di rimediare alle castronerie dette, si arrampica sugli specchi con un bel “Polemica destituita di fondamento e assolutamente ridicola. È ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso” – sta facendo il giro del web.
Non ci credete? Fatevi due risate con alcuni dei commenti che si trovano su internet a proposito dell’ormai celebre “Tunnel Gelmini”:

>La Gelmini: “45 milioni di euro per costruire il tunnel Ginevra-Abruzzo… e ancora non sapete quanto è costato far imbiancare il muro del suono!”

>La Stella mi ricorda un vecchio sindaco amante delle citazioni famose che un giorno in particolare vena disse: “Io faccio come Salamone che se ne lavò le mani e appena passato il fiume Rubicondo disse: il brodo è cotto.” Per la voglia di apparire colta ha mostrato la sua ignoranza. Ma d’altra parte il suo presidente parlando dei fondatori di Roma aveva nominato Romolo e Remolo. Mancava Gongolo e Cucciolo ed era a posto. Tale presidente tali ministri.

>Facevo questa riflessione: se la Gelmini ha speso 45 Milioni di € per costruire una galleria di 730 km da Ginevra al Gran Sasso e i suoi colleghi invece spenderanno 6 miliardi per costruire un ponte di 3.6 km a Messina, non sarebbe meglio farla Ministra dei Lavori Pubblici?

>Finalmente si è scoperto perchè non riescono a finire la Salerno-Reggio Calabria: gli operai, all’insaputa di tutti, nottetempo, hanno scavato il tunnel Gran Sasso-Ginevra. È mai possibile che una persona così ignorante deve essere il nostro Ministro della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca Scientifica? Deve dimmettersi immediatamente!!

>Per fare cassa, Tremonti sembra stia pensando ad installare autovelox per neutrini nel tunnel Gelmini.

>”Le vostre sono tutte posizioni faziose e comuniste! Io stesso ho percorso il tunnel a gran velocità e devo dire che è ben costruito e funzionale, una vera Grande Opera di questo governo, alla faccia di questa opposizione irresponsabile e catatrofista. L’unico cruccio è che mi ha beccato l’autovelox…” Il neutrino Silvio

>Non avete capito niente! È tutta colpa dei neutrini comunisti che subdolamente hanno tratto in inganno il nostro illustrissimo Signor Ministro.

>C’è solo una cosa che, oltre a superare la velocità della luce, supera anche quella dei neutrini: è l’idiozia del ministro Gelmini, unita a quella degli italiani che hanno votato e continueranno a votare per tali personaggi d’avanspettacolo.

>Finalmente abbiamo la prova che l’Assoluto esiste in barba ai miscredenti relativisti e alle loro squallide e menzognere tesi. L’Assoluto è vivo ed è tra noi sotto le mentite spoglie della ministra della pubblica ignoranza. Aveva ragione Einstein quando asseriva che ci sono due cose infinite: l’universo e l’ignoranza umana. Adesso la teoria di Einstein è definitivamente ed indiscutibilmente dimostrata.

>ATTENZIONE: blocco causa incidente al Km 485 del tunnel gelmini. Si segnalano tempi di percorrenza allungati di 60 nanosecondi.

>Il vuoto assoluto necessario per il Tunnel Gelmini è stato cortesemente fornito dal cervello della medesima.

>Il Freccia Rotta è il nuovo treno superveloce, che, sfruttando il Tunnel Gelmini, ti porta da L’Aquila a Ginevra in 38 nanosecondi.

>È un grande risultato: il limite della velocità della luce era una pesante eredità lasciataci dal precedente governo.

>E be’… dopo un’opera ingegneristica del genere, il ponte sullo stretto di Messina è una roba da laureandi… A quando la seggiovia per la luna?!?

>I neutrini può essere cha vadano più veloci della luce, in cambio i suoi “neurini” (neuroni piccini, piccini) manco partecipano alla corsa… Squalificati per irreperibilità…. E Mr. B l’ha nominata ministro dell’istruzione….

