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Su tatuaggi, piercing & diciottenni

Inauguro gli articoli di agosto con un post un po’ diverso dal solito, tramite il quale vorrei creare degli spunti di riflessione e – perché no? – di discussione.

Molti di voi sapranno che poche settimane fa ho compiuto diciotto anni, e naturalmente tutti i nati nel ’95 come me nel corso del 2013 hanno festeggiato, o festeggeranno, l’ingresso nel mondo dei maggiorenni.
Fin qui niente di cui stupirsi: col tempo si cresce e si diventa grandi, su questo non ci piove. Ciò che mi ha sempre meravigliato, anche non tra quelli della mia annata, è un semplice fatto: per un numero considerevole di neo-diciottenni, come ho avuto modo di notare tra i miei più o meno coetanei, il “massimo” regalo da chiedere ai genitori è il permesso di farsi un tatuaggio o un piercing. Anzi, alcuni addirittura tornano a casa con un piercing senza nemmeno averne discusso prima in casa.

Ora, vi parla una ragazza che non ne ha mai voluto sapere nemmeno di farsi i buchi per gli orecchini, che sopporta a malapena anche collane e braccialetti e a cui vedere un anellino nel posto “sbagliato” fa ribrezzo (e che per i diciotto anni ha chiesto ai suoi di regalarle i cd dell’opera omnia di Händel), quindi forse sono l’ultima ad avere il diritto di trattare questo delicato argomento… però è una cosa che mi preme molto lo stesso, e lasciatemi dire quanto un’usanza del genere mi lasci perplessa.

Quello di cui si parla un po’ meno spesso, infatti, sono gli “effetti collaterali” che comporta il farsi un tatuaggio o un piercing: in primis il dolore durante l’operazione (è vero che dipende dalla posizione, da chi la esegue e da tanto altro, ma si tratta comunque di incidere o forare la pelle)… ma soprattutto ciò che viene dopo. Anche nonostante tutte le norme igieniche che si possano prendere, del resto, l’inchiostro e il metallo rimangono pur sempre dei “materiali estranei” che il corpo può benissimo – e a buon diritto – rifiutare.

Conosco, per esempio, diversi portatori di piercing alla lingua, al labbro o ad altre parti in comune con la bocca che nei primi tempi dovevano stare ultra-attenti a quello che mangiavano, anche a causa del gonfiore, e che devono tuttora fare lavaggi col colluttorio più volte al giorno per prevenire infezioni e acciacchi vari (che comunque prima o poi si presentavano sempre). La maggior parte di coloro che hanno il brillantino al naso mi dicono di non sopportare l’inverno, durante il quale un semplice raffreddore fa vedere loro un bel po’ di stelle. O ancora, vedo spesso ragazze a cui l’orecchio fa un male cane quando i capelli sbattono contro il secondo o il terzo orecchino.

Ma grazie!, diranno in tanti. Saranno tutti andati da un tatuatore/piercer poco bravo, magari per spendere meno! 

Appunto: una mia conoscente era andata a farsi un piercing all’ombelico in un negozio aperto da poco per pagare 20€ in meno, e il buco, oltre a farle un male cane, aveva sanguinato un sacco per poi smettere e riprendere la sera, quando la suddetta era a una festa con un vestito chiaro (ahiahi, che padellata!).
Insomma, il punto è che i ragazzi che conosco a cui poteva andare meglio sono molti, forse troppi in confronto a quelli che si considerano pienamente soddisfatti.

Domandando in giro quali siano i motivi della scelta di farsi un piercing o un tatuaggio, ho ricavato in sostanza che, nella maggioranza dei casi, il desiderio è quello di imprimersi sulla pelle un disegno o una frase dal significato importante (nel caso del tatuaggio), o comunque di volersi “marchiare” in modo significativo a seguito di un evento speciale come può essere il diventare adulti – almeno dal punto di vista della legge. Detto in breve, di entrare nel mondo degli adulti non solo psicologicamente ma anche fisicamente, tramite un segno che li identificasse come tali.
Ora mi darete della vecchietta bisbetica che mette la pulce nell’orecchio a tutti, ma non posso fare a meno di pensare questo: per come la vedo io, il fatto che un ragazzo/a debba mostrare un tatù o un piercing per sentirsi adulto non è altro che una prova che in realtà adulto non lo sia affatto, in particolar modo a livello mentale.

