La prima volta che ho perso l’aereo (non per colpa mia)

Riassunto della mia avventura di ieri per tornare a casa

– Ore 6.30 (di Greenwich): mi alzo, faccio colazione e metto le ultime cose in valigia.
– Ore 8: prendo il bus per arrivare in centro e poi il treno fino all’aeroporto. Durante il viaggio scopro che il primo volo, Manchester-Bruxelles, partirà con 45 minuti di ritardo, ma non mi preoccupo perché tanto a Bruxelles avrò comunque abbastanza tempo per raggiungere il secondo volo (se se, credici finché sei in tempo -.-).
– Ore 12.25: Finalmente decolliamo, con il ritardo che è arrivato a un’ora e venti. Durante il volo scopriamo che la ragione del ritardo è un favoloso sciopero del personale a Bruxelles, tuttavia presto ci sanno dare le info precise riguardo ai gate dei voli successivi, e sentendo nominare anche il mio mi tranquillizzo pensando che *dovrebbero* aspettarmi, visto che a quanto pare sanno che sono sull’aereo in ritardo.
– Ore 14.47 (di casa): atterriamo a Bruxelles esattamente quando sta iniziando l’imbarco del secondo volo, Bruxelles-Bologna. Io sudo in partenza pensando a quanto dovrò correre per prendere quell’aereo, per cui tuttavia nutro ottime speranze per via del punto precedente. Ovviamente dobbiamo aspettare il bus che dall’aereo ci porti al gate: tra l’attesa e il viaggio arrivano le 15.
– Ore 15: Non c’è tanta gente ai controlli, ma una sola fila è aperta e le guardie aeroportuali se la stanno prendendo piuttosto comoda. Arriva anche un simpatico tizio che decide che soltanto lui ha fretta e decide di passare davanti a tutti. Io e una signora inglese facciamo gentilmente notare che i nostri aerei partono tra 15 minuti, ma il tizio passa lo stesso. Per fortuna me la sbrigo velocemente tra i controlli di valigia e passaporto, al che schizzo alla ricerca del mio gate quando da orologio mancano ormai solo 5 minuti al presunto decollo.
– Ore 15.10: corro verso il mio terminale che “Usain Bolt levati proprio”, rischiando di investire un numero imprecisato di persone (sorry, ero un po’ di fretta).
– Ore 15.14: arrivo ad A54, due gate prima del mio a 50 metri di distanza, che i tabelloni dicono ancora “Ultima chiamata”. Anche se sto morendo penso che mi manca solo un ultimo sprint per farcela.
– Ore 15.15: passo al gate A56 e noto che il tabellone ora dice “Gate closed”. Impreco.
– Ore 15.15 e 30 secondi: arrivo finalmente all’A58 che è perfettamente deserto, e capisco che nonostante le promesse si sono ben guardati dall’aspettarmi. Dico addio al volo e impreco, tanto.
– Ore 15.20: raggiunto l’ufficio informazioni e chiedo qual è il prossimo volo su cui posso salire. La dolce signora al banco mi annuncia che di voli diretti non ce ne sono, però posso fare scalo a Fiumicino e arrivare sempre a Bologna, partendo dopo le 18. Rassegnata, ovviamente accetto. La signora prova pietà per me e mi regala un buono da spendere in un ristorante del terminal.
– Ore 15.30: mi consolo decisamente per il volo perso mangiando waffel e Nutella. Giro un po’ per i negozi, leggo, ascolto musica per far passare il tempo prima dell’altro volo.

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Marta Holmes e il Mistero della Macchia Nera

Stanotte mi alzo per andare in bagno e durante il processo noto che la mano destra è tutta sporca di nero. Me la pulisco e intanto mi accorgo che anche il pigiama presenta strisciate scure sul fianco destro, di quello che sembrerebbe inchiostro. Torno a letto e noto una chiazza nera sul lenzuolo, a quanto pare responsabile del danno.
Ma il mistero è fitto: come c’è finita una macchia d’inchiostro sul letto?
Inizio a pensare alle cose che vi ho appoggiato durante il giorno: vestiti, il computer… lo zaino. Afferro quest’ultimo e scovo una macchia nera sul fondo, al che mi viene l’illuminazione: apro lo zaino e ci trovo la penna che avevo incautamente buttato dentro e che aveva ben pensato di scoppiare.
Alla fine il caso è risolto: la malefica penna viene assicurata alla giustizia e io me ne torno a dormire, pensando che la mattina mi toccherà lavare pigiama, lenzuola e zaino in un colpo solo, ma soprattutto che Sherlock sarebbe fiero di me per le mie deduzioni delle due di notte.
Fine.