>Ma poi… quanto è lontano il CERN dal Gran Sasso??? Zitta Gelmini, e scava.

Una foto comparsa in rete

Una foto comparsa in rete...

La mia conclusione?

Mia cara Mary Star, ti chiedo un favore a nome di tutti gli studenti italiani (e non solo): vacci tu nel tunnel, insieme ai tuoi amici neutrini, a Mister B. e a tutta la bella compagnia, invece che continuare a ostentare al mondo intero la tua abissale ignoranza e totale incapacità nello svolgere il tuo lavoro di ministra… e soprattutto restaci!


Libro Vs. eBook

Da quando sono comparsi gli eBook, i cosiddetti libri elettronici, sul web si discute molto riguardo a questo spinoso confronto: sono meglio i cari “vecchi” libri cartacei o in futuro si leggeranno soltanto libri in formato eBook.
La discussione tra bibliofili incalliti e sostenitori delle nuove tecnologie è molto accesa: i primi si aggrappano all’odore della carta e alla sensazione delle pagine che scorrono sotto i polpastrelli, i secondi lodano la praticità dell’eBook-Reader; gli uni sostengono che i libri non moriranno mai, gli altri, invece, affermano che presto ciò che oggi si legge su carta verrà sostituito con uno schermo… Insomma, la questione è piuttosto complicata, perché nessuna delle due parti sembra avere intenzione di cedere, e a chi ancora non ha deciso se rimanere fedele ai libri o passare agli eBook viene posta di continuo una difficile domanda: tu da che parte stai?

Ma queste due fazioni in perpetua lotta, fortunatamente, non sono le uniche. Ne esiste, infatti, anche una terza: la fazione composta da coloro che hanno preso in considerazione e analizzato i pregi e i difetti sia dei libri sia degli eBook, e che sono convinti che non ne esisterà uno che prevarrà sull’altro. Sono coloro che hanno iniziato a leggere eBook pur rimanendo fedeli ai libri… ed è di questo gruppo che anch’io faccio parte. Quest’oggi, perciò, non ho intenzione di far uscire l’appassionata bibliofila che è in me elogiando i libri, prendendomela con gli eBook e tirando fuori il solito luogo comune che “la cultura e la tecnologia sono incompatibili”, e nemmeno di scrivere un trattato scientifico sui libri elettronici per accusare i bibliofili accaniti di essere degli inutili tradizionalisti. Oggi mi limiterò semplicemente a scrivere quali sono, appunto, i pregi e i difetti degli uni e degli altri, naturalmente secondo la sottoscritta, e poi a proporvi di fare lo stesso tramite un sondaggio. Cominciamo, dunque.

~ I libri  ~

Pro:

• Si possono sfogliare, carezzare e persino annusare. Un libro può diventare un amico, oltre che un semplice oggetto;

• È bello averli tutti in vista sulla propria libreria, guardarli mentre ammiccano e chiedono insistentemente: “Leggimi, leggimi!”;

• Si possono personalizzare, scrivendovi sopra note o semplicemente sottolineando frasi, rendendoli in questo modo unici nel loro genere. Ed è bello, a distanza di anni, rileggerli per riscoprire i nostri pensieri mentre li leggevamo;

• La sensazione di magia e di mistero che si prova quando si entra in una libreria, specie di libri usati, o in una biblioteca non ha prezzo;

• C’è maggiore “senso di appartenenza”: se io compro un libro, posso dire che quel libro mi appartiene, che è mio e mio soltanto;

• Si possono prestare agli amici, condividendo così quelli che ci sono piaciuti e permettendo a chi ci conosce di assaporare le nostre stesse sensazioni durante la lettura;

• Si possono lasciare sullo scaffale anche per anni, ma quando li riapriremo le storie saranno ancora lì ad aspettarci, e il segnalibro lasciato tra le pagine non si sarà mosso di un millimetro, in attesa del nostro ritorno;

• Un libro invecchia come noi, si rovina e si deteriora, ma rimane pur sempre un libro, e come tale è in grado di raccogliere i pensieri di decenni o addirittura secoli di letture: ecco perché un volume antico ha un certo fascino per chiunque;

• A un libro si possono affidare segreti, come un foglietto chiuso tra le pagine, oppure un oggetto prezioso nascosto dietro una fila di libri;

• Infine, se lanciati possono diventare un’arma bianca da taglio (e fanno pure male!), oppure un metodo sbrigativo per acchiappare un insetto molesto.