D’accordo, oggi esistono tecniche che permettono di far sparire i tatuaggi e togliere piercing senza lasciare cicatrici (così mi dicono), ma personalmente non posso fare a meno di trovare una scelta del genere piuttosto stupida: uno spende tanti soldi nientemeno che per farsi del male, diventare dipendente da colluttori e disinfettanti vari e, in sostanza, per rovinarsi la salute.
Nonostante tutto sono del parere che ciascuno di noi debba essere libero di operare le sue scelte e di gestire la propria vita come preferisce, ovviamente accettandone le conseguenze, e l’ultimo mio intento è quello di fare del moralismo. Però mi domando davvero se valga la pena danneggiare il proprio corpo (perché di danneggiare si tratta, alla fine) per una motivazione sterile e superficiale.

Siete d’accordo con me oppure la vedete in modo diverso? A voi la parola: mi interessa molto conoscere anche punti di vista diversi dal mio, perciò sbizzarritevi pure – naturalmente nel rispetto delle opinioni altrui.

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Sull’acqua disidratata, su Justin Bieber e sulla stupidità umana

L’altro giorno ho letto su un libro di informatica di un tale – che proprio non posso non definire assoluto gegno del male – che guadagna dollari su dollari vendendo, tramite il suo sito internet, nientemeno che l’acqua disidratata. Migliaia e più di ignari (o stupidi?) clienti svuotano entusiasti le loro carte di credito… salvo poi vedersi recapitato un pacco pieno di bottiglie di plastica vuote e ovviamente incavolarsi di brutto (senza ricordarsi che chi è causa del suo mal pianga se stesso, soprattutto in questo caso).

Giuro che non ci avrei mai creduto, finché non l’ho vista con i miei occhi!

Oggi, invece, ho scoperto questa notizia altrettanto inquietante che riguarda quell’altrettanto gegno che risponde al nome di Justin Bieber (se qualcuno non lo conoscesse – in tal caso, meglio per lui -, sappiate che è un diciannovenne canadese con la voce e pure la faccia da ragazzina divenuto una star grazie a Youtube e davanti al quale le teenager di tutto il mondo sbavano e cascano come pere mature).
Si dà il caso che il Bieber nei giorni scorsi abbia fatto visita alla casa di Anna Frank e abbia lasciato, nel quaderno dei visitatori, il seguente messaggio: Essere venuto qui mi ha davvero ispirato. Anna è stata una grande ragazza. Magari sarebbe stata una “Belieber”.

C’è da dire che la cosa avrebbe potuto avere i suoi lati positivi: le sue fans tanto mentalmente evolute avrebbero potuto addirittura imparare qualcosa di utile nella vita! Peccato che, come c’era da aspettarsi, la faccenda si sia sviluppata in un modo ben diverso.
La pagina del Bieber e il sito del museo, infatti, sono stati invasi dalle suddette fan che domandavano, preoccupatissime: Ma chi è questa Anna Frank? Non sarà mica la nuova fiamma di Justin, OMG!!! O.o

Povera Anna! Altro che rivoltarsi nella tomba! Spero davvero che perseguiti i suoi incubi e quelli delle Beliebers fino alla fine dei loro giorni!

Come sempre lascio a voi qualsiasi commento a riguardo, perchè io sono totalmente senza parole. Ma vi prego, se potete, qualcuno mi salvi dalla stupidità che mi circonda! T.T


Libri 4ever!

Mentre decido cosa mettere in valigia (da domani la Topolina scappa a Monaco di Baviera per quattro giorni! :P), vorrei condividere con voi un paio di video scoperti nei giorni scorsi… tanto per non far dimenticare anche a chi – come me – è un accanito sostenitore degli eBook che i buoni “vecchi” libri di carta sono e saranno sempre insistituibili. Buona visione!

PS: naturalmente spero che in Germania siano ben organizzati in quanto a WiFi, ma vi prego di perdonarmi se nei prossimi giorni non dovessi essere sempre presente. Mi spiace per il blog, ma una gita è una gita! 🙂


Ma Babbo Natale esiste?

