Recensione: Sitael – La seconda vita

Come promesso nelle “Letture di luglio”, ecco qui la recensione approfondita di Sitael – La seconda vita, romanzo d’esordio di Alessia Fiorentino.

Titolo: Sitael (1/3)
Sottotitolo: La seconda vita
Autore: Alessia Fiorentino
Genere: fantasy classico, lotta luce/buio
Lingua: italiano
Editore: Dario Flaccovio
Collana:  –
Pagine: 861
Anno di pubblicazione: 2010
ISBN: 9788877588463
Prezzo: € 22,00
Formato: brossura
Valutazione

Qualcosa sull’autrice

Anche per questo libro mi sembra d’obbligo spendere qualche parola sull’autrice, sulla nostra Alessia Fiorentino (classe ’90). Di lei sappiamo che, prima di iniziare a scrivere il suo romanzo, non aveva mai letto niente di fantasy, anzi, non conosceva neanche questo genere. Aveva però il desiderio di leggere una storia fantastica, così invece che continuare invano a cercarla ha deciso di scriverla.
Ora, una delle regole non scritte che ogni autore dovrebbe rispettare è: scrivi solo di ciò che conosci. Vi state già chiedendo, dunque, come abbia fatto una quattordicenne a scrivere un fantasy così corposo senza mai aver letto nulla o quasi di fantasy? Anch’io ero molto curiosa di scoprirlo, perché mi è capitato spesso di leggere libri scritti da autori che affermavano di non essere mai stati dei buoni lettori… e la mancanza di un bagaglio di letture di fondo si faceva sentire. Con Sitael sarà diverso?, mi domandavo prima di leggerlo. Lo scopriremo insieme fra poco, perché la presentazione della nostra giovane scrittrice non è ancora giunta al termine.
Alessia Fiorentino, infatti, non ha scritto un libro soltanto: da quando aveva 14 anni fino ai 20 ne ha scritti ben sei, raggruppati in due trilogie, mentre la sua età anagrafica coincideva con quella del suo protagonista, Etenn. La stesura di ogni romanzo, in pratica, è durata un anno, in modo che Alessia ed Etenn avessero sempre la stessa età.
Di lei sappiamo anche un altro interessante particolare: come Alessia scrive nella sua presentazione, Sitael si è scritto da solo, quasi di getto. Un bene? Un male? Anche questo lo scopriremo presto.

Alcuni assaggini 

Entriamo subito nel vivo della recensione e cominciamo a esaminare il nostro libro: come i più arguti di voi avranno intuito guardando la copertina e come sarà facile intuire fin dall’inizio del libro, il bel ragazzo che vi troviamo, naturalmente, è Etenn, il protagonista della storia… per la gioia dei lettori che preferirebbero immaginarsi da soli i personaggi, piuttosto che trovarseli già belli e pronti.
So che questa può essere un’opinione oggettiva, ma per quanto mi riguarda quella di piazzare in copertina la faccia del protagonista non è proprio una gran trovata: e se a un lettore a caso (tipo me) la suddetta faccia facesse schifo? In questo caso ci sarebbe poco da fare, a parte cercare il più possibile di non guardarla: solo perché l’autrice si immagina il suo personaggio in questo modo, non significa che per me sia lo stesso. Un esempio sono quelle inguardabili righe nere attorno agli occhi che danno al personaggio un’aria decisamente emo: non mi risulta, perlomeno, che nel mondo di Etenn esiste l’eyeliner.
Vi invito a verificare di persona, inoltre, l’originalità della suddetta copertina, copiata pari pari da un’immagine di Frodo Baggins. Stessa identica posizione della mano, stesso sguardo profondo, quasi stesse pieghe del mantello… Semplice ispirazione? A me, sinceramente, sa più di plagio.*

making gifs

Ad ogni modo passiamo oltre. Apriamo il libro e… magia! Niente cartina diciottoperventicinque!

In realtà, andando a curiosare sul blog dell’autrice, ho scoperta che la suddetta cartina esiste:

A parte i nomi random, un numero un po’ ridotto di città per un mondo così grande, la grossa riga nera che ha tutta l’aria di essere un fiume che va da mare a mare, la città del kattivo (Goriahm) piazzata nell’angolo più in alto al di là di una catena di cucuzzoli e le montagne stranamente tutte uguali, devo ammettere che non è malaccio come mappina fèntasi. C’è molto di peggio, perlomeno.
Non avendola sott’occhio mentre leggevo il libro, però, non ho potuto seguire i movimenti dei nostri personaggi, perciò non saprei dire se è stata disegnata tenendo conto della storia o se è stata realizzata alla “tanto per”. Inoltre, non è stata inserita all’interno del libro, e visto che questa è una recensione sul libro e non sull’intero background ideato dall’autrice per la sua storia, non ne ho tenuto conto nella valutazione del libro. Anche perché non avrebbe fatto una gran differenza, è chiaro.

Diamo un’occhiata alla fenomenale lista della spesa introduzione che si trova a inizio libro:

Benvenuti in un mondo
in cui avvengono cose straordinarie.
Alcune magiche e meravigliose.
Altre… terribili.
Ma alla fine voi,
e solo voi,
riuscirete a vincere.
Coraggio.
Lealtà.
E Luce.
Vi accompagneranno in questo lungo viaggio.
Pensate quello che volete,
ma questa storia… Già.
Questa storia è vera.

Solo a me viene spontaneo domandarmi come sia possibile che alla fine “noi” riusciremo a vincere, considerato che la storia è ambientata in un altro mondo? Mah, non chiedetemelo: siamo in un libro fèntasi, e tanto basta. Posso pensare quello che voglio? Molto bene: penso che chi ha scritto questa introduzione avrebbe potuto sforzarsi un po’ di più, perché così sembra provenire direttamente da un videogame. Solo che ci troviamo in un libro, e questo non è propriamente un bene.

Prima di proseguire, vi consiglio di dare una spizzicata al capitolo che la Dario Flaccovio mette a disposizione sul sito.

Dopo questa breve introduzione, ci troviamo con una delle cose che proprio non può mancare in un fèntasi, ovvero il prologo. Leggasi: la soluzione più sfruttata dagli scrittori pigri, che naturalmente preferiscono di gran lunga raccontare il tutto invece che mostrarlo nel corso del romanzo, per introdurre la loro storia. E Sitael, naturalmente, non fa eccezione.
In questo prologo scopriamo che la storia è ambientata a Lycenell, la “terra antica e lontana circondata dal mare”; conosciamo il mega-superkattivo di turno, ovvero Qurasch,  che è nientemeno che il figlio del Demonio in persona!

Ecco a voi il terribile Qurasch!!! Paura, eh?

Poi veniamo a sapere che il nostro amico Qurasch ha inventato un esercito di mostri brutti&kattivi di nome Varles, e un bel giorno decide di attaccare Varvaria, una delle città di Lycenell. Ma una donna di nome Regina riesce a fuggire e raggiunge Oreah, dove fa un patto con il Sole: fonderà in suo onore un ordine di cavalieri, i cui componenti sarebbero stati scelti per via del fykissimo potere di possedere la Luce. Il cambio il Sole donò il Sitael, che è un’altra fykissima arma in grado di distruggere Qurasch il Superkattivo, il quale a sua volta è l’unico che può distruggere il Sitael. Che botta di originalità, non trovate? Non c’è niente di più innovativo dell’epica ed eterna lotta tra la luce e il buio! E soprattutto, il kattivo veramente kattivissimo è un’idea che non si era mai sentita prima, nevvero?
Ecco, cara Alessia, cosa succede a voler scrivere fantasy senza aver mai letto nulla di fantasy.
Oddio, se è per questo non è vero neanche il contrario: esistono scrittori di vasta cultura del genere, i cui libri non sono proprio il massimo dell’originalità. Ma almeno dopo aver letto un discreto numero di libri fantasy, un lettore dovrebbe avere già un’idea di quali sono i cliché più tipici del genere, e di conseguenza dovrebbe almeno tentare di evitarli. Ma se non si conosce minimamente un genere, non solo si scadrà negli stereotipi più ovvi, ma lo si farà ignorando che ciò che si sta scrivendo non è esattamente l’idea più innovativa del mondo. L’unico punto a favore che mi sento di dare a questo prologo è il seguente: è conciso, non si perde in riflessioni e descrizioni inutili, e soprattutto è breve; i frequenti spazi, inoltre, lo fanno scorrere velocemente. Sempre meglio di un prologo stile Gli eroi del crepuscolo, in ogni caso.

Fine del prologo. Salto di ben 300 anni.
Ora ci troviamo a Varvaria, dove, ancora prima che sorga il sole, una donna esce di casa da sola, si allontana dal villaggio e attraversa prati e boschi prima di arrivare a una sorgente, dove si ferma e fa il bagno.
Notate niente di strano? Be’, spiegatemi se una cosa del genere è plausibile, visto che, come si capisce dopo poco, i Varles, i kattivi al servizio di Qurasch, sono ancora in circolazione! Da quando le ragazze in un epoca pseudo-medievale se ne vanno in giro sole solette in piena notte, si spogliano per farsi il bagno e rimangono lì tranquille senza che un qualche malintenzionato le noti?
Lo so, avete ragione: è fèntasi, non bisogna farsi problemi su queste cose!
Nella scena, però, compare anche un altro individuo: una figura nera dall’ombra nera, incappucciata di nero e che è seguito da una nebbiolina nera (chi sarà mai?), sale sul pendio roccioso che lo porta al di sopra della cascata, portando con sé un fagotto nero. Una volta arrivato in cima, getta il fagotto nella cascata, senza accorgersi della bella donna che sta facendo tranquillamente il bagno… Casualmente, però, il fagotto ritorna a galla e la donna lo solleva dall’acqua, lo apre e… sorpresa! C’è un neonato! *Stupore generale* Ma non è un neonato qualsiasi: è il più bel neonato che la donna abbia mai visto! Biondo, con gli occhi color oro… che chiedere di più? E indovinate un po’ il nome che viene affidato al piccolo: si chiamerà Etenn, che significa nientemeno che portatore di luce… e già a questo punto anche il lettore più ingenuo avrà capito tutto della storia.
Serviva tirarla per le lunghe per più di 800 pagine, anzi, addirittura per sei libri? Naturalmente sì, e scopriremo subito il perché.