Contro:

• Occupano molto spazio, e prima o poi bisogna passare a un altro scaffale. Lo spazio, in ogni caso, è sempre destinato a finire;

• Spolverarli non è cosa da poco, visto che a lasciarli sugli scaffali si riempiono di sporcizia;

• Spesso si trovano a prezzi esagerati, come se gli editori si divertissero a gonfiarli per guadagnare di più. La cosa peggiore è che, quando li si aprono, spesso e volentieri si scopre che è stata utilizzare un’impaginazione che ci leggerebbe anche mio nonno, unicamente per far lievitare il numero di pagine;

• Si possono rovinare, strappare o bagnare: la carta non è esattamente il materiale più resistente e duraturo di tutti. Inoltre, a volte le pagine si staccano o si incollano, le copertine si rovinano, la carta ingiallisce;

• Non è facile trovare tutti i libri che si desiderano in libreria, e doverli ordinare e aspettare per settimane è antipatico. A meno che non si decida di acquistarli online, la disponibilità, dunque, è piuttosto limitata;

• Sono pesanti e ingombranti da trasportare;

• Si possono leggere solo fino a una certa età: spesso con la vecchiaia la vista peggiora, e la lettura non è più semplice come un tempo;

• Suscita un certo disappunto vedere una persona con un libro in mano in un luogo pubblico, specie se affollato, almeno dalle mie parti… forse perché la lettura obbliga a restare in silenzio e in solitudine, a cui spesso si attribuisce un significato negativo, di malinconia o di tristezza;

• Non è molto ecologico: produrre carta costa, e tanto. Per smaltire le copie al macero, inoltre, servono altri soldi ed energia.

~ Gli eBook  ~

Pro:

• Sono prima di tutto libri: se io voglio semplicemente leggere una storia, non cambia assolutamente nulla tra libro ed eBook.

• Sono leggeri e occupano pochissimo spazio: in un eReader, che pesa pochi grammi, si trovano migliaia di libri in pochi Megabyte;

• Si possono leggere ovunque, anche al buio (non con tutti gli eReader, però);

• Si trasportano facilmente: il volume di un eReader è minimo ed entra comodamente in qualsiasi cartella o borsetta;

• Un eReader può essere scambiato per un cellulare o un palmare, perciò si può leggere anche nei posti più impensati (come sull’autobus o in fila all’ufficio postale) senza che nessuno sospetti che si tratti di un libro elettronico, e quindi risparmiando al lettore in questione diverse prese in giro da parte di un qualche simpatico non-lettore;

• Sono di facile reperibilità, si acquistano online e si possono scaricare in pochi secondi, anche direttamente sul proprio eBook-Reader;

• Si trovano spesso gratis, e quindi si può evitare di spendere soldi per un libro non degno di essere acquistato, o magari di avere l’opportunità di leggerlo in anticipo per poi eventualmente decidere di comprarlo;

• Il formato ePub permette di impaginare un eBook come si preferisce, di aumentare o diminuire il numero di caratteri per pagina, in modo da adattarsi a qualsiasi esigenza;

• Grazie a internet si possono condividere con chiunque senza problemi di spedizione: la diffusione è velocissima e praticamente senza barriere;

• È ecologico ed economico: non ci sono sprechi di carta e produrlo non costa quasi niente. Non esistono le copie invendute come con i libri, e da un solo file si possono ottenere migliaia di duplicati;

• Allargando i caratteri, anche le 99enni possono continuare a leggere nonostante la loro cecità.