Stando a quanto si ricorda, la Topolina non ha mai creduto veramente a Babbo Natale (perché sì, cari bambini, è tutta un’invenzione, ahimè!), neppure quando era una cucciolotta: preveriva metterla sul “È bello crederci comunque, anche se in pratica è un’assurdità”. Avete mai fatto caso, infatti, a quanto sia improbabile che un simpatico vecchio sovrappeso riesca in una sola notte a distribuire doni a tutti i ragazzini del mondo? Be’, nel caso non ci aveste mai pensato, vi invito a leggere questa divertente dimostrazione a riguardo:

babbo_nataleIniziando dal mezzo di trasporto, nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono però 300.000 specie di organismi viventi animali ancora da classificare; anche se la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo non esclude completamente l’esistenza di renne volanti, peraltro conosciute solamente da Babbo Natale.

Ci sono due miliardi di bambini (considerando tali quelli sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non sembra trattare – a parere di alcuni, mentre è il contrario a parere di altri – con bambini musulmani, indù, buddisti, leghisti ed ebrei, il carico di lavoro effettivo si riduce al 15% del totale, cioè circa 300 milioni. Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 85,7 milioni di locazioni – presumendo che ci sia almeno un bambino buono per famiglia.

Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, assumendo che sia abbastanza scaltro da viaggiare da Est verso Ovest. Questo porta a un calcolo di 822,6 visite per secondo, il che significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa 1,3 millesimi di secondo per:
– trovare parcheggio (vabbè, questo è semplice: può parcheggiare sul tetto della casa e non ha pertanto problemi di divieti di sosta);
– saltare giù dalla slitta;
– scendere dal camino;
– sistemare i doni sotto l’albero di Natale;
– mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione (o almeno portarselo via: d’altra parte, è pur vero che non sembra in gran forma fisica, quindi probabilmente si ferma anche a mangiare);
– risalire dal camino;
– saltare sulla slitta;
– decollare per la successiva destinazione;
– raggiungere la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente su una superficie quadrata pari al 5% delle terre emerse (questo per tener conto della distribuzione non uniforme dei bambini buoni), abbiamo una distanza media di circa 300 metri e un percorso totale di quasi 30 milioni di Km. Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 270 Km/s, a quasi 800 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (l’oggetto più veloce creato finora dall’uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec, e una renna media – non volante – a circa 0,0083 Km/s (30 km/h).

slitta babbo nataleIl carico della slitta aggiunge un altro interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego (del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 85.700 tonnellate, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso, ma la cui massa può essere trascurata nel nostro calcolo). Sulla Terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una “renna volante” possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere quella slitta con 8 o 9 renne: ne serviranno circa 57.000. Questo porta il peso complessivo, contando anche la slitta, sopra le 97.000 tonnellate. Per avere un confronto, il transatlantico Queen Elizabeth II ha una stazza di 71.500 tonnellate.

icuramente, quasi 100.000 tonnellate che viaggiano alla velocità di 270 Km/s generano un’enorme resistenza (oltre che un’immensa onda d’urto in grado di risucchiare verso sé alberi, edifici e bambini cattivi). Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di un’astronave che rientra nell’atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 2,7 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d’urto (bang) soniche. L’intero team verrebbe vaporizzato entro 3,5 centesimi di secondo: essendo però quello un tempo superiore a quello medio di volo, e immaginando comunque che renne e Babbo Natale possiedano tute anti-G, possiamo supporre che la completa distruzione avverrà dopo un certo numero di visite.

Conclusione
Ebbene sì. Babbo Natale forse c’era, ma ora è sicuramente morto.

Bene, ora che sapete la verità potete morire felici! 🙂
Scherzi a parte, ragazzi, la Topolina vi augura un topoloso Natale e un 2013 ricco di sorprese!

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Sulla fine del mondo

Alfine il fatidico 21/12/2012 è arrivato, gente. Considerato che non si sono ancora viste piogge di meteoriti oppure onde gigantesche, né tantomeno alieni fucsia o criceti assassini, oserei dire che il pericolo della fine del mondo sia scongiurato. In attesa che qualcuno si inventi una nuova data riguardante la prossima presunta fine del mondo, vi propongo di farci quattro risate leggendo un articolo trovato sulla Repubblica di oggi, scritto dal grande Stefano Benni.

Ah, e buona Apocalisse a tutti, naturalmente! 🙂

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Pubblichiamo la seguen­te lettera recapitata ieri a duecento capi di Stato del mondo.

