Libreschi pensieri – 15

Ci si mette a scrivere di lena, ma c’è un’ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. Forse è meglio così: forse quando scrivevi con gioia non era miracolo né grazia: era peccato, idolatria, superbia. Ne sono fuori, allora? No, scrivendo non mi sono cambiata in bene: ho solo consumato un po’ d’ansiosa incosciente giovinezza. Che mi varranno queste pagine scontente? Il libro, il voto, non varrà più di quanto tu vali. Che ci si salvi l’anima scrivendo non è detto. Scrivi, scrivi, e già la tua anima è persa.

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[Italo Calvino, Il cavaliere inesistente]


[Recensione] Le paludi d’Athakah

La prossima sarà l’ultima settimana di vacanze, poi si ricomincia. La depressione da inizio scuola sta cominciando a farsi sentire, ma per fortuna ci sono i libri che mi salvano… perciò ecco a voi la nuova recensione del progetto!

Titolo: Le paludi d’Athakah
Autore: Stefano Mancini
Tags: fantasy classico, guerra, elfi, nani
Editore: Linee Infinite
Collana: Phantasia
Pagine: 566
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €15,00
ISBN: 978886247099
Formato:  brossura
Editing: Chiara Guidarini
Copertina e illustrazioni: Elisa Pavinato e Fabio Porfidia
Valutazione: 4,5
Grazie all’autore per avermelo inviato in formato eBook.

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RIASSUNTO – Re Aurelien Lathlanduryl, signore di tutti gli elfi, non riesce a dormire: l’alba è prossima e il suo esercito, pur ridotto allo stremo, dovrà presto tornare all’attacco. Di fronte un’enorme armata di uomini, orchi e goblin, accanto solo i fedeli alleati na ni. La vittoria gli garantirebbe il do minio assoluto sull’Athakah; la sconfitta lo costringerebbe a tornare con la coda tra le gambe nell’isola di YnisEythryn, rinunciando per sempre ai propri sogni di gloria. Consapevole dell’alta posta in palio, il giovane sovrano non esita a mettere in gioco la propria vita in una sortita contro Kurush Lamadisangue, Sommo CapoOrda e leader indiscus so delle forze nemiche. Al suo fianco solo gli amici Eutin Ilian’Kah ed Erendil Dal’Vhar, oltre ai due temuti e rispettati sovrani del popolo dei nani, Karzan Harald e Hankar Grumbar, che non hanno alcuna intenzione di lasciargli tutta la gloria. Il duello, reso ormai inevitabile dall’evolversi degli eventi, finirà così per decidere non soltanto le sorti dell’Athakah, ma anche l’avvio della storia, che si snoderà lungo il corso di innumerevoli secoli, attraverso la fa voleggiata Età dell’Oro di elfi e nani e attraverso le vicende dei suoi tanti protagonisti, eroi destinati a divenire leggenda. Ma mentre la trama ricca di colpi di scena scioglie via via i suoi tanti interrogativi, ci si avvicina all’impre vedibile epilogo, una conclusione in cui il Fato, o forse qualcuno che tra ma nell’ombra, ci metterà del suo, portando gli antichi alleati, i due più potenti imperi mai esistiti, sull’orlo del più sanguinoso conflitto che la Storia abbia mai conosciuto…

L’AUTORE – Stefano Mancini è nato a Roma, nel 1980, dove vive tuttora. Laureato in giornalismo nel 2004 e iscritto all’Ordine dal 2005, attualmente lavora come redattore presso un’importante agenzia di stampa. “Le paludi d’Athakah” è il suo terzo romanzo fantasy, dopo “Il labirinto degli inganni” (AndreaOppureEditore, 2005) e “La spada dell’elfo” (Runde Taarn Edizioni, 2010).

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Letture di agosto 2013

Ahimè, l’inizio della scuola è quasi alle porte… ma questo – mi pare ovvio – non mi allontanerà mai dai miei adorati libri. Intanto che la vostra topolina comincia inevitabilmente a deprimersi al pensiero della quinta in arrivo, ecco a voi i titoli che mi hanno tenuto compagnia nel mese di agosto… che comunque è stato molto buono, devo dire: a parte un paio di brutte avventure (a cui mi sono sottoposta di mia volontà e ben sapendo a cosa andavo incontro), tutti libri belli, alcuni anche bellissimi!