Contro:

• Il “senso di appartenenza” se ne va: non è possibile dire “Questo eBook è mio e solo mio”, perché un file non è un oggetto da tenere in mano;

• Niente pagine sfogliate o odore della carta stampata, cose indispensabili per molti lettori. Inoltre, per molti è brutto dover leggere attraverso uno schermo “freddo”  a separare il lettore dal libro;

• Sono meno duraturi: è facile eliminare per sbaglio un eBook o renderlo per errore inservibile;

• Oggi esistono i formati PDF ed ePub, ma tra pochi anni ne inventeranno un altro, e poco dopo un altro ancora, e tutte le volte bisognerà adeguarsi, perché il modello precedente di eReader non permette la lettura del nuovo formato;

• Basta una caduta per rovinare irrimediabilmente un lettore di eBook… e in quel caso addio ai libri;

• Leggendo al computer si può benissimo dire addio alla vista; usando un eReader le cose vanno meglio, ma alla lunga stanca lo stesso;

• Non è alla portata di tutti: può essere complicato imparare a usare un eReader;

• Gli eReader costano parecchio e non sono ancora stati perfezionati: acquistandone uno si rischia che diventi presto obsoleto;

• Proprio perché la diffusione e la condivisione sono così semplici, accresce lo scaricamento illegale di libri;

• Provateci a uccidere una mosca con un eReader! Anzi, prima di farlo, guardate questo video, inorriditevi e non provateci nemmeno:


La nuova applicazione Newsday è migliore di un giornale secondo
tutti i punti di vista… eccetto uno.

Ed ecco qui di seguito il sondaggio di cui vi parlavo:

(Se votate, lasciate un commento.)

 

EDIT del 31/10/11: non so chi siano  quei 52 che hanno votato “Non leggo mai”. Possono anche essere la stessa persona che ha votato la stessa cosa per più di 50 volte: non lo so e non mi interessa. Dico soltanto che, secondo me, è un tantino triste non leggere mai e nonostante questo leggere un blog che parla esclusivamente di libri.


La legge anti-Amazon

È una notizia che sta facendo il giro di internet già da alcune settimane: dal prossimo 1 settembre entrerà in vigore la Legge Levi – o meglio Legge Anti-Amazon, come l’hanno già ribattezzata in molti, dal momento che sembra fatta apposta per colpire il famoso negozio online –. Legge che, in pratica, imporrà uno sconto massimo del 15% sul prezzo di copertina dei libri, salvo casi particolari in cui può arrivare al 20% oppure, in circostanze ancor più particolari, al 25%. Qui un piccolo riassunto:

Il Senato ha dato il via libera, con voto bipartisan e la sola astensione dei radicali, al disegno di legge che disciplina il prezzo dei libri. Il documento introduce un tetto agli sconti praticabili per la vendita dei libri in libreria o via web pari al 15% del prezzo di copertina. Per quanto riguarda gli editori, sono invece consentite, con l’esclusione del solo mese di dicembre, promozioni e campagne distanti tra di loro, non reiterabile nell’anno solare e di durata non superiore a un mese, con sconti non superiori al 25% del prezzo fissato.

Le deroghe previste
Fissato il tetto massimo agli sconti, sono però previste diverse deroghe. La prima, con una dilatazione fino al 20%, è prevista in occasione di manifestazioni rilevanti a livello internazionale, nazionale e locale. Ma eccezioni sono previste anche in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, centri di formazione legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalità scientifiche o di ricerca, biblioteche, archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, educative e università. Altra deroga riguarda, infine, i libri per bibliofili, quelli d’arte, quelli antichi, usati o fuori catalogo.

Le sanzioni
Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dal 10 settembre 2011. In caso di scorretta applicazione della legge le sanzioni andranno da una multa da 516,46 a 3098,74 euro, fino alla chiusura dell’attività fino a 20 giorni in caso di recidiva.