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Di vestitini, libri e tartarughe

Il 29 luglio, giorno in cui lascerò l’Italia per un po’, si avvicina.
Mentre il mio cervello – complice forse anche il caldo di questi giorni – manifesta segni di schizofrenia con pensieri del tipo

Happiness

“Che bello, non vedo l’ora! Tra poco me ne andrò da sola a esplorare il mondo e vivrò un sacco di esperienze meravigliose!”

e al tempo stesso

paura

“Ommioddio, che fifa bestiale che ho addosso, ma chi me l’ha fatto fare??”

(anche se, per fortuna, prevale il primo), mi viene in mente che forse non sarebbe male pensare a un qualche regalino per coloro che mi ospiteranno mentre sono in America. Continua a leggere

Su tatuaggi, piercing & diciottenni

Inauguro gli articoli di agosto con un post un po’ diverso dal solito, tramite il quale vorrei creare degli spunti di riflessione e – perché no? – di discussione.

Molti di voi sapranno che poche settimane fa ho compiuto diciotto anni, e naturalmente tutti i nati nel ’95 come me nel corso del 2013 hanno festeggiato, o festeggeranno, l’ingresso nel mondo dei maggiorenni.
Fin qui niente di cui stupirsi: col tempo si cresce e si diventa grandi, su questo non ci piove. Ciò che mi ha sempre meravigliato, anche non tra quelli della mia annata, è un semplice fatto: per un numero considerevole di neo-diciottenni, come ho avuto modo di notare tra i miei più o meno coetanei, il “massimo” regalo da chiedere ai genitori è il permesso di farsi un tatuaggio o un piercing. Anzi, alcuni addirittura tornano a casa con un piercing senza nemmeno averne discusso prima in casa.

Ora, vi parla una ragazza che non ne ha mai voluto sapere nemmeno di farsi i buchi per gli orecchini, che sopporta a malapena anche collane e braccialetti e a cui vedere un anellino nel posto “sbagliato” fa ribrezzo (e che per i diciotto anni ha chiesto ai suoi di regalarle i cd dell’opera omnia di Händel), quindi forse sono l’ultima ad avere il diritto di trattare questo delicato argomento… però è una cosa che mi preme molto lo stesso, e lasciatemi dire quanto un’usanza del genere mi lasci perplessa.

Quello di cui si parla un po’ meno spesso, infatti, sono gli “effetti collaterali” che comporta il farsi un tatuaggio o un piercing: in primis il dolore durante l’operazione (è vero che dipende dalla posizione, da chi la esegue e da tanto altro, ma si tratta comunque di incidere o forare la pelle)… ma soprattutto ciò che viene dopo. Anche nonostante tutte le norme igieniche che si possano prendere, del resto, l’inchiostro e il metallo rimangono pur sempre dei “materiali estranei” che il corpo può benissimo – e a buon diritto – rifiutare.

Conosco, per esempio, diversi portatori di piercing alla lingua, al labbro o ad altre parti in comune con la bocca che nei primi tempi dovevano stare ultra-attenti a quello che mangiavano, anche a causa del gonfiore, e che devono tuttora fare lavaggi col colluttorio più volte al giorno per prevenire infezioni e acciacchi vari (che comunque prima o poi si presentavano sempre). La maggior parte di coloro che hanno il brillantino al naso mi dicono di non sopportare l’inverno, durante il quale un semplice raffreddore fa vedere loro un bel po’ di stelle. O ancora, vedo spesso ragazze a cui l’orecchio fa un male cane quando i capelli sbattono contro il secondo o il terzo orecchino.

Ma grazie!, diranno in tanti. Saranno tutti andati da un tatuatore/piercer poco bravo, magari per spendere meno! 

