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[Recensione] La maledizione di Ondine

Buondì, miei prodi! Incredibile ma vero, sono sopravvissuta alla prima settimana di quinta superiore (sìììì, prof, lo so che abbiamo l’esame, non c’è bisogno di ripeterlo venti volte al giorno! =.=), perciò per festeggiare è ora di mandare avanti il nostro caro progetto!

Titolo: La maledizione di Ondine
Fa parte di:  I Guardiani dei Portali (#1/3)
Autore: Valentina Barbieri
Tags: paranormale, fantasmi, magia, scienza
Editore: Amazon (autopubblicato)
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €12,00 (eBook €1,99)
ISBN: 9788891107305
Formato:  brossura, eBook
Illustrazioni: Vanesa Garkova
Valutazione: 4,5
Grazie all’autrice per avermelo inviato in formato eBook.

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RIASSUNTO – Ondine è una giovane sensitiva in grado di percepire una dimensione in cui gli spiriti vagano, anelando il modo per tornare nel mondo dei vivi. Cercando una spiegazione razionale e scientifica, Ondine, insieme all’amico Francesco, indaga su eventi paranormali.
La verità inizia a venire allo scoperto quando a Londra incontra Benjamin Law, un giovane e affascinante prete in grado di passare dall’Altra Parte. Grazie a lui, Ondine viene a conoscenza di oggetti posseduti e assiste a un terribile esorcismo.
Le informazioni su un antico Ordine dei Guardiani portano Ondine e Benjamin a Praga, alla disperata ricerca di Lysandra Novacek, l’ultima discendente della famiglia a capo dell’Ordine. Tra spiriti e luoghi antichi, Ondine viaggerà per l’Europa, affrontando le sue più grandi paure, compresa quella di un amore così forte quanto impossibile.
“Quando attraversi le porte che separano il mondo dei vivi da quello dei morti, devi essere sicura di poter tornare indietro…
 Chi sono i Guardiani dei Portali e perché l’Ordine si è sciolto dopo la seconda guerra mondiale? Cosa si nasconde dentro la dimora di Hasdeu, filosofo e politico romeno della fine dell’800? Come si sconfigge chi è già morto?

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[Recensione] Figlie di Diana

Come da titolo, oggi parleremo di Figlie di Diana, eBook che l’autrice mi ha gentilmente inviato nell’ambito del solito progetto.

Titolo: Figlie di Diana
Autrice: Stefania Tuveri
Genere: fantasy, young, paranormale, streghe
Editore: Lettere animate
Collana: Nuovi mondi
Pagine: 140
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: €9,90 (eBook: €0,99)
ISBN: 9788897801146
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autrice per avermi inviato il libro in formato eBook.

     

RIASSUNTO – Due giovani sorelle sono alle prese con una domanda che cambierà le loro vite: la Magia esiste? La risposta arriverà dalla saggezza della nonna che si occupa di loro e il misterioso e complesso mondo della stregoneria si rivelerà in tutto il suo misticismo, tra incantesimi, Tarocchi e rune. Ma praticare l’antica arte magica comporta delle grandi responsabilità e il Male è in agguato. La sfida che attende Selene e Caterina sconvolgerà le loro vite, ma ci sarà sempre spazio per amore e amicizia.

L’AUTRICE  Stefania Tuveri (Fidenza, 27-09-1993) vive in provincia di Piacenza e frequenta l’ultimo anno di liceo classico. Ha partecipato a diversi concorsi letterari qualificandosi prima nella sezione “giovani” del premio “Felice Daneo”, seconda nel premio “FantasticHandicap” e ottenendo la medaglia d’argento nel concorso “Il Chiostro”. Diverse le pubblicazioni in antologie, tra le quali “Black Candies”, edita da Lettere Animate Editore.

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[Recensione] Il rifugio

Il termometro mi dice che fuori ci sono qualcosa come 35° all’ombra, ma non sarà certo questo a intimorire la vostra topolina, che con il ventilatore sparato nella schiena è orgogliosa di presentarvi la prossima recensione del progetto!

Titolo: Il rifugio
Autori: Linda Bertasi
Genere: romantico, paranormale
Editore: La Caravella
Collana: Il porto
Pagine: 448
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo di copertina: €16,00
ISBN: 9788895402796
Formato: brossura
Valutazione: 
Grazie all’autrice per avermi spedito il libro.

    

RIASSUNTO – Possono vite diverse incontrarsi e confondersi al punto da somigliarsi, nella medesima esperienza di sofferenza e di felicità? Dimensioni temporali opposte che tornano a viaggiare sulla stessa frequenza, quasi a beffare una realtà già scontata e rivista. Con l’autentica possibilità di cambiamento e di riscatto. Anna e Mary, nelle confidenze di una soffitta chiusa al mondo, quasi a scambiarsi comparse e impegni in un vissuto ancora da decidere.
Un romanzo al confine tra il sogno e il reale, tra mistero e rivelazione.