Gentili indigeni dirigenti del pia­neta T34678, (nel vostro linguag­gio “Terra”). Il mio nome è Ehy23gbsz44porzkbonalè e so­no il direttore generale di Equi­cosmo, l’agenzia di riscossione tributi della galassia. Mi duole comunicarvi che domani scade il termine della cartella esattoriale inviatavi trent’anni fa. In questo documento si comunicava che siete stati multati per gravi danni all’equilibrio del sistema solare, evasione alla tassa sui rifiuti spa­ziali, occupazione abusiva di or­bita e modifica climatica non au­torizzata. La multa, con i diritti di mora, ammonta a:

• 34000 groz (un groz corri­sponde al pil della Cina) per in­quinamento e surriscaldamen­to atmosferico e oceanico;

• 25000 groz per scioglimento ghiacciai;

• 20000 groz per esaurimento riserve idriche, risorse petrolife­re e deforestazione selvaggia;

• 34236 groz per mancanza di politica alimentare e aumento della popolazione non sfamabi­le;

• 11210 groz per estinzione di centomila specie ammali e ve­getali;

• 342 groz per IMUPP (tassa sul primo pianeta);

• 131 groz per danni causati dai vostri satelliti a quelli che voi chiamate Ufo e sono invece i nostri autobus;

• 27 groz per schiamazzi galattici, cioè superamento della soglia di rumori sgradevoli come esplosioni nucleari, MTV e musica negli ascensori;

• 16 groz per spese di cancelleria (i no­stri francobolli sono grandi come la vo­stra Svizzera);

• 3 groz per shopping non pagato di certa signora Minetti che ha acquistato su AlphaCentauri cosmetici, abiti e una pelliccia di skuznzelk per conto della regione Lombardia.

596x373_64004_Fine-del-mondo-secondo-iPhoneCome forse sapete, visto i tanti film che avete dedicato alla Fine del Mondo, Equicosmo prevede in caso di inadem­pienza, la distruzione del pianeta debi­tore mediante lancio di asteroide gi­gante. Per voi è stato scelto Calcolino, un calcolo renale di un milione di ton­nellate. Ma poiché noi siamo severi ma giusti, potete ancora rimediare.

Avete ventiquattro ore di tempo per ricostruire i ghiacciai, fermare le emis­sioni inquinanti, fornirci i dati di un piano alimentare mondiale, ricreare geneticamente il Dodo, e far pagare questa Minetti. Sappiamo che venti­quattro ore sono poche, ma avete avu­to anni per pensarci. Il precedente av­viso di multa fu comunicato a un vostro leader terrestre che si proclamava il più grande statista del mondo. Si comportò malissimo con la nostra postina saturniana, che ha sette culi, poi delirò di persecuzione interplanetaria. A differenza vostra, non prescriviamo i reati e le infrazioni. Potete però compilare il MRC (modulo rinvio catastrofe) il fo­glietto allegato di sette millimetri che contiene 23 milioni di voci. Un solo errore lo renderà non valido. Esso do­vrà pervenire entro al nostro ufficio Perdoni e Dilazioni entro un anno equicosmico, cioè tre secondi terre­stri. Uno, due, tre, tempo scaduto. Anche a noi piace scherzare!

Essendo noi di Equicosmo severi ma corruttibili, comunichiamo altresì che un’ora prima dell’impatto con l’asteroide, alcune nostre astronavi at­terreranno in piazza San Pietro, nella Death valley e nella salina di Sai’e Porcus. Pagando il biglietto di un groz, o l’equivalente in oro o bund tedeschi, potete avere il biglietto. Possiamo porta­re in salvo duemila terrestri. La cifra non è comprensiva dei pasti a bordo e va invia­ta entro mezzanotte al seguente conto: Maya346, Bank of Fine-del-mondo-asteroideCayman, o consegna­ta a mano all’avvocato Taormina, o ai to­pi con apposita divisa da hostess, nostri rappresentanti sulla terra. Non pensate a una truffa. Se avete dei dubbi sulla serietà del nostro provvedimento vi informiamo che la nostra stima, una volta avviata la procedura di cancellazione, è che il nu­mero di superstiti umani sia di circa 18 unità. Divertitevi coi vostri soliti sondaggi a capire le loro intenzioni di voto.

Ci dispiace di chiedervi questo sacri­ficio, comunque necessario per gli equi­libri interstellari della cosmozona. Vi diamo comunque un po’ di tempo per trasferirvi sul vostro pianeta di scorta, da dove potrete sicuramente assistere all’esplosione in diretta.