Appunto: una mia conoscente era andata a farsi un piercing all’ombelico in un negozio aperto da poco per pagare 20€ in meno, e il buco, oltre a farle un male cane, aveva sanguinato un sacco per poi smettere e riprendere la sera, quando la suddetta era a una festa con un vestito chiaro (ahiahi, che padellata!).
Insomma, il punto è che i ragazzi che conosco a cui poteva andare meglio sono molti, forse troppi in confronto a quelli che si considerano pienamente soddisfatti.

Domandando in giro quali siano i motivi della scelta di farsi un piercing o un tatuaggio, ho ricavato in sostanza che, nella maggioranza dei casi, il desiderio è quello di imprimersi sulla pelle un disegno o una frase dal significato importante (nel caso del tatuaggio), o comunque di volersi “marchiare” in modo significativo a seguito di un evento speciale come può essere il diventare adulti – almeno dal punto di vista della legge. Detto in breve, di entrare nel mondo degli adulti non solo psicologicamente ma anche fisicamente, tramite un segno che li identificasse come tali.
Ora mi darete della vecchietta bisbetica che mette la pulce nell’orecchio a tutti, ma non posso fare a meno di pensare questo: per come la vedo io, il fatto che un ragazzo/a debba mostrare un tatù o un piercing per sentirsi adulto non è altro che una prova che in realtà adulto non lo sia affatto, in particolar modo a livello mentale.

D’accordo, oggi esistono tecniche che permettono di far sparire i tatuaggi e togliere piercing senza lasciare cicatrici (così mi dicono), ma personalmente non posso fare a meno di trovare una scelta del genere piuttosto stupida: uno spende tanti soldi nientemeno che per farsi del male, diventare dipendente da colluttori e disinfettanti vari e, in sostanza, per rovinarsi la salute.
Nonostante tutto sono del parere che ciascuno di noi debba essere libero di operare le sue scelte e di gestire la propria vita come preferisce, ovviamente accettandone le conseguenze, e l’ultimo mio intento è quello di fare del moralismo. Però mi domando davvero se valga la pena danneggiare il proprio corpo (perché di danneggiare si tratta, alla fine) per una motivazione sterile e superficiale.

Siete d’accordo con me oppure la vedete in modo diverso? A voi la parola: mi interessa molto conoscere anche punti di vista diversi dal mio, perciò sbizzarritevi pure – naturalmente nel rispetto delle opinioni altrui.

Sull’acqua disidratata, su Justin Bieber e sulla stupidità umana

L’altro giorno ho letto su un libro di informatica di un tale – che proprio non posso non definire assoluto gegno del male – che guadagna dollari su dollari vendendo, tramite il suo sito internet, nientemeno che l’acqua disidratata. Migliaia e più di ignari (o stupidi?) clienti svuotano entusiasti le loro carte di credito… salvo poi vedersi recapitato un pacco pieno di bottiglie di plastica vuote e ovviamente incavolarsi di brutto (senza ricordarsi che chi è causa del suo mal pianga se stesso, soprattutto in questo caso).

Giuro che non ci avrei mai creduto, finché non l’ho vista con i miei occhi!

Oggi, invece, ho scoperto questa notizia altrettanto inquietante che riguarda quell’altrettanto gegno che risponde al nome di Justin Bieber (se qualcuno non lo conoscesse – in tal caso, meglio per lui -, sappiate che è un diciannovenne canadese con la voce e pure la faccia da ragazzina divenuto una star grazie a Youtube e davanti al quale le teenager di tutto il mondo sbavano e cascano come pere mature).
Si dà il caso che il Bieber nei giorni scorsi abbia fatto visita alla casa di Anna Frank e abbia lasciato, nel quaderno dei visitatori, il seguente messaggio: Essere venuto qui mi ha davvero ispirato. Anna è stata una grande ragazza. Magari sarebbe stata una “Belieber”.

C’è da dire che la cosa avrebbe potuto avere i suoi lati positivi: le sue fans tanto mentalmente evolute avrebbero potuto addirittura imparare qualcosa di utile nella vita! Peccato che, come c’era da aspettarsi, la faccenda si sia sviluppata in un modo ben diverso.
La pagina del Bieber e il sito del museo, infatti, sono stati invasi dalle suddette fan che domandavano, preoccupatissime: Ma chi è questa Anna Frank? Non sarà mica la nuova fiamma di Justin, OMG!!! O.o

Povera Anna! Altro che rivoltarsi nella tomba! Spero davvero che perseguiti i suoi incubi e quelli delle Beliebers fino alla fine dei loro giorni!