L’AUTRICE  Linda Bertasi nasce a Portomaggiore nel 1978. Frequenta l’Istituto Tecnico Statale, a Ferrara, dove si diploma in indirizzo informatico. Sviluppa, da subito, un’innata predilezione per le materie umanistiche.
Partecipa a diversi concorsi letterari, contribuisce sporadicamente alla realizzazione di una rivista telematica. Scrive sotto pseudonimo su un portale dedicato alla letteratura.
Nella primavera 2010 una delle sue poesie viene utilizzata per la realizzazione di uno spettacolo teatrale di un noto coreografo.Ha già pubblicato Destino di un amore, sempre con l’editrice Caravella.

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Recensione: In ricordo di noi

Oggi tocca al romanzo di Rossella Martielli, gentilmente inviatomi tramite il progetto “Libri in cambio di recensioni”.

Titolo: In ricordo di noi
Autore: Rossella Martielli
Genere: narrativa, sentimentale, paranormale
Editore: Zerounoundici
Collana: Guest Book
Pagine: 154
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788863070583
Prezzo: € 14,00
Formato: brossura
Valutazione:
Grazie all’autrice per avermelo inviato in formato eBook.

Blog dell’autrice, blog e sito del romanzo, su aNobii, acquista su Ciao.it

La vita di Alice scorre tranquilla fino a quando strani incubi iniziano a sconvolgerle le notti e il misterioso ragazzo dagli occhi blu apparsole in sogno inizia a frequentare le sue lezioni. Quando i suoi occhi incrociano quelli di Alex, un oscuro presagio la avverte che qualcosa di terribile sta per accadere nella sua vita. Complici un libro venuto dal passato e uninquietante leggenda, realtà e sogno sintrecciano fino all’inevitabile epilogo, quando la morte restituirà un senso a ogni cosa.

Sono un po’ restia ad avvicinarmi a un libro, quando quest’ultimo porta l’etichetta “paranormal romance”. Sarà che questo genere di romanzo ha sempre significato per me cocenti delusioni, tanto che col tempo ho elaborato una teoria personale che spieghi ciò. Quando si parla di romanzi per young adults, i cosiddetti giovani adulti, ovvero ragazzi dai 15 ai 19 anni più o meno, sembra che gli autori (e poi gli editori) facciano il seguente ragionamento: i giovani d’oggi sono tutti rimbecilliti, perciò non serve impegnarsi più di quel tanto per quanto riguarda lo stile; basta ficcarci un vampiro o un angelo e arriveranno in men che non si dica frotte di ragazzine adoranti.
Peccato che, sfortunatamente, non tutti gli adolescenti si accontentino dei soliti libretti mediocri.
Questa introduzione è stata scritta per includere anche In ricordo di noi all’interno di questa triste categoria? No, per niente, anche perché non c’è traccia di vampiri qui. Come avrete intuito da quel dignitoso tre e mezzo, infatti, si tratta di un libro che tutto sommato mi è piaciuto, nonostante presenti alcuni aspetti che non mi hanno convinto del tutto e che adesso cercherò di illustrarvi.

In ricordo di noi si svolge in un tempo piuttosto breve: tutto avviene nell’arco di poco più che una settimana, come indicato anche dai titoli dei capitoli, ciascuno dei quali narra una giornata differente. Ogni cosa, però, sembra ruotare attorno a un’unica data, il 23 febbraio, e soprattutto lo stesso numero 23: esso è il pensiero fisso che ha Alice ogni volta che si sveglia, è il giorno di cui parla una leggenda trovata in un libro, sono i minuti segnati dall’orologio, il canale in televisione, la pagina di diario su cui la protagonista scrive i suoi appunti… L’intera storia, dunque, ruota attorno al numero 23.
Chi è la nostra Alice? Nel libro ci viene presentata come una ragazza pressoché normale, una studentessa universitaria che lavora part-time nella libreria di un vecchietto sbadato e simpaticissimo, fidanzata con Mattia. Come si verrà a sapere leggendo la storia, però, il suo passato non è stato semplice: ha dovuto affrontare la separazione dei genitori e l’abbandono del padre a soli 13 anni, cosa che le ha provocato molte sofferenze.