Un minestrone di stereotipi

È questa la prima definizione che mi è venuta in mente non appena ho concluso questo romanzo. Anzi, no, molto prima di averlo concluso: in realtà, la puzza di cliché si percepisce fin dal capitoletto introduttivo. In Sitael troviamo, infatti:

• un protagonista Gary Stue (ho calcolato personalmente il grado di Marysuaggine grazie all’apposito test: non è di quelli irrecuperabili, ma è comunque un malato grave) – rigorosamente orfano, adottato e tenuto all’oscuro delle sue origini – che all’inizio del libro non riesce a tenere in mano una spada, ma che diventa bravissimo nel giro di pochi capitoli, per l’esattezza a partire dall’amnesia che subisce;

• il suddetto protagonista, ovviamente, si rivelerà essere il predestinato, l’oggetto della misteriosa profezia, “colui che è nato per essere Luce”;

• come se non bastasse, finisce per ingoiare accidentalmente una pietra magica che gli fornisce altri magic powers specialissimi e unici;

• il solito superkattivo che terrorizza tutti per ben tre ere, ma che un quattordicenne riesce a sconfiggere in un capitolo;

•  degli elfi – che sono uno stereotipo già per conto loro – non si sa molto; qui, infatti, si parla per lo più degli Sharephi,  che in pratica erano elfi ma si sono slegati da loro, trovandosi naturalmente un nuovo nome. Anche parlando degli Sharephi, però, le cose non migliorano, perché dei tre individui che compaiono nella storia, la ragazza è anch’essa una Mary Sue, il primo ragazzo è decisamente lunatico (all’inizio è un presuntuoso come pochi, poi finisce col diventare super simpatico con Etenn, e i suoi atteggiamenti si alternano di continuo) e il secondo è fondamentalmente inutile, tanto che viene tolto di mezzo non appena si presenta l’occasione giusta;

•  il solito viaggio periglioso attraverso mezza Lycenell per raggiungere Oreah, la città dove si trova il sole; per 700 delle 861 pagine non succede altro;

• ah, e non scordiamoci del fatto che il protagonista – perfetto sotto ogni punto di vista – possiede un fratello anch’esso molto kattivo, creato da Qurasch per distruggerlo in caso lui fallisse: Etenn è biondo con gli occhi color oro, mentre Stacra è moro con gli occhi rossi; Etenn è luce così come Stacra (questo è il nome del fratello kattivo) è buio; Etenn rappresenta il bene come Stacra rappresenta il male. Altra botta di originalità, non trovate? Non farò spoiler, però, casomai dopo questa recensione ci sia ancora qualcuno disposto a leggere questo mattone, perché in fondo in fondo un che di interessante in questa lotta tra fratelli rimane… Niente di sconvolgente, però;

Stacra, il gemello kattivo di Etenn.

•  infine, abbiamo come idea di base un concetto vecchio come il mondo: il Sitael, infatti, è un’arma di luce, è in pratica luce allo stato puro. È una luce che non viene mai e poi mai intaccata dalla tenebra, e di conseguenza il suo portatore non può che essere perfettamente buono. E permettetemi di obbiettare che un personaggio completamente buono è piuttosto irreale: possibile che non abbia mai un momento di debolezza, una crisi di panico, una fase di sconforto, un attimo di follia e desiderare di mandare a monte tutto, una notte di problemi di stomaco… No, niente di tutto questo. Una qualche sconfitta ogni tanto, per fortuna, ce l’ha (come a seguito della lotta contro le Ninfe: una scena che avrebbe potuto risultare interessante, se solo l’autrice non l’avesse liquidata in poche righe, ma è comunque uno dei punti meglio riusciti, secondo me), ma poi riprende a essere perfetto e infallibile come se niente fosse accaduto. Un protagonista troppo perfetto, ahimè, non è mai un buon protagonista: vi dirò che all’inizio mi ci ero affezionata, perché nonostante tutto qualche problemuccio per esempio di autostima non gli mancava, ma poi… lasciamo perdere.

Un appunto sui nomi

Come sempre, la nostra Alessia presenta diversi sintomi della temuta Sindrome di Sonohra. Non si tratta, fortunatamente, di una forma grave, ma ho riscontrato sufficienti prove di questa letale malattia. Le più palesi sono le seguenti:
• Sharashidahllen (non sarà per caso parente della  Sylvianarlamistrydian de Gli eroi del Crepuscolo?);
• Cheyun;
• Hayel (l’altro nome molto fygo di Etenn);
• Goriahm (da qui in avanti vengono dalla cartina);
• Ashleyrey;
• Valle Soahsghen;
• Lyangalonh;
• Thilye;
• Lahngral;
• Nith-Hayah;
• Yath Vanlassaii;
• Fharòden;
• Lago di Rionh;
… ovvero, degli ottimi esempi di quanto sia bello e divertente pigiare a caso le lettere sulla tastiera, magari infilando qualche H o qualche Y dove capita per dare un effetto davvero mystycoh, senza però rendersi conto che con una trovata del genere si ottengono soltanto nomi ridicoli e impronunciabili.

700 pagine di nulla 

A proposito del cliché del viaggio periglioso, c’è un’altra cosa interessante da dire riguardo a Sitael e anche a proposito, come ho scritto nella presentazione dell’autrice, dello scrivere di getto: per tutta la parte centrale (diciamo da pagina 100 fin circa a 750-800), la nostra storia è caratterizzata da una quasi totale assenza dello sviluppo della trama. Ok, la nostra compagnia di personaggi (Etenn, i tre Sharephi, un elfa e il capitano – mi pare di non aver scordato nessuno, quindi se l’ho fatto scusatemi: purtroppo Sitael non è propriamente uno di quei libri che ti stimolano l’attenzione dall’inizio alla fine…) attraversa tutta Lycenell, da Nord a Sud, e mentre viaggiano passano in rassegna tutte le creature fantastiche che abitano la terra. In pratica, si scontrano con:
• elfi;
• draghi;
• ninfe;
• sirene;
• centauri;
• giganti;
• Varles, ovvero i mostriciattoli creati dal cattivo;
• simpatiche donzelle che trasformano la gente in pietra;
… e grazie ai suoi magic powers – dei deus ex machina niente male – spuntati dal nulla, Etenn riesce sempre a farla franca, spesso in extremis.

A questo punto credo sia palese che Alessia Fiorentino non sapeva più come fare per non ridurre il suo fantasy a un libretto di 200 pagine scarse, perciò ha preferito allungare il brodo a dismisura, riempiendo la sua storia di parti fondamentalmente inutili (perché una buona parte di questi scontri con le varie creature si sarebbe potuta tagliare senza rimpianti, o comunque accorciare di un bel po’) e soprattutto noiose. Ecco cosa succede a scrivere di getto, senza “sprecare” tempo prezioso prima di cominciare a scrivere stabilendo tutte le pieghe che dovrà prendere la trama. Se avesse fatto così, scommetto che le pagine risultanti sarebbero la metà di quelle attuali. Ma si sa: un fèntasi non è bello se non è lunghissimo e pieno di parti inutili! Se lo dice anche Nonciclopedia c’è da crederci!

Lo Stile

Parliamo un po’ dello stile di Alessia Fiorentino, cominciando subito da quella che dovrebbe essere la regola principale di ogni scrittore: lo Show, don’t tell. Ci sono punti in cui il libro è scritto benino: mostra le scene  in modo efficace, per lo più è scritto in modo diretto, senza perdersi in parti contorte. Ce ne sono altri – e sono la maggior parte – in cui il mostrato fa proprio acqua, in cui gli avverbi e gli aggettivi inutili non si contano e che la narrazione diventa ultra-noiosa. Le ingenuità, naturalmente, non mancano (come i nostri amici che si cibano con una quaglia, o le scale nel palazzo delle sirene…). Il colore dei capelli e degli occhi di Etenn, inoltre, viene ripetuto ogni volta che si presenta l’occasione, e sempre in questi termini:

Etenn era, appunto, molto biondo, e i suoi occhi erano grandi, particolarissimi: color dell’oro. [pag. 19]

No, Alessia Fiorentino non si accontenta di piazzare l’immagine del suo beniamino in copertina: ci delizia continuamente con obbrobri del genere, come se i lettori fossero così scemi da non ricordare da una volta all’altra l’aspetto fisico del protagonista. È naturale, no? Etenn rappresenta la luce, la bontà assoluta: la perfezione incarnata, in poche parole. Quindi è praticamente obbligatorio ricordare tutti i momenti a lettore che il personaggio di cui sta leggendo le avventure è bellissimo, biondissimo, con degli occhi particolarissimi e soprattutto dall’animo coraggiosissimo. Cos’è che dicevo riguardo ai personaggi troppo perfetti? Ah, sì, che non sono proprio un granché…

‘Mazza quanto sei biondo, Etenn!

A parte queste descrizioni veramente puerili, però, si arriva addirittura a errori veri e propri, come quello che troviamo a pagina 23:

[…] per questa ragione [Caliel, il fratello maggiore di Etenn] aveva dovuto nominarlo scudiero sebbene Etenn non sapeva fare niente e non fosse adatto a quel ruolo.