Come sempre lascio a voi qualsiasi commento a riguardo, perchè io sono totalmente senza parole. Ma vi prego, se potete, qualcuno mi salvi dalla stupidità che mi circonda! T.T

Libri 4ever!

Mentre decido cosa mettere in valigia (da domani la Topolina scappa a Monaco di Baviera per quattro giorni! :P), vorrei condividere con voi un paio di video scoperti nei giorni scorsi… tanto per non far dimenticare anche a chi – come me – è un accanito sostenitore degli eBook che i buoni “vecchi” libri di carta sono e saranno sempre insistituibili. Buona visione!

PS: naturalmente spero che in Germania siano ben organizzati in quanto a WiFi, ma vi prego di perdonarmi se nei prossimi giorni non dovessi essere sempre presente. Mi spiace per il blog, ma una gita è una gita! 🙂

Ma Babbo Natale esiste?

Stando a quanto si ricorda, la Topolina non ha mai creduto veramente a Babbo Natale (perché sì, cari bambini, è tutta un’invenzione, ahimè!), neppure quando era una cucciolotta: preveriva metterla sul “È bello crederci comunque, anche se in pratica è un’assurdità”. Avete mai fatto caso, infatti, a quanto sia improbabile che un simpatico vecchio sovrappeso riesca in una sola notte a distribuire doni a tutti i ragazzini del mondo? Be’, nel caso non ci aveste mai pensato, vi invito a leggere questa divertente dimostrazione a riguardo:

babbo_nataleIniziando dal mezzo di trasporto, nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi animali ancora da classificare; anche se la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti, peraltro conosciute solamente da Babbo Natale.

Ci sono due miliardi di bambini (considerando tali quelli sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non sembra trattare – a parere di alcuni, mentre è il contrario a parere di altri – con bambini musulmani, indù, buddisti, leghisti ed ebrei, il carico di lavoro effettivo si riduce al 15% del totale, cioè circa 300 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 85,7 milioni di locazioni – presumendo che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.

Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, assumendo che sia abbastanza scaltro da viaggiare da Est verso Ovest. Questo porta a un calcolo di 822,6 visite per secondo, il che significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa 1,3 millesimi di secondo per:
– trovare parcheggio (vabbè, questo è semplice: può parcheggiare sul tetto della casa e non ha pertanto problemi di divieti di sosta);
– saltare giù dalla slitta;
– scendere dal camino;
– sistemare i doni sotto l’albero di Natale;
– mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione (o almeno portarselo via: d’altra parte, è pur vero che non sembra in gran forma fisica, quindi probabilmente si ferma anche a mangiare);
– risalire dal camino;
– saltare sulla slitta;
– decollare per la successiva destinazione;
– raggiungere la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente su una superficie quadrata pari al 5% delle terre emerse (questo per tener conto della distribuzione non uniforme dei bambini buoni), abbiamo una distanza media di circa 300 metri e un percorso totale di quasi 30 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 270 Km/s, a quasi 800 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (l’oggetto più veloce creato finora dall’uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media – non volante – a circa 0,0083 Km/s (30 km/h).

slitta babbo nataleIl carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 85.700 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso, ma la cui massa può essere trascurata nel nostro calcolo). Sulla Terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una “renna volante” possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne: ne serviranno circa 57.000. Questo porta il peso complessivo, contando anche la slitta, sopra le 97.000 tonnellate. Per avere un confronto, il transatlantico Queen Elizabeth II ha una stazza di 71.500 tonnellate.

icuramente, quasi 100.000 tonnellate che viaggiano alla velocità di 270 Km/s generano un’enorme resistenza (oltre che un’immensa onda d’urto in grado di risucchiare verso sé alberi, edifici e bambini cattivi). Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di un’astronave che rientra nell’atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 2,7 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d’urto (bang) soniche. L’intero team verrebbe vaporizzato entro 3,5 centesimi di secondo: essendo però quello un tempo superiore a quello medio di volo, e immaginando comunque che renne e Babbo Natale possiedano tute anti-G, possiamo supporre che la completa distruzione avverrà dopo un certo numero di visite.

Conclusione
Ebbene sì. Babbo Natale forse c’era, ma ora è sicuramente morto.