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[Recensione] In viaggio con te

Titolo: In viaggio con te
Autore: Nadia Boccacci
Tags: narrativa, malattia, ricordi, crescita, amicizia
Editore: Butterfly
Collana: Tracce
Pagine: 148
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €12,00
ISBN: 9788897810001
Formato:  brossura
Foto di copertina: Gaia Brusotti, Lorenzo Calosi
Grafica:
Max Rambaldi
Valutazione: 4,5

Grazie alla “Butterfly Edizioni” per avermelo spedito.

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RIASSUNTO – Vale e Linda si sono conosciute da bambine, tra i banchi di scuola, e si sono piaciute da subito. Hanno affrontato insieme le prime gioie e le prime difficoltà, tra giochi, scherzi, cuccioli da accudire e confidenze sussurrate in un orecchio, nell’angolo più riparato del giardino. Crescendo, i loro interessi sono cambiati e nuovi affetti hanno aggiunto colore alle loro esistenze, ma Vale e Linda non si sono lasciate mai. Tuttavia, proprio nel fiore degli anni, il destino tende loro il più crudele degli agguati: Linda, così bella, così giovane, si ammala e, dopo poco tempo, abbandona la vita prima ancora ch’essa inizi per davvero. Restano sospesi, i suoi sogni, privati di ogni possibilità di realizzazione. Tocca a Vale, adesso, affrontare un tipo ben diverso di malattia: il dolore della perdita. Un romanzo sull’amicizia, sulla sofferenza e sulla fuggevolezza della vita.

L’AUTRICE – Nadia Boccacci è nata il 17 agosto 1968 a Colle di Val D’Elsa (Si), dove vive tuttora. È laureata in Lingue e Letterature Straniere moderne e insegna italiano e inglese in una scuola primaria. Nel 2011 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Uno sguardo perso nel vuoto” (Gruppo Albatros). “In viaggio con te” è il suo secondo romanzo.

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[Recensione] Waiting Room

Titolo: Waiting Room
Autore: Bianca Rita Cataldi
Tags: narrativa, ricordi, passato, emozioni, attesa
Editore: Butterfly
Collana: Raggi di sole
Pagine: 154
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €12,00
ISBN: 9788897810209
Formato:  brossura
Copertina e grafica: Elisabetta Baldan
Valutazione: 4,5

Grazie alla “Butterfly Edizioni” per avermelo spedito.

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RIASSUNTO – È il 1942. In una Puglia bruciata dal sole, Emilia e Angelo condividono la passione per il sapere, il desiderio di libertà e il tempo della loro giovinezza. Settant’anni dopo, seduta nella sala d’attesa di un dentista, Emilia rivela a se stessa la verità negata di una giovinezza che adesso, per la prima volta, ha il coraggio di riportare alla luce. Con una scrittura che è poesia del ricordo e caleidoscopio di emozioni, Bianca Rita Cataldi accompagna il lettore tra i sorrisi e le lacrime di una donna come noi, raccontando la storia di un amore mancato, di una generazione nell’età dell’incertezza, di un’attesa che attraversa tutta una vita.

L’AUTRICE – Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari, dove frequenta la facoltà di Lettere Moderne e studia pianoforte in conservatorio. Finalista al Premio Campiello Giovani nel 2009, ha esordito nel 2011 con il romanzo “Il fiume scorre in te”, pubblicato da Booksprint Edizioni. Nel gennaio 2013 ha fondato il blog/magazine culturale Prudence e da un anno collabora con la casa editrice Butterfly. Scrive recensioni letterarie per numerose case editrici sul suo blog B. among the little women. “Waiting room”, finalista della II edizione del Premio Villa Torlonia, è il suo secondo romanzo.

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[Segnalazione] La lama delle lacrime

Oggi vi presento un autore esordiente che mi ha chiesto un po’ di pubblicità per il suo romanzo fantasy, La lama delle lacrime. Se volete saperne di più, ecco tutti i dati a riguardo:

Titolo: La Lama delle Lacrime – Libro I
Sottotitolo: Prigione per un’Anima
Fa parte di: La Saga della Lama delle Lacrime
Autore: Luca Martina
Genere: fantasy
Editore: Amazon (autopubblicato)
Pagine: 311
Data di pubblicazione: 2012
Prezzo: €13,49 (eBook €3,97)
Formato: brossura, eBook (mobi)
ISBN: 9781482601107

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LA TRAMA– Un desiderio oscuro. Una vittima inerme. Un delicato amore infranto. Il dolore che diventa odio, poi rabbia, e quindi forza. 
La minaccia di una nera presenza. Sono i fantasmi che agitano la mente e la volontà di una nascente anima guerriera.
Armata del dono più macabro e infausto, e tuttavia unico possibile strumento che la porterà alla vendetta, unica via percorribile verso una dolorosa redenzione.

