Ancora sugli eBook e sul profumo della carta

Come ormai saprà bene chi mi segue da un po’, io sono da parecchio tempo una fervida sostenitrice degli eBook (non da sempre, perché all’inizio anch’io ero dubbiosa… poi ho capito che i pregi sono effettivamente enormi e mi sono redenta con molto piacere) e sempre lo sarò.Però è risaputo che non tutti lo siano: è per merito di questi soggetti che mi tocca scendere in pista, quasi ogni giorno, per far valere le mie tesi a favore dei cosiddetti libri elettronici, dato che essi sono considerati da molti sedicenti estimatori dei libri una specie di diabolica eresia destinata a rovinare per sempre la cultura… e blablabla, come sempre inserire qui una sfilza di chiacchiere inutili completamente a casaccio.

Be’, come ho già detto in altri loci, pur essendo una bibliofila con i baffi ritengo, invece, che gli eBook non siano affatto la rovina della cultura o la minaccia n°1 del cartaceo. Anzi: mettendo da parte per una volta tutti i sentimentalismi esistenti (l’onnipresente Profumo della Carta™, il fruscio delle pagine, la fragranza dell’inchiostro & compagnia bella), ritengo che non ci sia nessun tipo di differenza tra leggere un libro oppure un eBook. Ok, nel secondo caso la sensazione di tenere fisicamente in mano un volume se ne va, per ovvi motivi, ma non credo ci voglia un genio per capire che ciò che rende importante un libro è il contenuto, non certo l’odore delle pagine o un altro dei motivi random che piacciono tanto agli pseudo-amanti dei libri.
A quanto pare, però, questo presupposto in apparenza tanto semplice non ne vuole proprio sapere di entrare in testa a certe persone, soprattutto nel vasto mondo di internet… ed ecco perché ho deciso di mettere in piedi questo post.

In molti sapranno che mi piace, quando ho un pizzico di tempo che mi avanza, fare un giretto nella sezione “Libri ed autori” di Yahoo! Answers per scovare qualche domanda interessante a cui rispondere… e accanto alle richieste di eBook (in 9 casi su 10 di Twilight e Cinquanta sfumature di grigio), agli studenti sfaticati in cerca di un pollo che faccia loro i compiti e ad altre domande assai stupide, ogni tanto se ne trova qualcuna degna di attenzione. In questi giorni, in particolare, ne ho trovate un paio per le quali mi sono detta “Questa me la segno!”… perciò, be’, allacciate le cinture e seguitemi, perché ci sarà da divertirsi!

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Sugli eBook, sul Profumo della Carta™ e sull’ignoranza

Come al solito arrivo a parlare in ritardo di un fatto che risale ormai a una ventina di giorni fa. Tuttavia, spero che mi perdoniate, dato che si tratta di una cosa a mio parere interessante.
Probabilmente alcuni avranno intuito a cosa mi riferisco semplicemente leggendo il titolo di questo post, ma per coloro che, come la sottoscritta, in un modo o nell’altro viaggiano sempre con una settimana di ritardo rispetto al resto del mondo, lasciate che lo spieghi anche a voi: sto parlando di una giornalista e di un suo articolo che sono ormai sulla bocca di tutti nel Web. Nella fattispecie, mi riferisco a Margherita Loy e al suo provocatorio “Non cederò mai agli eBook“.

Considerato il mio ritardo, forse non avrei nemmeno il diritto di dire la mia, dal momento che ormai gran parte dei blog che conosco l’ha già fatto. Se c’è una cosa che detesto, infatti, è proprio ribadire quello che è già stato detto come se fosse nuovo, perciò scusatemi fin da subito dato che per un articolo del genere sarà pressoché inevitabile… però non importa: anche se sarà difficile, spero comunque di poter aggiungere qualcosa di mio a questa storia già abbondantemente discussa. E se non ce la facessi… pazienza: in fondo, se si tratta di parlare di libri ogni scusa è buona, no? 🙂

eBook vs. Libro.
Un’epica battaglia che esige un solo vincitore.
Forse.

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Sugli oroscopi

Durante gli ultimi giorni di scuola, si sa, non è facile che una classe abbia ancora energia (e voglia) a sufficienza per stare attenta alla lezione del professore di turno, perciò, almeno delle mie parti, spesso si finisce di chiacchierare del più e del meno. Nel caso specifico, dopo vari discorsi arzigogolati siamo giunti a parlare dell’argomento “Oroscopi”… e subito nel mio brillante cervellino ha iniziato a ronzare un’idea che ben presto ha deciso di finire trascritta su un foglio di quaderno, per poi essere battuta al computer. Ecco a voi, dunque, un articolo che parla proprio di oroscopi, e in particolare delle motivazioni che dopo svariate riflessioni mi hanno portato a concludere che:

a) gli oroscopi sono una cretinata a dir poco gigantesca;

b) chi ci crede è scemo.