Capisco che ormai il congiuntivo sia diventato una cosa out, ma non è una novità che mettere l’imperfetto dopo “sebbene” sia sbagliato… E questa non è l’unica schifezza che ho trovato, purtroppo. La domanda, alla fine, è sempre la stessa: editor, dove seeeei?

Conclusioni

A questo punto credo sia inutile dire che non vale assolutamente la pena di spendere ben 22 euri per acquistare un fèntasi come Sitael. Già il prezzo è da infarto per conto suo (e ringrazio di essere riuscita a trovarlo scontato del 50%), ma per un libro venuto male come questo, non ho nessun rimpianto nel dire che quelli della Dario Flaccovio sono degli autentici ladruncoli. Capisco la mole non da poco, i costi di stampa e tutto il resto, ma esistono un sacco di libri stampati in brossura come Sitael, addirittura con diverse pagine in più, a un prezzo molto più onesto. Proprio non capisco come si possano pubblicare libri del genere, oltretutto senza uno straccio di editing. E poi mi vengono a dire che gli editori tirano fuori la scusa che un libro è troppo lungo, pur di non pubblicarlo…

* Ringrazio Gianlu830 per avermela segnalata.

Annunci

104 responses to “Recensione: Sitael – La seconda vita

  • Chiara

    Non è che l’Editore in questione è uno di quelli a pagamento??

  • werehare

    Sei troppo buona: già dal prologo stile lista della spesa questo libro si brucia ogni vaga possibilità di decenza. Ma io volevo qualche estratto raccapricciante in stile “caddero dall’altezza di venti metri e le macerie infuocate attutirono l’urto”! Non dirmi che non ce ne sono 😀

    “Da quando le ragazze in un epoca pseudo-medievale se ne vanno in giro sole solette in piena notte, si spogliano per farsi il bagno e rimangono lì tranquille senza che un qualche malintenzionato le noti?”

    Più che altro, da quando lo fanno mentre sanno benissimo che nei boschi adiacenti dormono centurie di malintenzionati…

    “(ho calcolato personalmente il grado di Marysuaggine grazie all’apposito test: non è di quelli irrecuperabili, ma è comunque un malato grave)”

    Sottolineerei però che certe caselle non le hai spuntate ma potresti farlo a storia conclusa: ad esempio quelle che coinvolgono passato misterioso o morte tragica, cose che forse l’autrice vorrà rivelare/far accadere nei prossimi episodi.
    Quanto alla storia che *gronda* originalità, dopo l’uscita dell’autrice sul fatto di non aver mai letto fèntesi prima di scrivere il suo ci avrei scommesso un rene: lei, la Strazzu e la Rosso potrebbero fare un club, tanto tra gemelli assortiti (buono e malvagio), protagonisti perfettissimi, elfhy (sotto mentite spoglie), quest del viaggio ai confini del mondo, malvagio malvagissimo e scagnozzi puzzolenti et cetera possono quasi scambiarsi le storie 😛

    • topolinamarta

      “Ma io volevo qualche estratto raccapricciante in stile “caddero dall’altezza di venti metri e le macerie infuocate attutirono l’urto”! Non dirmi che non ce ne sono :)”
      Ce ne sono, ce ne sono… come ho già scritto, però, Sitael non è uno dei quei libri che mantengono viva l’attenzione, e da brava furba mi sono dimenticata di segnare i punti più interessanti…

      “Sottolineerei però che certe caselle non le hai spuntate ma potresti farlo a storia conclusa: ad esempio quelle che coinvolgono passato misterioso o morte tragica, cose che forse l’autrice vorrà rivelare/far accadere nei prossimi episodi.”
      Hai ragione, ma dubito che quattro caselle cambino di molto il risultato: Etenn non è sicuramente il massimo, come protagonista.

      “Quanto alla storia che *gronda* originalità, dopo l’uscita dell’autrice sul fatto di non aver mai letto fèntesi prima di scrivere il suo ci avrei scommesso un rene: lei, la Strazzu e la Rosso potrebbero fare un club, tanto tra gemelli assortiti (buono e malvagio), protagonisti perfettissimi, elfhy (sotto mentite spoglie), quest del viaggio ai confini del mondo, malvagio malvagissimo e scagnozzi puzzolenti et cetera possono quasi scambiarsi le storie ”
      Dimentichi il Ghirardi, che scrive fantasy perché “è più semplice”! =D

  • Jayla

    Sitael è uno dei libri che sto leggendo. O almeno ci sto provando. Proprio come per “Gli eroi del crepuscolo” non riesco ad arrivare alla fine di un capitolo per la troppa noia. Devo ammettere che se la sera devo scegliere uno fra i due, accalappio subito Sitael ma…. come dici tu, non vale davvero la pena finirlo. Sto perdendo tempo.

    “non mi risulta, perlomeno, che nel mondo di Etenn esiste l’eyeliner.”
    XD Mi fai morire! Io posso capire che piaccia lo stile “mangoso” ma qui si tratta di un libro, non di un manga (ma se proprio devo essere pignola allora posso anche dire che certi manga sono meglio).

    Comunque sia mi ritrovo d’accordo con te su una cosa. Non riesco proprio a seguire la storia. Mi dimentico i concetti, non riesco ad immaginarmi bene gli altri personaggi perché spicca sempre quel superbiondisimissimissimo (secondo me questo termine potrebbe piacerle!) Ethenn che ruba la scena a tutti (ovviamente). Poi, è veramente troppo Gary Stue. Ancora non arrivo al punto in cui diventa “ankora+faigo” ma se ci penso la mia espressione muta come quella famosa di Dawson in lacrime, per farti un’idea.

    Il concetto di luce e buio… ne avevamo già parlato noi in un altro post… si può anche usare, ma diamine, un po’ di originalità! Questo “distacco” tra luce e buio non riesco molto a sopportarlo ç_ç

    Jayla

    P.S= Sto adorando davvero le tue recensioni! More, more! 😀

    • topolinamarta

      Devo ammettere che se la sera devo scegliere uno fra i due, accalappio subito Sitael ma…. come dici tu, non vale davvero la pena finirlo. Sto perdendo tempo.

      Stai leggendo contemporaneamente Gli eroi del crepuscolo e Sitael?? Accidenti, hai fegato! O.O

      XD Mi fai morire! Io posso capire che piaccia lo stile “mangoso” ma qui si tratta di un libro, non di un manga (ma se proprio devo essere pignola allora posso anche dire che certi manga sono meglio).

      Non posso definirmi una gran esperta di manga, ma non metto assolutamente in dubbio che esistano manga venuti meglio di questo libro!

      Il concetto di luce e buio… ne avevamo già parlato noi in un altro post… si può anche usare, ma diamine, un po’ di originalità! Questo “distacco” tra luce e buio non riesco molto a sopportarlo ç_ç

      Concordo. Come ho già scritto, la lotta tra la luce e il buio è uno degli elementi chiave dei fantasy, ma almeno studiare un rapporto tipo yin e yang, invece che il solito “luce=buoni/buio=kattivi”, è un po’ più innovativo e soprattutto realistico! Non ci credo che un normale quattordicenne non abbia mai una crisi di nervi, al pensiero che dovrà affrontare un compito così difficile…

      P.S= Sto adorando davvero le tue recensioni! More, more!

      Grazie… =’)
      Se tutto va bene, la prossima toccherà a uno dei libri che mi hanno inviato per il progetto “Libri in cambio di recensioni”… ma ci sono almeno altri due fanta-trash in arrivo! Uno è il grande Wingsworld, l’altro… sopresina! ^^

      • Jayla

        Sorpresina? 😀 Ora sì che sono curiosa!

        “Stai leggendo contemporaneamente Gli eroi del crepuscolo e Sitael?? Accidenti, hai fegato! O.O”

        Ebbene sì, sto provando a leggerli contemporaneamente ma con grande difficoltà XD

  • Chiara

    Se non è a pagamento allora deve avere un fondo di riserva davvero enorme… Dato che si azzarda a omettere editing e correzione bozze!

    • topolinamarta

      Il problema dell’editing è che sembra esserci stato… ma è stato fatto veramente da schifo! Insomma, se mi accorgo io, che ho 16 anni, di quel bellissimo “Sebbene Etenn non SAPEVA…”, vuoi che un editor *esperto* come quello della Flaccovio non sia in grado di notare una schifezza del genere?
      Il guaio di certi editor, secondo me, è che pretendono di editare un fantasy senza avere la minima conoscenza del genere… e allora te lo credo che rimangono un sacco di schifezze!

      • PaccoChica

        Ma il problema qua è che gli editori non solo non hanno una minima conoscenza del genere fantasy, non hanno proprio una minima conoscenza della grammatica italiana di base! Se Flaccovio mi prendesse gratis, mi metterei io stessa a correggere i libri, giusto per il bene della lingua italiana!

      • topolinamarta

        Già. E comunque, una svista può capitare a tutti, ma visto che uno scrittore dovrebbe anche rileggere parecchie volte ciò che ha scritto per evitare di commettere errori, certi errori non possono sfuggire a un occhio di un editor (che dovrebbe essere) esperto!

  • Luca Luccs Buggio

    cavolo, Marta… e pensare che Flaccovio mi sembrava un signor editore!
    comunque, a quanto leggo, c’è una generazione di autori, come questa di cui ci fai la recensione, che tende a scopiazzare gli scopiazzatori degli scopiazzatori di Tolkien. Questo fa sì che imperversino libri mediocri e senza senso.
    Quando ho letto quella del volo da 20 metri attutito dalle macerie ho subito pensato a Licia Troisi e ai suoi personaggi che saltano dal secondo piano di palazzi alti svariate decine di metri per piano…

  • unavitalunatica

    Hei ciao!
    Come promesso ho fatto un’altra visitina al tuo spazio virtuale e come sempre,ho trovato più che esauriente questa recensione 🙂
    Mi ha lasciato basito il fatto che Alessia non abbia mai letto un racconto fantasy…Senza della buone fondamenta,una casa non potrà mai essere costruita…(se mi lasci passare il paragone con un libro!).
    Inoltre gli stereotipi non mi sono mai andati a genio,soprattutto in un romanzo fantasy: tuttavia il concetto luce\buio non mi pesa troppo,anche se è un argomento trito e ritrito.