L’AUTORE – Luca Martina nasce a Capua, antica e storica città della provincia di Caserta, il 26 luglio del 1979. Laureatosi cum laude in Conservazione dei Beni Culturali, continua gli studi sino a conseguire l’abilitazione all’insegnamento in Storia dell’Arte. Ha insegnato per anni in diverse scuole d’Italia e della provincia di Caserta in qualità di Docente di Lettere e Storia dell’Arte. Sin da ragazzo il suo tempo libero è stato colmato da romanzi, fumetti, film e videogames che privilegiavano l’avventura, nonché dai giochi di ruolo. Col tempo la sedimentazione di tali esperienze ha sollecitato il suo spirito creativo ed è confluito nel desiderio di produrre qualcosa di suo, qualcosa che avesse l’impronta del “suo” fantasy. Da qui la nascita del suo primo romanzo, creato dalla mano e dall’entusiasmo di un vero e proprio appassionato del genere.

IL BOOKTRAILER

PRESENTAZIONE

Criptico, oscuro, emozionante, epico.
Perfino commovente, in alcuni punti.
È il breve identikit per una nuova proposta nell’ambito del Fantasy tutto Made in Italy, ovvero il primo Libro della Saga intitolata “La Lama delle Lacrime” scritto ed illustrato da Luca Martina.

Il libro si inserisce in un genere che, partendo dal celeberrimo capostipite “Il Signore degli Anelli” del maestro J.R.R. Tolkien, ha vissuto una vera e propria escalation di successo negli ultimi anni. Il romanzo Fantasy risulta essere oggigiorno tra i generi letterari più graditi, ed ancora promette una diffusione sempre più ampia. Difatti, non solo incontra un ovvio gradimento nel pubblico giovanile, ma conquista, grazie alle sue caratteristiche di coinvolgimento ed entusiasmo, fasce di lettori sempre più variegate, dal pubblico adulto e “onnivoro”, al pubblico colto e amante di storie che sappiano catalizzare l’interesse nello svolgersi di una trama spesso articolata e ricca di suspense.

L’autore insiste nel non svelare molto della trama, ma promette originalità specialmente per quel che riguarda il cuore narrativo delle stessa: un insolito e inaspettato dramma dal quale si snodano vicende e lotte che intrecceranno vite, destini e volontà spesso contrastanti.
Restano fermi i cardini del fantasy tipico: battaglie, magia, toni epici e colpi di scena in quasi ogni capitolo del romanzo: il racconto si apre, infatti, con una scena d’azione e continuerà in “crescendo” sino alla sorprendente rivelazione che il lettore incontrerà verso la metà del testo.

Il luogo in cui si svolge la storia è il Reame di Zonthar, la Nazione Cruciforme (raffigurata dall’autore stesso nella Mappa allegata al libro che ne illustra il Braccio Occidentale), di cui si fornirà progressivamente una descrizione sempre più accurata ed esaustiva, tanto a livello politico e storico quanto a livello fisico.

In particolare sono da rilevare i personaggi, che vantano un background assai corposo, assicurando il cosiddetto meccanismo delle storie nella storia: il loro bagaglio di vicende pregresse aggiunge spessore e varietà a quello che è il fil rouge principale, intrecciando diversi episodi di lettura, producendo un’aspettativa sempre crescente nel lettore e il sicuro attaccamento a qualcuna delle carismatiche figure via via presentate.

Il Libro I – Prigione per un’Anima – intende essere semplicemente il primo volume della Saga della Lama delle Lacrime. Gli sviluppi della storia invitano i lettori ai prossimi libri che risolveranno i quesiti e gli enigmi appena accennati in questa prima parte della lunga narrazione che l’autore si é impegnato a costruire.

*       *       *

Per maggiori informazioni, per dialogare con l’autore e per unirsi alla community:     

http://www.facebook.com/LaLamadelleLacrime.LibroFantasy

http://www.twitter.com/LamadiLacrime

lalamadellelacrime@libero.it

martina

 


[Recensione] La profezia del lupo

Vi sono mancate le mie recensioni dei “fèntasi + orribbili” che ci siano in circolazione? Sperò di sì, perché ce n’è un altro in arrivo! Anzi, a dire la verità sono addirittura DUE in UNO! 😀

Titolo: L’eredità dell’ombra
Fa parte di: La profezia del lupo (#1/?)
Autore: Marilù Monda
Tags: fantasy classico, elfi, elementi, prescelti
Editore e collana: Piemme Freeway
Pagine: 382
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €14,90 (eBook €6,99)
ISBN: 9788856620535
Formato:  cartonato con sovraccoperta
Copertina e grafica: L. Tarlazzi, C. Flegenheimer
Traduzione: Roberta Marasco
Editing:
Alice Fornasetti
Valutazione: 4,5

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RIASSUNTO – Il cielo è un’oscurità impenetrabile, i corvi e le cornacchie lanciano le loro stridule grida, nubi di pipistrelli riempiono l’aria: sono tutti presagi di guerra e morte perché il Clan dell’Ombra ha conquistato il mondo e sta seminando caos e distruzione. La salvezza è nascosta tra le righe di una profezia, che allude a quattro Prescelti che non potrebbero essere più diversi: Faloan, l’irruente erede del regno dell’Acqua; Aidan, la malinconica e bellissima principessa del regno del Fuoco; Derry, un umile contadino che viene dalle verdi lande del regno della Terra; e Kyla, una pastorella ribelle del regno dell’Aria. I quattro ragazzi, che tengono tra le mani il destino del mondo, hanno una sola certezza: trovare la Creatura dagli Occhi Verdi, un misterioso guerriero che li accompagnerà nella difficile impresa di sconfiggere le forze del male…

L’AUTRICE – Marilù Monda è nata in Italia, ma ora è residente a New York. È una lettrice eclettica e una ricercatrice nata; ha diciannove anni, è studentessa universitaria e si sta specializzando in filosofia. Ha iniziato questa saga quando aveva solo diciassette anni, ma scrive da quando era piccola e ha pubblicato articoli e poesie. I suoi autori preferiti sono C.S. Lewis, J.R.R.Tolkien, Vladimir Nabokov, Stephen King e Philip Roth; ma è Edgar Allan Poe ad aver influenzato fondamentalmente la sua scrittura.

Titolo: I figli del caos
Fa parte di: La profezia del lupo (#2/?)
Autore: Marilù Monda
Tags: fantasy classico, elfi, elementi, prescelti
Editore e collana: Piemme Freeway
Pagine: 407
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €14,90 (eBook €6,99)
ISBN: 9788856624274
Formato:  cartonato con sovraccoperta
Valutazione: 1,0 

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RIASSUNTO – In una terra buia e fredda, funestata da neve e grandine, il Clan dell’Ombra ha prosperato. L’esercito del Male ha ingrossato le sue fila di Efferati e ha stretto accordi con feroci alleati. Ora il Senzanome è pronto a sfferrare l’attacco finale. Faloan, Aidan, Derry e Kyla, i quattro giovani indicati da un’antica profezia druidica per combattere il male, hanno trovato il guerriero dagli occhi verdi, la Ragazza Lupo Morgas, che li aiuterà nel loro compito. Devono ora proseguire il viaggio, esplorando il Regno dell’Acqua e quello del Fuoco, nemici da sempre. Qui incontreranno gelosie e invidie e saranno messi in pericolo da spie e assassini, ma troveranno anche nuovi alleati. Purtroppo pero’ su di loro incombe la visione di Morgas: qualcuno dovrà sacrificarsi…

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[Recensione] Mordraud

Vacanze, finalmente! Non voglio più sentir parlare di lavoro o di scuola (si fa per dire, con tutti ‘sti compiti da fare) per le prossime tre settimane. Intanto che mi rilasso, mando come al solito avanti il progetto “Recensioni d’inchiostro”.

Titolo: Mordraud (#1/4)
Autore: Fabio Scalini
Tags: fantasy, guerra, famiglia, magia
Editore: – (autopubblicato)
Pagine: 525
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: €21,88 (eBook gratuito)
ISBN: 9788890807657
ISBN eBook:  9788890807640
Formato:  brossura, eBook
Copertina e grafica: Fabio Scalini
Valutazione: 4,5
Grazie all’autore per avermelo inviato in formato eBook.

