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20 responses to “Contattami!

  • Costante

    Ciao! Sono diversi mesi che seguo questo fantastico blog e i tuoi articoli sono molto interessanti. Mi sono piaciuti particolarmente quelli sui baby scrittori: sono molto interessanti e dato che mi sono interessato all’argomento per mesi (ho composto anche un saggio), ho raggiunto la tua stessa conclusione: scrivere non è piú diventato un piacere o una responsabilità, solo una moda. Anch’io scrivo fantasy (con nomi pronunciabili), con una mitologia e quattro lingue. Tutto questo in quattro anni di lavoro (!). Ma siccome c’è troppo fantasy in giro, ho deciso di esordire con un romanzo di genere generale, che illustra anche i problemi del momdk contemporaneo. Lo dico ancora: il tuo blog è SUBLIME! Ciao!

  • Costante

    Ciao, sono ancora io! Senti, ti volevo chiedere un parere, anche se so qual sará la risposta. Secondo te, come si dovrebbe scrivere un fantasy? COSA andrebbe scritto? Mi spiego meglio. Io, per esempio, ho:
    – Composto un libro mitologico riguardo il mio mondo immaginario
    – Cinque lingue (lingua degli uomini, elfi, nani, grifoni e antica lingua – non quella fatta a caso di paolini che poi è antico finnico spiaccicato) con tanto di grammatica completa
    – Cultura con libri “immaginari” e descrizioni delle societá
    – Ricerca linguistica (per esempio, nella lingua degli uomini, uomo si dice dûm, il quale deriva dall’elfico con dûmnakil – sottomessi al fato – che sua volta deriva dal verbo dell’antica lingua dûmnon, sottomissione)
    Tutto questo in quattro anni di lavoro.
    Dimmi il tuo parere :).

    • topolinamarta

      Be’, se fossi in te mi inventerei qualcosa di diverso dai nani e dagli elfi, che ci sono già anche troppo. I grifoni sono già più originali, per dire. A parte questo, da come ne parli sembrano delle ottime basi per una buona storia fantasy con un background vincente. Ovviamente dipende tutto da come la scriverai, ma secondo me è già un buon inizio! 🙂

  • Costante

    Ciao, sono ancora io (ehi, non mi denunciare per stalking!). Dopo aver assistico al Duello dei Duelli con il tuo amico Critico (non che io nutri ostilitá nei suoi confronti) e dopo un’avida lettura di classici (da 1984 a Notre-Dame de Paris) mi sono reso conto di quanto il fantasy stia diventando un poco opprimente; ho deciso, quindi, di elaborare un romanzo di genere generale (@.@ questi giri di parole) che illustri sia con sottili sia con espliciti riferimenti ai problemi del mondo contemporaneo (purtroppo anche la tragedia dell’11 settembre). Il titolo è – per ora – “Viaggio in Inghilterra”.
    Sinossi principale: Richard, scrittore fallito, dopo essere stato licenziato dalla sua casa editrice di Chicago e aver perso una sleale (da parte della ex moglie) battaglia legale per l’afffidamento dri figli, decide di trascorrere un’estate nei paesaggi incantevoli dell’Inghilterra ove scoprirá l’amore, la vera realtá delle cose, il senso della vita e la libertà. Ma si sa vhe tutto è destinato a finire…
    Impressionata? Dimmi modestamente il tuo parere che lo accetteró ben volentieri. Questo romanzo è nato per illustrare l’Oggi in cui viviamo ma anche gli ideali e le tradizioni che si sono andate perdute.
    Saluti

    L’Enigmista (scherzo!)

    • profgemelli

      Enigmista, scusa se rompo, ma tu conosci bene Chicago? l’Inghilterra? il mondo delle case editrici (americane)? la vita di coppia? l’amore? I divorzi? ecc…?

      Io mi ti immagino giovanissimo e magari studente di scuola. Per cui, tanto per dar retta a Stephen King e alla “sua” regola: “parla di quel che sai”, anzichè cercare di imitare la letteratura sraniera perchè invece non esordire con un romanzo che parla di personaggi simili a te e alla gente che conosci, di luoghi che conosci veramente e di situazioni che ti sono familiari? Anche tutto questo, se già non è interessante di per sé lo si può rendere interessante (se uno è bravo) con la ricerca di angolazioni originali… o magari poi con l’inserimento di un elemento “stonato” o fantastico, che l’ambientazione realistica contribuirà a rendere più credibile…

      Questo naturalmente non vale se uno si butta nel fantasy!