Credo che a questo punto sia chiaro come mai questa legge è stata definita “Anti-Amazon”: siti come Amazon e IBS possono permettersi sconti molto sostanziosi, perché buona parte del prezzo di copertina di un libro va al distributore, cosa di cui i suddetti negozi online, attuando una vendita per corrispondenza, non hanno bisogno. Soprattutto Amazon fa quasi sempre sconti addirittura del 30-35%, perciò non stupisce che molti lettori abbiano smesso o quasi di fare compere in libreria: perché pagare un libro a prezzo pieno, considerato anche che le case editrici più grandi gonfiano abbondantemente i prezzi, quando acquistandolo online possiamo pagarlo un terzo di meno, con tanto di spedizione gratis sopra i 19€, pagamenti sicuri e arrivo a casa nel giro di pochi giorni?

Questo, naturalmente, non piace alle librerie: chi compra su Amazon inevitabilmente non comprerà da loro. In teoria, una norma come questa dovrebbe essere una speranza per i piccoli librai, che non possono permettersi grandi sconti e che sono schiacciati dalle grandi catene e dai siti di vendita online – oltre che, non dimentichiamocelo, dall’affermarsi degli eBook -, ma a questo punto io mi chiedo se davvero una legge del genere possa aggiustare le cose: già ci troviamo in un paese dove i libri si comprano poco e si leggono ancora meno, dove gli unici libri che si comprano sono i best-seller e dove i piccoli editori devono fare i salti mortali per non fallire; se poi ci si mette una legge che non permette sconti oltre il 15%, si acquisteranno sempre meno libri. Di conseguenza, i piccoli librai spariranno dalla faccia della terra, e il sospetto che questa legge sia stata creata unicamente per proteggere Mondadori & Co da Amazon non rimane più un semplice sospetto.

La questione di Amazon, però, non è finita qui: io, personalmente, ho smesso quasi del tutto di acquistare libri in libreria da parecchio tempo. Non tanto perché i prezzi di vendita online siano così stracciati, ma per un motivo ben preciso: certi libri nei negozi non si trovano manco a pagarli. Un romanzo uscito da poco in libreria rimane per pochissimo tempo: qualche mese in più se vende particolarmente bene, ma in genere i best-seller sono destinati a essere rimpiazzati da altri best-seller nel giro di poco. Questo dimostra che ciò che conta non è la qualità ma la moda del periodo; in ogni caso, trovare un libro che non abbia avuto un successo clamoroso e che sia uscito non da un mese ma neanche da dieci anni è un’impresa quasi impossibile. E a questo punto l’unica cosa da fare è ordinarli e doverli aspettare per settimane prima che (sempre che) arrivino.
Ma oltre a quei libri pubblicati da Mondadori, Rizzoli, Einaudi & Co, esistono anche i romanzi degli scrittori esordienti, che io , da aspirante scrittrice desiderosa di confronti, tengo molto a leggere: questi, in genere, sono pubblicati dalle piccole-medie case editrici, che in libreria non arrivano. Punto.

Quello che sto per narrarvi è accaduto circa un anno e mezzo fa: desideravo molto leggere il libro d’esordio di un giovane autore, pubblicato da una piccola casa editrice, così, non conoscendo ancora Amazon, lo ordinai in libreria. Sorvolando sul prezzo di copertina da infarto – 12€ per cento pagine scarse -, quel libro impiegò quattro settimane ad arrivare. Quattro settimane. Come se non bastasse, quando andai a ritirarlo mi fecero pagare un sovrapprezzo di ben 7€ perché, mi dissero, la casa editrice aveva tirato fuori delle balle (e poi mi tocca a sentire che i piccoli editori falliscono per colpa del mondo brutto&kattivo dell’editoria!). In definitiva, spesi 19€ per un libercolo insignificante di neanche un centinaio di pagine.
Da quel momento, decisi che non avrei più ordinato un libro di un piccolo editore in libreria, così passai ad Amazon, a cui mi affido tutt’ora senza rimpianti: sono d’accordo che sia giusto sostenere le piccole case editrici, ma perché continuare con scherzetti del genere, quando acquistando online non si ha nessun sovrapprezzo, quasi nessun costo di spedizione e la consegna a casa in 4 giorni?
Sorvolando sulla pessima distribuzione dei piccoli editori, che comunque non possono fare più di tanto, però, la colpa è soprattutto delle librerie, che tengono solo i libri che fanno comodo a loro, e che a volte tirano fuori addirittura delle scuse per non ordinare un certo titolo.