Bene, ora che sapete la verità potete morire felici! 🙂
Scherzi a parte, ragazzi, la Topolina vi augura un topoloso Natale e un 2013 ricco di sorprese!

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Sulla fine del mondo

Alfine il fatidico 21/12/2012 è arrivato, gente. Considerato che non si sono ancora viste piogge di meteoriti oppure onde gigantesche, né tantomeno alieni fucsia o criceti assassini, oserei dire che il pericolo della fine del mondo sia scongiurato. In attesa che qualcuno si inventi una nuova data riguardante la prossima presunta fine del mondo, vi propongo di farci quattro risate leggendo un articolo trovato sulla Repubblica di oggi, scritto dal grande Stefano Benni.

Ah, e buona Apocalisse a tutti, naturalmente! 🙂

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Pubblichiamo la seguen­te lettera recapitata ieri a duecento capi di Stato del mondo.

Gentili indigeni dirigenti del pia­neta T34678, (nel vostro linguag­gio “Terra”). Il mio nome è Ehy23gbsz44porzkbonalè e so­no il direttore generale di Equi­cosmo, l’agenzia di riscossione tributi della galassia. Mi duole comunicarvi che domani scade il termine della cartella esattoriale inviatavi trent’anni fa. In questo documento si comunicava che siete stati multati per gravi danni all’equilibrio del sistema solare, evasione alla tassa sui rifiuti spa­ziali, occupazione abusiva di or­bita e modifica climatica non au­torizzata. La multa, con i diritti di mora, ammonta a:

• 34000 groz (un groz corri­sponde al pil della Cina) per in­quinamento e surriscaldamen­to atmosferico e oceanico;

• 25000 groz per scioglimento ghiacciai;

• 20000 groz per esaurimento riserve idriche, risorse petrolife­re e deforestazione selvaggia;

• 34236 groz per mancanza di politica alimentare e aumento della popolazione non sfamabi­le;

• 11210 groz per estinzione di centomila specie ammali e ve­getali;

• 342 groz per IMUPP (tassa sul primo pianeta);

• 131 groz per danni causati dai vostri satelliti a quelli che voi chiamate Ufo e sono invece i nostri autobus;

• 27 groz per schiamazzi galattici, cioè superamento della soglia di rumori sgradevoli come esplosioni nucleari, MTV e musica negli ascensori;

• 16 groz per spese di cancelleria (i no­stri francobolli sono grandi come la vo­stra Svizzera);

• 3 groz per shopping non pagato di certa signora Minetti che ha acquistato su AlphaCentauri cosmetici, abiti e una pelliccia di skuznzelk per conto della regione Lombardia.

596x373_64004_Fine-del-mondo-secondo-iPhoneCome forse sapete, visto i tanti film che avete dedicato alla Fine del Mondo, Equicosmo prevede in caso di inadem­pienza, la distruzione del pianeta debi­tore mediante lancio di asteroide gi­gante. Per voi è stato scelto Calcolino, un calcolo renale di un milione di ton­nellate. Ma poiché noi siamo severi ma giusti, potete ancora rimediare.

Avete ventiquattro ore di tempo per ricostruire i ghiacciai, fermare le emis­sioni inquinanti, fornirci i dati di un piano alimentare mondiale, ricreare geneticamente il Dodo, e far pagare questa Minetti. Sappiamo che venti­quattro ore sono poche, ma avete avu­to anni per pensarci. Il precedente av­viso di multa fu comunicato a un vostro leader terrestre che si proclamava il più grande statista del mondo. Si comportò malissimo con la nostra postina saturniana, che ha sette culi, poi delirò di persecuzione interplanetaria. A differenza vostra, non prescriviamo i reati e le infrazioni. Potete però compilare il MRC (modulo rinvio catastrofe) il fo­glietto allegato di sette millimetri che contiene 23 milioni di voci. Un solo errore lo renderà non valido. Esso do­vrà pervenire entro al nostro ufficio Perdoni e Dilazioni entro un anno equicosmico, cioè tre secondi terre­stri. Uno, due, tre, tempo scaduto. Anche a noi piace scherzare!