Ma non fatevi ingannare da codeste affermazioni in apparenza così drastiche: se continuate a leggere, vi esporrò immediatamente il mio punto di vista. Come faccio spesso anche nei temi scolastici, argomenterò il mio pensiero per punti, in modo da essere il più chiara e schematica possibile.

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Sugli amici a 2, 4, 6 o 8 zampe

Non so quanti di voi seguano il quotidiano Avvenire e il suo inserto bisettimanale “Popotus”. Qualunque sia la risposta (e nel caso sia negativa vi consiglio comunque di darci un’occhiata, perché specialmente il secondo è molto carino e ben fatto), oggi volevo condividere con voi una piccola riflessione nata leggendo il numero di ieri, in cui compariva un articolo di Angelo Petrosino sugli animali.

In sintesi, l’autore raccontava della gatta che la sua famiglia aveva tenuto in casa per 18 anni e che aveva trattato con tutti i riguardi come se fosse un vero e proprio membro di essa. Rispettare e amare gli animali, dunque, è giusto, ma come per tutte le cose non occorre esagerare: dopotutto – concludeva Petrosino – gli esseri umani, in particolare i bambini, meritano ben più delle cure e delle attenzioni che offriamo ai nostri amici animali.

Come ormai chi bazzica da un po’ di tempo su Pensieri d’inchiostro saprà bene, non ho intenzione di riempire un intero post con complicate (e noiose) considerazioni filosofiche sulla questione “Amore per gli animali: dove sta il limite?”, né per scagliarmi contro animalisti e compagnia bella: il pericolo di cadere nei soliti pregiudizi e luoghi comuni, in fondo, è sempre in agguato.
Semplicemente, desidero dare a voi che mi leggete un qualche spunto per riflettere e – perché no? – per crescere un altro poco. Continua a leggere

San Valentino, festa degli innamorati (ovvero una scusa per parlare d’amore)

Vedo e prevedo che, dopo che avrò premuto il tasto “pubblica”, questo post riceverà una sfilza di commenti riassumibili in:

Sei una sfigata senza vita sociale che si rode lo stomaco dall’invidia per il fatto che il 90% delle sue coetanee abbia già da tempo il fidanzato, mentre lei non perda neanche tempo a cercarlo.

Non nego che possa sembrare strano che una quasi diciassettenne del 2012 non sia mai stata fidanzata, né che sia un tantino di parte esprimere pareri del genere da parte di una single, ma questo piccolo pensiero bizzarro che sto per illustrarvi mi sfrigolava in testa già da un po’ di tempo, e si dà il caso che la data odierna gli abbia dato l’input per essere riprodotto su carta (o sui pixel dello schermo, se preferite).
Quindi ecco a voi le mie riflessioni assolutamente personali su una festa che, sebbene nata con i più nobili intenti, si è purtroppo ridotta a un’insignificante trovata per trasformare una cosa (che dovrebbe essere) bella e personale come l’amore in una specie di show senza senso.

Prima di tutto, non ho potuto fare a meno di notare che, da quattro settimane fa a oggi, c’è stato un considerevole aumento di nuovi fidanzamenti all’interno del giro delle mie conoscenze. Sarà un caso che, giusto nel mese antecedente a San Valentino, ci sia stata una specie di corsa alla ricerca del futuro partner? Non saprei, ma si tratta di un fenomeno che osservo già da alcuni anni (diciamo dalle medie). Ma non sono qui per dare soddisfazione a quei simpaticoni che non aspettano altro che le solite accuse stereotipate verso il povero San Valentino, perché è risaputo che Pensieri d’inchiostro è un blog dove i luoghi comuni sono combattuti a spada tratta. Quindi no: non starò ad annoiarvi con i classici

è una festa commerciale

meglio soli che male accompagnati

l’amore non si festeggia un solo giorno, ma per tutto l’anno

e chi più ne ha più ne metta… anche perché, vorrei far notare, non sto criticando San Valentino, ma l’uso bislacco che molti innamorati e finti tali sembrano fare di San Valentino. Continua a leggere

I luoghi comuni sui lettori

Un altro testo interessante che ho trovato, come al solito, gironzolando su internet è stata una divertente serie di luoghi comuni su noi lettori. Ve li propongo, con relativi commenti della sottoscritta.

1) I lettori hanno il comodino zeppo di libri;

Al momento non ce n’è nemmeno uno, ma fino a pochi giorni fa era zeppo di libri della biblioteca: il fatto è che, partendo per le vacanze, ho dovuto restituirli, ma normalmente ne trovate anche sette o otto, tutti stipatissimi.