Fin dall’inizio Alice ci appare un personaggio inquieto, che fin troppo spesso deve avere a che fare con un costante senso di vuoto: incubi ricorrenti, pensieri nebulosi e ricordi confusi che hanno tutta l’aria di essere premonizioni caratterizzeranno tutta la settimana precedente al fatidico 23 febbraio. Compresi un paio di occhi profondi e magnetici, così belli che sembrano appartenere addirittura a un angelo.
Qui entra in scena Alex; ed è qui che, a mio parere, cominciano i problemi.
Prima di tutto, il fatto che il narratore utilizzi la terza persona interna alla storia ha sì contribuito a caratterizzare bene la figura di Alice, ma al contempo ha impedito a me di visualizzare gli altri personaggi – che ci vengono mostrati sempre tramite gli occhi della ragazza – indipendentemente dal suo giudizio. In questo modo, era sempre la stessa protagonista che li descriveva a modo suo. Forse, dunque, sarebbe stato opportuno incentrare meno l’intera storia su Alice e occuparsi di più delle altre figure, di cui purtroppo ci viene data solo una spolverata generale senza però permettere a chi legge di conoscerli a fondo.

A proposito di Alice, la mia impressione mentre leggevo In ricordo di noi era un lieve senso di déjà vu: libri con protagoniste carine ma fragili spuntano, ahimè, come funghi, ed è forse questo il motivo principale per cui non è stato facile affezionarmi a lei.
Anche il mio rapporto con il bello di turno non è stato il massimo. Insomma, in quanto a originalità della situazione iniziale, non si può proprio dire che mi abbia lasciata soddisfatta.
Spesso si percepisce, inoltre, che l’autrice è ai primi tentativi di scrittura: a volte Alice prende decisioni che mi sono sembrate quasi incomprensibili per il suo carattere, e alcune incongruenze (per esempio, il fatto che la protagonista studi letteratura francese ma non capisca una virgola dei cibi in francese che nomina il cameriere al ristorante) e sbavature stilistiche non mancano. La parte relativa ai numerosi flashback, poi, a mio parere avrebbe potuto essere resa meglio: spesso il continuo salto tra presente e passato mi ha creato confusione.
Per quanto riguarda lo stile vero e proprio, invece, l’ho trovato piacevole: è fluido, non si perde in giri di parole inutili (tranne forse in qualche punto, in cui avrei alleggerito le descrizioni) e scorre velocemente, tanto che il tempo di lettura del romanzo è volato via in fretta.
Tuttavia, ciò che ho apprezzato maggiormente – e che ha salvato anche il mio giudizio, riuscendo a bilanciare almeno un po’ i difetti – è stato il finale: non mi sembra giusto fare spoiler, perciò non svelerò particolari rilevanti, ma mi è parso davvero ben congegnato e soprattutto originale. Come ho già scritto, tutto ruota attorno al numero 23, ma anche a una leggenda che suscita molta curiosità in Alice: la leggenda della Fontana Rossa. Cosa ha di speciale questa storia, e soprattutto cosa c’entra col 23, con i sogni premonitori di Alice e in particolar modo con Alex? Per saperlo, non vi rimane che leggere…

Ricapitolando, dunque, In ricordo di noi è una storia sentimentale che può facilmente adattarsi ai gusti di molti palati, purché non troppo esigenti in quanto a originalità. Purtroppo l’autrice è caduta in molte trappole, probabilmente con la complicità dell’inesperienza, ma si tratta comunque di un libro che possiede del buono. Si sarebbe potuto fare di meglio, certo, ma tutto sommato il risultato non è male e la storia si è rivelata ad ogni modo interessante. Non sono troppo convinta delle tre stelline e mezza, ma ho deciso di lasciarle a mo’ di incoraggiamento… quindi tanti auguri, Rossella: la strada e lunga, ma continua così e ce la farai.

* * *

23. Alice aprì di scatto gli occhi nell’oscurità che l’avvolgeva. Sbatté un po’ le palpebre assonnate prima di abituare lo sguardo al buio e riuscire a distinguere i contorni familiari della sua minuscola cameretta: l’enorme armadio chiaro che occupava l’intera parete di fronte al letto, la minuscola scrivania addossata al muro, ingombra di roba, e la porta socchiusa da cui filtrava una sottile e flebile striscia di luce notturna proveniente con ogni probabilità dalla finestra in corridoio.
Non avrebbe saputo dire cosa l’avesse svegliata, ma di colpo aveva spalancato gli occhi e si era sentita più vigile che mai. La tapparella completamente abbassata – era una vera fissazione per lei, che per dormire aveva bisogno del buio più assoluto – non le permetteva di capire se fosse l’alba o ancora piena notte, così cercò a tastoni sul comodino la sveglia digitale che al suo tocco esperto si illuminò di un bagliore verde fosforescente.
23. Guardò meglio strizzando gli occhi… Chissà da dove le era uscito quel numero!