  • Jayla

    Ah, Marta, mi ero dimenticata di chiederti una cosa: tu avverti le autrici (in questo caso Lady Rosso e Alessia) delle tue recensioni?
    Sarebbe interessante leggere le loro opinioni in proposito 🙂

    • topolinamarta

      Guarda, con Lady Rosso ci ho rinunciato: se non ha replicato al Duello, pensi che risponderebbe a una povera scrittrice frustratinvidiosa come me?
      Per quanto riguarda Alessia, invece, credo che l’abbia già scoperto: continuo a ricevere visite provenienti dal suo blog, e non credo che sia un utente qualsiasi, dato che l’unico commento che ho scritto risale a quando Pensieri d’inchiostro non esisteva ancora. Ho ipotizzato che, essendo anche il suo blog un “Powered by WordPress” (c’è scritto in fondo alla pagina) e avendo io messo un link al suo blog nella recensione, forse è la stessa Alessia ad avermi degnato di una visitina dopo aver visto l’indirizzo del mio blog tra i link in entrata…
      Oddio, non oso tentare di comprendere le diavolerie di internet, quindi può darsi che abbia appena sparato un mucchio di castronerie, ma a me è sembrata la spiegazione più plausibile.
      In ogni caso, sarei ben contenta che Alessia dicesse la sua a proposito della recensione, fosse solo per far vedere che non se ne frega delle critiche… Anche se dopo aver letto il post che ho segnalato alla fine della recensione, dubito che si farà vedere, ma la speranza è l’ultima a morire!
      Prevedo, invece, che nel giro di pochi giorni il blog verrà invaso da fan sfegatate di Elisa o di Alessia, imbestialite perché la sottoscritta ha osato criticare cotanti capolavori, che mi accuseranno di essere frustrata/sadica/invidiosa…

      PS: ad ogni modo, mi sono quasi convinta ad acquistare anche Sitael #2. Non ho perso nemmeno la speranza che la storia tra Etenn e Stacra possa diventare qualcosa di interessante. La faccenda de “Quando si accende una luce compare anche un’ombra, ma quando la luce si spegne l’ombra scompare” (che si trova da qualche parte a proposito del secondo libro), se devo essere sincera, mi sconfiffera…

      • Jayla

        Sì, anche io penso a questo punto che sia proprio Alessia a visitare il tuo blog. Penso come te, che se volesse risponderti cercando di non seguire l’esempio di Lady Rosso (ovvero: “io accetto le critiche!” poi appena qualcuno gliene fa una: “Tu non capisci niente! Sei solo invidioso!”) sarebbe un bene anche per lei. Un po’ come ha fatto Luca Centi con Gamberetta: sul suo blog ha risposto ad ogni critica, certo, non ha accettato perfettamente tutto ciò che gli è stato criticato, ma in compenso ha motivato tutto e alcune cose che aveva sbagliato le ha anche riconosciute!

      • topolinamarta

        Già, per fortuna non tutti gli scrittori sono come Elisa Rosso! Ricordo che, quando Knight scrisse la sua recensione a Bryan di Boscoquieto sul forum ufficiale, il Ghirardi ha accettato di buon grado, anche con qualche battuta, le critiche che gli venivano poste e ha assicurato che avrebbe corretto i difetti segnalati in un’eventuale ristampa.
        Tutti commettiamo degli errori, è vero, ma non è certo negandoli che gli errori scompaiono: l’importante è riconoscerli e cercare, per quanto è possibile, di evitarli in futuro.

  • Il Semplice Lettore

    Ciao Marta,
    ho dato un’occhiata al tuo blog. Voglio darti un paio di pareri (che, se vuoi, puoi prendere anche come consigli). Mi sembri una ragazza acuta, intelligente, appassionata. Dalla tua libreria su anobii vedo che leggi moltissimo, e dunque hai sicuramente voce in capitolo per scrivere le tue recensioni. Insomma, hai un bel bagaglio alle spalle (e sono sicuro che continuerai ad ampliarlo).
    Il consiglio che vorrei darti è di lasciare perdere alcuni toni alla Massacri Fantasy. Hai uno spirito critico molto più acuto e sensibile del loro, sei meno grezza, scrivi cose concrete.
    Le tue recensioni sono quasi perfette (a mio parere), devi solo limare quelle pieghe stilistiche che sembrano mutuate da Massacri, appunto.
    Sei già sulla buona strada, liberati dai cattivi maestri e continua così.

    • topolinamarta

      Ciao a te, e ti ringrazio del commento e soprattutto della sincerità: hai ragione, forse per alcuni versi le mie recensioni hanno i tratti di quelle di Massacri Fantasy (che comunque ammiro, nonostante siano un po’ “grezze” come dici tu – Werehare, non mordermi, pliiis! é.è).
      Comunque, alcuni toni sono stile Massacri Fantasy solo fino a un certo punto: sono io che voglio che le recensioni abbiano un tono un po’ ironico, in modo che chi legge si possa divertire. Questa sono semplicemente io, non una futura “massacratrice”: sono stanca di quelle recensioni sempre e comunque Politically Correct al 100%. Quel che sto per scrivere potrà sembrarti strano o masochista quanto ti pare, ma il mio desiderio è che, quando verrà anche per me il momento di pubblicare, i miei lettori non badino al fatto che criticandomi possano farmi male: io voglio migliorare come scrittrice, oltre che come lettrice, e penso che ricevere una critica un po’ piccante (che però sia una vera critica, non un insulto come quelli di Il Critico che troverai da queste parti, sia ben chiaro!) sia l’unico modo per capire i miei errori.
      In ogni caso, terrò conto dei tuoi suggerimenti =)

      • Il Semplice Lettore

        Sono d’accordo con te, se un libro proprio non ti piace, è legittimo che tu lo dica. E, per quello che leggo, ci riesci bene.
        Stai sempre attenta a non far sì che l’ironia si tramuti in sarcasmo.
        Un’altra cosa: se eviti termini come gnokki, frustratinvidiosi, brutti&kattivi… Capisco bene che fanno il verso al linguaggio dei bimbiminkia (ecco, altro termine che non userei una recensione) ma secondo me fanno perdere smalto a ciò che scrivi, lo abbassano di livello.
        Sempre secondo il mio modesto parere. =)

      • topolinamarta

        Grazie di nuovo, ma purtroppo tiri in ballo una questione che è sempre stata un problema per me: il fatto è che, come non deve essere difficile capire, non posso accontentare tutti. Un blog è un mezzo di comunicazione rivolto a un pubblico piuttosto vasto, è vero, ma scrivere rivolgendosi praticamente all’intero mondo del web è tutt’altro che facile: a te, per esempio, non piacciono termini come bimbiminkia, brutti&kattivi ecc…, a qualcun altro non piace l’ironia che uso, qualcun altro ancora non apprezza la lunghezza… scrivere un articolo che vada bene a tutti o anche solo alla maggior parte è impossibile, credimi. Perciò ho deciso di fare una scelta, anche se forse si tratta di una scelta non condivisibile: scriverò come piace a me, ovviamente tenendo conto di eventuali critiche e suggerimenti, perché non è l’approvazione generale che cerco. Spero solo di interessare qualcuno con i miei bizzarri pensieri di aspirante scrittrice adolescente, ma se ciò non dovesse accadere, pazienza: nessuno dei miei lettori, del resto, è obbligato con la frusta a continuare a leggermi anche se non apprezza quello che scrivo.
        Grazie ancora per aver espresso il tuo parere, comunque =)

        PS: ci tengo a precisare, già che ci siamo, che non tutte le recensioni sono negative: leggendo le letture mensili, infatti, per la maggior parte sono recensioni positive. Questo come ulteriore prova che la “frustratinvidiosa” non sono io.
        Ah, e comunque non è colpa mia se certi libri stimolano la parte peggiore di me u.u

  • werehare

    “Hai ragione, ma dubito che quattro caselle cambino di molto il risultato: Etenn non è sicuramente il massimo, come protagonista.”

    Infatti il mio punto era: hai omesso delle spunte che potrebbero *peggiorare* la sua situazione, migliorare la vedo dura 😀

    Noto con piacere che siamo comparsi anche qui in qualità di cattivi maestri, traviatori di giovani, mandanti morali, causa di tsunami e saltatori di code compulsivi 😛 se ripassi, Semplice Lettore, con il permesso della padrona di casa sono interessata a sapere in cosa K&P è “grezzo” e dove scriva cose “non concrete” (?).