Essendo noi di Equicosmo severi ma corruttibili, comunichiamo altresì che un’ora prima dell’impatto con l’asteroide, alcune nostre astronavi at­terreranno in piazza San Pietro, nella Death valley e nella salina di Sai’e Porcus. Pagando il biglietto di un groz, o l’equivalente in oro o bund tedeschi, potete avere il biglietto. Possiamo porta­re in salvo duemila terrestri. La cifra non è comprensiva dei pasti a bordo e va invia­ta entro mezzanotte al seguente conto: Maya346, Bank of Fine-del-mondo-asteroideCayman, o consegna­ta a mano all’avvocato Taormina, o ai to­pi con apposita divisa da hostess, nostri rappresentanti sulla terra. Non pensate a una truffa. Se avete dei dubbi sulla serietà del nostro provvedimento vi informiamo che la nostra stima, una volta avviata la procedura di cancellazione, è che il nu­mero di superstiti umani sia di circa 18 unità. Divertitevi coi vostri soliti sondaggi a capire le loro intenzioni di voto.

Ci dispiace di chiedervi questo sacri­ficio, comunque necessario per gli equi­libri interstellari della cosmozona. Vi diamo comunque un po’ di tempo per trasferirvi sul vostro pianeta di scorta, da dove potrete sicuramente assistere all’esplosione in diretta.

Ps. All’ultimo momento ci comunica­no, con nostro grande stupore, che voi non avete un pianeta di scorta, ma che la terra è l’unico pianeta che avete a disposi­zione. Da come vi siete comportati, pro­prio non sembrava. Purtroppo la procedura è avviata e Calcolino è in viaggio. Potete comunque presentare un reclamo. Ci duole però informarvi che il nostro ufficio reclami è chiuso per le feste stramagniche, che sarebbero le vostre ferie natalizie, e riaprirà il giorno terrestre 27.

Spiacenti. Eravate divertenti, nella vostra stupidità, abbiamo riso molto vedendo la conferenza sul clima di Doha, adoriamo i vostri drammi sugli arbitraggi calcistici e il vostro sport di ammazzare le ex fidanzate, e infine ci sarebbe piaciuto vedere quanti parti­ti si sarebbero presentati alle elezioni italiane. Ci mancherete.

Cordiali saluti
Per il servizio Equicosmo
il direttore generale
Ehy23gbsz44porzkbonalè

Per un Halloween da brivido…

Chiedo umilmente perdono per il post davvero poco originale… ma dopo aver visto l’immagine che sto per proporvi dubito che stasera riuscirò a chiudere occhio per il terrore (cliccate per ingrandire, ma solo se avete coraggio e se non siete deboli di cuore):

Per chi non conoscesse il suddetto autore (autrice?) e i suoi libri, sappiate che me ne sto occupando in questo momento e che, essendo tra i più raccapriccianti che abbia mai avuto l’onore di leggere (per questo non voglio sapere cosa stiano scrivendo le suddette “Unika-fans” e come lo stiano scrivendo…), probabilmente tra non molto dovreste trovare su questi lidi una bella recensione… e nel frattempo vi invito a leggere alcuni degli articoli che il prode Zweilawyer ha dedicato a questa bllxima saga fèntasi, così per farvi un’idea. 

Intanto, la vostra amica topolina vi augura il più spaventoso Halloween che abbiate mai vissuto! 

Sugli oroscopi

Durante gli ultimi giorni di scuola, si sa, non è facile che una classe abbia ancora energia (e voglia) a sufficienza per stare attenta alla lezione del professore di turno, perciò, almeno delle mie parti, spesso si finisce di chiacchierare del più e del meno. Nel caso specifico, dopo vari discorsi arzigogolati siamo giunti a parlare dell’argomento “Oroscopi”… e subito nel mio brillante cervellino ha iniziato a ronzare un’idea che ben presto ha deciso di finire trascritta su un foglio di quaderno, per poi essere battuta al computer. Ecco a voi, dunque, un articolo che parla proprio di oroscopi, e in particolare delle motivazioni che dopo svariate riflessioni mi hanno portato a concludere che:

a) gli oroscopi sono una cretinata a dir poco gigantesca;

b) chi ci crede è scemo.

Ma non fatevi ingannare da codeste affermazioni in apparenza così drastiche: se continuate a leggere, vi esporrò immediatamente il mio punto di vista. Come faccio spesso anche nei temi scolastici, argomenterò il mio pensiero per punti, in modo da essere il più chiara e schematica possibile.

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