Per non parlare dei prezzi, poi, che a volte sembrano completamente assurdi: d’accordo che la pubblicazione del libro abbia un costo, ma c’è anche da dire che siano moltissimi gli editori che allargano l’impaginazione a dismisura, vendendo a 18-20€ libri di 400 pagine che avrebbero potuto stare comodamente in 150.
Basta prendere, ad esempio, uno degli ultimi titoli pubblicati da Mondadori, Le luci di settembre di Carlos R. Zafòn: esattamente 268 pagine scritte con corpo 14, che occuperebbero un centinaio di pagine di Word, a 19€. O come Il libro del Destino di Elisa Rosso, edito da Piemme, 500 pagine che su Word sarebbero sì e no 150, a 18€. O ancora come il recente best-seller L’atlante di Smeraldo: neanche 500 pagine con 26 righe per pagina (di solito sono almeno 35-40) a 18,60€. E vi faccio notare che altre case editrici più oneste libri del genere, stesso formato compreso, ad almeno 3-4€ di meno.
Qui non si parla più di spese di stampa e di produzione (che ci vuole a ridurre un po’ il corpo di scrittura?), ma di trucchi sporchi per guadagnare di più. E poi ci si stupisce se certi lettori preferiscono scaricare libri gratis in modo illegale, piuttosto che spendere così tanti soldi.
Anche acquistando con il 30% che offre Amazon, in questo caso, si spende comunque tanto, ma è comunque meglio che regalare soldi inutili a certi editori-approfittatori. E invece presto non sarà più possibile neanche questo.
Presto sarà domandato a tutti i lettori di fare una scelta: volete il tal libro? Siete disposti a sborsare 18€? Se sì, bene, se no, pazienza. E, considerando che più un libro costa, meno libri si possono comprare con la stessa cifra, credete che questa crisi dei libri che si vendono poco si risolverà? Io dubito molto, se devo essere sincera; anzi, credo che sia proprio grazie ad Amazon e compagnia bella se i libri si vendono ancora.

La soluzione? Innanzitutto, comprate finché potete: approfittate degli sconti che stanno facendo Amazon (-40% su 9’000 tascabili), IBS (fino al 75% su 150’000 titoli), Bol (sconti tra il 30% e il 40% su molti libri e la promozione “Più compri, meno spendi” – quest’ultima fino al 9 agosto, quindi sbrigatevi!) e gli altri durante questo ultimo mese di libertà. In secundis, per fortuna biblioteche e negozi di libri usati non rientrano negli obbiettivi della legge, perciò via libera anche a questi. Ma adesso credo di essermi dilungata anche troppo, quindi vi rimando al prossimo articolo, in cui spiegherò più dettagliatamente i miei “trucchi” per poter leggere senza finire al verde.

Spero solo, però, che coloro che hanno approvato questa norma non impieghino molto a capire che una legge del genere non è proprio il massimo per risolvere i problemi.


L’invenzione del millennio

In un’epoca di eBook, iPad, inchiostri elettronici e varie diavolerie tecnologiche, ecco a voi un’invenzione che non potrà assolutamente mancare nelle case di tutti i lettori del mondo. Questo video (spagnolo ma sottotitolato in italiano) vi illustrerà tutto ciò di cui questa incredibile creazione è in grado di fare:

PS: questo non significa che io sia anti-eBook! 😉


Se leggi sei sfigato. Se non leggi sei tonto.

È da parecchio tempo che ho iniziato a notare questo fatto, questo paradosso apparentemente inspiegabile.