    • topolinamarta

      Sì, hai ragione, forse ho frainteso quello che volevi dire =( In ogni caso, ad alcune spunte ho lasciato il beneficio del dubbio, sperando che il secondo libro possa, in fondo in fondo, rivelare qualche passo interessante…

      PS: dite che devo iniziare a preoccuparmi di cosa succederà tra Werehare e il Semplice Lettore? 😉

      PPS: è anche a questo che mi riferivo, quando ho scritto che non posso in alcun modo accontentare tutti con le mie recensioni…

  • werehare

    “PS: dite che devo iniziare a preoccuparmi di cosa succederà tra Werehare e il Semplice Lettore? 😉
    PPS: è anche a questo che mi riferivo, quando ho scritto che non posso in alcun modo accontentare tutti con le mie recensioni…”

    In effetti ho una tendenza morbosa ad attaccare briga con chiunque in casa di terzi, chiedo perdono °___________°

  • Tullia

    Ciao, è il primo commento che posto.
    Sono contenta di aver trovato questo blog, mi piacciono davvero molto le tue recensioni!
    Ho letto sia “Il Libro del Destino” che il primo volume di “Sitael”.
    Sul lavoro della Rosso non posso che essere d’accordo con te. Anzi, quando ho chiuso il libro mi sono sentita proprio disgustata. Sitael però non mi è dispiaciuto. E’ vero, il prodotto forse non vale il prezzo, ma l’ho trovato di mio gusto.
    Il fatto è che cercavo proprio un libro del genere: senza pretese, che non mi travolgesse. Volevo qualcosa che sì, catturasse la mia attenzione, ma che mi permettesse di rimanere distaccata dalla vicenda. Solo per svago, un libro che mi distraesse dai miei problemi (non che io ne abbia molti, in questo momento), ma che non mi costringesse a preoccuparmi di quelli del protagonista di turno. Insomma, volevo un libro leggero e poco impegnativo. Non so se mi sono spiegata al meglio. Hai criticato la lotta tra il Bene ed il Male su cui si incentra il romanzo, definendola banale; sì, senza dubbio lo è. Ma sfido a trovare un libro che non lo sia! Davvero, ancora non l’ho trovato (escludendo quelli che hanno fatto la storia, naturalmente).
    Penso che sia da apprezzare il fatto che la scrittrice fosse così giovane ed inesperta, guardando il prodotto finale. Inoltre ho letto che non ti è piaciuta la copertina; devo confessare che è stata quella a catturarmi. Non ha per niente condizionato la mia immaginazione: il ragazzo disegnato mi sembra troppo giovane, ma i suoi lineamenti mi piacciono. Immagino Etenn in modo diverso.
    Credo di aver detto tutto!
    Ti ringrazio per la recensione del libro, penso che tu non abbia scritto le cose tanto per scriverle, e lo apprezzo molto. Inoltre hai detto in un post che stai lavorando su un libro. Sono curiosa adesso!
    Io ci ho provato varie volte, ed è sempre finita con un disastro. Ho molta immaginazione, ma quando provo a mettere su carta, ho come l’impressione di costringere in una forma ciò che dovrebbe essere libero. Come faccio ad intrappolare in una frase un concetto che potrebbe essere scritto in centinaia di altri modi diversi, tutti fondamentali per la sua piena funzione? Per questo ho molto rispetto per gli scrittori. Se riescono ad esprimere un qualcosa al lettore scrivendo nello stesso modo in cui potrebbero farlo raccontando ciò che passa loro in mente senza filtri di alcun genere (l’unico modo, secondo me, per mantenere quel “qualcosa” intatto. Nella propria mente, infatti, può essere espresso in tutti i modi allo stesso tempo), allora leggerei i loro libri con vero entusiasmo, a prescindere dall’argomento trattato. Io purtroppo ne sono incapace. (E scusa per la frase chilometrica, purtroppo è un concetto complicato da scrivere!)
    Cambiando argomento… non sai quanto mi ha fatto piacere trovare un’altra persona che sappia scrivere in italiano. Penso di non riuscire più a sopportare i “nn lo kpt” o i “nn l’o sò” dei miei coetanei. Anche tu hai sedici anni, giusto? Be’, auguri per il libro! Spero che tu riesca a pubblicarlo un giorno… ma sta’ pronta a ricevere le critiche, così come gli elogi! Spero di sentirti presto con una nuova recensione.
    Tullia

    • topolinamarta

      Credo che tu stia confondendo la bellezza effettiva di un romanzo con il suo gradimento, due cose che non potrebbero essere più distanti: la prima dipende da elementi precisi (originalità, qualità dello stile, caratterizzazione dei personaggi), anche se riconosco che non per tutti i recensori questi elementi abbiano tutti lo stesso peso; il secondo, invece, dipende dalla sensibilità di ciascun lettore. Essendo tutti diversi, tutti abbiamo dei gusti differenti: io ho letto Sitael, ho trovato delle cose che non mi soddisfacevano e le ho segnalate nella recensione. Se tu sei riuscita a chiudere un occhio o anche due su certi difetti, non posso che essere contenta per te, che evidentemente hai gusti meno esigenti dei miei in fatto di libri.

      “Hai criticato la lotta tra il Bene ed il Male su cui si incentra il romanzo, definendola banale; sì, senza dubbio lo è. Ma sfido a trovare un libro che non lo sia!”
      Il problema non è la lotta tra bene e male in sè (che, come ho già ripetuto ad nauseam, è un elemento chiave dei fantasy), ma il fatto che in questo particolare libro la differenza tra bene e male, tra luce e tenebra, sia così accentuata che i personaggi o sono perfettamente buoni o perfettamente cattivi. Questo, a mio parere, è banale: non può esistere una persona perfetta, né nel bene né nel male.
      Un libro che ha sì la lotta luce/buio ma che, sempre secondo me, non è affatto banale, è per esempio “Il sigillo del vento”, che ho recensito qui sul blog: qui non c’è nessun personaggio completamente buono o completamente cattivo, ed è così che sono anche le persone normali. E i personaggi di un romanzo non sono forse la proiezione immaginaria delle persone reali?

      “Penso che sia da apprezzare il fatto che la scrittrice fosse così giovane ed inesperta, guardando il prodotto finale.”
      A questo penso di aver già risposto nella seconda parte del seguente commento: https://pensieridinchiostro.wordpress.com/2011/08/16/critica-tu-che-critico-anchio/#comment-289
      Il “prodotto finale”, comunque, se devo dire la verità non è affatto un granché, secondo me: anche se aveva solo 14 anni quando l’ha scritto, avrebbe potuto fare di meglio, per esempio darsi da fare per conoscere il genere fantasy.

      “Inoltre ho letto che non ti è piaciuta la copertina”
      Questione di gusti, come ho già detto, ma questo l’ho specificato anche nella recensione. A me non è piaciuta, a te sì: non vedo dove sia il problema.

      “Spero che tu riesca a pubblicarlo un giorno… ma sta’ pronta a ricevere le critiche, così come gli elogi!”
      Questa frase ha un po’ il tono di “sta’ pronta a ricevere lo stesso trattamento che riservi ai libri degli altri”. Sbaglio?
      Ad ogni modo, forse ti sembrerà strano, ma quando scrivo una recensione un po’ “cattiva” lo faccio anche perché voglio essere trattata così quando verrà per me il momento di pubblicare: io sono continuamente alla ricerca di critiche che possano aiutarmi a migliorare. Sarò pur strana, masochista, testarda o quel che ti pare, ma sono pur sempre io 😉

      In ogni caso, grazie per il commento! =)

  • Gianlu830

    Recensione davvero spettacolare, Marta! Tempo fa intervenni sul sito di Alessia Fiorentino, dicendo la mia sul, chiamiamolo romanzo, e indicando anche i moltissimi punti deboli dell’opera (con educazione, ovvio). E a cosa sono andato incontro? Ad un’ Alessia Fiorentino che mai rispondeva in modo esaustivo alle mie perplessità e ad un gruppo di fan del libro che voleva a tutti i costi difenderla, uno spettacolo pietoso in sostanza. Per farvi capire meglio, vi linko la pagina dove ho commentato Sitael, in modo da argomentare poi con voi:)
    http://www.alessiafiorentino.it/ieri/#comments

    P.s.: sono firmato come “Gambero”. Buona lettura.
    P.P.S.: Marta, il post della Alessia sui commenti negativi ai quali non risponderà in futuro, ovviamente è rivolto a me!:D

    • topolinamarta

      Non spettacolare quanto i commenti che hai segnalato! Sono davvero favolosi, soprattutto quando entrano in scena le fan che scrivono panzanate come:

      “Se il modo di scrivere di alessia nn ti piace nn so cosa farci ma ti dico che ci sono molte persone a sostenerla!!!!!!!!!!!!!!” (Qui ritorniamo al solito: “Mangiamo la merda! Miliardi di mosche non possono avere torto!”

      “se,come dici tu,i fantasy devono essere verosimili,perchè chiamarli fantasy??” (Forse, tesoro, tu sfugge che tra “vero” e “verosimile” c’è una leggerissima differenza…)

      “Sitael nn è per niente immaturo” (Noooo, macché, chi ha mai detto niente del genere!)

      And the winner is…
      “Poi i “veri” fantasy non esistono!” (Ohibò! Stai a vedere che Tolkien non è mai esistito e Il Signore degli Anelli è stato scritto da un’orda di terribili alieni assassini…)

      Penso proprio che un bell’articolo su critiche & co interamente dedicato a questi commenti sia d’obbligo, non trovi? ^^

      PS:

      Marta, il post della Alessia sui commenti negativi ai quali non risponderà in futuro, ovviamente è rivolto a me!:D

      Non l’avrei mai detto, sai? xD Anche prima di leggere i commenti che hai linkato, sospettavo che qualche “frustratinvidioso” avesse criticato Sitael e la povera Alessia ci fosse rimasta male perché qualcuno aveva osato criticare il suo capolavoro… Succede sempre così del resto: perché accettare le critiche, quando saranno state sicuramente scritte da un invidioso brutto&kattivo che mi vuole vedere inciampare?

  • Gianlu830

    Rispondo alle persone che dicono di essersi fatte catturare dalla copertina o dai disegni in stile manga-pietoso: guardate l’originalità della scrittrice, presenuta fumettista, fin dove si spinge:

    L’immagine di Frodo (guardate la mano) è UGUALE a quella della copertina di Sitael, un vero plagio va. Per non parlare dei disegni dei vari personaggi: ne ho visti una decina direttamente scopiazzati da quelli delle varie saghe di Final Fantasy! IDENTICI! Altro plagio…Brava Alessia!