      Oppure sì? Probabilmente in Harry Potter quel che mi piace di più non è tanto maghi e streghe ma il fatto che ci sia anche una Londra retrò e un’ambientazione college-british. Idem nel ciclo di Narnia, se si partisse e si arrivasse direttamente a Narnia e non passando attraverso le parentesi “reali” ci sarebbe io credo assai meno interesse!

      Beh, però se la tua cosa l’hai già iniziata a scrivere io ti esorto a portarla avanti senza preoccuparti troppo di quel che ho detto sopra: i consigli dei matusa vanno ascoltati, ma per poi fare quel che ci pare! E poi non mancano controesempi eclatanti: vedi Faletti, che ha scritto dei romanzi di successo (“di successo” non significa “belli”, ma… non credo che lui se ne lamenti!) con ambientazione straniera e meccanismi tipici americani (sto parlando di “Fuori da un evidente destino”), e addirittura ci si ritrovano alcune tipicità dei testi tradotti dall’inglese! Un’imitazione perfetta!

      In ogni caso in bocca al lupo!

      • L'Enigmista

        Grazie per i consigli! Ti spiego: sebbene il mio lavoro sul mio mondo immaginario riguardo la cultura, le lingue, la mitologia e le ricerche etimologiche sia durato 4 anni e mezzo (es. nella lingua degli uomini uomo si dice dûm che seriva dall’elfico dûmnakil – dumneru, sottometto e kiloro, fato – che a sua volta deriva dall’antica lingua dûmnon), avevo paura di passare inosservato poiché la quasi totalità dei baby scrittori esordisce con il fantasy. È per questo che ho deciso di scrivere un romabzo diverso perchè amo raccontare ció che vedo
        Ho visitato l’Inghilterra e il Galles la scorsa estate e quei paesaggi verdi ed incontaminati mi hanno dato un’ispirazione senza precedenti. Mio padre ha visitato molte volte l’Ammlerica e mi ha portato un sacco di foto, tali che sapevo come un personagvio ci sarebbe mosso. Anche per gli avvenimenti (cit. 11 settembre) mi sono documentato molto e ritengo di avere solide basi.
        Mi fa piacere che ti sia interessato 😀
        Grazie ancora per i consigli

        P.S. A volte i scrittori hanno ambientato le loro storie in posti dove non sono mai stati. Stendhal, per esempio, ha ambientato “La Badessa di Castro” a Palermo senza esservi stato

  • profgemelli

    Però Stendhal non è certo famoso per “La Badessa di Castro”, ma per “Il rosso e il nero” e “la certosa di Parma”, in cui sfrutta anche i suoi ricordi personali di vita militare per dar realismo.

    • L'Enigmista

      Quello era solo un esempio. Conosco benissimo i libri di Stendhal (e te lo dice.un accanito lettore di classici).

      • Marco Mezzazappa

        “Richard, scrittore fallito, dopo essere stato licenziato dalla sua casa editrice di Chicago e aver perso una sleale (da parte della ex moglie) battaglia legale per l’afffidamento dri figli, decide di trascorrere un’estate nei paesaggi incantevoli dell’Inghilterra ove scoprirá l’amore, la vera realtá delle cose, il senso della vita e la libertà. Ma si sa vhe tutto è destinato a finire…”

        Se possi permettermi.. la trama è classica e banale, ma se gestita bene può essere appassionante e coinvolgente. Dato che non hai specificato il periodo, mi viene da pensare che questa storia è ambientata nei giorni nostri. Se così non è, in che periodo siamo?
        Puoi anche decidere di caratterizzare Richard in maniera un pò meno “prevedibile”: leggendo la nota mi viene in mente una brava persona, buona e gentile che ha avuto la sfortuna di avere un destino avverso e ora, magari, la fortuna gli arride dietro l’angolo…
        Ma Richard potrebbe pure essere uno a cui “gli puzza il culo”: ha scritto uno o due libri (che hanno avuto un discreto successo), ma questo lo ha portato a pavoneggiarsi per la sua “esaustiva vena narrativa”, vena che poi l’ha portato ad avere un alterco con il suo collega editor riguardo a un libro che stanno entrambi revisionando. La cosa finisce a botte, e la casa editrice decide di licenziarlo dopo questo spiacevole episodio.
        Certo, l’ex-moglie avrà usato dei sporchi trucchi per avere l’affidamento dei figli, ma non vuol dire che sia una donna sadica e malvagia: anzi, forse tiene più lei ai figli e non vuole che i suoi pargoli diventassero come il padre: ipocrita, vanaglorioso e quel suo modo irritante e pignolo di come devono andare le cose. Prende la vicenda del licenziamento di Richard come una manna del cielo, risultando così determinante per la causa di affidamento. La donna è sinceramente pentita che Richard non è più l’uomo di cui si era innamorata anni prima, ma avere in casa uno che anziché andare in cerca di un lavoro non fa che biasimare la moglie (e non solo lei) per qualsiasi cosa è una situazione che non riesce a reggere.
        Andare in giro nella Verde Inghilterra deve essere una bella esperienza.. purtroppo Richard è un uomo di città, quindi i modi di fare spontanei e onesti, mentre la gente di città tiene una maschera di cortesia quando in realtà cerca di aumentare il suo status sociale vedendo gli altri come rivali: pertanto l’uomo trova i paesani irritanti e ingenui. Il “vero amore” di Richard potrebbe essere una donna all’inizio affascinata dai discorsi di lui sulla critica narrativa, ma in seguito si accorge che la sua fiamma è in realtà disinteressata su romanzi e revisione testi, preferendo vantarsi con le sue amiche per il suo fidanzato “colto” anziché sforzarsi di essere sinceramente interessata ai discorsi di lui.
        Tutto questo, magari, potrebbe fargli riflettere sullo stato attuale delle cose. Forse potrebbe pensare di essere lui nel torto, che ha fatto tutto da solo: potrebbe prendere le valigie, tornare in città e cercare di riallacciare i rapporti con la sua ex-moglie. Non è detto che i due tornino insieme, ma la donna capisce che Richard si è sinceramente ravveduto.
        Oppure l’esatto contrario: Richard, seppur si ritrova nei zebedei i paesani, li preferisce rispetto alla gente di città poiché “non è stato compreso”. Anche se la sua nuova fidanzata (e forse futura moglie) è una donna ignorante su Walter Scott e Ken Follett, il fatto che lei se la teiri perché Richard è uno “colto” alimenta l’ego di lui e gli interessa più questo che non un sincero affetto che la donna potrebbe provare per lui (e non lo prova infatti). Ben presto i paesani cominciano a prendere le distanze da lui, ma Richard considera quelli che “non lo comprendono” meno di zero e si fa un gruppo di individui composti da ammiratori, novelli scrittori e sciocchi che rimangono impressionati dalla sua dialettica. Alla fine sì, Richard pare aver trovare il senso della vita…

  • L'Enigmista

    Marco Mezzazappa

    Il tuo discorso è un autentico poema e ci ho meso 10 minuti buoni per assimilare il tutto. Riguardo al fallimento di Richard è perchè il suo editor ce l’ha con lui a bestia e non perde l’occasione di declassare il suo fiasco letterario con un libroccino idiota di un baby scrittore.
    Si, l’ex moglie userà armi meschine grazie anche all’aiuto di quei spioni di vicini. Richard è rimasto confinato in casa per ben 30 anni da una madre iperprotettiva e da un padre menefreghista.
    La nuova ‘donna’ riesce in pratica a fargli scoprire la semplicità delle cose con balli e leggende tradizionali (in un piccolo villaggio fra le colline); Richard cerca in qualche modo di farle aprire la mente al mondo facendole visitare il mondo ma, per uno scherzo della natura, capiteranno a NY proprio l’11.Sttembre.
    Questo è quanto

  • Roberto Gianolio

    Grazie Topolinamaria, appena posso ti invio il mio romanzo, adesso sto attendendo i risultati del conocorso a cui ho partecipato con questo romanzo. Buona serata
    Roberto

  • Alis

    Salve, davvero leggete e recensite gli scritti degli scrittori esordienti? *^*

  • Alis

    Nice thing! Io sono una mezza scrittrice, e sto appunto scrivendo un libro. (:

  • marina

    Oh mio Dio!!! Tu sei esattamente come me!!!
    Ok,dopo questo entusiasmante elogio ,mi presento..
    Sono Marina ho 20 anni e sono un’inguaribile mangia-libri, sono una studentessa presso l’Uni di Palermo e il mio corso di laurea è Scienze della Comunicazione per i media e le istituzioni ed è il mio sogno nel cassetto lavorare in una casa editrice.. Che dire?? Mi sono innamorata del tuo blog perché c’è dentro il mio mondo.
    Continua così perché la scrittura e la lettura sono le armi dell’ immaginazione. Ti abbraccio virtualmente
    Marina 😉

  • paolomazzocchini

    Ti ho contattato per email ma non mi hai ancora risposto… ho la ristampa dei miei racconti “L’anello che non tiene” da proporti…

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

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