2) I lettori leggono ovunque, anche (a volte soprattutto) in bagno;

Ebbene sì, vero anche questo. Ci sono certi libri, poi, che sono talmente belli che è un vero piacere leggerli mentre si è in bagno: aiutano a fare i propri bisognini in modo incredibile! ^^

3) I lettori odiano (o guardano assai di rado) la televisione;

Se per televisione s’intendono anche i DVD e le puntate di Merlin e di vari telefilm che mi sono registrata, allora no, perché li guardo abbastanza spesso. Ma alla televisione vera e propria non mi dedico davvero quasi mai – eccezion fatta per lo Zecchino d’Oro, Takeshi’s Castle – quando c’è – e ogni tanto Paperissima.

4) I lettori hanno la testa fra le nuvole;

Le mie professoresse di arte e di storia ne sanno qualcosa…

5) I lettori attaccano a parlare di libri non appena si presenta l’occasione giusta;

Questo no. Dipende dalle persone con cui mi trovo, ma di solito evito, perché dalle mie parti parlare di libri non è carino

6) I lettori accumulano materiale da leggere e non riescono mai a starci dietro;

Be’, tra il Melbook Store e l’Orlando Curioso (la mitica libreria di libri usati di Reggio Emilia) ultimamente ne accumulo tanti… forse troppi. Prima o poi li leggo tutti, però.

7) I lettori sono un po’ snob, e si ritengono superiori ai non-lettori;

E come non esserlo, scusate? XD Il guaio è che ci sono un sacco di non-lettori che per un qualche assurdo motivo si credono superiori ai lettori, e sono proprio questi che mi danno maggiormente sui nervi. Mi basta pensare a un mio caro (?) amico che inizia con la B per avere istinti assassini…

8 ) I lettori vengono colti da crisi compulsive nelle vicinanze di una libreria;

Questo ̬ risaputo: tutte le volte che passo vicino a una libreria/biblioteca devo mollare tutto perch̩ sento il richiamo dei libri Рnon sto scherzando, lo sento davvero!

9) I lettori sono esterofili;

Ma anche no, dai… Noi italiani, del resto, abbiamo degli scrittori e delle opere che tutto il mondo ci invidia, ma per quanto riguarda in modo particolare il fantasy ammetto di preferire più che altro quelli stranieri.

10) I lettori vorrebbero a loro volta scrivere un romanzo di successo;

No, io non vorrei… io lo sto scrivendo! XD

11) I lettori hanno almeno un parente stretto che li prende in giro per la loro passione;

Più che altro sono sempre dietro a dirmi: “Ma tu leggi sempre?!?”

12) I lettori amano fare sfoggio di cultura;

Ma quale sfoggio di cultura! Oggi, semmai è il contrario: vince chi dà prova di essere il più ignorante!

13) I lettori hanno una lista (perlopiù mentale) di libri preferiti, che aggiornano assai di rado;

Questa proprio no. Cioè, ho una lista di libri da cercare in biblioteca, senza contare quella dei Desideri su aNobii, ma è sempre ultradettagliata e aggiornatissima.

14) I lettori difficilmente cambiano idea su un libro;

Anche questa no. Non ci crederete, ma quando compii 13 anni mi regalarono L’erede di Ahina Sohul e in un primo tempo lo adorai letteralmente (della serie “Ma è bellissimooooo!!!11!!!1!”), fino a quando non scoprii il Duello tra Elisa Rosso e Princess, che mi fece cambiare idea da così a così…

15) I lettori vanno (o andavano) male in matematica, ma prendono (prendevano) buoni voti nelle materie umanistiche.

In verità no, sono più o meno stabile sia in italiano che in matematica. Ok, quest’anno in quest’ultima sono andata dal 4½ al 9, mentre l’anno scorso dal 5/6 al 10 e lode; e in italiano ho preso una sfilza di 6 da settembre a marzo, poi mi sono ripresa e da quel momento ho preso solo 8 e 9, ma entrambe le materie mi piacciono.

16) I lettori hanno gli occhiali, anche se a volte li nascondono;

Li ho avuti fino ai 12 anni, poi ho smesso.

17) I lettori sono sfigati e/o poco pragmatici.

Se essere sfigata significa amare la lettura, allora sono più che felice di esserlo!

E io aggiungo…

18) I lettori sognano sempre di incontrare i personaggi dei loro libri e vorrebbero entrare dentro tutte le loro avventure preferite.

Cosa darei per farmi un giretto a Librandia, la favolosa Città dei libri sognanti dall’omonimo romanzo di Walter Moers!

19) Per i lettori la loro passione è al primo posto, anche se ciò dovesse costare loro delle prese in giro.