    • topolinamarta

      *______* Meraviglia delle meraviglie! Sei un reperitore d’informazioni strabiliante! Ti va se ti assumo come giornalista specializzato in notizie scottanti? ^^
      Le immagini stile Final Fantasy le avevo notate anch’io, ma pensavo ingenuamente che si fosse solo ispirata e che quello fosse il suo stile. Dopo questa, però… O.O

  • Gianlu830

    I commenti delle fan adolescenti in effetti sono davvero il massimo (da notare anche le abbreviazioni assurde e gli smiles ridicoli). Per loro, qualsiasi cosa è lecita in un libro fantasy (come hai fatto notare anche tu), come le scale nel palazzo delle sirene o quattro/cinque persone che davanti a un fuoco di campo si sfamano con UNA quaglia…deprimente. Poi a me fa rabbia accostare lo stile manga alla letteratura, proprio non lo tollero (e sono anche io un lettore di manga, eh), anche se quello della Alessia non è uno stile ma una scopiazzatura…intendiamoci!
    Per quanto riguarda la tua richiesta, va bene, mi faccio assumere solo a patto che tu recensisca anche Sitael 2…Lo so che ti chiedo uno sforzo incredibile, ma rendici felici!:D

    • topolinamarta

      Passi per le smile (a patto che non siano dopo ogni due parole…), ma le abbreviazioni… Perché risparmiare un paio di secondi a scrivere abbreviato, piuttosto che sforzarsi di essere corretti? Vogliono proprio male all’italiano, eh? T.T
      Le assurdità che scrivi le avevo notate anch’io, soprattutto quella della quaglia… ma, sai com’è, le avevo rimosse ^^ È stato già abbastanza complicato arrivare alla fine del libro, figurarsi tenere a mente tutte le mostruosità trovatevi…
      Trasformare in fantasy in una sottospecie di RPG misto a manga è un insulto anche secondo me: un insulto a chi sa veramente cosa sia il fantasy e a chi pretende di leggerne uno come si deve. Niente contro i GDR e i manga, sia chiaro (anche se non sono appassionata di nessuno dei due), ma tenere le cose separate non è una cattiva idea.

      Riguardo a Sitael 2, ho già in programma di leggerlo e recensirslo per tre motivi:
      – ha 300 pagine in meno, quindi in teoria dovrebbe essere meno pensante… in teoria;
      – su Amazon c’è il 20% di sconto, anche se vendere un libro di 500 pagine a 20€ è già doloroso per il portafogli;
      – nutro una seppur vaga speranza che la storia tra Etenn e Stacra (che mi sta già più simpatico di quel Gary Stue di Etenn) possa rivelarsi interessante. Se dovesse deludere anche questa speranza, però, dubito che sarò così buona con la recensione…

  • Gianlu830

    Ahaha bellissimo lo slide delle copertine! Bene bene, allora attenderò con ansia la recensione di Sitael 2, però ti capisco, spendere 20 eurozzi su porcherie simili non è che proprio giovi sia alle nostre tasche che alla nostra cultura…conosco persone che l’hanno letto e che sostanzialmente lo bocciano come hanno bocciato il primo…

  • Gianlu830

    Che poi mi chiedo…se la presunta scrittrice ha scritto 6 romanzi (O__o) in 6 anni (o quello che è…) di sicuro avrà lavorato soltanto alla stesura e NON alla correzione o editing in generale. Ergo, se io dovessi fare così, verrebbero fuori pasticci incredibili (soprattutto a livello di trama, perchè si sa, a volte ci dimentichiamo le cose che scriviamo, soprattutto in 6 volumi ENORMI). In sostanza, un metodo davvero poco intelligente di scrivere…

    • topolinamarta

      Mi sembra di ricordare che Alessia abbia scritto, da qualche parte sul suo blog, che una correzione è stata fatta. Dovrei ritrovare il post preciso, ma ricordo che diceva qualcosa come “Ho riletto il libro da capo e l’ho ridotto a meno della metà”, quindi in teoria questo è un bene (anche se non oso immaginare come fosse il Sitael originario… cos’era, un mattone di 1700 pagine??). La cosa che mi preoccupa è un’altra: a me basta rileggere le storie che scrivevo due anni fa per tirarmi una manata sulla faccia e per desiderare di riscrivere tutto dall’inizio, perciò è sconcertante che, dopo ben sei anni, non si sia resa conto di gran parte delle ingenutà commesse… Stendiamo un velo pietoso sulla qualità dell’editing, comunque.

  • Gianlu830

    L’editing non c’è stato; il libro non è mai stato preso in mano, altrimenti un buon editor lo avrebbe ridotto di almeno 200 pagine (se non di più) e avrebbe tolto schifezze su schifezze. Allora mi chiedo a questo punto…come mai? Potrei dire “pubblicazione a pagamento” come potrei anche dire “raccomandazione”, ma sono tutte ipotesi senza fondamento, ovviamente…

  • Gianlu830

    Non so se l’avevi notato, ma ti posto il link di un’intervista fattale di recente: da notare come le fan siano più accanite questa volta, col prosciutto negli occhi pero!:D Ovviamente, la Alessia non ha risposto a nessuna delle mie perplessità…
    http://www.alessiafiorentino.it/intervista-di-laura-buffa/#comments

  • topolinamarta

    I casi sono tre:
    a) L’editor è totalmente incapace. Possibilissimo: basta leggere schifezze come Il Libro del Destino, che come si può leggere nei ringraziamenti È stato editato (malissimo, è vero, ma l’editing è pur sempre stato fatto), per rendersene conto;
    b) Alessia è raccomandata. Anche questo è possibile: mi sembra molto improbabile che sia avvenuto l’iter normale per la pubblicazione. Perlomeno, è risaputo che gli editori ci pensano su molte volte prima di pubblicare un libro grosso di un esordiente… figurarsi di un mattone come Sitael!
    c) C’è di mezzo un contratto a pagamento. La meno probabile delle tre, visto che la Dario Flaccovio dovrebbe essere una CE gratuita, ma mai dire mai.

    Comunque… ma che pretendi, che una scrittrice bravissima come Alessia Fiorentino perda tempo con un povero frustratinvidioso che ce l’ha con lei e vuole farla inciampare a tutti i costi?? xD

  • Gianlu830

    In effetti…:DD

  • Zweilawyer

    Hai scritto una buona recensione, l’ho gradita. Sitael si era meritato la prima preview del mio blog, ma alla fine ho desistito dal recensirlo a causa del costo (infame) e della lunghezza.

    • topolinamarta

      O___O A cosa devo che il grande Zweilawyer venga a me?
      Pensa che è stata proprio l’anteprima sul tuo blog che me l’ha fatto conoscere, quindi la recensione è qui anche grazie a te! ^^ Io, come ho già scritto, ho avuto la fortuna di trovarlo a 11€ su Comprovendolibri.it, ma capisco che un prezzo del genere possa scoraggiare chiunque! xD

      PS. non credo di aver mai commentato sul tuo blog (e se l’ho fatto non me lo ricordo), ma sappi che ti seguo sempre con assoluta fedeltà! =)

  • Gianlu830

    We ciao Zwei!!;) Ci ritroviamo sempre a parlare di ‘sta ciofeca di romanzo ahahah:D

  • Zweilawyer

    Addirittura “grande”? Non esagerare, mi accontento di fiko e muskolosissmo…
    Che tu non abbia mai commentato sul mio blog è quasi inaccettabile. Rimedia, altrimenti ti spedisco dunsey.

    p.s. Gianlu830, non ho idea di chi tu sia!

  • Gianlu830 "Gambero"

    Testa marcia di uno Zwei!!! 😀
    Commentai tempo fa Sitael (il secondo mi pare) sul tuo blog, linkando le stesse discussioni presenti qui!!! :P:P

  • Kirtash

    Interessante recensione xD completa e piena di spunti
    Sono d’accordo anche io che il fantasy sta diventando sempre più “giovanile” e superficiale… ma non per questo smette di appassionarmi ^^
    diciamo che mi adatto ai tempi e qualcuno di questi fantasy più recenti mi sta anche intrigando abbastanza
    quindi credo che darò un’occhiata a Sitael (anche se il prezzo.. brrr…)
    giusto per farmi la mia opinione 😀

    • topolinamarta

      Guarda, anche io continuo ad adorare il fantasy e a leggerlo anche se è sempre più difficile trovarne uno veramente bello… ma questo non mi impedirà mai di continuare a cercare, anche perché c’è una cosa che condivido con Alessia Fiorentino: entrambe stiamo scrivendo la storia che abbiamo sempre cercato di leggere ma che non siamo mai riuscite a trovare… con le differenze che io:
      a) ho letto qualche centinaio di libri fantasy in più di lei prima di cominciare a scrivere;
      b) continuo a cercare imperterrita, anche se forse non la troverò mai.
      🙂

  • akikorossella

    Marta, leggi La spada della verità: anche se la traduzione ha qualche pecca ed è piena di refusi, è scritto benissimo.

    • topolinamarta

      Lo sto facendo ^^ Sono rimasta incuriosita sbirciando il telefilm che fanno su Rai Due (certo che sono simpatici a mettere Rex sull’uno, La Spada sul due e il circo sul tre, però! -.-), perciò ho approfittato per comprare il primo libro con la promozione di luglio… Ieri ho spizzicato il primo capitolo e non mi è sembrato affatto male!
      Ma é vero che il telefilm è così diverso dal libro? =(

  • akikorossella

    Si, è completamente diverso, ma il libro è molto meglio, anche se un po’ violento a volte. Trovi gli e-book in rete, io ho comprato gli unidici cartacei e pesano una marea T_T

  • Gambero

    “La spada della verità” è uno dei migliori fantatrash mai apparsi in tv…basti vedere i clichè del mago anzianotto che ti risolve le situazioni più intricate, il baldo giovane fighettino che diventa paladino della giustizia e la guerriera con le tettone di fuori, che non si cura neanche di proteggerle dai pericolosi fendenti di spada (e non è una metafora)!!!!!