Ps. All’ultimo momento ci comunica­no, con nostro grande stupore, che voi non avete un pianeta di scorta, ma che la terra è l’unico pianeta che avete a disposi­zione. Da come vi siete comportati, pro­prio non sembrava. Purtroppo la procedura è avviata e Calcolino è in viaggio. Potete comunque presentare un reclamo. Ci duole però informarvi che il nostro ufficio reclami è chiuso per le feste stramagniche, che sarebbero le vostre ferie natalizie, e riaprirà il giorno terrestre 27.

Spiacenti. Eravate divertenti, nella vostra stupidità, abbiamo riso molto vedendo la conferenza sul clima di Doha, adoriamo i vostri drammi sugli arbitraggi calcistici e il vostro sport di ammazzare le ex fidanzate, e infine ci sarebbe piaciuto vedere quanti parti­ti si sarebbero presentati alle elezioni italiane. Ci mancherete.

Cordiali saluti
Per il servizio Equicosmo
il direttore generale
Ehy23gbsz44porzkbonalè


Per un Halloween da brivido…

Chiedo umilmente perdono per il post davvero poco originale… ma dopo aver visto l’immagine che sto per proporvi dubito che stasera riuscirò a chiudere occhio per il terrore (cliccate per ingrandire, ma solo se avete coraggio e se non siete deboli di cuore):

Per chi non conoscesse il suddetto autore (autrice?) e i suoi libri, sappiate che me ne sto occupando in questo momento e che, essendo tra i più raccapriccianti che abbia mai avuto l’onore di leggere (per questo non voglio sapere cosa stiano scrivendo le suddette “Unika-fans” e come lo stiano scrivendo…), probabilmente tra non molto dovreste trovare su questi lidi una bella recensione… e nel frattempo vi invito a leggere alcuni degli articoli che il prode Zweilawyer ha dedicato a questa bllxima saga fèntasi, così per farvi un’idea. 

Intanto, la vostra amica topolina vi augura il più spaventoso Halloween che abbiate mai vissuto! 


Sugli oroscopi

Durante gli ultimi giorni di scuola, si sa, non è facile che una classe abbia ancora energia (e voglia) a sufficienza per stare attenta alla lezione del professore di turno, perciò, almeno delle mie parti, spesso si finisce di chiacchierare del più e del meno. Nel caso specifico, dopo vari discorsi arzigogolati siamo giunti a parlare dell’argomento “Oroscopi”… e subito nel mio brillante cervellino ha iniziato a ronzare un’idea che ben presto ha deciso di finire trascritta su un foglio di quaderno, per poi essere battuta al computer. Ecco a voi, dunque, un articolo che parla proprio di oroscopi, e in particolare delle motivazioni che dopo svariate riflessioni mi hanno portato a concludere che:

a) gli oroscopi sono una cretinata a dir poco gigantesca;

b) chi ci crede è scemo.

Ma non fatevi ingannare da codeste affermazioni in apparenza così drastiche: se continuate a leggere, vi esporrò immediatamente il mio punto di vista. Come faccio spesso anche nei temi scolastici, argomenterò il mio pensiero per punti, in modo da essere il più chiara e schematica possibile.

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Aria di vacanze

Sono riuscita, finalmente, a prendermi uno stacco dallo studio e ho pensato di trascorrere qualche giorno al mare, tanto per rilassarmi un po’. Visto che ormai l’aria di vacanze si fa sentire, questo articolo riguarderà proprio le vacanze… o meglio, gli hotel. Dovete sapere che pochi giorni fa ho scoperto un blog a dir poco strepitoso in cui vengono raccolte, come da sottotitolo, le “avventure” dei

Clienti esigentissimi al limite della paranoia, i furboni che cercano ogni scusa per fare vacanze senza pagare, coppie che scoppiano, prenotazioni impossibili, richieste assurde ed inaccontentabili, grandi e piccole tragedie consumate in un weekend, persone dalle abitudini indicibili e alieni cammuffati da umani.

Credo sia inutile dire che la maggior parte di questi racconti, tutti autentici, mi ha fatto letteralmente sbellicare dal ridere, perciò consigliarlo anche a voi era d’obbligo. Ecco qui alcune tra le mie “bizarre” preferite:

1) quella del cliente che insiste nel volere una stanza più chiara di quella che ha (bianca) e poi fa l’offeso;

2) quella della cordicella nel bagno;

3) quella del cliente convinto che la lucetta lampeggiante del sensore anti-fumo sia una telecamera…

4) quella di una coppia assai bizzarra;

5) quella in cui gli utOnti d’albergo si esibiscono in una carrellata di perle di bellezza;

6) quella in cui gli utOnti di cui sopra colpiscono ancora;

7) quella sui turisti pazzerelli;

8) quella della signora che si abbronza in camera da letto;

9) quella degli ospiti sporcaccioni;

10) quella sui VIP in vacanza.

Ma una tra la mie preferite in assoluto è la seguente, che riporto per intero:

Una donna sta facendo causa ad un Hotel Egiziano asserendo che la figlia é rimasta incinta per aver usato la piscina. La figlia tredicenne di Magdalena Kwiatkowska é ritornata in Polonia dalle vacanze aspettando un bambino. Magdalena é convinta che la ragazzina sia stata inseminata da sperma presente nell’acqua della piscina. Una persona collegata al caso (dipendente dell’agenzia viaggi o dell’Hotel?) dichiara che “la madre é cristallina riguardo al fatto che la ragazza non ha incontrato nessun ragazzo mentre era li, ed è determinata a portare avanti la causa”.

Assolutamente geniale, non trovate?

Sapeste che pericoli nascondono le piscine!

In ogni caso, il mio suggerimento è di dare un’occhiata a tutte, meglio se a piccole dosi… perché – garantito dalla Topolina – meritano tutte quante.

Be’, non mi resta che augurarvi buone vacanze, sperando che se sarete ospiti in un hotel il blog che ho segnalato vi sia d’esempio per non comportarvi allo stesso modo! 😉


Zappate sui piedi

È un bel pomeriggio di maggio quando la vostra amica Topolina decide che, dopo aver adempiuto ai suoi impegni di studentessa, la cosa migliore da fare per rilassarsi è, naturalmente, un bel giretto in libreria. Allora inforca la bicicletta e raggiunge il centro, dopodiché entra e inizia a curiosare tra gli scaffali, talvolta tirando fuori un qualche romanzo e spizzicando alcune pagine aperte a caso… fino a quando il suo occhio, sempre attento a scoprire i titoli più interessanti, non si imbatte in una copertina che gli fa venire un tic, prima leggero e poi sempre più insistente, di nervosismo:

Ciò che la infastidisce non è tanto la (discutibile) copertina molto fumettosa e vaporosa, né il titolo tutto sommato anonimo e insignificante, quanto l’irritante adesivo rosso che vedete appiccicato lì a destra.
Forse l’intento della casa editrice era quello di suscitare nel potenziale acquirente un pensiero del genere: “Guarda qua, ecco tutta per te una baby scrittrice di 13 anni! Anche se scriverà come tutte le altre 13enni di questo mondo (cioè male, in media), devi assolutamente comprarlo, perché se ha pubblicato vuol dire che è bravissimissima!”… ma, ahimè, la Topolina non è una lettrice qualunque, e senza riflettere oltre ripone il libro e passa allo scaffale successivo. Alla facciaccia dell’adesivo.

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Sugli amici a 2, 4, 6 o 8 zampe

Non so quanti di voi seguano il quotidiano Avvenire e il suo inserto bisettimanale “Popotus”. Qualunque sia la risposta (e nel caso sia negativa vi consiglio comunque di darci un’occhiata, perché specialmente il secondo è molto carino e ben fatto), oggi volevo condividere con voi una piccola riflessione nata leggendo il numero di ieri, in cui compariva un articolo di Angelo Petrosino sugli animali.

In sintesi, l’autore raccontava della gatta che la sua famiglia aveva tenuto in casa per 18 anni e che aveva trattato con tutti i riguardi come se fosse un vero e proprio membro di essa. Rispettare e amare gli animali, dunque, è giusto, ma come per tutte le cose non occorre esagerare: dopotutto – concludeva Petrosino – gli esseri umani, in particolare i bambini, meritano ben più delle cure e delle attenzioni che offriamo ai nostri amici animali.

Come ormai chi bazzica da un po’ di tempo su Pensieri d’inchiostro saprà bene, non ho intenzione di riempire un intero post con complicate (e noiose) considerazioni filosofiche sulla questione “Amore per gli animali: dove sta il limite?”, né per scagliarmi contro animalisti e compagnia bella: il pericolo di cadere nei soliti pregiudizi e luoghi comuni, in fondo, è sempre in agguato.
Semplicemente, desidero dare a voi che mi leggete un qualche spunto per riflettere e – perché no? – per crescere un altro poco. Continua a leggere