E in questo caso, non capita di rado che scorra il sangue di chi ha osato prendere in giro un lettore…

20) I lettori si incavolano quando certi libri orrendi vengono spacciati per capolavori.

Hai sentito, caro Eddino Glitterino?

Se leggi sei sfigato. Se non leggi sei tonto.

È da parecchio tempo che ho iniziato a notare questo fatto, questo paradosso apparentemente inspiegabile.

Tutti dicono che il mondo sta andando a rotoli, che le nuove tecnologie stanno prendendo il sopravvento a discapito delle cose che contano davvero.
Tutti dicono che la televisione e Facebook stanno diventando armi potentissime, in grado di prendere il controllo di ogni cosa (il che in effetti non è da escludere, visti i 600 milioni di utenti iscritti a FacciaDaLibro).
Tutti dicono che oggi l’importante è apparire, non essere: le ragazze sognano di diventare modelle e di andare a sculettare in televisione per poi essere rimpiazzate a 25 anni e sostituite con altre più giovani; i ragazzi sognano di diventare dei novelli Valentino Rossi, solo per il gusto di fare brombrom con la moto; oggi il massimo delle aspirazioni personali è riuscire a entrare al Grande Fratello o essere selezionati per andare all’Isola dei Famosi e agli altri reality scemi, vivendo in questo modo i propri 15 minuti di fama.
Tutti dicono che non c’è più cultura, che le nuove generazioni sono destinate a nascere ignoranti e a diventarlo ancora di più.
Tutti dicono che i giovani, in particolare gli adolescenti, non leggono, che preferiscono stare a rimbambirsi davanti alla TV piuttosto che leggere.
Tutti dicono, dicono e dicono. E nessuno di quelli che dicono si prende mai la briga di fare concretamente qualcosa, qualsiasi cosa, che possa far migliorare la situazione.
È facile parlare di questo e di quello, meglio se lodando gli onnipresenti “Vecchi tempi”, per poi lavarsene le mani e continuare la propria vita come se niente fosse.
È facile fare come la mia amyketta Mary Star Gelmini, che da bravo ministro dell’istruzione si limita a dar ordine di creare il patetico spot pubblicitario che andava in onda qualche mese fa e che recitava “Leggere è il cibo della mente: passaparola!” – come se una semplice pubblicità servisse a qualcosa -, per poi ritornare dalla parrucchiera e prepararsi per la nuova comparsa in televisione (avete notato, tra parentesi, che tutte le volte ha un taglio diverso?).

Il video di cui parlo (scusate per la bassa qualità, ma è l’unico che ho trovato).

Come sempre, succede quel che deve succedere: tutti dicono e nessuno fa.
Anzi, ancora peggio: noi adolescenti siamo accusati da tutti di essere degli ignoranti, ma nessuno si ferma un attimo a mettersi nei panni di un adolescente di oggi. Nessuno si chiede mai cosa significhi per un adolescente essere un lettore appassionato, o comunque un lettore da almeno una dozzina di libri all’anno.
Nessuno immagina che per un giovane sia pressoché impossibile dichiarare apertamente la propria passione in pubblico così come dichiarerebbe, per esempio, di aver acquistato l’ultimo modello di smartphone: o meglio, sarebbe possibile, se fosse gratificante vedersi ridere in faccia.
Nessuno immagina che certi adolescenti arrivino addirittura a insultare chi vedono con un libro aperto in mano, dandogli dello sfigato asociale, o peggio.
Nessuno immagina che passare una serata a leggere, piuttosto che a drogarsi, ubriacarsi o affumicarsi in discoteca, sia poco meno che un’infamia per un adolescente del 2011.
Nessuno pensa che nel mondo dei giovani la lettura sia considerata un’attività da vecchietti, e che chi legge sia inevitabilmente uno che perde il suo tempo, che a rigor di logica dovrebbe trascorrere a divertirsi e a godersi la giovinezza.
Nessuno pensa che un adolescente che sull’autobus usa il suo iPod per leggere invece che per ascoltare musica a palla (come fa la sottoscritta) possa essere normale.
Nessuno si ferma mai a riflettere su questo, eppure è così: conosco personalmente ragazzi miei coetanei che sarebbero dispostissimi a leggere, ma che non leggono per paura di essere giudicati. E credete che per chi ha la fortuna di aver imparato in fretta a non dare peso ai giudizi degli altri la vita sia facile?

Ciò che non mi piace del mondo oggi non è che ignorante, ipocrita, falso, brutto&kattivo o quant’altro, solo che è contraddittorio. Prima dice una cosa, poi senza scomporsi afferma il suo contrario.
Se non leggi sei un tontolone, un analfabeta che non sa nulla della vita; viceversa, se leggi sei uno sfigato che una vita non ce l’ha.
Come la mettiamo?