  • akikorossella

    Gli ho appena risposto, nella prima recensione.

    • topolinamarta

      Hai fatto bene, anche credo sia meglio da parte mia leggere prima i libri prima di giudicare chi ha ragione e chi no. A una prima lettura, comunque, mi sembra una recensione eccessiva, ma ne riparlerò dopo aver letto il libro 🙂

    • Gambero

      Non capisco come, un blog come Scrittevolmente, possa accettare articoli da un dodicenne…mi suona un pò ridicola come cosa…

      • topolinamarta

        Non ne ha 12, ma 24… cliccando sul suo nome si accede al suo blog, dove nella bio dice che è nato nell’87. Infatti, mi sembrava un po’ strano che un dodicenne fosse così agguerrito ^^

      • Gambero

        Ah, ok, almeno sull’età, abbiam fatto chiarezza:)

  • Chiara

    Ci mancherebbe, non te l’ho detto perché volevo sostegno, ma solo perché volevi un parere sul libro e mi sembrava giusto che sentissi entrambe le campane.
    Pensavo che fosse molto giovane per via dello stile gamberetta, ma in realtà ha l’età del mio moroso T_T
    Cmq poi nei commenti si è spiegato meglio.Mi toccherà allungare la mia recensione per fugare ogni dubbio su Sognandoleggendo. Sarà un lavoraccio minuzioso.

  • Gambero

    Marta, oggi sul blog della Fiorentino, abbiamo assistito ad una puntata de “Come prendersela facilmente con uno che critica Sitael e come leccare per bene una blogger che anch’ella critica Sitael”! Un esempio di coerenza incredibile!

    • topolinamarta

      Haha, ho visto! xD Avevo intuito che la nostra MAFFY avesse cominciato a fare la leccasederino, perciò sono stata al gioco…
      È davvero notevole la sua coerenza: prima si azzuffa con un lettore che ha osato muovere una critica, poi la sottoscritta scrive a sua volta una critica ancora più dura della precedente – nonché un articolo in cui prende come esempio un suo messaggio che faceva parte della suddetta zuffa -; MAFFY legge tutto e non solo si congratula, ma le fa anche le feste per un’ALTRA critica che nulla c’entrava con le due precedenti! Mon dieu, che logica impeccabile! xD

      • gambero83

        E’ semplice il motivo: ha paura di finire nuovamente nelle tue pericolose grinfie da blogger;) Questo vuol dire che stai facendo un ottimo lavoro…Ah, per la cronaca, oggi ho acquistato il primo libro di Hyperversum, spero di leggerlo presto, mi avete fatto venire la curiosità!;)

  • emanuela

    Ciao MartaTopolina! Di nuovo in visita qui, tra le tue righe, non ho potuto fare a meno di leggere, anche se il termine più appropriato sarebbe ‘divorare’ la recensione di questo Best Seller pazzesco che è… aspetta come si intitola? Boh, non ricordo, ma finisce per EL, e, da pazza lettrice di fèntasy (stupenda coniatura) ho notato un’altro plagetto… a tal fine mi tocca (anche se davvero, davvero mi spiace dover aggiungere meritatissime critiche a quelle già elencate sopra…) ricordare a tutti, i titoli della fortunata e splendida trilogia di Garth Nix, due dei quali sono proprio: LIRAEL, e SABRIEL, il terzo ora non ce l’ho sott’occhio ma insomma siamo lì. Ah eccolo, aspetta, no, non finisce per EL, è Abhorsen. Comunque, scopiazzature a parte andiamo avanti.
    Battute a parte, trovo che il cosiddetto racconto fantastico in Italia tocchi il fondo e ci si trascini anche, legato da incudini grandi come palazzi. Se la Troisi è la massima esponente di tale genere, siamo fritti; personalmente leggo fantasy da quando sono nata, e sempre e solo autori stranieri vecchi e nuovi. Posto che non si diventa scrittori perchè qualche divinità ci ha unti (che schifo) credo che siano le letture a fare di una persona un’entità narrante, e che, senza quelle nessuno ( a parte Dante Alighieri o Edgar Allan Poe) può scrivere qualcosa di fantasticamente credibile, al giorno d’oggi.
    la maggior parte di libri che leggo (di autori italiani perlopiù giovanissimi e spintissimi, le librerie ne sono piene…) sono schifezze sgrammaticate, prive di trama, con dialoghi che fanno venire le emorroidi e periodi da scuola media con 3 in italiano.
    Tempo fa da Mondadori ho comperato il libro della ‘giovane promessa del NUOVO RACCONTO GOTICO ITALIANO’ (quando mai c’è stato quello vecchio? E comunque anche il nuovo lascia a desiderare…) che purtroppo ho buttato via e ora non ricordo il nome di questa grande autrice, beh, vuoi sapere di che parlava cotanta gothic novel de noantri? Oddio non me lo ricordo. Aspetta, una storia di adolescenti, mi pare vampiri, con consueta e luccicante love story tra ragazza-normale-disadattata&vampiro-prestante-maledetto-ma-dolcissimo. “Wow”, ho pensato, “finalmente un’altra cacata”.
    Avrei altri mega-esempi da proporre qui, in questo tuo blog, ma come autrice (maledetta, davvero, giuro!) ho contatti qui e là e non vorrei inimicarmi gente… 🙂 però in privato farò nomi e cognomi.
    Detto questo torno alle mie letture di queste ore: A. C. Doyle ‘Tutti i racconti’, e E. Bronte ‘Cime Tempestose’.
    Da mezzanotte in poi mi metto a lavorare alla trama del mio nuovo romanzo.
    Ciao TopolinaDiBiblioteca, buon lavoro!

    emanuela valentini

    • topolinamarta

      Ciao, Emanuela! =)
      Riguardo ai nomi, in effetti la somiglianza tra Sitael e Sabriel c’è eccome, anche se forse non si tratta di plagio ma di una semplice assonanza. Per esempio, anche Eragon e Aragorn si assomigliano parecchio, ma sembra che non sia una scopiazzatura, visto che probabilmente “Eragon” viene da “Dragon”.
      Comunque, hai ragione in tutto e per tutto. Giuro che detesto con tutta l’anima quelle patetiche fascette con scritto “Ecco la giovane promessa del nuovo racconto gotico italiano” e roba simile: ma un libro non dovrebbero giudicarlo i lettori? O.o

    • gambero83

      Di cacate (anche baby cacate) ce ne sono a bizzeffe nella casa editrice Albatros, ti è sfuggita la cosa?;)

  • gambero83

    Ciao Emanuela, il tuo discorso non fa assolutamente una piega, concordo all 100%. Riguardo al nome, stavolta mi tocca difendere questo fanta trash, in quanto “Sitael” mi pare che sia un nome di un angelo della nostra “pilotata” immaginazione religiosa/profetica, quindi il plagio (almeno in questo) non lo vedo (a meno che tale angelo non si incazzi e cominci a suonare la tromba del giudizio universale, tirandole mortali fendenti di spada nel deretano). 😉

  • gambero83

    Aggiornamento sul terzo libro di Sitael, che si preannuncia moooolto più kawaii e mangoso dei primi due: sul suo blog, la scrittrice assicura che ci saranno, testuali parole eh, “diverse scene di baci” e “tutte le storie d’amore si concluderanno”.
    Che la Fiorentino si sia fatta “Twlightizzare”?? O semplicemente avrà letto qualche light novel giapponese sull’amore adolescenziale?? Ovviamente c’è chi dirà, “meno male, non vedevo l’ora che Etenn si sverginasse”, e c’è chi ribatterà dicendo invece “cosa cazzo c’entra tutto questo col Fantasy??”. Povera Italia scribacchina…
    Link all’intervento: http://www.alessiafiorentino.it/tre-spoiler/#comments

  • Jayla

    Ho finito di leggere anche Sitael 2 e non ho resistito alla tentazione di scrivere una recensione su Anobii. Non so se voi l’avete letto ma… almeno per me, è forse peggio del primo per alcune cose.
    Non si è migliorata.

  • Kalenda

    una vera porcata
    la gente dovrebbe leggere, prima di scrivere.
    e leggere classici, maledizione.

  • Little Black Feather

    Ok, forse sarò l’unica poveretta che la pensa così qui dentro, ma siccome tutti possiamo dare un nostro parere anche io do il mio.
    Voi tutti direte che è una porcata, che non vale la pena di finire di leggerlo ma evidentemente qui dentro nessuno è mai andata a sentire L’OPINIONE DELL’AUTRICE SUL SUO LIBRO.
    Innanzitutto temo proprio che non sia vero che l’autrice non abbia mai letto un fantasy prima di iniziare a scrivere Sitael, anche perchè adesso, se così davvero fosse, non sarebbe stato pubblicato.
    Poi, inizio subito con il dire che anche se la storia si mostra la classica con il bene e il male contrapposti, dove alla fine vince il bene, alla fine risulta interessante perché i personaggi NON sono gli stessi, la vicenda NON è la stessa, ma soprattutto le emozioni che si provano leggendo NON sono le stesse.
    Se pensate di saltar fuori con un commento adesso del tipo: “tu non hai mai letto un fantasy”, beh, mi dispiace per voi, ma non è così perché ne ho la libreria piena.
    Bisogna anche tenere conto del fatto che l’autrice quando scrisse questo libro aveva quattordici anni: è normale che volesse dei protagonisti coraggiosi e bellissimi, perché spesso si vuole dare un aspetto più idilliaco della brutta e ahimè triste realtà; insomma, prendendo per esempio il personaggio che più mi ha colpito, è ovvio che un ragazzo come Ranten, capelli neri occhi grigi, alto, muscoloso, intelligente, e anche un gran bel po’ stronzo, non si trova tutti i giorni, ed è per questo che l’autrice ha voluto utilizzare qualcosa di incredibilmente meraviglioso nella sua storia, perchè ricordo a tutti, ce se nel mondo reale qualcosa manca in quello della fantasia viene creato quanto si vuole.
    Vi assicuro io stessa che non è per niente facile scrivere un libro, l’ispirazione che va e che viene, il blocco che viene a farti visita su un punto cruciale della storia e tutto quanto c’è di altro non rendono la vita facile.
    Come ultima cosa avviso tutti voi che gli errori sono stati di gran lunga corretti nel romanzo pubblicato dalla Rizzoli: se l’editor precedente era un’emerita testa di cazzo l’autrice non ne ha colpa.