Tutti dicono che il mondo sta andando a rotoli, che le nuove tecnologie stanno prendendo il sopravvento a discapito delle cose che contano davvero.
Tutti dicono che la televisione e Facebook stanno diventando armi potentissime, in grado di prendere il controllo di ogni cosa (il che in effetti non è da escludere, visti i 600 milioni di utenti iscritti a FacciaDaLibro).
Tutti dicono che oggi l’importante è apparire, non essere: le ragazze sognano di diventare modelle e di andare a sculettare in televisione per poi essere rimpiazzate a 25 anni e sostituite con altre più giovani; i ragazzi sognano di diventare dei novelli Valentino Rossi, solo per il gusto di fare brombrom con la moto; oggi il massimo delle aspirazioni personali è riuscire a entrare al Grande Fratello o essere selezionati per andare all’Isola dei Famosi e agli altri reality scemi, vivendo in questo modo i propri 15 minuti di fama.
Tutti dicono che non c’è più cultura, che le nuove generazioni sono destinate a nascere ignoranti e a diventarlo ancora di più.
Tutti dicono che i giovani, in particolare gli adolescenti, non leggono, che preferiscono stare a rimbambirsi davanti alla TV piuttosto che leggere.
Tutti dicono, dicono e dicono. E nessuno di quelli che dicono si prende mai la briga di fare concretamente qualcosa, qualsiasi cosa, che possa far migliorare la situazione.
È facile parlare di questo e di quello, meglio se lodando gli onnipresenti “Vecchi tempi”, per poi lavarsene le mani e continuare la propria vita come se niente fosse.
È facile fare come la mia amyketta Mary Star Gelmini, che da bravo ministro dell’istruzione si limita a dar ordine di creare il patetico spot pubblicitario che andava in onda qualche mese fa e che recitava “Leggere è il cibo della mente: passaparola!” – come se una semplice pubblicità servisse a qualcosa -, per poi ritornare dalla parrucchiera e prepararsi per la nuova comparsa in televisione (avete notato, tra parentesi, che tutte le volte ha un taglio diverso?).

Il video di cui parlo (scusate per la bassa qualità, ma è l’unico che ho trovato).

Come sempre, succede quel che deve succedere: tutti dicono e nessuno fa.
Anzi, ancora peggio: noi adolescenti siamo accusati da tutti di essere degli ignoranti, ma nessuno si ferma un attimo a mettersi nei panni di un adolescente di oggi. Nessuno si chiede mai cosa significhi per un adolescente essere un lettore appassionato, o comunque un lettore da almeno una dozzina di libri all’anno.
Nessuno immagina che per un giovane sia pressoché impossibile dichiarare apertamente la propria passione in pubblico così come dichiarerebbe, per esempio, di aver acquistato l’ultimo modello di smartphone: o meglio, sarebbe possibile, se fosse gratificante vedersi ridere in faccia.
Nessuno immagina che certi adolescenti arrivino addirittura a insultare chi vedono con un libro aperto in mano, dandogli dello sfigato asociale, o peggio.
Nessuno immagina che passare una serata a leggere, piuttosto che a drogarsi, ubriacarsi o affumicarsi in discoteca, sia poco meno che un’infamia per un adolescente del 2011.
Nessuno pensa che nel mondo dei giovani la lettura sia considerata un’attività da vecchietti, e che chi legge sia inevitabilmente uno che perde il suo tempo, che a rigor di logica dovrebbe trascorrere a divertirsi e a godersi la giovinezza.
Nessuno pensa che un adolescente che sull’autobus usa il suo iPod per leggere invece che per ascoltare musica a palla (come fa la sottoscritta) possa essere normale.
Nessuno si ferma mai a riflettere su questo, eppure è così: conosco personalmente ragazzi miei coetanei che sarebbero dispostissimi a leggere, ma che non leggono per paura di essere giudicati. E credete che per chi ha la fortuna di aver imparato in fretta a non dare peso ai giudizi degli altri la vita sia facile?

Ciò che non mi piace del mondo oggi non è che ignorante, ipocrita, falso, brutto&kattivo o quant’altro, solo che è contraddittorio. Prima dice una cosa, poi senza scomporsi afferma il suo contrario.
Se non leggi sei un tontolone, un analfabeta che non sa nulla della vita; viceversa, se leggi sei uno sfigato che una vita non ce l’ha.
Come la mettiamo?