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RIASSUNTO – Il mondo di Cambria è devastato da una guerra decennale. Città e paesi sono ridotti a cumuli di detriti e lande incolte. Il fronte si sposta sinuosamente inghiottendo terre e paesi, con le Lance Imperiali e i cantori di Loralon da una parte, i fieri ribelli di Eldain dall’altra. Tre fratelli nascono e crescono immersi in un odio che li corrompe e li spinge a cercarsi sui campi di battaglia, trascinati da rimorsi e da recriminazioni che hanno radici troppo vecchie per essere estirpate, legate a doppio filo con il sanguinoso fallimento della loro famiglia. Il fronte della guerra diventerà così il palco su cui Mordraud, Dunwich e Gwern consumeranno la loro personale tragedia, fra amori trascinanti, carriere inarrestabili, e lunghe notti a tremare nelle tende spazzate da Lungo Inverno.

L’AUTORE – Fabio Scalini è nato nel 1982 e vive a Ravenna. Per dare vita a Mordraud ha annichilito volontariamente, e con gioia, quattro lunghi anni di vita sociale, di uscite la sera, di interi weekend, di sabati al mare. La prima idea risale al 2002: da allora ha finito tre libri, poi li ha riletti e li ha ricominciati. Due anni dopo erano diventati quattro, e ora finalmente il primo della saga ha visto la luce: lo trovate sul suo sito, scaricabile gratuitamente in diversi formati.

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Masterpiece

È già da qualche mese che si sente parlare di questo fantomatico Masterpiece, e visto che la scadenza per partecipare non è ancora arrivata ho deciso di parlarne anch’io qui su Pensieri d’inchiostro.

Come, che diavolo è Masterpiece?

Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di un programma televisivo che andrà in onda il prossimo novembre su Rai 3: i vari concorrenti si sfideranno (non ho ancora ben chiari i dettagli di questa sfida, ma devo dire che mi ispira parecchio) e gareggeranno tra loro finché non rimarrà un solo vincitore, che avrà la possibilità di pubblicare il suo romanzo inedito nientemeno che con la casa editrice Bompiani.
Come avverrà la selezione degli elaborati? Chi desidera partecipare deve inviare il file del libro e il suo curriculum tramite il form che si trova sul sito ufficiale, oltre che a rispondere ad alcune domande riguardanti i propri interessi e attitudini, dopodiché coloro che supereranno la scrematura iniziale dovranno rispondere a un’e-mail che verrà loro inviata, e naturalmente sperare nella fortuna.

Io personalmente sono rimasta perplessa, dopo aver sentito di un programma del genere: mi sembra difficile far gareggiare degli aspiranti scrittori in modo che lo scritto vincitore sia effettivamente degno di essere pubblicato… però sono molto curiosa di sapere come verrà gestito questo insolito talent show, anche perché non sono una fan di questo genere di spettacolo (soprattutto se di provenienza italiana). Chissà, però, che non ne venga fuori qualcosa di interessante?

Per saperlo dovremo aspettare novembre. Siete anche voi incuriositi come me da questa novità televisiva? Se sì, ditemi cosa ne pensate! 🙂

PS: qualcuno mi ha già chiesto se non fossi per caso intenzionata a partecipare anch’io, dato che ormai pure pulsanti del blog sanno che adoro alla follia scrivere e che ho in cantiere diversi ipotetici romanzi che mi piacerebbe, un giorno, pubblicare… ma la risposta è no sostanzialmente per due motivi: in primis, al momento non ho niente di concluso che reputi di un livello accettabile, e in secundis, volevo appunto aspettare di vedere come è strutturato questo nuovo show. In una prossima edizione, se Masterpiece dovesse avere successo, però, magari potreste riuscire a vedermi in televisione… *-*
Vabbé, intanto torno a scrivere che è meglio, o rischio che prima di avere pronto qualcosa di decente mi caschino tutti i denti…


Su tatuaggi, piercing & diciottenni

Inauguro gli articoli di agosto con un post un po’ diverso dal solito, tramite il quale vorrei creare degli spunti di riflessione e – perché no? – di discussione.

Molti di voi sapranno che poche settimane fa ho compiuto diciotto anni, e naturalmente tutti i nati nel ’95 come me nel corso del 2013 hanno festeggiato, o festeggeranno, l’ingresso nel mondo dei maggiorenni.
Fin qui niente di cui stupirsi: col tempo si cresce e si diventa grandi, su questo non ci piove. Ciò che mi ha sempre meravigliato, anche non tra quelli della mia annata, è un semplice fatto: per un numero considerevole di neo-diciottenni, come ho avuto modo di notare tra i miei più o meno coetanei, il “massimo” regalo da chiedere ai genitori è il permesso di farsi un tatuaggio o un piercing. Anzi, alcuni addirittura tornano a casa con un piercing senza nemmeno averne discusso prima in casa.

Ora, vi parla una ragazza che non ne ha mai voluto sapere nemmeno di farsi i buchi per gli orecchini, che sopporta a malapena anche collane e braccialetti e a cui vedere un anellino nel posto “sbagliato” fa ribrezzo (e che per i diciotto anni ha chiesto ai suoi di regalarle i cd dell’opera omnia di Händel), quindi forse sono l’ultima ad avere il diritto di trattare questo delicato argomento… però è una cosa che mi preme molto lo stesso, e lasciatemi dire quanto un’usanza del genere mi lasci perplessa.

Quello di cui si parla un po’ meno spesso, infatti, sono gli “effetti collaterali” che comporta il farsi un tatuaggio o un piercing: in primis il dolore durante l’operazione (è vero che dipende dalla posizione, da chi la esegue e da tanto altro, ma si tratta comunque di incidere o forare la pelle)… ma soprattutto ciò che viene dopo. Anche nonostante tutte le norme igieniche che si possano prendere, del resto, l’inchiostro e il metallo rimangono pur sempre dei “materiali estranei” che il corpo può benissimo – e a buon diritto – rifiutare.

Conosco, per esempio, diversi portatori di piercing alla lingua, al labbro o ad altre parti in comune con la bocca che nei primi tempi dovevano stare ultra-attenti a quello che mangiavano, anche a causa del gonfiore, e che devono tuttora fare lavaggi col colluttorio più volte al giorno per prevenire infezioni e acciacchi vari (che comunque prima o poi si presentavano sempre). La maggior parte di coloro che hanno il brillantino al naso mi dicono di non sopportare l’inverno, durante il quale un semplice raffreddore fa vedere loro un bel po’ di stelle. O ancora, vedo spesso ragazze a cui l’orecchio fa un male cane quando i capelli sbattono contro il secondo o il terzo orecchino.

Ma grazie!, diranno in tanti. Saranno tutti andati da un tatuatore/piercer poco bravo, magari per spendere meno! 

Appunto: una mia conoscente era andata a farsi un piercing all’ombelico in un negozio aperto da poco per pagare 20€ in meno, e il buco, oltre a farle un male cane, aveva sanguinato un sacco per poi smettere e riprendere la sera, quando la suddetta era a una festa con un vestito chiaro (ahiahi, che padellata!).
Insomma, il punto è che i ragazzi che conosco a cui poteva andare meglio sono molti, forse troppi in confronto a quelli che si considerano pienamente soddisfatti.

Domandando in giro quali siano i motivi della scelta di farsi un piercing o un tatuaggio, ho ricavato in sostanza che, nella maggioranza dei casi, il desiderio è quello di imprimersi sulla pelle un disegno o una frase dal significato importante (nel caso del tatuaggio), o comunque di volersi “marchiare” in modo significativo a seguito di un evento speciale come può essere il diventare adulti – almeno dal punto di vista della legge. Detto in breve, di entrare nel mondo degli adulti non solo psicologicamente ma anche fisicamente, tramite un segno che li identificasse come tali.
Ora mi darete della vecchietta bisbetica che mette la pulce nell’orecchio a tutti, ma non posso fare a meno di pensare questo: per come la vedo io, il fatto che un ragazzo/a debba mostrare un tatù o un piercing per sentirsi adulto non è altro che una prova che in realtà adulto non lo sia affatto, in particolar modo a livello mentale.

D’accordo, oggi esistono tecniche che permettono di far sparire i tatuaggi e togliere piercing senza lasciare cicatrici (così mi dicono), ma personalmente non posso fare a meno di trovare una scelta del genere piuttosto stupida: uno spende tanti soldi nientemeno che per farsi del male, diventare dipendente da colluttori e disinfettanti vari e, in sostanza, per rovinarsi la salute.
Nonostante tutto sono del parere che ciascuno di noi debba essere libero di operare le sue scelte e di gestire la propria vita come preferisce, ovviamente accettandone le conseguenze, e l’ultimo mio intento è quello di fare del moralismo. Però mi domando davvero se valga la pena danneggiare il proprio corpo (perché di danneggiare si tratta, alla fine) per una motivazione sterile e superficiale.

Siete d’accordo con me oppure la vedete in modo diverso? A voi la parola: mi interessa molto conoscere anche punti di vista diversi dal mio, perciò sbizzarritevi pure – naturalmente nel rispetto delle opinioni altrui.