    • topolinamarta

      No, cara, invece hai fatto bene a dire la tua opinione: a differenza di ciò che dicono certi “simpatici” frequentatori di questo blog, qui tutte le critiche sono sempre le benvenute, a patto che siano poste – ovviamente – in modo educato e che mirino a mettere le basi per una sana discussione. Detto questo, innanzitutto permettimi di chiarire una cosa che probabilmente non sai: non è vero che nessuno è andato a sentire cosa pensa Alessia del suo libro. Io, per esempio, ho avuto con lei un interessante scambio di email, dove tutto è stato chiarito e, cosa più importante, da cui entrambe siamo uscite solo dopo aver imparato qualcosa. Quindi, te ne prego, non mettermi al livello di quei blogger che sparano a zero su tutto e su tutti senza però prendersi mai la briga di confrontarsi direttamente con gli autori: non ho affatto la pretesa di possedere la verità assoluta riguardo a un libro, e anzi, sono la prima a incoraggiare anche un confronto tra critico e scrittore. Da questo entrambi possono trarre un miglioramento, cosa che ritengo assolutamente fondamentale.

      Innanzitutto temo proprio che non sia vero che l’autrice non abbia mai letto un fantasy prima di iniziare a scrivere Sitael,

      Mi risulta che sia stata la stessa Alessia a scriverlo in un’intervista. Poi ricordo che in un post si è corretta, dicendo che in realtà qualcuno lo aveva letto, ma resta il fatto che ha iniziato a scrivere Sitael perché voleva leggere una storia del genere, e anziché cercarla ha deciso di scriverla da sé (parole sue).

      anche perchè adesso, se così davvero fosse, non sarebbe stato pubblicato.

      Non capisco perché dici questo: nella scelta di pubblicare un libro entrano in gioco numerosi fattori, ma non mi risulta che il numero di libri letti rientri tra questi. La mia teoria è che la Flaccovio fosse alla ricerca di fantasy e che abbia trovato in Sitael, scritto maluccio ma elaborato da un autrice molto giovane, l’occasione giusta, ma non spetta a me dirlo. So soltanto che di libri per i quali si capisce lontano un miglio che di libri in vita loro ne hanno letti proprio pochi ne vengono pubblicati tutti i giorni.

      Poi, inizio subito con il dire che anche se la storia si mostra la classica con il bene e il male contrapposti, dove alla fine vince il bene, alla fine risulta interessante perché i personaggi NON sono gli stessi, la vicenda NON è la stessa, ma soprattutto le emozioni che si provano leggendo NON sono le stesse.

      Come ho già detto altre volte, trovo che i libri abbiano un fascino speciale: per quanto i gusti dei lettori possano essere simili, è impossibile trovarne due che la pensino esattamente allo stesso modo. Perciò ripeto: non posso che essere contenta per te, che sei riuscita a trovare in Sitael qualcosa di unico che io non sono riuscita a cogliere.

      Bisogna anche tenere conto del fatto che l’autrice quando scrisse questo libro aveva quattordici anni: è normale che volesse dei protagonisti coraggiosi e bellissimi, perché spesso si vuole dare un aspetto più idilliaco della brutta e ahimè triste realtà;

      Nel momento in cui io apro un libro per il quale ho speso i miei soldi, credo di avere il diritto di trovarmi con un libro scritto bene, originale e coerente, e non è il fatto di trovarmi davanti al “capolavoro” di un enfant prodige che mi fa cambiare idea. Perciò quella dell’età non è, a mio parere, una giustificazione valida.

      Vi assicuro io stessa che non è per niente facile scrivere un libro, l’ispirazione che va e che viene, il blocco che viene a farti visita su un punto cruciale della storia e tutto quanto c’è di altro non rendono la vita facile.

      Credimi, lo so bene anch’io che non è facile per nessuno… ma se si cominciasse a dire per tutti gli scrittori “Guardalo, poverino, ha fatto così tanta fatica per scrivere il suo libro che sarebbe crudele dirgli che è brutto!” tutti i libri sarebbero capolavori: non basta la fatica per scrivere un buon libro, ahimè.

      Come ultima cosa avviso tutti voi che gli errori sono stati di gran lunga corretti nel romanzo pubblicato dalla Rizzoli: se l’editor precedente era un’emerita testa di cazzo l’autrice non ne ha colpa.

      Giusto ieri ho spizzicato alcune pagine di Sitael V.2 e ti do ragione (saranno tre mesi che l’ho acquistato ma non ho ancora trovato il tempo di leggerlo, uffa! =.=), ma so per esperienza che gli editor, per quanto siano bravi, non riescono mai a fare miracoli, a meno di riscrivere tutto il libro. Però ancora non mi esprimo: lo potrò fare dopo averlo letto.

      Per il momento passo e chiudo 🙂

    • gambero83

      Marta, per fortuna che le hai risposto tu…

      • gambero83

        Un conto sono i gusti personali, e quelli ci stanno; ma quando si viene a fare la predica su come dovrebbe essere il mondo editoriale o come ci si debba immedesimare negli scrittori, questo mi pare un tantino ridicolo.

      • Little Black Feather

        Io non sto facendo la predica a nessuno e su niente.
        Io ho solo detto il mio parere in proposito, e se ti pare ridicolo io non ci posso fare nulla.

    • gambero83

      In sostanza: comprate Sitael perchè, poveretta, la scrittrice ci ha impiegato un botto per scriverlo… ma va là… in questo modo OGNI LIBRO di questo mondo, anche la monnezza, andrebbe comprato. Evitate di scrivere queste cose che magari qualche sprovveduto ci crede pure.

      • Little Black Feather

        Senti, io ho soltanto detto la mia, l’utente Topolinamarta mi ha già risposto con il suo parere ed io non ho iniziato questa discussione per litigare.
        Non sto dicendo che allora TUTTI i libri del mondo vanno letti perché gli autori li hanno scritti in un botto.
        Io ho lasciato da parte un sacco di libri che saranno anche bellissimi ma che non ho mai voluto leggere perché non mi ispiravano per niente.
        Magari, come ha detto Marta, qualcuno potrebbe cogliere un lato positivo che voi non avete colto.
        Ci saranno anche 700 pagine “buttate lì a caso”, nomi che non stanno ne in cielo ne in terra e stronzate di qualsiasi tipo ma a ME questo libro è piaciuto.
        Sicuramente meno di altri, ma non conta questo.
        Quello che io sto dicendo è che dipende dai gusti del lettore.
        Non ti è piaciuto?
        Pazienza, vorrà dire che la prossima volta che vedrai un libro di Alessia Fiorentino non lo vorrai comprare, il vantaggio non è mio, è tuo.
        Per cui io chiudo qui, ma ribadisco che tutto dipende dal lettore.

    • Fan di Alessia Fiorentino

      io la penso come te, per me Sitael è un libro frantastico, e anche io ho la libreria piena di libri fantasy

  • gambero83

    Ora va un po’ meglio, hai focalizzato l’oggetto del discorso sui tuoi gusti personali. Ma rimane ancora molta ignoranza (non generale, ma editoriale) nel tuo commento. Per questo dico che alcune “sparate” vanno evitate, altrimenti si fa disinformazione sull’argomento.

  • nessuno

    scommeto che il semplice lettore, e alessia fiorentino XP

  • Fan di Alessia Fiorentino

    se non ti piace il libro sono cavoli tuoi e non scrivere stupidaggini sul libro e sulla scrittrice!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    il disegno è fantastico e visto che io nn ho quell’edizione, quando ho visto la copertina con Etenn mi sono detta :”Cavoli è proprio lui!”
    Le prsone che criticano senza sapere mi danno proprio sui nervi!!!!
    E io li spendo più che volentieri i soldi per comprarmi Sitael, anche perché mi sono comprata il secondo e non vedo l’ora di comprarmi tutte e due le trilogie!!!

    • topolinamarta

      Caro/a fan di Alessia: come sa bene chi frequenta questo blog già da un po’, io accolgo con interesse anche chi non è d’accordo con le mie opinioni (ci mancherebbe!). Vorresti dunque spiegarmi gentilmente in quali punti, secondo te, ho “criticato senza sapere”? A me sembra di essere stata obbiettiva, spiegando come mai, a mio parere, Sitael è un libro pessimo… però si sa, anche i migliori sbagliano, quindi figurarsi io. Tu pregherei, quindi, di fare lo stesso spiegando le tue ragioni a favore, se possibile non tirando in ballo i gusti. Grazie 🙂

  • Antonio Amodeo

    Il disturbatore ha capito che hai criticato l’immagine perché ti sembrava che il personaggio non assomigliasse al protagonista, da qui il “Le prsone che criticano senza sapere mi danno proprio sui nervi” con relativo dispendio di punti esclamativi

  • [Recensione] Le gemme di Tebarka | Pensieri d'inchiostro

    […] ho avuto con alcuni dei fantasy della casa editrice Dario Flaccovio: mi riferisco in particolare a Sitael di Alessia Fiorentino e a Ethilinn – La dea nascosta di Egle Rizzo, recensiti tempo fa in questi […]

Stretta è la soglia, larga è la via: dite la vostra, che ho detto la mia!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: